…I'll also show you a sweet dream next night…

Film&Serie

Flash Post: Assassinio sull’Orient Express

Il 6 dicembre è uscito al cinema l’adattamento cinematografico (nonchè remake del film del 1974) di una delle più famose opere di Agatha Christie: Assassinio sull’Orient Express. Incuriosita dal titolo ho deciso di condividere la visione con alcuni componenti della mia famiglia, tra cui i miei cugini (tutti più giovani di me, che mai avevano avuto a che fare con le opere di Christie) e grandi fan di gialli e di questa autrice, tra cui due zii e mia nonna. Dico questo solo per poter sottolineare che il film è piaciuto a tutti ed è stato in grado di emozionare e intrattenere sia fan del genere che giovani estranei alla tipologia di opere.

Detto questo, la storia è piuttosto semplice: Harcule Poirot, famoso investigatore, appena concluso un caso e necessitando di spostarsi rapidamente verso Londra, si ritrova a viaggiare sull’Orient Express, un treno di lusso con a bordo una quindicina di passeggeri. Come si può facilmente dedurre, durante il percorso avviene un omicidio e Poirot si ritrova ad avere a che fare con uno dei casi più complessi e articolati della sua vita. Chi sarà il colpevole?

Non ho intenzione di spoilerare alcun dettaglio di questa vicenda: il mio scopo è primariamente quello di farvi capire come mai questo film mi abbia colpito, sperando di incuriosirvi e magari di farvelo recuperare (se non al cinema, dato che ormai sarà stato rimosso da molte sale, magari in tv o in dvd, in futuro).

Il film parte introducendo Poirot, uno dei più conosciuti personaggi della Christie. Durante questo primo momento del film, c’è una conversazione, scambiata tra il protagonista e una guardia, in cui Poirot si lancia nella spiegazione del suo modo di fare, del perchè riesce così brillantemente a risolvere casi e di alcuni appunti sulla sua visione del mondo. Queste poche battute mi hanno un po’ allarmata, perchè già dal principio temevo che il film fosse una rielaborazione “all’americana maniera” del libro, e che quindi avremmo assistito a scene esagerate e inverosimili o a grandi battute fatte solo per alimentare l’immagine perfetta del protagonista. Invece ho adorato questo film proprio perchè non solo mi ha intrattenuta e lasciata con la suspance per tutta la sua durata, ma alla fine è stato in grado di mostrarmi quanto motivato fosse lo scambio di battute iniziali, quello che mi aveva fatto storcere il naso. Touchè, messier Poirot!

Credo che questo film meriti una chance per tante motivazioni: esteticamente è molto ben fatto (il contrasto tra l’interno del treno e il paesaggio coperto di neve mi ha veramente fatta innamorare), i personaggi messi in campo sono complessi, gli attori sono stati grandiosi nei loro ruoli e per tutto il tempo si resta col fiato sospeso, incapaci di incastrare tutti i pezzi del puzzle che Poirot si ritrova, suo malgrado, tra le mani. Poi c’è il protagonista, Hercule Poirot, un personaggio schietto, deciso, preciso, ma anche umano. Così umano da dover mettere in discussione, in questo caso, molte delle sue convinzioni.

Quest’opera non è solo un giallo molto particolare, dal finale poco scontato (per chi, presumo, non abbia mai letto il libro), ma è anche in grado di mettere lo spettatore davanti a una delle domande che mi fa sempre molto riflettere e che mi manda in crisi: dove arriva la giustizia? Quanto netta è la linea tra giusto e sbagliato?

Spero di aver acceso in voi una piccola scintilla di curiosità. Come al solito, se avete visto il film o letto il libro fatemi sapere cosa ne pensate. Vi piacciono i gialli? Conoscete già le opere della Christie?

A presto,

Iya&Ceres

 

Note: le immagini utilizzate in questo blog non mi appartengono e sono state usate a puro scopo illustrativo.
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Bunraku – Quando la trama non è tutto!

Finalmente sono riuscita a vedere un film su cui avevo posato gli occhi da tempo e che mi incuriosiva moltissimo. Come avrete capito dal titolo, sto parlando di Bunraku, film d’azione americano del 2010.

bunraku

Trama

“Molto tempo prima della comparsa dell’uomo, il conflitto era già una componente implacabile della vita. Le creature condividevano la terra con altre creature, ma era solo una questione di tempo, perché prima o poi avrebbero lottato per la supremazia sulle risorse.

Gli uomini non erano diversi, anche loro subivano il fascino perverso della violenza. L’uomo e la civiltà si prodigarono per inventare soluzioni sempre più innovative per annientare esseri umani, a discapito di ciò che è necessario per la sopravvivenza.

Esistono molti uomini per uccidere un uomo. Poi esiste un modo per fare il pane o per fare l’amore. Mentre questi ultimi sono limitati, l’uomo ha superato ogni possibile immaginazione e con la sua capacità di distruggere la vita, ora gli basta solo premere un pulsante. Tra il crimine incontrollato che regna per le strade e la guerra crescente alla frontiera, era solo una questione di tempo… *boom*
… dalle ceneri nacque un mondo nuovo. Le nazioni superstiti finalmente realizzarono che l’inarrestabile sete di distruzione dell’uomo doveva essere contenuta. Venne rigorosamente applicato un divieto per tutte le armi da fuoco e, proprio come la spada cedette il passo alla pistola, la pistola lasciò il posto alla spada, permettendo alle autorità di portare pace e speranza alle loro nazioni sulla punta di una lancia, ignorando che la natura autodistruttiva dell’uomo non poteva essere fermata. Non c’è abbastanza amore, in questo mondo, o abbastanza denaro, per permettere che questo eterno cerchio venga interrotto.

