…I'll also show you a sweet dream next night…

Talking about it

Cose che mi fanno arrabbiare – Capitolo 4: “Devi essere stro**o!”

Cari follower, salve!

Come in passato sono qui per lamentarmi di qualche simpatico avvenimento o aspetto della società che mi infastidisce notevolmente. Nello specifico, oggi vorrei trattare della fantastica filosofia, sempre più diffusa, del “nella vita devi essere stronzo!”

Penso che molti di noi avranno sentito almeno una volta una delle seguenti frasi: “tocca farsi furbi”, “tanto gli stronzi vincono sempre”, “se sei buono se ne approfittano tutti”, e così via. Perchè ora “essere troppo buoni” è diventato un difetto. E io mi chiedo: perchè? Perchè un pregio diventa un difetto e un difetto si trasforma in un pregio?

Capisco che spesso si prendano delle grosse delusioni, delle vere pugnalate alle spalle, in amore, in amicizia, sul posto di lavoro, ma come si può diventare così acidi e disillusi nei confronti del mondo da pensare che essere stronzi sia la soluzione a tutto? Ma, soprattutto, le persone che pensano sia meglio tenere il coltello dalla parte del manico per poter pugnalare chi è più debole di loro si ritengono veramente dei soggetti forti?
Perchè, sarò difettosa io, ma non sembra proprio così…

Non vedo forza in chi si comporta male con il prossimo, perchè reputo sia una via molto facile, sia perchè richiede meno energie che cercare di far sempre la cosa giusta ed essere gentili, sia perchè ci si espone molto meno agli attacchi di altre persone male intenzionate.

Mi chiedo: dove andremo a finire se il mondo diventa fatto interamente di persone egoiste, cattive e incuranti del prossimo? Tolto che questi comportamenti possano renderci la vita un po’ più facile, come possono, le persone che hanno subito la cattiveria degli altri, diventare come chi li ha feriti? Vale la pena diventare ciò che si odia?

L’odio, il disprezzo e la noncuranza del prossimo sembrano essere sempre più diffusi nella popolazione e, per una cosa o per l’altra, pare che vivere da persona onesta e gentile stia diventando sempre più difficile. Oramai chi cerca di fare un discorso basato su un minimo di altruismo o empatia nei confronti di qualcun altro viene additato come “buonista“, ed essere buoni pare il male supremo. Ma non è forse più facile pensare che lo sia, per chi ha deciso di seguire la via della cattiveria, così da mettere a tacere quel poco di coscienza rimasta. Perchè vedere chi fa discorsi “buonisti” ricorda a chi deve sempre pensar male o agire peggio che quella non è l’unica via ed evidentemente questi individui non sono in grado di accettare il confronto. E quindi si sminuisce ciò che è troppo bianco, lo si deride per sporcarlo, così che la massa possa sentirsi a posto, con l’anima in pace, mentre si impone o calpesta chi ha a tiro.

Io penso che essere buoni sia ancora un grande pregio. Anche se non è facile, anche se si prendono le mattonate in faccia, anche se la gente crede che siamo stupidi, che amiamo farci prendere in giro, anche se a volte, di fronte agli stronzi, ci viene da essere come loro.
Alla fine le persone vivono segnate dagli stronzi che hanno rovinato la loro vita, ma per questo cercano disperatamente le poche persone che reputano buone. Perchè, in fondo, a nessuno piace essere trattato male e tutti abbiamo bisogno di essere trattati gentilmente. Anche gli infami.

Come al solito, fatemi sapere quale è il vostro punto di vista e se avete esperienze con persone di questo tipo, il dialogo qui è sempre aperto.

A presto,

Iya&Ceres

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Chiacchiere, Meme e Seoul Mafia

Cari amici, salve!

Che state combinando in questo periodo? Ma soprattutto: che cosa state guardando in questo periodo?
Io ho in corso diverse serie animate, ovvero Bleach (che sto recuperando con Darling), My Hero Academia e The Seven Deadly Sins, e fintanto che non saranno terminate (o almeno chiuse le stagioni in corso) temo non potrò parlarne. Eppure la tentazione di fare due chiacchiere su My Hero Academia, che ho visto per la prima volta lo scorso mese e di cui mi sono innamorata, c’è ed è molto forte. Chissà se riuscirò a resistere fino alla fine della terza stagione…

Arriverà a breve, invece, spero, un post su un manga che ho finalmente completato, ma di cui non so ancora se fare un malloppost o un post semplice… ho l’impressione che se iniziassi a scrivere ogni cosa, finirei per fare un poema epico, quindi sono un po’ indecisa.

