…I'll also show you a sweet dream next night…

Hi...

Sono il genere di persona che ripete le cose un milione di volte perchè non sa mai se gli altri la stanno a sentire... Quindi eccomi qui, che il delirio abbia inizio!

Ultima

BlaBlaBla di inizio aprile

Cari lettori, salve!

Al solito sono in un periodo invivibile della mia vita, tra tirocini intensivi, studio, gestione di casa e di problematiche varie. Se il cielo mi assiste (e dal tempaccio che ci è stato fino ad ora non si direbbe, ahah) questo dovrebbe essere l’ultimo semestre tragico della mia esistenza. Lasciatemici credere almeno un po’…

Sono in fase di lettura/visione di diverse cosine, ma non sono ancora nella posizione di parlare di nulla e dato che non sto facendo nient’altro se non starmene in casa (che bella, la giovinezza!) ne approfitto per condividere con voi un paio di cose che mi hanno dato la gioia in quest’ultima settimana.

In primis, ho fatto un acquisto per i miei puzzetti nanosi: un mega tiragraffi-gioco. Questo perchè Link e Allen sono i primi gatti tra quelli che ho avuto ad aver effettivamente utilizzato il loro tiragraffi, fino a ridurlo a pezzi!

“Sono stato bravo, mamma?” cit. Link

Ergo volevo recuperarne uno nuovo e più adatto alla loro attuale stazza (stanno diventando dei micioni-ciccioni), ma a trattenermi dall’acquisto era il prezzo di questi aggeggi… finchè non ho trovato una fantastica offerta su Amazon e mi ci sono fiondata! (qui il link, qualora vi interessasse). Così ho passato il mio poco tempo libero a costruire, pezzo per pezzo, un castello per i nani, che a quanto pare, dopo una prima fase scettica, hanno iniziato a capire che la struttura era tutta per loro.

L’opera terminata, in tutto il suo splendore e 1,70m di altezza!

L’altra cosa che ha rallegrato le mie giornate è stata la scoperta di un gruppo coreano che non avevo mai avuto modo o voglia di esplorare (soprattutto perchè ascolto poco k-pop e in generale prediligo gruppi femminili). Così è iniziata la mia fissazione con i BTS, che ascolto a loop da 15 giorni, per tirarmi su di morale e ritrovare un po’ di grinta. Mi piacciono soprattutto le canzoni più recenti e trovo che il gruppo, oltre a presentarsi molto bene esteticamente (come tutte le boyband, ovviamente), vanti pezzi molto orecchiabili, ballabili e con delle belle coreografie. Vi lascio qui sotto alcune delle mie preferite, qualora vogliate dare un occhio.

Spero che abbiate passato una bella Pasqua e che siate sopravvissuti alle grandi abbuffate di questi giorni. Se avete fatto qualcosa di particolare, fatemi sapere nei commenti. Io intanto prego affinchè questo lungo inverno finisca e la primavera arrivi ufficialmente.

A presto,

Iya&Ceres

Si, però… che ansia!

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Le (dis)avventure di Iya&Ceres a Verona

Salve a tutti!
Come forse saprete (ve ne ho accennato nel mio post Relaxing Things) io e Darling avevamo in programma di fare un piccolo week-end fuori per visitare Verona, approfittando di un’offerta trovata grazie all’app di Poracci in viaggio (qui il collegamento al sito).

Vorrei poter dire che è stato un viaggio perfetto, ma in realtà, al solito, la sfortuna si è brutalmente accanita su di me, creando qualche piccolo problemino di percorso
Certo, ci abbiamo messo anche del nostro, scegliendo di andare il 3 e 4 marzo, dato che quella stessa domenica c’erano le elezioni e dovevamo ripartire presto per tornare e votare… che ci volete fare, siamo un po’ esauriti.

Detto questo, le disavventure iniziano la sera prima della partenza, quando in me inizia a manifestarsi un discreto mal di gola, che ho cercato di neutralizzare in ogni modo, senza successo. La mattina del 3 partiamo molto presto e percorriamo con calma il tragitto di qualche ora per arrivare alla meta, incontrando per strada diluvi, neve e tanto bel freddo. Arrivati a Verona, abbiamo parcheggiato in uno dei tanti parcheggi a pagamento in centro e ci siamo lanciati all’esplorazione della città, il tutto rigorosamente sotto la pioggia, con ombrello in una mano e macchina fotografica dall’altra. Non stupitevi, quindi, se le poche foto decenti  che posterò sono avvolte dal grigio: è semplicemente il brutto tempo che ci ha accompagnati per tutto il sabato.

La prima tappa è stata ovviamente la famosa Arena di Verona, vicina a un piccolo parco e al Municipio.

A seguire ci siamo avventurati per il corso, fermandoci di tanto in tanto in qualche negozio o a osservare qualche vetrina. Siamo arrivati in piazza delle Erbe, dove ci sono la fontana “Madonna Verona”, la Torre dei Lamberti, le Case Mazzanti, il ponte con la costa di balena appesa e, poco più in là, in una piazzetta vicina, una statua dedicata a Dante.

Quanto tristi i colori di questa foto?

Dopo un’oretta circa dal nostro arrivo, ho iniziato veramente a star male: il principio di mal di gola che mi portavo dietro, per via della tanta acqua presa nonostante gli ombrelli e per il freddo umido che penetrava le ossa, si è trasformato in un bel raffreddore e ho iniziato a indebolirmi. Necessitavo al più presto di un posto caldo e confortevole in cui riposare un po’. Dopo aver superato le Arche Scaligere, continuando sulla stessa strada verso il fiume Adige, alla ricerca di un locale poco affollato e dai prezzi accessibili, ci siamo imbattuti in un piccolo bar che ha attirato la nostra attenzione e in cui ci siamo concessi una lunga pausa: il  Tosca Cafè.

Ci siamo talmente innamorati di questo posto, piccolo ma accogliente, con uno staff gentilissimo, che siamo tornati anche il giorno successivo, quindi non posso fare a meno di parlarne bene e di sottolineare quanto i suoi infusi alcolici (che non avevo mai assaggiato) mi abbiano fatta star meglio, scaldandomi dall’interno e ridandomi un po’ di vita. Darling invece, entrambe le volte, ha preferito qualcosa di più energico.

A sinistra, il primo giorno: cioccolata calda con espresso, scaglie di cioccolato, panna montata e chicchè di caffè per Darling, mentre per il mio mal di gola un infuso alcolico alla Menta. A destra, il giorno dopo: espresso, panna montata e scaglie di cioccolato per Darling, infuso alcolico ai frutti di bosco per me.