Quando il tempo sarà maturo, il male prenderà il sopravvento. Nel nostro caso, viene personificato da un taglialegna: Nicola è il suo nome, e questa è la sua città, la sua terra, un luogo dimenticato da Dio, dove la nostra storia ha inizio.

E come esistono infiniti modi per uccidere un uomo, esistono infiniti modi per raccontare questa antica storia di lotta.

L’introduzione del Narratore

La trama di questo film è piuttosto semplice: il paese è governato dallo spietato Nicola, che ha instaurato una specie di dittatura e, grazie ai suoi fedeli “9 Killer” e ai numerosi leccapiedi, mantiene il controllo assoluto della zona. Un giorno, però, a bordo di un treno, arrivano due stranieri solitari, ognuno con la propria storia e il proprio obiettivo, ma che si ritroveranno a lottare uniti contro un nemico comune.

Personaggi

Numerosi sono i personaggi che si muovono e si scontrano in questo coloratissimo film, ma i protagonisti con una reale caratterizzazione sono una manciata e non tutti ci svelano il proprio nome.

Inizierei a introdurvi Il Vagabondo (Josh Hartnett), uno degli stranieri solitari che giunge in città, alla palese ricerca di qualcosa. Non ci verrà svelato il suo vero nome, ma fin da subito è chiaro che sà menare forte e non ha intenzione di mollare prima di aver raggiunto il suo obiettivo.

“C’è sempre qualcuno più potente di te”.

Il Vagabondo

straniero

Allo stesso modo, Yoshi (Gackt), un coraggioso samurai giapponese, si recherà a trovare lo zio, in cerca di risposte, ma finirà per mettersi nei guai. Presto scoprirà che, per ottenere ciò che desidera, dovrà lottare molto più duramente di quanto si aspettasse.

“La vita è un bene che ogni uomo considera prezioso. Ma l’uomo buono ritiene che l’onore sia molto più prezioso della propria vita. Soprattutto se l’uomo in questione è giapponese!”

Narratore, riferendosi a Yoshi

yoshi

A guidarli nella direzione giusta (dopo essersi goduto diverse risse e scontri all’ultimo pugno) ci sarà Il Barista (Woody Harrelson), un uomo che crede nella giustizia e spera ancora di potersi liberare dal dominio del freddo Nicola, con cui ha dei conti in sospeso.

“La gente ha bisogno di qualcuno a cui ispirarsi. Non è detto che debba essere il più forte. A volte è solo colui che trova la strada giusta.”

Il Barista

il-barista

A reggere la trama ci sono poi, ovviamente, i cattivi: Nicola e i suoi sottoposti.
Nicola (Ron Perlman) è un uomo molto potente, che non si fa scrupoli per ottenere ciò che vuole. Così ha ottenuto il potere e così lo mantiene. Ma anche in Nicola, ormai segregato nella sua dimora per non svelare il reale aspetto, inizia a nascere il desiderio di trovare qualcuno veramente alla sua altezza.

“Se vuoi uccidere un uomo come me sarà meglio che lo pugnali alle spalle, è questo il trucco. L’uomo d’onore… beh, è duro a morire, ma anche lui muore. Gli uomini come me (…) sono in grado di comprendere che la vittoria non riguarda chi ha ragione, ma chi resta. Vedi queste mani, figliolo? Queste mani hanno preso la vita di centinaia di uomini; questi occhi hanno visto gli ultimi respiri fluire da centinaia di polmoni e questi piedi hanno calpestato centinaia di stolti che pensavano di uccidermi. Ma il mio cuore ancora pulsa forte e aspetta qualcuno che sia alla sua altezza.
(…) Vuoi sapere la verità, figliolo? Tutto si riduce al giorno dopo. Quando sorge il sole e capisci che la vita va avanti. Non c’è nessun giudice  nel momento della morte.”

Nicola

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Unico altro villain che spicca tra le schiere di soldati del Taglialegna è Killer n°2 (Kevin McKidd), un uomo violento che usa la propria bravura nel combattimento per tenere a bada coloro che sfidano il capo o per punire severamente chi si mostra inadatto a servirlo. Un uomo senza sentimenti, che vive solo per assaporare il momento della vittoria.

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Commenti

Come sarà ormai chiaro a quanti di voi sono arrivati a leggere fin qui, a livello di trama e personaggi il film non ha nulla in più da offrire rispetto ad altri titoli. Dunque, perchè ve ne sto parlando?

Perchè ho trovato che questo titolo, nella sua linearità, sappia affascinare lo spettatore grazie al fantastico comparto visivo e intrattanere con i suoi scontri improntati come se fossimo in un videogame (con tanto di nemici comuni, boss dell’aria e final-boss)

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Gli scenari sono bellissimi, molti sfondi e ambientazioni richiamano lo stile giapponese ed è quasi strano vederci muovere personaggi di ogni tipo, come lo stesso Vagabondo, che ricorda un cowboy, o alcuni Killer del Taglialegna, che sembrano usciti da un film gangster. Porte che scorrono e luci colorate creano atmosfere particolari e non tutto viene mostrato direttamente, ma raccontato dalle ombre o espresso con qualche altro espediente.  A volte, come il titolo lascia intendere, tutto viene spiegato come in uno spettacolo in stile Bunraku (tipo di teatro giapponese in cui i personaggi sono grandi marionette, manipolate da sagome nere), mentre altre volte le città e gli sfondi scivolano via come se il mondo fosse un enorme libro pop-up. Non per altro…

“Ogni uomo deve avere un hobby. Il mio è creare buffi pop-up.”

