…I'll also show you a sweet dream next night…

Hi...

Sono il genere di persona che ripete le cose un milione di volte perchè non sa mai se gli altri la stanno a sentire... Quindi eccomi qui, che il delirio abbia inizio!

Ultima

Yuri!!! on Ice

Grazie al suggerimento di Nyu ho scoperto che la maglia che ho ricevuto per sbaglio dal sito Qwertee (vedi qui) è dell’anime Yuri!!! On Ice. Presa dalla curiosità suscitatami dalle immagini trovate su internet, ho deciso di lanciarmi nella visione del titolo e… mi sono divorata tutta la serie in meno di 48 ore.

Trama

Yuri Katsuki è uno dei migliori pattinatori artistici del Giappone. Nonostante sia riuscito ad arrivare al Grand Prix, una competizione mondiale, preso dall’agitazione e per via di alcuni avvenimenti personali che lo hanno scosso, finisce per classificarsi ultimo. Esce dalla competizione estremamente amareggiato e pensa seriamente di abbandonare la carriera agonistica. A scuoterlo dal suo torpore arriva però Victor Nikiforov, cinque volte medaglia d’oro nel pattinaggio artistico e suo idolo, che si propone come suo coach.

Commenti

Non so se sarò in grado di esprimere quanto questo titolo, inaspettatamente, mi abbia emozionata e coinvolta, ma ritenevo doveroso fare un tentativo. Perchè ho adorato ogni singolo episodio di questo anime.

Ma partiamo dall’inizio: Yuri!!! on Ice parla di pattinaggio artistico e, nonostante io non sia esperta in questo campo, non ho trovato quest’opera minimamente noiosa.  Spesso viene utilizzato il linguaggio tecnico, ma tutto ciò che serve per capire l’anime viene spiegato di volta in volta, così da non escludere uno spettatore meno esperto, e ai momenti  seri e dal maggiore impatto emotivo, come gare e allenamenti, si alternano scene e siparetti molto più di leggeri e qualche flashback inatteso. Questo bel mix rende l’opera emozionante e divertente, quindi, ai miei occhi, molto godibile.

Ho amato il fatto che, durante le varie esibizioni, oltre che ascoltare le bellissime musiche e osservare le coreografie, ci vengano mostrati i pensieri dei pattinatori e delle persone a loro vicine. Questo rende possibile non solo una maggior empatia col protagonista, Yuri, ma consente allo spettatore di percepire la personalità di ogni singolo personaggio messo in campo. Ogni gara non è solo una serie di movimenti armonici su una meravigliosa base, ma per ognuno rappresenta qualcosa di diverso e questo ci porta anche a contestualizzare gli errori, le espressioni e la determinazione di tutti. Per questo, in certi momenti, si finisce quasi per dispiacersi o tifare un po’ anche per gli avversari.

Ho apprezzato molto il fatto che, nonostante ognuno voglia vincere per continuare a inseguire i propri sogni, ci sia lealtà e rispetto tra tutti i concorrenti. E’ un anime che ci racconta che competizione e sportività possono coesistere e che avere degli avversari forti non sempre è un male, ma può essere un forte stimolo per dare il meglio. Ci viene chiaramente mostrato come Victor sia stato lo stimolo maggiore per alcuni degli altri pattinatori, che hanno accusato anche il suo ritirarsi dalle scene, e allo stesso modo Yuri, con la sua nuova determinazione e i suoi miglioramenti, è ciò che sprona i più giovani a giocarsi il tutto e per tutto. In particolare, a risentire della presenza del “Yuri giapponese” sarà il russo Yuri Plisetsky (soprannominato Yurio), appena entrato nella categoria senior e voglioso di lasciare il segno. Durante tutto l’anime seguiremo molto anche la sua storia, i suoi progressi e nonostante il carattere da gatto schivo, Yurio finirà per rimanere nel cuore non solo di Yuri e Victor, ma dello stesso spettatore.

Veniamo poi all’altra cosa che ho follemente amato di questo cartone: il rapporto tra Yuri e Victor.
Yuri ha sempre adorato Victor, lo ha sempre stimato come pattinatore e ha sempre desiderato di poter raggiungere la sua bravura. Victor, d’altro canto, è un grande campione che rimane affascinato dallo stile e dall’emotività che Yuri riesce ad esprimere. Ma questo, ovviamente, è solo l’inizio del loro rapporto, che è destinato a crescere e diventare immensamente profondo.
Grazie al suo coach, Yuri riscoprirà la passione per lo sport che li accomuna, ma si ritroverà tra le mani un sentimento ancor più forte, più ardente, una voglia di lottare e di dimostrare che la presenza di Victor gli ha cambiato la vita, lo ha fatto rinascere: il suo carattere introverso e insicuro muterà gradualmente, portandolo ad aprirsi, per mostrare al mondo chi è veramente e quanto forte possa brillare.
Dall’altra parte c’è Victor, inizialmente incuriosito da Yuri, che non si limierà a condividere con lui programmi ed esperienza, ma finirà per riversare in lui speranze, emozioni e ad ogni sua esibizione capirà di voler dare ancora di più, sia al suo pupillo che al mondo.
Un legame pressochè indissolubile, così ci appare alla fine dei 12 episodi, tanto da avermi sinceramente fatto sperare in qualcosa di più. Normalmente non sono una ragazza che vede connotazioni yaoi in ogni titolo che si ritrova davanti, ma ogni gesto compiuto dai due protagonisti nel corso della serie non ha fatto che enfatizzare la forza e la purezza del loro rapporto. Ogni abbraccio, ogni lacrima, ogni frase racchiude rispetto, complicità e, per l’appunto, amore. E tutto questo mi ha emozionata tantissimo.