Dopo questo piacevole break, ci siamo diretti verso una delle tappe mancanti: casa di Giulietta. Nel mentre ci siamo imbattuti anche in una statua dedicata a Romeo e Giulietta, che tuttavia non ci ha proprio… come dire… fatti innamorare.

Casa di Giuletta, invece, era talmente piena di turisti di ogni nazione (soprattutto asiatici) che abbiamo deciso di tornare la mattina seguente, sperando almeno di poter fare qualche foto senza essere vittime del maltempo. Ergo, un po’ stanchi, abbiamo terminato la passeggiata per la via e ci siamo diretti nuovamente verso la macchina.

Nell’Offerta Poraccia di cui abbiamo usufruito erano compresi hotel, welcome drink e due ore di spa, oltre, ovviamente, all’immancabile colazione. Siamo andati quindi abbastanza presto in albergo, così da poter riposare un po’ in vista della serata rilassante (avevamo prenotato la spa dalle 20 alle 22). Per fortuna, grazie a qualche magica medicina, mi sono un po’ ripresa, tanto da poter godere dell’aperitivo offerto, ma l’esperienza della spa non è stata proprio il top, non tanto per via del posto (che era piuttosto carino e completo di sauna, bagno turco, idromassaggio…) ma per una serie di piccole problematiche. Innanzitutto in poco tempo sono tornata a non stare proprio benissimo, poi la spa era piena di coppiette, alcune più rumorose (che non lasciavano molto spazio al relax altrui) altre un po’ più silenziose, ma… fin troppo intime. A tutto questo va aggiunto il fatto che il sistema elettrico ha avuto un guasto e siamo rimasti senza luci nè elettricità per una buonissima parte del tempo.
Insomma… le disavventure, con Iya&Ceres, non finiscono mai!

Usciti dalla spa, abbiamo deciso di fare una cena molto rapida ed economica, quindi abbiamo approfittato del McDonald vicino all’albergo, anche se il mio malessere continuava ad aumentare, tanto che abbiamo consumato il tutto in meno di 20 minuti e poi ci siamo fiondati di nuovo in camera per dormire.

La domenica ha segnato invece una ottima ripresa delle mie condizioni fisiche e, nonostante il tempo ancora grigio, le condizioni climatiche si sono fatte decisamente più favorevoli e abbiamo avuto una tregua dalla pioggia. Dopo un’abbondante, ottima colazione (sia dolce che salata, perchè scegliere quando si ha così tante cose buone davanti è un peccato) abbiamo lasciato l’hotel e siamo tornati in centro, per ultimare i giri.

Siamo quindi riusciti a fare un paio di foto alla casa di Giulietta, per poi fare qualche acquisto e dirigerci infine a casa di Romeo che, devo dire, mette piuttosto tristezza… peccato non ci sia granchè da vedere. Dopo qualche altro giretto random, siamo tornati alla macchina e ci siamo preparati per rientrare a casa.

Per riuscire a scattare una foto alla sola statua di Giuletta ho dovuto aspettare il momento esatto di scambio tra una turista cinese e l’altra… la fila era enorme!

Tra i vari bottini che ho portato con me, non potevano mancare le calamite souvenir, che ormai amo portare a mia madre, mio padre, mia sorella e alle nonne.

Per le mie nipotine, invece, ho preso qualcosa dal Disney Store, che da noi non c’è.

La borraccia di Rapunzel è per la mia nipotina di 4 anni, che adora il cartone, mentre l’altro completino delizioso è per la pupetta in arrivo! :3 Che ve ne pare?

Infine ho approfittato di altri negozi assenti nella mia zona, Lush e Sephora, per recuperare qualche prodotto interessante.

A sinistra l’acquisto di Sephora: una maschera per piedi (prodotto mai provato, mi ha incuriosita moltissimo). A destra i due prodotti di Lush: un balsamo solido e, nella scatolina, un olio da massaggio (sempre solido).

Volendo concludere, Verona è una città bellissima e che merita di essere visitatasicuramente con molta più calma di come abbiamo fatto noi questa volta (e in condizioni fisiche e climatiche migliori). Il solo girovagare per la città regala viste uniche e ci si imbatte continuamente in edifici particolari, chiese e statue che rendono l’esperienza decisamente memorabile. E poi… siamo stati talmente tonti da dimenticarci di visitare il Duomo, quindi dobbiamo per forza tornare e completare il giro, magari quando la città sarà baciata da un bel sole.

“E quello?” – “Credo sia il Duomo.” – “E perchè non siamo andati a vederlo?” – “Ehm…”

Spero che questo post vi sia piaciuto, prima di concludere volevo condividere con voi un articolo che ci è tornato molto utile per organizzare questa mini-gita fuori porta: è un itinerario per visitare Verona in 1 solo giorno, fatto dal sito Luoghi Da Vedere (qui).

Siete mai stati a Verona? Avete in programma qualche visita fuori porta? Che posto vi piacerebbe visitare?

A presto,

Iya&Ceres

Ps: il motivo per cui questo articolo è stato pubblicato così tardi è che sono piena di impegni e ancora non sono riuscita del tutto a tornare al top della mia forma. Mi auguro la situazione migliori presto!

Neve e Nani

Salve a tutti!

Dato che vivo in una zona che ha risentito (moderatamente) del condizioni climatiche gelide di questi giorni, ne ho approfittato per restare a casa, riposare, passare del tempo con la mia famiglia e godermi la neve.

Sono consapevole che non tutti amano quanto me questa fredda amica, ma credo che potersi fermare qualche giorno (salvo per chi fa lavori fondamentali, quali medici, infermieri, etc) sia una cosa positiva e quindi sono contenta di aver potuto rivedere, dopo diverso tempo, il mondo innevato, soprattutto perchè, da quando è venuta al mondo mia nipote (ormai più di 4 anni fa) non avevo avuto modo di condividere con lei certe esperienze. Quindi, vi presento il fantastico pupazzo di neve che abbiamo realizzato quest’oggi, in collaborazione con Darling:

Due artiste mancate, eh?