Il Barista

barista

La narrazione, a tratti scherzosa, è lasciata alla voce fuoricampo, e il comparto audio è travolgente, con musiche molto varie  e suoni enfatizzati che a volte richiamano lo stile dei videogiochi. Mi è piaciuto molto questo uso degli effetti sonori, come ad esempio quando alla soundtrack si somma il ritmo scandito dal bastone del Killer n°2, in attesa, che crea una base molto ritmata per gli scontri che stanno avvenendo nelle altre stanze.
[Scusate se sono stata poco chiara nell’esprimere quest’ultimo concetto; confido che, se guarderete il film, sarete in grado di capire di cosa sto parlando!]

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Le ultime parole famose… Comunque ho apprezzato molto anche la scelta di trattare i sottotitoli alla lingua giapponese come dei veri e propri dialoghi di un fumetto.

A scene di combattimento molto coreografiche si affiancano piccoli siparietti che fanno sorridere e tutto questo, sommato ai sopracitati reparti visivi e sonori, rende l’opera discretamente godibile e abbastanza scorrevole.

Gli attori, pur non sono sempre perfetti (a parte Killer n°2, che è talmente viscido da mettere i brividi), sembrano nati per interpretare questi ruoli. Lo rivedrò sicuramente in lingua originale, un po’ perché alcuni dialoghi mi sono sembrati un po’ sconnessi o incompleti, ma anche perché la voce del solitario protagonista, Josh Hartnett (che io conosco per l’importante ruolo in Penny Dreadful) ha un tono molto diverso e molto più adatto al personaggio.

Concludendo

Sarà ormai chiaro a tutti che questo film mi è piaciuto moltissimo e l’ho apprezzato ancora di più perchè evidenzia un concetto che mi ritrovo a pensare spesso, ovvero che non servono trame ultra-complesse o colpi di scena improbabili per creare una bella opera. Certo, se ben gestiti sono degli ottimi aiuti, ma anche delle scelte stilistiche particolari possono contribuire a creare un titolo unico. E questo, per me, è l’effetto che fa Bunraku.

Forse qualcuno potrebbe trovarlo troppo pacchiano o un po’ troppo confusionario, presumo che sia anche una questione di gusti, ma mi sento veramente di consigliarlo a chi cerca un film d’azione che si distacca dai soliti canoni da “americanata semplice” o chi è incuriosito dai titoli coloriti e con atmosfere particolari.

Se lo avete visto, come al solito, non esitate a farmi sapere cosa ne pensate, sia che il film vi sia piaciuto, sia che vi abbia annoiato, che il confronto è sempre gradito ospite in questo blog!

A presto,

Iya&Ceres


Flash Post – Suicide Squad

E’ uscito ieri, 13 agosto, l’ultimo attesissimo film DC, annunciato mesi e mesi fa e che mi ha da subito incuriosito (anche se mai mi sarei aspettata di andarlo a vedere il giorno stesso dell’uscita sul grande schermo). Sto, ovviamente, parlando di Suicide Squad!

Sarò breve, perchè il mio scopo non è analizzare il film come faccio di solito, ma più che altro darvi un’idea del titolo, fintanto che è ancora disponibile nelle sale, per incuriosirvi o farvi definitivamente rinunciare a vederlo.

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La trama è semplice: per combattere elementi soprannaturali o metaumani dalle cattive intenzioni, serve qualcuno che sia altrettanto anormale. Il governo degli Stati Uniti decide quindi di creare una squadra di criminali con capacità fuori dall’ordinario, nella speranza di poterla utilizzare qualora si presenti, in futuro, un nemico “non convenzionale”. Inutile dire che non sarà necessario attendere a lungo prima di vedere la Suicide Squad entrare in azione…

Devo dire che il film mi è piaciuto molto: un po’ perchè è scorrevole, con pochi tempi morti, un po’ perchè ironizza spesso sui personaggi, che proprio per le loro diversità sono il punto forte della storia. E’ un film di supereroi, in cui, a vestire il ruolo degli eroi, ritroviamo dei “super” criminali che, a modo loro, sapranno dimostrarsi coraggiosi, altruisti e perfino, in alcuni casi, buoni. Le scene d’azione sono piacevoli e, come già anticipato dalla critica, la colonna sonora è di tutto rispetto.
Personalmente mi è piaciuta anche la scelta dello stile “fumettoso” e colorato con cui sono stati presentati i protagonisti e con cui sono stati gestiti i titoli di coda.

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Forse questa immagine vi aiuterà a capire cosa intendo per “fumettoso”… o almeno per “colorato”…

L’unica pecca, a mio parere, come sempre, è che quando si devono presentare così tanti personaggi insieme c’è poco tempo per scoprirli gradualmente e alcuni dettagli vengono trattati in maniera molto rapida, quasi forzata.
Ma questo non danneggia la godibilità del film e quindi è un titolo che consiglio a chi ama il genere, ma non posso garantire lo stesso a quanti conoscono l’opera fumettistica originale, dato che, non avendola mai letta, non posso fare paragoni a riguardo!