Nel frattempo volevo condividere con voi il fatto che sto seguendo, da qualche mese, un nuovo youtuber che reputo molto simpatico e divertente. Sto parlando di Seoul Mafia, un ragazzo italiano residente in Corea del Sud, che tratta della Corea e delle sua esperienze, mostrando a volte locali particolari, altre volte parlando della società coreana e delle differenze con la nostra, altre volte ancora collaborando con dei ragazzi coreani per fare dei video simpatici e “frizzicherelli” (come direbbe lui). Il tutto sempre con toni molto leggeri e scherzosi. So che potrebbe non piacere a tutti (al mio ragazzo, ad esempio, non fa impazzire), ma il suo modo di fare, il suo inventare parole e il suo amore per Sailor Moon mi inteneriscono e i suoi video mi rilassano e mi strappano sempre un sorriso, quindi mi sembrava carino parlarvene.
Vi posto qui sotto un paio di suoi video, qualora foste interessati:

 

 

 

Infine volevo concludere questo post di chiacchiere condividendo con voi alcuni meme/immagini prese dal web che ho ritrovato in giro nella memoria del mio cellulare nei giorni scorsi, sperando che possano strapparvi qualche risata. O magari scopriremo che il mio senso dello humor è distorto e che queste immagini non farebbero ridere nemmeno i polli.
In realtà, il fatto che io abbia un senso dello humor distorto è abbastanza noto. E poi… perchè mai i polli dovrebbero ridere?

Verità della vita

 

 

 

Questa, lasciatemelo dire, è un capolavoro!

A pet story

 

 

 

Tra l’altro, se non conoscete Sarah Andersen, andatevi a vedere alcune delle sue vignette, perchè sono troppo carine!

Allen, sei tu?

No sense (o quasi)

Lo so che probabilmente sono stupida io, ma quando ho visto questa per la prima volta ho riso per ore. Forse dovrei sentire un bravo dottore…

 

 

 

Il momento NERD

 

 

E con questa carrellata di immagini concludo questo rapido post. Fatemi sapere qualche meme vi è piaciuto e soprattutto se state guardando una delle serie sopra citate e cosa ne pensate.

A presto,

Iya&Ceres


Estate 2018 – Progetti, idee e speranze

Salve a tutti!
Come ogni estate ho iniziato a fare dei progetti per cercare di organizzare al meglio il tempo libero, nella speranza di rilassarmi e fare qualcosa di interessante e memorabile. Probabilmente starete pensando che mi sto muovendo un po’ tardi, dato che siamo già a metà luglio, ma la verità è che, dato che quest’anno si sta nella poraccitudine generale, io e il mio partner non abbiamo modo di fare grandi viaggi e quindi non c’è stato bisogno di pianificare sul lungo termine.
Bello, vero?

Tra l’altro, riguardando le missioni per l’estate che mi ero prefissata nel 2016, mi sono resa conto che stabilire troppi obiettivi quando si è in hype per qualcosa porta a sopravvalutare il quantitativo di tempo libero effettivo che si ha e le energie necessarie per completare certe missioni.

Quindi, quest’anno, mi sono limitata a stilare una breve lista di suggerimenti utili per il periodo estivo, che, nel mio caso, va da metà luglio a circa metà settembre, conscia del fatto di dover spalmare le varie attività su un periodo piuttosto lungo per essere certa di riuscire a fare almeno metà delle cose che vorrei fare, tanto più che nel frattempo dovrò anche studiare e lavoricchiare per racimolare due spicci da spendere al Lucca Comics di ottobre-novembre (‘cause poraccitudine never ends).

 

In questa estate, quindi, spero di riuscire a:

andare al mare (che per ora ho solo comprato le creme solari, ma non sono riuscita a metterci piede neanche una singola volta);

❂ andare a un parco divertimenti/parco acquatico con i miei amici;

❂ andare alla mostra di Harry Potter a Milano e/o alla FICO (Eataly World) a Bologna;

❂ girare per qualche bel borgo o località della mia regione (ma credo che aspetteremo settembre, per evitare il caldo eccessivo di agosto… sempre che il meteo, quest’anno, decida di seguire una qualche logica);

passare del tempo con la mia nipotina e farle fare qualcosa di interessante e diverso dal solito, così da creare dei bei ricordi di questa estate insieme;

trovare anche il tempo per rilassarmi, senza pensare a tutte le cose che dovrei/potrei/vorrei fare. Inutile dire che questo è il punto della lista più difficile da mettere in pratica.