Oltre a questo, anche passeggiare per il paesino, respirando l’aria fredda e pulita post-nevicata è stato decisamente piacevole e rinvigorente. Presa dell’euforia, ho anche cercato di scattare qualche foto… ma non tutte, complici il buio e l’ambiente in movimento, sono venute…

Meditando poi di cosa parlare nei prossimi post, ho realizzato che non vi ho più aggiornati sulla questione “Nani”! Per chi non lo sapesse, ad agosto 2017 io e la mia famiglia abbiamo adottato due gattini maschi rimasti orfani (ve ne ho parlato qui) e li abbiamo allattati fintanto che non sono diventati autonomi. Dopodichè mia madre era intenzionata a riportarli nella nostra casa in campagna (dato che la nostra gatta era terrorizzata dalla loro presenza e non voleva più rientrare in casa), ma consci che questo “ritorno alle origini” avrebbe decretato una loro prematura dipartita, considerato il fatto che dovevo iniziare una convivenza temporanea con Darling (che speriamo diventi poi definitiva) abbiamo deciso di tenerli con noi e quindi… ecco come sono I Nani dopo circa 6 mesi da quando ve li ho presentati:

Mai a fuoco, neanche da grandi…

Questi piccoli teppisti hanno finalmente dei nomi, ispirati ovviamente al mondo dell’animazione, e anche se hanno mantenuto alcune caratteristiche di quando erano dei poppanti, devo dire che sono cresciuti molto anche caratterialmente…

Allen era il più piccolo dei due… e lo è rimasto! Un po’ perchè il fratello lo ha superato di gran lunga da cucciolo, un po’ perchè ha avuto ripetutamente problemi con dei parassiti intestinali ed era arrivato a non mangiare quasi più nulla, un po’ perchè quel maledetto del fratello cerca continuamente di rubargli il cibo. Nonostante questo, dei due Allen è sicuramente diventato il più intraprendente e coraggioso, nonchè quello che è tranquillo per il 90% del tempo, ma che se poi decide di fare qualcosa, anche se SA di non doverla fare, non si riesce a fermarlo. Era il più mammone e questo suo lato lo ha reso uno stalker: ammenochè non dorma, come mi sposto da una stanza all’altra, lui mi segue, anche a costo di rimanere sul ciglio della porta a fissarmi (ci sono stanze, come bagno e camera da letto, in cui non è concesso loro entrare). A parte questo suo aspetto ossessivo, non ama essere tenuto sulle braccia e si fa coccolare quando ha voglia, preferibilmente quando non c’è il fratello.

Guardate se non sembra un signorino

Nonostante il lato schivo, il suo essere un animale pacato e tranquillo, che dà confidenza e il fatto di essere bellissimo (anche se è un filino storto) lo rendono il preferito della maggior parte delle persone che bazzicano per casa.

L’altro piccolo criminale a quattro zampe è stato rinominato Link (e tutt’ora è spesso soprannominato Linki-pì o Linki-suinki) e, al contrario del fratello, piuttosto che esplorare il mondo e la fredda neve, preferisce stare sulle braccia di qualcuno e beccarsi un sacco di coccoline. Mangia come un piccolo cinghialetto e infatti ha un bel pannicolo adiposo, oltre che due guanciotte da scoiattolo e un pelo morbidissimo. E’ molto attivo nei giochi e ha il brutto vizio di non regolare l’utilizzo delle unghiette (anche se colpisce molto piano con la zampetta), anche se sta sulle gambe di qualcuno e poi scivola nel sonno… ergo le mie gambe sono delle fette di groviera!
Nonostante l’indola paciosa con le persone, Link tende ad essere un po’ fastidioso con il fratello (presumo per una questione di dominanza) ed ogni volta cerca di fregargli il cibo e, a volte, anche le attenzioni. Allen tuttavia, troppo preso dallo scrutare l’orizzonte con gli occhi spenti e tristi, sembra non dare un gran peso alla sua prepotenza.

Un bel tipo, che si lascia fare un po’ di tutto. Peccato che non abbia mai imparato a miagolare e, tuttora, i versi che emette ricordano diverse varietà di volatili, piuttosto che dei felini…

Spero che questa piccola parentisi sia stata di vostro gradimento. Fatemi sapere che cosa avete fatto in questi giorni di neve (se da voi ce n’è stata), se vi piaccioni i miei due Nani-giganti e se avete capito da cosa sono stati tratti i loro nomi.

A presto,

Iya&Ceres

Made In Abyss – Flashpost

Grazie alla mia dolce metà ho scoperto un anime di cui mi sono innamorata: Made In Abyss, seinen a impronta fantasy di 13 episodi, tratto dall’omonimo manga di Akihito Tsukushi che vanta ad oggi 6 numeri ed è ancora in corso.

Trama

Riko è una ragazzina di 12 che, come molti altri abitanti della città sulla voragine, Orth, sogna di esplorare il misterioso Abisso sottostante. Inoltre la giovane è figlia di una delle più famose esploratrici del posto, una grande autorità locale, il fischietto bianco Lyza, e sogna di poter raggiungere la bravura della madre e scendere in profondità nell’Abisso per poterla incontrare di nuovo. Ma avventurarsi nell’Abisso non è cosa da poco, infatti ogni tratto è costellato di infinite avversità, creature particolari e pericolose e la risalita da ogni strato porta con sè degli effetti negativi, sempre più gravi mano a mano che si scende. La maledizione dell’Abisso prevedere vertigini e nausea per gli esploratori che risalgono dal 2° strato, allucinazioni visive e uditive per coloro che si sono avventurati al 3° strato, fino a perdita di sangue da ogni orifizio al 4° e, dal 6° strato, tuttora ignoto, perdita di umanità o morte. Allora perchè l’uomo continua a tentare di raggiungere il fondo di questo mondo?
La vita di Riko riceve una grande scossa a seguito di due avvenimenti importanti: l’incontro con Reg, un robottino-umanoide che le salva la vita e che ha perso la memoria, e il ritrovamento del fischietto della madre, accompagnato da un foglio con su scritto: “Nel fondo dell’oltretomba, aspetto”.

 

Commento

Sarò onesta con voi: penso che quest’opera sia un piccolo capolavoro. Non c’è  nulla che non mi sia piaciuto e nonostante l’anime abbia dei personaggi 12enni e inizi apparentemente come uno shonen, gli avvenimenti mostrati, le riflessioni, le conversazioni, tutto è in realtà diretto a un pubblico più adulto e maturo. Gradualmente, la storia si fa sempre più complessa, articolata, pesante, come se l’avvicinarsi all’Abisso portasse con se delle verità scomode e macabre.

La storia è accattivante, fa riflettere su diversi aspetti (dalla natura dell’uomo, all’umanità e alla religione) e ciò nonostante ci siano anche momenti di dolcezza e leggerezza. I personaggi sono tutti ben fatti, ben delineati, piacevoli, interessanti, le vicessitudini di Riko e Reg incollano lo spettatore allo schermo e la trama ha in serbo ben più di una sopresa da regalarci.

La colonna sonora poi mette i brividi e ci ricorda spesso che nonostante i colori accesi e lo stile “chibi” del disegno, questa opera è pregna di emozioni forti.