Vi lascio il trailer qui sotto, anche se, a mio parere, avrebbero anche potuto mostrare meno senza renderlo, per questo, meno interessante…

Se lo avete visto, fatemi sapere cosa ne pensate: vi è piaciuto? Vi ha divertiti? Quale personaggio avete apprezzato di più?

Ma soprattutto… quanto ci scommettiamo che quest’anno il Lucca Comics&Games sarà pieno di Harley Quinn?
Tra l’altro, mi chiedevo anche… sarò stata l’unica ad aver trovato la storia di Harley Quinn e Joker quasi romantica? XD

Con questa domanda da psicopatica concludo anche questo Flash Post.
A presto,

Iya&Ceres


Deadpool VS Lo chiamavano Jeeg Robot: due “antieroi” a confronto

Di recente sono riuscita a recuperare due grandi titoli, usciti nelle sale a inizi 2016, che purtroppo avevo miseramente perso per via dei vari impegni e imprevisti. Sto ovviamente parlando, come avrete capito, di Deadpool e Lo chiamavano Jeeg Robot.

A caratterizzare le due pellicole (motivo per il quale i due titoli sono finiti, insieme, in questo post) è la presenza di protagonisti, dotati di super poteri, ma che si distaccano decisamente dalla classica immagine dell’eroe tipo: entrambi hanno un passato da criminali ed entrambi, acquisiti i superpoteri, ne fanno un uso prettamente egoistico e volto alla realizzazione dei propri fini.

DPvsJR

Attenzione! Nonostante trattino di supereroi-antieroi, i due film di cui vado a parlarvi sono molto diversi tra loro e sicuramente potrebbero interessare fette di pubblico diverse. Il piccolo paragone fatto alla fine, inoltre, non va visto come una considerazione generica SULLE DUE OPERE, ma come un commento PERSONALISSIMO in cui confronto i soli PROTAGONISTI per spiegarvi il perchè uno mi sia piaciuto più dell’altro!

Deadpool

Film del 2016, è un titolo Marvel e rientra nel “mondo” degli X-man (a cui si fa riferimento più volte). E’ sicuramente un titolo ricco di azione e, seppur parlando di superpoteri, ha ben poco il sapore di un’opera supereroistica, un po’ perchè Deadpool è un personaggio che non si preoccupa di spargere mari di sangue, un po’ perchè lui stesso comunica con il pubblico e scherza sulle situazioni e sugli altri personaggi presentati.

Deadpool locandina

Trama

Wade Wilson, è un mercenario che si guadagna da vivere “picchiando gente più cattiva di lui”. Un giorno conosce, in un locale per mercenari, Vanessa e se ne innamora. Tra i due strani personaggi scoppia la scintilla e, in breve tempo, i due si mettono insieme, vanno a vivere insieme e decidono di sposarsi. Ma proprio sul più bello, al fortissimo Wade viene diagnosticato un tumore terminale. Per evitare che Vanessa abbia solo tristi ricordi legati all’ultimo periodo della sua vita, Wade fugge di nascosto e, privo di altre speranze, accetta di sottoporsi a degli esperimenti scientifici, per ottenere dei poteri in grado di sconfiggere il cancro. Dopo immense sofferenze, praticamente delle torture, Wade esce rinforzato da quest’orribile esperienza, ma anche estremamente sfigurato e decide quindi di vendicarsi di coloro che l’hanno crudelmente usato come cavia. Indossa così le rosse vesti di Deadpool, super-“eroe” in cerca del suo acerrimo nemico, Francis, dal quale spera di ottenere informazioni utili per tornare esteticamente normale.

Commento

Deadpool è un film (perdonatemi il termine) cazzone, su un personaggio entremamente cazzone! Punto. Ci sono tante scene d’azione esasperate in stile americano, tante battute sarcastiche, tante botte, parolacce e violenza gratuita.
Per questo motivo è un titolo che può piacere molto come può non piacere affatto.
Personalmente ho trovato che, se si è consci di cosa si sta guardando e del fatto che Deadpool tutto deve trasmettere tranne i grandi valori del vero eroe, il film sia divertente e godibile. Se si è consapevoli che il protagonista è irriverente, senza contegno e armato fino ai denti di black humor, sicuramente Deadpool è in grado di intrattenere lo spettatore e, in certi momenti, persino quasi intenerirlo per i suoi lati deboli e per i suoi sentimenti (ho detto quasi!).

“Voi ragazze penserete: < il mio ragazzo diceva che era un film sui supereroi, ma quello vestito di rosso ha appena infilzato quel bestione come un fottuto kebab!>. Potrò anche essere super, eh, ma di certo non sono un eroe! Comunque, tecnicamente questo è omicidio, ma molte storie d’amore iniziano con un omicidio e questa è proprio una storia d’amore. Ma per gustarcela a pieno dobbiamo tornare a prima che mi strizzassi le chiappe in questa tuta di spandex rosso!”

Deadpool,
prima del flashback che ci mostra l’inizio della sua storia.

Forse non sarà il titolo migliore dell’anno, ma per gli amanti dell’azione, che non temono di vedere macchiata e ribaltata l’immagine dell’eroe tipo, questo potrebbe essere un film da prendere in considerazione!