Eeeh… *sospira malinconica guardando fuori dalla finestra* 
Chissà quanti punti riuscirò a spuntare nei prossimi due mesi. Riuscirò nelle mie imprese o a fine estate guarderò nuovamente questa lista di possibilità, maledicendo il poco tempo, i pochi soldi o le condizioni meteo?

Intanto spero di avervi incuriositi o magari invogliati a fare qualcosa di diverso dal solito e che condividerete con me i vostri progetti per l’estate.

A presto,

Iya&Ceres


Quanto influiscono mood e hype nell’apprezzamento di un’opera?

Ultimamente mi è capitato più volte di chiedermi se alcune delle opere che ho visto in passato mi siano piaciute o meno in funzione della giovane età o della mia esperienza in campo anime/manga, oltre che al possibile paragone con altri titoli dello stesso genere. Questo mi ha portata a rivedere e riscoprire molti di questi titoli e, come è prevedibile, alcuni di quelli che anni fa consideravo “i migliori” ora mi risultano meno perfetti, più scontati e, magari, anche carenti in certi ambiti.

Ma inesperienza e pochi termini di paragone non sono le uniche cose che influiscono nell’apprezzamento di un’opera, per lo meno per me, e per questo oggi volevo parlare un po’ del peso che possono avere mood e hype.

Inizierei parlando dell’umore o della voglia di vedere un determinato genere rispetto ad un altro, perchè è uno dei fattori che ho scoperto influenzarmi maggiormente. Di tanto in tanto, infatti, mi ritrovo a dover scegliere con la dolce metà anime da vedere insieme e ogni volta, in particolar modo nei periodi di stress o con avvenimenti che determinano un mio preciso mood, ho difficoltà a prendere una decisione. Lo stesso capita, certe volte, la sera, quando sono stanca e mi piazzo davanti a Netflix o spulcio la lista di titoli che mi sono segnata, sperando che magicamente arrivi l’illuminazione, ma finiscono per scartare ogni singola opzione perchè “no, oggi non mi va”.

Voglia di vedere film strappalacrime? Quasi mai.

Ecco, il mood per me è vitale. Salvo rari titoli, che potrei riguardare all’infinito per quanto mi hanno presa o fatta innamorare, devo essere dell’umore giusto per poter apprezzare pienamente qualcosa.
Questo significa che se guardo un bel titolo, anche se sono in vena di vedere tutt’altro, mi farà schifo? Ovviamente no!
Un buon titolo è scorrevole o piacevole e lo sarà a prescindere da ogni possibile influenza esterna, ma potrei finire con il sottovalutare alcuni fattori dell’opera o non apprezzare dei personaggi costruiti bene perchè troppo diversi da come mi sento in quel momento. Inoltre il mondo non è pieno solo di fumetti o cartoni perfetti e probabilmente i gusti e l’umore con cui li si affronta influiscono molto sulla loro considerazione finale.

Gli yaoi rientrano tra i generi che posso recuperare solo se sono nel giusto mood. [E questa immagine è un piccolo spoiler di uno dei prossimi post… 😛 ]

L’hype, invece, è un fattore che agisce in maniera velata, meschina, a volte senza che ce se ne renda neanche conto, e può essere un abbaiante flash che distrae dal valore effettivo di un titolo, nel bene o nel male. Basti pensare a quando si attende un film per molto tempo e si finisce per considerarlo formidabile nonostante le innumerevoli pecche, o, all’opposto, quando si aspetta un sequel/prequel sperando nel meglio e si finisce per rimanere delusi dalla prevedibilità della trama, dall’evoluzione dei personaggi o dal ripetersi di certi clichè.
La consapevolezza che l’hype tende a influenzarmi in maniera rilevante, mi ha portata ad evitare molti titolo “mainstream”, superchiacchierati e superpubblicizzati, ammenochè il mood non sia talmente affine a quella specifica tipologia di opera da farmi dimenticare ogni voce o parere entraneo.

Io in fissa per qualcosa, incurante del resto del mondo. [Altro riferimento a un’opera che sto seguendo e amando alla follia.]

Ho finora ignorato, giusto per fare degli esempi abbastanza comprensibili a tutti, titoli come Attack On Titan e Il Trono di Spade, poichè l’hype e amore generalizzato come quello che esiste per queste due opere porta i fan a dipingerle eccessivamente bene e a creare aspettative a volte troppo elevate, che l’opera potrebbe non riuscire a soddisfare in toto. Quando uscì Stranger Things, ad esempio, tutti ne parlarono da subito molto bene e quindi mi dissi: “Cavolo, deve essere veramente un telefilm valido!”. E lo è. L’ho apprezzato molto, anche nella seconda stagione (seppur l’abbia trovata un po’ più vuota della prima), ma il mio giudizio finale dell’opera si è limitato a un semplice “Si, molto carino”. Questo perchè, probabilmente, in qualche angolo remoto della mia testa, chissà cosa mi stessi aspettando. Per questo mi capita di chiedermi: se non l’avessi vista guidata dalla scia di commenti positivi, questa serie sarebbe stata in grado di sorprendermi maggiormente, facendomela valutare ancora meglio?