“Il grosso degli abitanti di questo luogo non crede in dio, sai?
E lo sai in cosa credono, invece?
Credono in questo luogo, credono nell’Abisso stesso.
Il fondo dell’oltretomba è ignoto, è temuto, e proprio per questo è divino.
Se andare e tornare fosse semplice, sia il valore dei cimeli che la fede nell’Abisso
crollerebbero inesorabilmente.”

Vi consiglio quest’anime con tutto il cuore (ammenochè non siate persone sensibili che non riescono a vedere scene di violenza su bambini) perchè è un’opera singolare, “a tutto tondo”, molto promettente e perchè è un buon momento per recuperarla, dato che sono state annunciate sia la seconda stagione (anche se non è stata ancora definita una data), sia il manga, che arriverà in Italia a marzo grazie alla J-pop (e che io e la dolce metà vogliamo assolutamente recuperare).

Quindi vi lascio, al solito, postandovi la sigla e chiedendovi di condividere con me le vostre impressioni, qualora lo vediate, i vostri pensieri, i dubbi, le perplessità…

A presto,

Iya&Ceres

 

Ps: Le immagini utilizzate in questo post hanno scopo illustrativo e non sono di mia proprietà.

Speciale di San Valentino: Le nostre coppie preferite (con Onee-chan)

Questo è il primo (e spero non l’ultimo) post che ho pensato di fare in collaborazione con Onee-chan (mia sorella), con cui condivido da sempre la passione per cartoni e fumetti. Dato che siamo già arrivati a San Valentino, abbiamo pensato di presentarvi una classifica con le coppie che più abbiamo amato negli anime e nei manga che ci accomunano.
Se non vedete le vostre preferite qui sotto, le possibilità sono 2:

  • una di noi due non conosce l’opera in questione (o entrambe) [vedi paragrafetto in fondo];
  • la coppia del vostro cuore non ha colpito noi allo stesso modo.

Questo non significa, ovviamente, che il nostro sia un parere assoluto, ANZI: se volete suggerire qualche coppia, consigliare qualche anime o commentare a vostra volta le nostre scelte siete i benvenuti.

Prima di iniziare con la lista vi spiego un po’ come abbiamo dato i punteggi:
per ogni coppia, proposta di comune accordo, abbiamo valutato sia i due personaggi singolarmente (con il loro modo di fare, il carattere, l’aspetto, la rispettiva crescita), dando ad ognuno un voto che va da 1 a 5, sia la storia, ovvero le vicende, l’evoluzione della trama, il finale e tante altre piccole sfaccettature, dando un voto da 1 a 10. Il risultato finale per ogni coppia è dato dalla media tra la somma dei due singoli e il voto della storia. Spero di essere stata chiara…
(tra l’altro ho già parlato di alcune delle opere presenti nella lista, quindi cliccando su alcuni titoli potrete andare al post in questione)

14° – Haruhi Fujioka x Tamaki Suō
(Ouran High School Host Club – ANIME)

Riconosciamo tutti questa scena, no?

Lei: 4-/5
Lui: 4-/5
Storia: 5,5/10

TOTALE: 6,5/10

Nonostante Haruhi sia una self-made girl, di quelle determinate e coraggiose, Tamaki il classico personaggio buono che riesce a conquistare e a cambiare i propri compagni, entrambi siano carini e coccolosi, la loro ingenuità non ha paragone e dalla loro vicenda emerge un forte legame, più che una vera storia d’amore. A penalizzare la coppia nel complesso, quindi, è più che altro il mancato “sbocciare” di un sentimento che è evidentemente presente, ma che risulta secondario alle vicende trattate nell’anime.

13° – Misaki Takahashi x Akihiko Usami
(Junjō Romantica – ANIME)

 

Misaki: 3/5
Akihiko: 3/5
Storia: 7+/10

TOTALE: 6,6/10

Avevamo forse detto che le coppie sarebbero state solo eterosessuali? Avendo visto diversi yaoi (soprattutto Onee-chan, che ultimamente si sta abbastanza chiudendo sul genere *cof cof*) ci sentivamo di dover includere alcune tenere coppiette in questa classifica. Anche se, ahimè, nonostante la storia evolva molto e i due personaggi diventino sempre più legati e dipendenti l’uno dall’altro, non possiamo ignorare il fatto che i due soggetti siano un filino “di legno”. Peccato anche per gli eccessivi cliché del genere (che purtroppo ritroviamo anche nelle altre coppie yaoi) che rompono un po’ l’equilibrio di una storia che aveva un non so che di tenero (non legato al fetish per i peluche di Akihiko!).

12° – Risa Koizumi x Atsushi Otani
(Lovely Complex – ANIME)

“Penso di non valere niente senza di te”

Lei: 3+/5
Lui: 3+/5
Storia: 7/10

TOTALE: 6,75/10

Partirei con  il dire che entrambe adoriamo Lovely Complex, è un anime che consideriamo come un grande classico shojou, di quelli che tutti dovrebbero conoscere (non per altro l’ho recentemente fatto vedere anche alla dolce metà).  Tuttavia la coppia Koizumi – Otani ha tantissimi alti e bassi (che pare una battuta, ma non lo è), così come la loro storia, nonostante i due sembrino fin dall’inizio fatti l’uno per l’altro. Risa è sicuramente una tipa solare e coraggiosa, di quelle che combattono fino alla fine se desiderano qualcosa, ma passa metà dell’anime a piangere, a dire che vuole lasciar perdere anche se è troppo cotta per farlo e a commettere sciocchezze anche quando sa di sbagliare. Dall’altra parte, Otani, che medita a lungo sulla propria situazione e valuta ogni aspetto prima di concedere una chance a Risa, manca spesso di tatto e risulta cieco in più di una occasione. Per tutti questi fattori la loro storia di adolescenti, che potrebbe essere anche abbastanza realistica, per quanto simpatica e con un finale molto piacevole, risulta travagliata ancor più di quel che avrebbe dovuto essere.

11° – Nana “Hachi” Komatsu x Nobuo “Nobu” Terashima
(Nana – ANIME e MANGA)

Lei: 3,5/5
Lui: 3,5/5
Storia: 7/10 (in attesa di un finale)

TOTALE: 7/10

Potevamo lasciar fuori Nana da questa classifica? No di certo: chiunque abbia visto questo cartone/letto questo fumetto credo abbia empatizzato o fatto il tifo per una delle tante possibili coppie. Tra tutte, la storia tra Nana Komatsu e Nobu è quella che più ci ha scaldato il cuore. Entrambi sono dolci e un po’ ingenui, a volte si lasciano trascinare dalle proprie emozioni o portare a fondo dalle situazioni, ma la loro storia era davvero troppo tenera per poterla ignorare… se solo avesse una fine!
Come di certo saprete, il manga di Nana è sospeso da tempo e la coppia in questione, nonostante qualche flashforward ci faccia ben sperare, non è di fatto una coppia, quindi non ci resta che sperare di avere delle risposte in futuro e di poterli vedere di nuovo insieme, a vivere l’amore perfetto che questi due grandi sognatori desideravano.