Lo chiamavano Jeeg Robot

Sempre uscito nel 2016, Lo chiamavano Jeeg Robot è un titolo molto particolare, se non altro date le sue origini italiane! Per la prima volta (o per lo meno, per quello che ne so io), sul grande schermo è arrivato un film sui supereroi, dall’ispirazione straniera ma decisamente made in Italy.

JEEG locandina

Trama

Enzo è un uomo che si guadagna da vivere rubando. Per fuggire dalla polizia, un giorno, è costretto a lanciarsi nel fiume Tevere, dove va a sbattere contro dei lattoni contenenti un liquido sconosciuto. Quando finalmente riesce a tornare a casa, Enzo manifesta un estremo malessere, che tuttavia sembra scomparire il giorno successivo. Torna così alla sua squallida routine e al suo giro di malavita, ma la sua ultima impresa non va come dovrebbe. Enzo sopravvive grazie al suoi superpoteri, ma si ritrova in una serie di situazioni che non avrebbe mai potuto prevedere…

Commento

Sono rimasta veramente soddisfatta di questo film. E per una volta sono fiera che si sia raggiunto un così buon livello con un titolo italiano! Certo, non me ne intendo di regia e qualità della pellicola, quindi non posso fare un paragone reale a livello tecnico, ma sicuramente posso parlare di quello che il titolo mi ha trasmesso e dei motivi per cui mi è piaciuto.

Lo chiamavano Jeeg Robot è sicuramente un film d’azione, con un’ambientazione nostrana, una trama buona, anche se semplice, ma soprattutto con dei personaggi molto molto particolari, che esulano dai normali schemi di questo genere.
Il primo ad essere diverso dai normali supereroi è Enzo, il protagonista, che non brilla nè per capacità fisiche nè per intelligenza e sicuramente non è votato alla giustizia. E’ un uomo impacciato, dalla vita triste e scadente. Tutto ci si aspetterebbe da lui, tranne che fosse un eroe e per molto tempo, infatti, questo non è il suo ruolo. A indirizzarlo sulla “retta via” è Alessia, la sua donna, anche lei, sicuramente, ben lontana dai canoni di ogni altra partner normalmente affiancata a un supereroe. Poi c’è il cattivo della storia, Fabio, un uomo viscido, calcolatore, che per i suoi interessi calpesterebbe o farebbe fuore chiunque, anche gli amici. Perchè lui cerca la fama e la fortuna e per averle non guarderebbe in faccia a nessuno. Intorno a loro, tanti altri personaggi e comparse contribuiscono a descrivere un ambiente degradante, che fà da palco alla nascita di un eroe.

Lo chiamavano Jeeg Robot è in grado di tenere lo spettatore con gli occhi appiccicati allo schermo, in attesa di vedere quale strada sceglierà il protagonista e nella speranza dell’happy ending. Seppur non particolarmente ricco di colpi di scena degni di nota, è decisamente un titolo valido e piacevole.

Se non lo avete ancora visto, vi consiglio caldamente di dargli una chance, se non altro per apprezzare quello che è in grado di fare uno staff italiano quando decide di regalare qualcosa di nuovo al pubblico!

Deadpool VS Enzo

Se dovessero chiedermi quale dei due supereroi ho preferito, probabilmente sceglierei Enzo e questo, ovviamente, non ha nulla a che vedere con il film in sè, data la tipologia di intrattenimento molto diversa che i due forniscono: il primo è sicuramente più volgare ma più leggero, mentre il secondo non regala scene d’azione ultra-complesse che tolgono il fiato, ma ha un background decisamente più serio e profondo.
Tornando ai protagonisti, Deadpool è fantastico, mi ha fatto sbellicare dalle risate e sicuramente, dati i suoi poteri da mutante, sarebbe ben più forte dell’italianissimo Enzo, ma a livello di personalità e di crescita all’interno del film, devo dire che Enzo è stato quello che è uscito effettivamente come un eroe dal suo titolo. Entrambi subiscono un cambiamento, ma mentre Deadpool cambia nell’aspetto, Enzo, il nostrano Jeeg Robot, è quello che veramente subisce una metamorfosi, non fisica, ma di valore, passando da antieroe a eroe.
E credo che sia proprio per questo aspetto che Lo chiamavano Jeeg Robot mi ha lasciato, alla fine, un sapore più dolce in bocca, rimanendomi un po’ più nel cuore.

Spero di avervi fornito qualche spunto utile o semplicemente un ulteriore opinione su questi due titoli. Se li avete visti, fatemi sapere cosa ne pensate: li avete apprezzati o non vi sono piaciuti? Ce n’è uno che vi è piaciuto più dell’altro?

A presto,

Iya&Ceres


Disney Tris: tre titoli che ho recentemente recuperato

Nonostante i mille impegni e la mia lontananza dal blog, seppur di raro, sono riuscita a recuperare qualche titolo della Disney e ve ne volevo parlare.

Ralph Spaccatutto

Può sembrare assurdo, ma ho scoperto questo titolo grazie al videogioco Disney Crossy Road (di cui vi ho parlato qui) e mi sono fatta incuriosire dalla sua ambientazione. Il trailer mi ha spinto a dargli una possibilità e devo dire che non mi sono pentita!