La bellissima opening, che vi posto qui sotto, è un’ottima rappresentazione di ciò che ho cercato di raccontarvi. Nonostante i disegni quasi abbozzati, la sigla esplime dolcezza, volontà di combattere, di riscattarsi, di emozionare.

Purtroppo molte delle opening trovate su YouTube sono state private della traccia audio, che viola i copyright, per cui spero che almeno questo link rimanga funzionante. Tra l’altro, questo video evidenzia la variazione tra la sigla del primo episodio e le altre 11, enfatizzando la rilevanza che ha avuto l’incontro tra i due protagonisti.

Vi consiglio di vedere anche la ending, molto bella ed energica, e di ascoltare alcune delle canzoni usate per le esibizioni, che tolgono il fiato. Sarò banale, ma quelle che ho preferito sono In regards to love – Agape e Eros e, ovviamente, Yuri on Ice.

Che altro dire? Sarò stata nel mood adatto per vedere questo titolo, perchè, contro ogni aspettativa, mi sono ritrovata a pregare con ogni mia forza affinchè Yuri riuscisse a farsi valere e, più ci si avvicinava al gran finale, più sentivo nascere in me aspettative, ansia e curiosità. Non vi nego che mi sono anche commossa e che sto desiderando ardentemente che arrivi, come ho letto in giro, una seconda stagione.

Spero che questo post vi abbia incuriositi e mi auguro di non essere sembrata eccessivamente prolissa o esagerata. Se avete visto quest’opera, fatemi sapere cosa ne pensate e se vi ha colpiti come ha fatto con me.

A presto,

Iya&Ceres

 

Parlando di cose interessanti…

Negli ultimi mesi ho iniziato a seguire due canali YouTube molto interessanti e mi faceva piacere condividerli con voi, soprattutto perchè non trattano temi banali, ma cercano entrambi, a modo loro, di educare o creare un dialogo.

Il primo è Breaking Italy, canale gestito da Alessandro Masala (soprannominato SHY per il suo nickname: Shooter Hates You), che si occupa di “informare e intrattenere“. Ogni giorno della settimana lavorativa (più o meno), Shy ci propone un video in cui affronta le news del giorno, con un occhio molto critico, citando sempre fonti (giornalistiche e meno) a cui potersi appellare per informarsi su cosa sta accadendo nel mondo, senza dimenticare di analizzare le diverse sfaccettature della notizia stessa. Tutto questo, cercando di mantenere un tono leggero e divertendo lo spettatore. Io lo trovo fantastico, sia per il suo humor sia per il suo modo di porsi nei confronti delle notizie, degli avvenimenti e delle persone: a volte sottolinea quanto alcuni avvenimenti vengano ingigantiti e come ciò che viene detto in tv o scritto sui giornali possa influenzare le persone, altre volte cerca di mettere gli spettatori nei panni dei protagonisti delle vicende, analizzando ciò che sta alla base di alcuni comportamenti, il tutto cercando di fornire sempre una visione oggettiva e non di parte di quanto tratta.

Per prendere due piccioni con una fava, vi condivido un suo video monotematico che tratta dell’Adpocalypse di YouTube, così da mostrarvi sia come lavora, sia a cosa sta andando incontro il mondo del grande e rosso tubo in questo periodo.

L’altro canale di cui voglio parlarvi è Cimdrp, creato da Irene (di cui, sorry, non ricordo il cognome), una ragazza molto preparata che cerca di far chiarezza su alcune tematiche importanti, come la parità (in generale), il femminismo, la comunità LGBT e molte altre. A volte spiega il significato di alcune definizioni grazie alla sua rubrica Parità in Pillole, altre volte porta esempi reali di discriminazione (ospitando in certi casi altri YouTuber o persone appartenenti a determinate categorie), altre volte ancora tratta di film, libri o serie, sottolineandone gli aspetti positivi o negativi nell’ottica dell’uguaglianza e i concetti che emergono da queste opere.