10° – Shōta Kisa x Kō Yukina
(Sekai-ichi Hatsukoi – ANIME)

Shōta: 4-/5
Kō: 4/5
Storia: 6,5/10

TOTALE: 7,1/10

Ho amato Sekai-ichi Hatsukoi ancor più di Junjō Romantica e questa è una delle coppie yaoi che più ho adorato in assoluto. Shōta mi fa troppa tenerezza per via del suo complesso da 30enne, che lo porta a credere di non poter più avere una storia seria (anche se a volte eccede un pochino con il vittimismo) e Kō, oltre ad essere super-affascinante e splendente, ci ha catturate per via del suo innamoramento così profondo da non dar peso al fatto che di fronte a sé c’è un ragazzo di molto più grande di lui (anche se Yukina era etero… e questo salto dall’altra sponda rientra un po’ nei sopracitati cliché del genere). In generale, comunque, la storia non ha grandi colpi di scena e si basa sulla solita serie di coincidenze che siamo abituati a non valutare ma che rendono la storia un pochino esagerata.

9° – Ritsu Onodera x Masamune Takano
(Sekai-ichi Hatsukoi – ANIME)

Ritsu: 3,5/5
Masamune: 3,5/5
Storia: 7,5/10

TOTALE: 7,25/10

Ancora tanti cliché yaoi, ma la storia di Ritsu e Masamune, il primo amore che si ripresenta dopo tanto tempo a togliere il fiato, è davvero romantica. Anche se Ritsu ha praticamente mandato tutto a rotoli per un sorriso, anche se Masamune c’è andato talmente sotto da non pensare ad altro per anni, alla fine non possiamo voler male a due personaggi che si sono fatti in quattro per emergere e per farsi valere e che poi si sono incontrati e innamorati di nuovo. Mi viene il batticuore da teenager solo a pensarci.

8° – Rika Minami x Hajime Yuo
(Cosplay Animal – MANGA)

 

Lei: 4-/5
Lui: 4-/5
Storia: 7+/10

TOTALE: 7,4/10

Ho già trattato di questo manga in passato e devo dire che l’ho trovato molto valido, soprattutto perché all’inizio sembra molto banale, incentrato principalmente su qualche fissa della protagonista e creato per far vedere qualche scena un po’ osé, da palpitazione, invece la storia evolve molto, i personaggi crescono insieme e viene trattato un lasso di tempo molto lungo dopo il loro incontro, approfondendo effettivamente la trama (per quanto rimanga comunque molto semplice e lineare). Onee-chan ci tiene, invece, a sottolineare che i due protagonisti non sono particolari, e questo è di per sé sia pro che contro: sicuramente sono più realistici di altri soggetti, ma sono per questo anche meno memorabili nei loro tratti caratteriali.

7° – Usagi Tsukino x Mamoru Chiba
(Sailor Moon Crystal – ANIME)

Lei: 4-/5
Lui: 4-/5
Storia: 7,5/10

TOTALE: 7,5/10

Tra le coppie più amate e citate di sempre c’è quella del tenebroso “Milord” e della paladina che veste alla marinara, la famosa Sailor Moon. Noi abbiamo deciso, però, di prendere come riferimento l’ adattamento più recente del manga, ovvero la serie animata Sailor Moon Crystal, dato che entrambi i personaggi (alias Usagi e Mamoru, con i loro nomi originali) ci sono risultati di gran lunga più piacevoli. Usagi è molto meno sciocca che nella vecchia versione animata (anche se Onee-chan non manda giù l’eccessiva gelosia per Chibi-Usagi), matura molto ed è un personaggio che colpisce al cuore, mentre Mamoru è molto meno snob e un po’ più utile che il Marzio del passato (purtroppo sempre troppo poco, ma che ci volete fare, la storia è incentrata sulle ragazze), anche se non ha molto margine di sviluppo. La loro storia poi, che prevede un amore in grado di superare il tempo e ricongiungere due anime reincarnate, è troppo “cuoriciosa”, per quanto comunque non si possa parlare di perfezione, dato che è piuttosto semplice e ripetitiva. Volevamo darle 7, ma alla fine abbiamo aggiunto mezzo punto extra alla storia perché è un grande classico (un “nuovo classico”), per la dolcezza con cui viene mostrata la loro prima volta e perché l’episodio del ballo ci ha fatto venire gli occhi a cuoricino. Speriamo non doverci ricredere con l’arrivo delle prossime serie.

6° – Taiga Aisaka x Ryūji Takasu
(Toradora! – ANIME)

Lei: 3+
Lui: 4,5
Storia: 7,5

TOTALE: 7,6/10

Toradora! è decisamente uno dei titoli shojo più conosciuti e nonostante lo svolgimento piuttosto semplice della vicenda (a tratti anche monotona), il finale è decisamente carino, mostra una discreta maturazione di entrambi i personaggi (soprattutto della piccola e rumorosa Taiga), la reciproca volontà di migliorarsi per poter rimanere per sempre insieme e vale da sé la visione dell’anime.

5° – Yukino Miyazawa x Soichiro Arima
(Karekano / Le situazioni di Lui&Lei – ANIME)

Lei: 4-
Lui: 4-
Storia: 8+

TOTALE: 7,9/10

Purtroppo non abbiamo ancora avuto modo di recuperare il manga di Lui&Lei, altro grande titolo sentimentale che ha segnato la nostra crescita. Quello che ho sempre adorato di questa storia è la dolcezza e la naturalità con cui le cose evolvono, la crescita dei personaggi, quanto visceralmente Arima riesca a cambiare Yukino e viceversa. Si danno moltissimo, reciprocamente, in una storia fatta di paure, incertezze e voglia di continuare insieme. In particolare, abbiamo entrambe apprezzato che l’anime tratti la prima volta tra i due protagonisti, sempre con la stessa dolcezza del resto, sempre senza cadere nel volgare o nello scontato. E’ un peccato rimanere solo con le nozioni del cartone, perché è evidente che la controparte cartacea (che conta 21 volumi) avrà sicuramente molto più da raccontare e da approfondire.