Ralph Spaccatutto (Wreck-it Ralph), uscito nel 2012, ci porta nell’universo dei videogiochi, in cui vivono tutti i personaggi e i nemici dei vari mondi virtuali.
Il protagonista è Ralph, un cattivo dei videogames, che però, come altri cattivi, è stanco di essere trattato come un mostro. Il suo è solo un lavoro, il ruolo che deve interpretare, ma non ciò che vorrebbe essere. Questo stato di insoddisfazione e di malcontento lo spingono a scappare, per cercare un luogo in cui poter, per una volta, essere l’eroe… ma non sa cosa rischia abbandonando il suo posto.

Devo dire che questo cartone mi ha fatta divertire più di quanto pensassi. L’ho trovato simpatico, originale ed è stato, più di una volta, in grado di farmi sorridere. Inoltre, la trama è più articolata di quello che possa sembrare al primo sguardo e vengono messi in campo personaggi anche molto diversi tra loro, particolari e, in un certo senso, unici. C’è anche un buon colpo di scena, che, stranamente, non avevo neanche lontanamente ipotizzato e che quindi mi ha piacevolmente sorpresa.

Ralph Spaccatutto

Se siete delle persone maldestre e sbadate, ma che sotto sotto hanno un gran cuore, non potrete non apprezzare Ralph e la sua storia. E’ sicuramente un titolo che vi consiglio!

Rapunzel – L’intreccio della torre

Dopo anni e anni, sono riuscita a recuperare questo film Disney del 2010 (titolo originale: Tangled), che, a mio avviso, è un piccolo capolavoro!

La storia ha come protagonista una giovane e biondissima Rapunzel, stanca di essere rinchiusa nella sua torre, che sogna di evadere per vedere il mondo. Ma Madre Gothel, con la scusa di proteggerla, vuole tenerla nascosta, così da poter essere l’unica a sfruttare i magici poteri dei capelli della ragazza. Le cose, però, cambiano quando fa la sua comparsa Flynn Rider, giovane ladro fuggitivo che cerca riparo nella sperduta torre e finisce per farsi coinvolgere dal desiderio di libertà di Rapunzel.

Io ho adorato questo film! Penso che, delle opere Disney più recenti, sia il mio preferito (anche se ancora ne devo recuperare diversi).
Adoro i protagonisti, adoro i cattivi, c’è avventura, c’è romanticismo, c’è divertimento e tutti i personaggi hanno un loro ruolo e una loro importanza nella storia. In particolare mi è piacuto il fatto che, per una volta, la protagonista femminile non abbia risolto ogni suo problema da sè, ma che la figura maschile messa al suo fianco sia stata effettivamente in grado di farsi valere. Non è una “one-girl story” alla Mulan-maniera o come tanti altri titoli Disney passati, ma accanto a una formidabile e grintosa Rapunzel abbiamo un Flynn Rider, inizialmente schivo e superficiale, che evolve e arriva a fare i salti mortali (nel vero senso della parola) per salvare la sua bella.

Tangled

Tra i tre titoli che vi sto presentando oggi, questo è, a mio parere, il più completo e quindi merita di essere visto.

Frozen – Il regno di ghiaccio

Il più recente tra i titoli presentati oggi, questo famosissimo film del 2013 è stato un tormentone e tuttora fa parlare di sè. Siamo ancora circondati di prodotti dedicati, gadget di ogni tipo, Elsa su ogni maglietta e giochino per bambine. Al contrario dei sopracitati cartoni, avevo delle grandissime aspettative su quest’opera e… sarà stata all’altezza?

Frozen racconta la storia di due sorelle, Elsa e Anna, molto unite da piccole ma costrette poi a separarsi per via degli incontrollabili poteri della prima. Il loro ricongiungimento avviene quando Elsa, arrivata alla maggiore età, deve succedere al trono ed essere incoronata. Ma la quiete tra le due dura poco, e per via dei suoi poteri, che non riesce ancora a controllare a dovere, Elsa è costretta a scappare e abbandonare il regno. Anna, tuttavia, non vuole separarsi dall’amata sorella e parte alla sua ricerca.

Sarò onesta con voi: Frozen, forse per le troppe aspettative, non mi ha del tutto convinta.
E’ un bel cartone, certo, ha dei personaggi simpatici, una storia interessante, un commovente legame tra sorelle e anche un buon colpo di scena, ma… c’è qualcosa che un po’ mi ha infastidita.
Quel qualcosa è Anna. Nonostante il più delle volte possa sembrare simpatica, calorosa, solare e molto piacevole, a tratti il personaggio di Anna è superficiale e ingenuo all’inverosimile e per questo non l’ho amata come avrei dovuto. Ma, a parte i gusti personali, il vero problema, a mio parere, è che la storia ruota esclusivamente, sempre e solo intorno a lei: Anna crea i casini, fa esplodere Elsa, si mette nei guai, fa l’eroina e alla fine… si salva praticamente da sola. Tanti personaggi messi in campo per fare da contorno a quella che è la reale e unica protagonista della storia.
E allora perchè tutti amano Elsa, parlano solo di Elsa e la idolatrano? Solo perchè è bella e con i poteri? O perchè alla fin fine, è lei, delle due sorelle, quella che ha un po’ di sale in zucca? Non lo so!

Non dico, ovviamente, che non sia un bel cartone! Lo è, è di certo interessante, l’ho apprezzato e sicuramente merita una chance. Probabilmente, io stessa, lo rivedrò volentieri in futuro, ma non mi ha lasciato quel feeling positivo che, invece, mi ha dato Rapunzel.