Queste, comunque, sono considerazioni molto generali su fenomeni che interessano molti, ma con pesi molto diversi per ognuno, per questo mi piacerebbe sapere cosa ne pensate e cosa condiziona il vostro apprezzamento di un’opera.

A presto,

Iya&Ceres

Nota: le immagini usate in questo articolo non mi appartengono e sono state inserite a puro scopo illustrativo.

Tra il bianco e il nero

Come vi ho accennato quando sono riapparsa, qualche giorno fa, c’è qualcosa di cui sento la necessità di parlarvi. Non tanto per il fatto in sé, che già potrebbe far riflettere molte persone, ma per tutto ciò che è seguito a questo fatto.

Verso Pasqua una persona di mia conoscenza si è tolta la vita. Lo ha fatto perché condannato per un reato che avrebbe dovuto scontare in prigione, abbandonando per sempre le cose a lui importanti. Tolta l’amarezza dell’atto in sé, che suona assurdo anche quando accade a persone praticamente estranee, ci sono molti puntini sulle i che mi sento di dover mettere in questa faccenda per tutte le chiacchiere e i comportamenti che molti soggetti che ruotavano intono a quest’uomo hanno tenuto dopo la sua dipartita.

La prima cosa che mi preme sottolineare, anche se può suonare estremamente scontata (ma vi garantisco che è piuttosto difficile da percepire per molti) è che una persona può sbagliare e, comunque, non essere un mostro.
Il fatto che tu sia bravo a fare il tuo lavoro non toglie che tu possa aver commesso un reato, per il quale è giusto che si prendano provvedimenti. Se anche hai commesso un errore, tuttavia, questo non significa automaticamente che tu sia un mostro o una brutta persona.
Allo stesso modo chi denuncia può non averlo fatto con le intenzioni più candide della storia (che, è vero, c’è chi punta solo a vendetta e denaro), ma questo non toglie che sia parte lesa e, giuridicamente parlando, nel giusto.

Dopo l’accaduto, molte persone, anche piuttosto esterne alla vicenda, si sono permesse di giudicare coloro che hanno denunciato, definendoli “assassini” o “con la coscienza sporca”, come se, improvvisamente, il fatto che una persona si fosse tolta la vita invertisse totalmente i ruoli. Perché, ovviamente, deve esserci qualcuno che è assolutamente nel giusto e qualcuno che è del tutto nel torto, no? Per cui, se un povero cristiano ha deciso di rinunciare alla sua vita, di sicuro non può che essere la vittima, e quindi quelle che sembravano pecorelle indifese diventano lupi voraci che hanno aggredito un povero pastorello innocente.

Fatico veramente a capire come si possa pensare, in situazioni così complesse, che tutto sia bianco o nero, ignorando completamente le infinite sfumature che certe storie possono assumere, andando a collocarsi nell’infinita gamma di grigi  che c’è tra questi due “colori” opposti.
A quale scopo, per altro, bisogna per forza schierarsi da una delle due parti? Non è mica una guerra e tantomeno questi grandi cavalcatori dell’indignazione possono considerarsi dei cavalieri senza macchia.

Per chi si cerca un colpevole? Perché dare la colpa a qualcuno per la scelta personale di un singolo individuo?

E’ estremamente facile puntare il dito verso delle persone, soprattutto se meschine o non affini a noi, ma che senso ha dar fiato alla bocca o, peggio ancora, fare i leoni da tastiera, quando non si è mai detta neanche una parola di conforto alla “vittima”? E’ facile e comodo parlare quando ormai tutto è finito, quando è troppo tardi e non si ha nulla da perdere.

E altrettanto facile è scaricare su “gli assassini” il peso della propria coscienza, quando non si è nemmeno cercato di capire le motivazioni dietro agli atti del povero suicida, o quando, nonostante le voci di corridoio, nessuno si è mosso per prevenire un disastro del genere.

Con quale ipocrisia individui che si sono finti amici e sostenitori di uomo senza mai accettarlo per come fosse veramente, senza accettare la sua diversità, facendolo sentire nel giusto a nascondersi, si sentono di poter giudicare chi, per difesa o per comodo proprio, ha tirato la storia alla luce del sole?