4° – Nobuko “Nobu” Ishihara x Heikichi Nakao
(Lovely Complex – ANIME)

Lei: 4,5/5
Lui: 4,25/5
Storia: 7/10

TOTALE: 7,9/10

Al contrario delle aspettative, la coppia che abbiamo ritenuto da premiare non è quella protagonista, ma una di quelle che si muovono nello sfondo. Nobu-chan e il suo Darling non solo sono super-innamorati (a tratti fin troppo sdolcinati) e non hanno avuto bisogno di grandi tira e molla per trovarsi, ma sono una coppia affiatata e matura. L’unica pecca è che le loro vicende ci vengono a malapena mostrate (salvo in un paio di episodi) per lasciar spazio a Risa e Otani e questo ovviamente va a danneggiare il punteggio di quella storia che ci è stata a giusto accennata.

3° – Misao Harada x Kyo Usui
(Black Bird – MANGA)

Lei: 4/5
Lui: 4/5
Storia: 8-/10

TOTALE: 7,9/10

La storia di Misao e di Kyo è molto particolare e, anche in questo caso, piuttosto unica. E’ una storia fatta di sacrifici, in cui lei mette a rischio la propria vita pur di poter dare tutta se stessa all’uomo che ama e Kyo, innamorato di Misao fin da bambino, va contro ogni essere del suo universo narrativo pur di poterle restare accanto. Come mai, allora, il voto è “solo” 7,9/10? Innanzitutto perché i personaggi avrebbero potuto crescere e mostrarsi di più, considerando la lunghezza finale del manga (18 volumi), poi perché la storia, negli ultimi capitoli, è stata molto molto allungata. Per il resto, ci chiediamo se il finale non sia stato fin troppo magnanimo date le premesse, ma a noi sicuramente è andata bene così.

2° – Giulietta Fiammata Astro Capuleti x Romeo Candore Montecchi
(Romeo x Juliet – ANIME)

Lei: 4,5/5
Lui: 4+/5
Storia: 8 (da rivalutare)

TOTALE: 8,4/10

Penso non spetti a noi venirvi a spiegare di cosa tratti Romeo x Juliet, essendo questo un anime ispirato alla famosa storia di Shakespeare. Quello che possiamo fare è giustificare i nostri voti: abbiamo amato entrambi i personaggi e in particolar modo Giulietta, cresciuta un contesto sicuramente diverso del più agiato Romeo; la storia, poi, è estremamente dolce e commovente (piango già solo sentendo partire la meravigliosa sigla), tormentata e, a nostro avviso, il finale merita anche più che *cof cof* quella dell’opera originale *aricof cof*. Tutto questo, nonostante l’ambientazione fantasy. L’unica annotazione da aggiungere è che è passato diverso tempo da quando abbiamo visto il cartone, quindi l’8 è dato un po’ sulla fiducia, in base a ciò che ricordavamo della storia, che ci ha fatto versare ben più di una lacrimuccia.

1° – Sana Kurata x Hayama Akito
(Kodomo no Omocha / Il giocattolo dei bambini – MANGA)

Lei: 4,5/5
Lui: 4,5/5
Storia: 8,5/10

TOTALE: 8,75/10

Penso che scegliere il manga rispetto all’anime fosse una cosa OVVIA: chiunque abbia avuto a che fare con entrambe le versioni di quest’opera concorderà che la controparte cartacea è di lunga più seria, completa, matura, approfondita di quella animata, tanto che il target d’età sembra diverso. Non c’è molto da dire, perché in realtà ci sarebbe da parlare per ore di quanto bella e unica sia la storia di Sana e Hayama: il loro incontro, le loro vicende personali, la loro crescita, il voler essere più grandi per potersi sostenere a vicenda, è tutto meraviglioso. E piuttosto irripetibile. A danneggiare un po’ la storia, infatti, è il fatto che la trama si basi su una discreta serie di coincidenze, che rende il tutto non impossibile, ma se non altro estremamente improbabile. Anche se, mi pare ovvio, non abbiamo ancora trovato una coppia che ci abbia emozionate di più.

PICCOLA PARENTESI: ALTRE COPPIE DA CITARE

Ovviamente non ci siamo trovare d’accordo su proprio tutte le coppie né abbiamo letto le stesse opere, quindi ci prendiamo un piccolo spazietto solo per fare delle precisazioni. Io avrei aggiunto tra le mie coppie preferite (forse in assoluto) Sawako Kuronuma e Shōta Kazehaya di Kimi Ni Todoke, anime che mi ha sempre emozionata tantissimo, ma Onee-chan non ama particolarmente questo titolo e preferisco rimandare un giudizio definitivo a quando riuscirò a recuperare il manga, finalmente è concluso. Altre due coppie da citare sono Aya e Tooya di Ayashi No Ceres (di cui però dovrei rivalutare la storia dopo mooooltissimo tempo dall’ultima visione dell’anime) e Sousuke Sagara e Kaname Chidori di Full Metal Panic!, altra storia molto tenera su cui però non avrei potuto confrontarmi con la mia sorellina.

Prendo al volo il testimone e mi presento: sono Onee-chan e prima di introdurvi le coppie che io non potevo non includere vorrei precisare che, per quanto siamo cresciute insieme, io e mia sorella siamo mooolto diverse caratterialmente e nei gusti, quindi credo che se queste coppie abbiano ottenuto il giudizio positivo di entrambe, allora si: sono effettivamente degne di nota!
E per controbattere quello che ha detto mia sorella sugli yaoi, non è che mi sono chiusa nel genere, è che lo sto approfondendo meglio… 😛
Di altri anime e manga shoujo ce ne sarebbero molti, ma purtroppo non di tutti ricordo i titoli! Ehehe, ne ho letti troppi… Cooomunque, la prima coppia che propongo è un classico: Miki e Yu di Marmelade Boy, da citare perchè sviluppa la storia di un amore proibito (argomento che adoro) ed è stata la prima vera storia che ho visto/letto da piccola. Per non parlare della sigla cantata da Cristina D’Avena che, lo ammetto, ancora a volte canticchio. Però onestamente una cosa che sopporto poco è quando è palese che una coppia abbia un problema, ma uno dei due non vuole parlarne con l’altro per non farlo soffrire… come se non soffrisse lo stesso se ti comporti diversamente senza una spiegazione!

La seconda coppia non è stata inserita in classifica perché è di un manga ongoing che sto leggendo solo io. Sto parlando di Yuki e Shou di Namaikizakari, coppia che ADORO perché, anche se la storia di amore vera e propria ci ha messo un po’ ad iniziare, la cosa non pesa grazie agli espedienti comici e alla maturità di entrambi. Questo manga presenta molto bene, a mio parere, i loro pensieri e dubbi  e sembra veramente di accompagnare i personaggi nella loro evoluzione passo dopo passo.
Poi il rivale “storico” di lui è un personaggio che adoro, è così patato!!!! :3 ❤

L’ultima coppia che vi propongo è interessante per il risvolto psicologico dietro alla trama, che tratta di un passato particolare che ha lasciato i suoi segni, traumatico per uno dei protagonisti più che l’altro. Parlo di Shirotani e Kurose di  10 Count, manga yaoi purtroppo ancora ongoing.