Frozen - Elsa e Anna

Questo è quanto. Sicuramente molti di voi avranno scoperto e visto questi titoli prima di me, ma mi faceva piacere condividerli.
Fatemi sapere se vi sono piaciuti e quale di questi vi è rimasto più nel cuore!

A presto,

Iya&Ceres


Maze Runner: Il labirinto e La fuga

Ultimamente mi sto dedicando alle saghe (anche se il signor Wikipedia ci ricorda che il termine saga è utilizzato impropriamente per definire un insieme di opere collegate tra loro).
Ne ho già viste tre di gran fama e… è da tempo che devo parlarne e non sono ancora riuscita a farlo (pessima come sempre, Iya!).
Spero di riuscire a farmi perdonare con questo post sui due film finora usciti della serie di Maze Runner, che ho recentemente recuperato!

Maze Runner è una serie ambientata in un futuro distopico e, come spesso accade, è tratta da un’opera cartacea: rispettivamente i due film sono ispirati a The Maze Runner di James Dashner e dal suo sequel The Scorch Trials.

Attenzione!
Come sempre la parte che segue, trattando le trame e i personaggi dei due film, avrà un, seppur minimo, contenuto di spoiler!
A quanti vogliono evitare spiacevoli inconvenienti, ma vogliono comunque farsi un’idea sul film, consiglio di andare al primo trailer (versione breve, che la lunga spoilera troppo per i miei gusti) e ai paragrafi “Commenti” e “Concludendo”!

Maze Runner – Il labirinto
(The Maze Runner, anno 2014)

Maze-Runner-Cover

Trama

Il giovane Thomas si risveglia su una piattaforma che sta salendo verso una meta ignota. Quando l’ascensore, denominato La Scatola, termina la sua corsa, il ragazzo si ritrova intrappolato in una radura insieme ad altri giovani. Dopo un piccolo momento di smarrimento, al confuso ragazzo, che come gli altri non ricorda nulla del suo passato se non il suo nome, vengono spiegate le regole del posto e che nessuno è mai riuscito a superare il labirinto che circonda La Radura. Coloro che ogni giorno si cimentano nella corsa per tentare di tracciare il percorso del labirinto, accessibile solo per un determinato lasso di tempo, sono detti velocisti e il giovane e curioso Thomas sembra in tutto e per tutto determinato a diventare uno di loro.
Ma l’arrivo di Thomas porta con se molte stranezze. Una delle ultime è rappresentata dall’arrivo, nella Radura, della prima ragazza, Teresa, che ricorda solo il nome di Thomas e che minaccia di essere l’ultima ad uscire dalla Scatola.

Personaggi

Thomas
E’ l’indiscusso protagonista di questa serie e l’ho trovato un personaggio molto interessante e piacevole. Da un lato è un tipo curioso, che non ama starsene con le mani in mano e che ha ben chiaro cosa vuole. Dall’altro lato, è un personaggio molto altruista, disponibile e che prende a cuore chiunque lo circondi. Nel suo piccolo è esattamente come dovrebbe essere un vero leader: un ragazzo intelligente, con molto spirito critico e voglia di giustizia, ma anche un amico, un alleato.

Thomas

Minho
Tra i miei personaggi preferiti in entrambi i film, Minho è il velocista dagli affascinanti tratti asiatici che da tempo tenta di mappare il labirinto. Coraggioso e prestante, Minho è uno che sa stare alle regole, ma che sa anche capire cosa è giusto  e cosa è sbagliato e ben presto diventerà come un fratello per Thomas e lo sosterrà nelle sue scelte.

Minho

Alby
Se ogni tanto viene fatto uscire un ragazzo dalla Scatola… qualcuno deve essere stato il primo! Questo qualcuno è Alby, un po’ il padre della comunità di questi ragazzi sperduti e senza nulla. Alby è il leader della Radura, colui che gestisce la vita, i ruoli e gli imprevisti del gruppo. E’ un capo giusto ma anche attaccato alle regole che hanno consentito la sopravvivenza della maggior parte dei ragazzi per più di tre anni.

Alby

Gally
Come sempre c’è un personaggio a cui non va bene a genio il protagonista. In Maze Runner quel qualcuno si chiama Gally e prende di mira Thomas fin dal suo arrivo nella Radura. Gally è spaventato perchè il ragazzo nuovo ha portato con se molti cambiamenti e lo reputa responsabile della loro sventura e di tutto ciò che accadrà da quel momento in poi. Fin troppo ancorato alle regole che Alby ha creato per il bene comune, Gally non potrà mai sopportare l’idea di allontanarsi veramente dalla Radura, che ormai vede come una casa.

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Newt
Tra i veterani della Radura c’è Newt, un ragazzo amante dell’ordine ma che, al contrario di Gally, riesce a capire che ogni regola ha un limite e che non tutti i limiti devono sempre essere rispettati. Sarà uno dei primi ad appoggiare Thomas e lo seguirà, per rivendicare la libertà che gli appartiene.

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Chuck
Molto gentile e un po’ goffo, Chuck era il novellino prima dell’arrivo di Thomas e fin da subito si mostra molto disponibile nei suoi confronti. Nonostante la maggiore esperienza, Chuck sarà un po’ il fratello minore del protagonista, qualcuno da proteggere fino alla fine.