Queste, e forse molte altre ancora, sono le sfaccettature che una vicenda tragica, eppure potenzialmente così comune, può avere. Infinite sono le sfumature di grigio che vi si possono vedere, se solo si cerca di guardare oltre l’apparenza.
Tante sono le cose che si potevano dire o fare o non fare. Ma ormai ciò che è stato, è stato e lasciarsi andare a chiacchiere velenose e giudizi superficiali su una storia di questo tipo non fanno che creare un groviglio di melma e schifo intorno all’accaduto, macchiando ancor di più questa serie di tristi eventi di amarezza.

Spero che questo mio sfogo sia servito a farvi riflettere o, se non altro, di essere stata chiara nell’esprimere questo messaggio: la vita è strana, le persone sono complesse e le dinamiche che le riguardano sono articolate, per cui non tutto si può ridurre ai minimi termini.

A presto,

Iya&Ceres


Maggio è realmente esistito?

Pare incredibile a dirsi, ma sono ancora viva!

Io stessa fatico a crederci, considerando quanto frenetico e, in certi momenti, surreale sia stato quest’ultimo mese. E’ successo veramente di tutto e per giorni interi non ho avuto neanche il tempo di accendere il pc, per cui sono rimasta isolata nel mio caos per un po’.
Ma davvero siamo arrivati a giugno? Veramente è arrivata l’estate?
Considerando il clima che ho qui, fuori dalla finestra, sembrerebbe proprio di no!

Ci sono diverse cose di cui potrei e vorrei parlarvi e penso che uno dei prossimi post tratterà anche un argomento che mi ha piuttosto lasciata perplessa e infastidita in quest’ultimo periodo, ma per oggi voglio solo salutarvi e aggiornarvi un po’ sulla mia vita.

Innanzitutto, sono in dirittura di arrivo con lezioni e tirocini e, sta volta, è l’end-point definitivo. Dopodichè rimarrano solo da terminare gli esami e completare la tesi, ma, disgrazie permettendo, inizio a vedere la luce in fondo al tunnel e spero sempre che questo comporti una mia maggior costanza nel tenere questo blog. Penso che ormai siate abituati a queste mie scomparse periodiche, ma vorrei davvero potervi regalare qualcosa di più curato e meno altalenante. Speriamo che dall’alto qualcuno me la mandi buona!

Altra novità frizzantina di questo mese è che sono diventata zia per la seconda volta! :3
A inizio maggio, infatti, è venuta al mondo la mia seconda nipotina (a quanto pare la mia famiglia ha una straordinaria predisposizione ad avere femmine) e per l’occasione, insieme alla sorella del compagno di mia sorella (chiaro, no?) e con l’aiuto della mia dolce metà, abbiamo creato una torta di pannolini a più piani. Non so se a voi è mai capitato di farne, ma è abbastanza divertente e sono rimasta molto soddisfatta del risultato, soprattutto tenendo conto che non sono una persona abituata a confezionare oggetti fatti a mano!

(per Nyu: sono convinta che la tua sarebbe stata molto più spettacolare, vorrei veramente vederti all’opera con una creazione del genere!)

Per il resto, ho smesso di mangiare un sacco di alimenti, poichè, dopo mesi di sofferenze, ho deciso di fare le prove delle intolleranze alimentari ed è venuto fuori che avevo problemi con il mondo intero. Ho rimosso dalla mia alimentazione praticamente ogni cibo o bevanda che mangiavo normalmente (compreso tè e caffè) e sono ormai una cinquantina di giorni che mi sto depurando. Devo dire che, tolti i momenti di catalessi legati all’astinenza da teina e caffeina (che si è fatta sentire soprattutto la prima settimana) sto molto meglio e spero di riuscire a rimettermi un po’ in forma, approfittando anche della maggior libertà ottenuta e del bel tempo (che si spera arriverà, prima o poi). Certo… non vedo l’ora che arrivi il 60° giorno dall’inizio di questa agonia, così da poter ricominciare a reintegrare, step by step, qualsiasi cosa, soprattutto perchè inizio ad soffrire pesantemente l’assenza della pizza e della birra.

Cibooooooooooo

Per il resto, la vita va avanti e nel poco tempo libero dei week-end mi sono dedicata, come sempre negli ultimi mesi, alle campagne D&D in corso e alla gestione di casa e dei nani malefici, che stanno diventando sempre più grossi e pucciosi.

Noi siamo grassezza, noi siamo morbidosità.

Per ora vi saluto e vi assicuro che ci sentiremo presto!
Passate una buona giornata/una buona serata,

Iya&Ceres