Bene, abbiamo detto di tutto e di più (eppure sembra sempre non abbastanza…).
Speriamo che questo post vi interessi e vi faccia compagnia in questo freddo San Valentino. Come al solito, fateci sapere cosa ne pensate, se ci sono annotazioni da fare o se non concordate con qualche punto.

A presto,

Iya&Ceres & Onee-chan

Iya&Ceres – Le origini: Yu Yu Hakusho (il mio “primo” anime)

Dopo molto tempo dall’ultima visione, sono riuscita a recuperare quello che amo considerare “il primo anime” serio (non per trama ma per significato) della mia vita. Con questo non intendo che sia stato il primo cartone in assoluto, perché ovviamente, come tutti i bambini di quell’età (8-10 anni), ero già abituata a guardare tutti i titoli passati da Italia 1, come Sailor Moon, Dragon Ball, Lupin e altri big del tempo. Quello che considero il mio primo anime, invece, è un titolo trasmesso su altre reti, meno seguite dai miei coetanei del tempo (ovvero prima La7 e poi MTv) e che è stato importante per la mia formazione perché ha decretato un mio interessamento più attivo al mondo degli anime e manga giapponesi. Per la serie “Iya&Ceres – Le origini”, oggi vi parlo di Yu Yu Hakusho!

Immagine per il 25° anniversario dell’anime.

Intro

Yu Yu Hakusho (tradotto in Italia come Yu degli spettri) è un cartone animato shonen di 112 episodi, ispirato all’omonimo fumetto di Yoshihiro Togashi e trasmesso, per la prima volta, nel 1992 (per cui ha festeggiato giusto nel 2017 i suoi 25 anni). La serie è composta da quattro archi narrativi (che da qualche parte vengono indicati come appartenenti a due diverse stagioni):

– L’arco del Detective del mondo degli spiriti (episodi 01-25)
– L’arco del torneo delle arti marziali nere (episodi 26-66)
– L’arco di Sensui (episodi 67-94)
– L’arco dei tre re (episodi 95-112)

Trama

Yusuke Urameshi è un ragazzo di 14 anni molto problematico: si comporta da teppista, passa le giornate facendo a pugni, salta spesso la scuola e, come è facile dedurre, ha per questo una pessima reputazione. Tuttavia Yusuke è anche un ragazzo di buon cuore e infatti sacrifica la sua vita per salvare un bambino che sta per essere investito da un auto in corsa. Una volta morto, il fantasma di Yusuke viene portato nel Mondo degli Spiriti, dove il Piccolo Enma, l’autorità responsabile di questo mondo, gli comunica che la sua dipartita non era prevista e che quindi il ragazzo ha la rara possibilità di tornare in vita. Per fare questo, però, dovrà prima affrontare delle prove per dimostrare di meritare l’accesso al mondo dei vivi, poi dovrà rimanere a disposizione del Mondo degli Spiriti come detective, col compito di affrontare situazioni delicate che coinvolgono demoni e entità sovrannaturali e che mettono a rischio l’umanità.

Personaggi principali

Nonostante durante l’intero anime si incontrino una valanga di personaggi di ogni tipo, le colonne portanti di questo anime si contano (quasi) sulle dita di una mano. Abbiamo ovviamente Yusuke, poi Kuwabara, Kurama e Hiei, che sono i nostri quattro “prodi combattenti”, poi possiamo includere due personaggi fondamentali del Mondo degli Spiriti, ovvero Botan e il Piccolo Enma, e due figure femminili molto importanti nella vita del protagonista: Keiko e la Maestra Genkai. Il resto dei personaggi, anche quando piacevoli o simpatici o approfonditi, sono comunque secondari ai fini narrativi, salvo qualche nemico che non citerò per evitare spoiler a quanti non avessero ancor avuto modo di imbattersi in questo titolo.

Protagonista indiscusso dell’opera, Yusuke è un ragazzo che ha una chiara filosofia di vita, che lo accompagnerà dal primo all’ultimo episodio: quando qualcuno non la pensa come te, può spuntarla solo chi mena più forte. L’unico modo per affermare la propria superiorità è essere più forte dell’altro, senza però dimenticarsi di rispettare l’avversario e senza ricorrere a metodi scorretti per accaparrarsi la vittoria. Questo suo modo di fare da tipo “forte ma onesto” (che ricorda a tratti il buon Goku: “ti rispetto anche se vuoi distruggere il mondo”) lo porta a convertire al suo credo quasi ogni personaggio valido della storia, anche quelli che fino a un attimo prima bramavano la distruzione del mondo degli umani.
Nonostante il modo di pensare piuttosto semplice e diretto, Yusuke rimane un bravo ragazzo, in grado di dare tutto se stesso per i compagni, un avversario instancabile e pieno di risorse e un combattente con un’incredibile determinazione a migliorarsi continuamente, anche a costo di soffrire le pene dell’inferno.

 

Fin dai primi episodi ci viene presentato anche Kazuma Kuwabara, altro teppista coetaneo di Yusuke che ha come scopo nella vita quello di sconfiggere il nostro protagonista. Nonostante le prenda sempre di santa ragione, Kuwabara non demorde e cerca in ogni momento di sfidare il suo “acerrimo nemico”, di cui tuttavia ha una profonda stima, al punto che, al momento della morte di Yusuke, sarà uno dei pochi a rimanerne veramente sconvolto. Tra i due si formerà un legame molto forte e quando Yusuke inizierà ad addentrarsi nelle rischiose faccende del Mondo degli Spiriti, il rumoroso Kuwabara lo seguirà, diventando un fidato  compagno di avventure.

Ci sono poi Kurama e Hiei, entrambi provenienti dal Mondo dei Demoni, con caratteri totalmente opposti.
Il primo ha creato un forte legame con il mondo degli uomini, legame per il quale sarebbe disposto a morire e, forse per questa sua determinazione, forse per la sua natura in parte umana, legherà da subito con Yusuke.


Hiei, invece, sarà uno dei suoi primi avversari e inizierà a cambiare nel comportamento e nelle intenzioni solo a seguito dell’incontro col protagonista.

Ovviamente c’è poi da citare Keiko, amica di infanzia di Yusuke, con cui il protagonista ha un forte legame affettivo. Keiko a volte ricopre il ruolo di madre, cercando di riportare il protagonista sulla retta via e rimproverandolo senza remora ogni volta che salta la scuola, altre volte è la donzella da salvare e, sempre e comunque, è una grande sostenitrice di Yusuke… anche se passa buona parte del tempo a invocare il suo nome e poi piangere o svenire.