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Teresa
Ultima arrivata nella Radura, la ragazza è da subito fonte di scompiglio, poichè porta con se diverse novità. E’ chiaro che c’è qualcosa che la collega a Thomas, di cui ricorda il nome, e i due inizieranno un lungo percorso insieme per risalire alla verità dietro al Labirinto.

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Trailer (versione breve)

Maze Runner – La fuga
(Maze Runner: The Scorch Trials, anno 2015)

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Trama

Thomas e i pochi eletti che sono riusciti a scappare dal Labirinto vengono portati in salvo in una base d’accoglienza in mezzo al deserto. Qui il gruppo apprenderà la verità sul mondo circostante e… si troverà di fronte a qualche nuova stranezza. Ben presto Thomas capirà che non sono ancora al sicuro e guiderà nuovamente la fuga dei suoi compagni… verso e attraverso un mondo che non conosce più.

Personaggi aggiuntivi

Janson
E’ colui che accoglie i superstiti del Labirinto nella struttura in mezzo al deserto. Nonostante si dimostri inizialmente molto gentile e disponibile, c’è qualcosa nella situazione che insospettisce Thomas e, indagando, il ragazzo si renderà conto che il loro salvatore non è chi dice di essere.

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Aris
E’ uno dei primi ragazzi ad essere arrivato nel centro di raccolta e accoglienza. All’apparenza molto strano, Aris è consapevole che Janson trama qualcosa e, vedendo in Thomas un alleato, lo renderà partecipe delle sue scoperte.

Aris

Brenda e Jorge
Dopo la fuga dalla struttura, il gruppo di ragazzi, sempre guidati da Thomas, si imbatterà in diverse difficoltà. Tra coloro che li aiuteranno c’è Jorge, il capo di un gruppo di Sopravvissuti, che spera di guadagnarsi così un posto per sè e per Brenda, che vede come una figlia, nel luogo in cui i ragazzi potranno finalmente essere al sicuro.

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Ava Paige
E’ il capo indiscusso dell’associazione responsabile dell’isolamento dei ragazzi, prima nella Raduna e poi nella struttura nel deserto. Il suo scopo è usare i giovani come cavie, per ottenere una cura per il morbo che affligge l’umanità e per ottenere questo è disposta a non guardare in faccia a niente e a nessuno.

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Teaser

Commenti

Devo dire che questa saga mi sta piacendo molto: mi ha interessata dall’inizio alla fine, non mi ha mai fatta annoiare e non l’ho trovata particolarmente banale.
A discapito di quello che si potrebbe pensare, la trama è meno scontata del previsto e la storia prende una piega molto diversa da quella che si potrebbe ipotizzare all’inizio del primo film, variando anche un po’ l’ambientazione e, quasi, il genere…
Qualche piccolo colpo di scena serve a smorzare una trama incentrata su corse, inseguimenti e fughe, che è sufficientemente adrenalinica (alla fine è venuta l’ansia di dover scappare anche a me!) ma che non si fa mancare una storia particolare e… su cui bisogna ancora fare luce.

Certo, ci sono anche diversi momenti, nei due film, che possono lasciare il pubblico un po’ perplesso o con qualche interrogativo.
Io, in particolare, mi sono chiesta:

[SPOILER]
Come ha fatto Gally ad uscire dal labirinto se la via si è chiusa dietro il gruppo in fuga? Volevano proprio far fuori il povero e indifeso Chuck per creare un effetto ancor più drammatico??
[FINE SPOILER]

A parte questo “piccolo” frammento di trama a me incomprensibile del primo capitolo (punto che, per altro, se fosse venuto a mancare non avrebbe in alcun modo influenzato il resto della storia), non ho trovato grandi incoerenze o grandi stranezze.

I personaggi sono interessanti e i principali (Thomas, Teresa e gli altri fuggitivi del gruppo) sono abbastanza caratterizzati.
Personalmente mi sono particolarmente affezionata a  Minho e Newt, per cui non posso che tifare per la loro sopravvivenza!

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Come fratelli

Newt

Ho anche particolarmente apprezzato che, nonostante l’opera si regga sempre sulla stessa situazione (dato che i protagonisti sono in fuga perenne, prima dal labirinto, poi dai cattivi, poi… da un mondo diverso, distorto e post-apocalittico) il secondo capitolo non sia la copia sputata del primo. Entrambi sono simili ma non identici, il che li rende, a mio parere, entrambi molto godibili.

Concludendo

Forse qualcuno potrebbe non trovarla l’opera del secolo (e quale lo è??) ma non vi nascondo che sono rimasta molto soddisfatta dalla visione e sono ora in trepitante attesa del terzo e ultimo capitolo, in uscita nel 2017 (quindi, purtroppo, ancora molto lontano)! Ho come l’impressione che sarà il capitolo cruciale, quello che mi farà catalogare questa saga come “ottima” o come “discreta”, quello che la spingerà tra le mie preferite o la farà precipitare nel mare dei film comuni.

Nel frattempo non posso che consigliarlo a quanti amino film d’avventura, futuri distopici post-apocalittici e apprezzino come protagonista un ragazzo curioso e desideroso di giustizia e libertà.

Come sempre, se avete visto quest’opera, fatemi sapere cosa ne pensate qua sotto!
Vi è piaciuto? Quali personaggi vi sono rimasti nel cuore?
Se non lo avete apprezzato, cosa vi ha infastidito??

A presto,
maybe con un’altra saga…

Iya&Ceres