Genkai, invece, è una potente e saggia maestra di arti marziali, di cui Yusuke, quasi per caso, diventerà discepolo. Sarà la persona che darà di più al nostro protagonista, lo formerà nel carattere e nel fisico, portandolo ad essere il grande combattente in grado di infiammare il cuore di ogni avversario (affermazione volta a ribadire che a volte alcuni sfidanti sembrano quasi innamorarsi del ragazzo). Penso di non esagerare nel dire che Genkai diventerà quasi come una seconda madre per il protagonista, e considerando quanto sia menefreghista e senza speranze la vera madre, direi che Yusuke guadagnerà moltissimo da questo incontro.

Botan e il Piccolo Enma, infine, sono le classiche figure che dovrebbero essere serie ma spesso e volentieri alleggeriscono la situazione, con gag e battute. Il loro compito è quello di guidare il protagonista nelle sue imprese, ma il più delle volte, pur fornendo un discreto aiuto, sono loro stessi a mandarlo incontro ai peggiori pericoli, quasi come fosse carne da macello. Non che abbiano alternative, eh… (Credo).

Botan e le due versioni del Piccolo Enma: quella adulta (da mostrare in pubblico) e quella reale.

Commento

La prima cosa che ho notato recuperando questo cartone è che, oltre all’espetto retrò dei disegni (che comunque amo tutt’ora), delle animazioni e delle sigle, si chiacchiera un sacco. Tante chiacchiere prima dell’azione, tanto parlare durante i combattimenti, tante spiegazioni date anche per spiegare l’ovvio. Questa caratteristica, che ad oggi è una pecca ai miei occhi (ma che ovviamente non era assolutamente un problema da bambina) è presente in tantissimi titoli del tempo (basti pensare a Ken il Guerriero o Dragon Ball, giusto per fare due esempi comprensibili per tutti) e devo dire trovo appesantisca molto gli episodi, dando sempre l’impressione che si stia tentando di allungare il brodo.

Altra cosa che ho potuto constatare riguardando “da grande” e tutto insieme Yu Yu Hakusho è che, nonostante le situazioni differenti, c’è un unico filo conduttore in tutta la serie: il fatto che Yusuke voglia sempre menare le mani. Come accennavo sopra, ogni problema, in questo cartone, è risolvibile solo tramite una scazzottata e questo potrebbe sembrare sensato, in fondo stiamo pur sempre parlando di uno shonen che parla di lotta, no? Si… ma anche no. E’ normale che il protagonista debba passare alle maniere forti per sconfiggere i nemici che minacciano la terra e gli umani, e che quindi solo il più forte avrà la meglio e potrà decidere le sorti di una situazione, ma non è del tutto normale che, anche davanti a nemici malintenzionati e fuori di testa, l’unico pensiero di Yusuke sia “è forte ma devo sconfiggerlo da solo, è una lotta tra me e lui”. E non è neanche normalissimo che per via di questa sua caratteristica, il protagonista riesca a far regredire tutti allo stadio “vediamo chi è il più forte e meniamoci in allegria” (anche nemici che prima puntavano a usare esseri umani come spuntino della mezzanotte, per dire).

Ci tengo, poi,  sottolineare una importante verità, che già avevo percepito al tempo e che è pesata maggiormente in questa nuova visione: la prima parte è decisamente molto migliore della seconda. Non solo è più entusiasmante e c’è un effettivo sviluppo delle situazioni, un’evoluzione nei personaggi, ma i nemici stessi hanno un senso. La parte di Sensui, in particolare, presenta molteplici difetti, da aspetti apparentemente no-sense della trama, forzature, episodi infiniti e il nemico in sé, nonostante la fama di essere intelligente, sembra comportarsi come un bambino. La saga successiva, quella dei Tre Re, ultima della serie animata, porta a un leggero rialzo della qualità della storia e dell’attenzione dello spettatore, ma sarebbe stato meglio se fosse stata connessa direttamente ai primi due archi narrativi e se fosse durata un po’ di più, così da mostrare altri scontri interessanti o evolvere gradualmente verso il finale.

Tutto questo non significa che Yu Yu Hakusho sia una brutta opera. In generale, la serie presenta anche dei combattimenti interessanti, ben pensati e alcuni molto vari,  con diversi colpi di scena, ma alla lunga, soprattutto per via del calo degli ultimi due archi narrativi, può risultare un po’ ripetitiva e monotona. Altra pecca che va un po’ a ledere l’opera è che, nonostante vengano sempre presentati molti personaggi, alcuni anche con delle storie potenzialmente interessanti, non si riesce mai a dare loro una vera tridimensionalità, se non ai protagonisti principali, che spesso risultano essere comunque un po’ lineari o piuttosto stereotipati.

Aggiungo, prima di concludere, sono una piccola nota: il doppiaggio italiano non è affatto male (soprattutto paragonandolo a certi sentiti di recente in altre opere), ma a metà serie c’è un casino con le voci di alcuni personaggi secondari, che cambiano ogni 2×3, provocando un discreto fastidio nello spettatore. In me, in particolar modo.

Concludendo

Mi ero prefissata da tempo di rivedere quest’opera e sono felice di averlo fatto, nonostante l’impressione che mi ha fatto sia molto diversa da quelle di anni fa. Il risultato di questa nuova visione è esattamente quello che mi aspettavo: trovo che Yu Yu Hakusho sia un anime con una bella idea iniziale e delle potenzialità, che tuttavia non sono stati gestiti al meglio. Anche considerando che l’anime è datato e il target della tipologia di cartone, non si può soprassedere su alcuni suoi difetti. Mi ha fatto estremamente piacere rivederlo, mi sono divertita e ho riassaporato l’entusiasmo che avevo provato nel vederlo da piccola, amo alcuni dei suoi personaggi (tra cui Kurama, precursore del mio fetish per i ragazzi dai capelli rossi) e la sigla d’apertura, che ascolto sempre con nostalgia, ma anche se lo considero un po’ “un classico” del genere, al giorno d’oggi sicuramente non sarebbe il primo titolo che consiglierei a chi deve approcciarsi agli shonen.

Raccontatimi di voi: avete mai visto Yu Yu Hakusho? O qualcuno di voi ha letto il manga e può fare un confronto? Che personaggi avete amato o odiato? Lo reputate un titolo ancora valido?

Vi lascio i link agli scorsi post di Iya&Ceres – Le origini, qualora vi interessasse recuperarli: i primi fumetti one-shot (qui) e le prime mini-serie manga (qui).

A presto,

Iya&Ceres

Ps: le immagini utilizzate in questo post non mi appartengono e hanno puro scopo illustrativo.
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