Da quando l’ho scoperta non mi perdo neanche un suo video e stimo molto la sua volontà di “creare cultura insieme“. Molti dei suoi discorsi sono stati per me molto illuminanti, soprattutto perchè prima non ero in grado di dare un nome a determinati comportamenti e sensazioni e questo mi metteva a disagio, perchè avevo l’impressione che, certe cose, le vedessi solo io. Allo stesso modo, alcune cose che Irene spiega mi sono servite per fare un’ auto analisi e mi sono resa conto che in passato, anche solo per scherzare, ho detto cose che possono aver ferito qualcuno: le parole hanno un loro peso e non bisogna mai dimenticarsi che anche le altre persone possono soffrire pur trovandosi nella posizione opposta alla nostra. Ad esempio, il body shaming nei confronti delle persone magre, che prima faticavo a vedere come una problematica perchè “la moda è fatta per le magre” e “beate loro, possono mettersi qualsiasi cosa“, ora lo percepisco come una possibile fonte di dolore per chi, magari, desidera essere diverso.

Per questi motivi vi consiglio caldamente Cimdrp, sperando che possa essere utile a voi come lo è stata per me e che possiate apprezzare l’impegno che questa ragazza sta mettendo per cambiare un po’ (in meglio) la nostra società. Tra i vari video che potevo proporvi, ho deciso di optare per uno un po’ meno recente, ma che tocca una tematica che mi sta a cuore: il femminismo e il suo vero significato.

Spero che abbiate apprezzato queste mie proposte. Come avrete capito, trovo YouTube un mezzo molto interessante, per cui consigliatemi pure video e utenti che seguite e apprezzate!

A presto,

Iya&Ceres

Pacchetti

Aprile e maggio sono stati due mesi ricchi di acquisti on-line, e quindi di lunghe attese (soprattutto per gli articoli provenienti dalla Cina) e di spacchettamenti.

Avendo uno sconto “prendi 2, paghi 1” sul sito Qwertee, io, mia sorella e il mio ragazzo abbiamo fatto un ordine di massa, comprando ben 8 magliette!

Mia sorella ha scelto le due magliette ispirate ad Alice in Wonderland, il mio ragazzo quella con l’occhio di Sauron e una di Korosensei di Assassination Classroom (che ho preso tale e quale, perchè era troppo simpatica per non accaparrarsela) e io ho comprato le restanti, ovvero una con un disco LP dallo stile vagamente nipponico, quella di “Dungeons&Cats” e… una di Your Name… che qui non compare, perchè, per sbaglio, mi hanno inviato la maglia con la stampa sbagliata. Poi, ovviamente, mi hanno reinviato anche quella giusta…

Anzi, già che ci siamo, c’è qualcuno di voi in grado di dirmi a quale opera fa riferimento la stampa rimanente, con i due pattinatori? Io, davvero, non ne ho idea…

Molto più di recente ho comprato delle nuove cover per  il mio cellulare, perchè la vecchia era totalmente consumata. Ero fortemente indecisa tra due, e quindi…

… le ho prese entrambe! Non ero sicura della qualità dei due prodotti, ma dato che erano in offerta ne ho approfittato. Così ora ne ho una più simpatica e una… un pelino più sobria (ma sempre molto colorata).

Parlando di altri acquisti, ho speso una piccola somma (tipo 3€ in tutto, per intenderci) per acquistare alcuni anelli particolari su Aliexpress.

La prima serie di anellini erano in un unico stock. Ne sto portando alcuni, ma gli altri sono un po’ troppo piccoli e non adattabili (eppure io non ho delle mani grandi, anzi, nei siti europei devo ordinare sempre S o la XS).
Quelli uniti con la catena, invece, sono degli anelli che ho cercato dopo averli visti simili in una serie tv. Anche qui, dato il prezzo praticamente inesistente, ho optato per prenderli in due varianti: argento e oro. Per fortuna sono regolabili, ma la qualità non è delle migliori (ovviamente, dato il prezzo) e l’effetto non è paragonabile a quello che desideravo. Spero di trovare, comunque, un occasione per metterli.

Avevo ordinato anche due orologi in stile vagamente Steampunk, uno per me e uno per il mio partner. Ma, mentre il suo è arrivato da quasi un mese, il mio è stato fermo in MALESIA per tipo 40 giorni e ora dovrebbe essere in Italia… ma continua a non arrivare! XD
Ergo, vi mostrerò la foto presa dal sito, sperando che il prodotto, dopo tanta attesa, sia almeno decente.

WANTED (ho preso quello col centurino nero, ‘cause “black is my happy color” cit.)

L’orologio “fortunato” del mio ragazzo è più o meno così.

Avete fatto qualche aquisto interessante, ultimamente? Comprate on-line o preferite fare shopping per negozi?

A presto,

Iya&Ceres

Flash Post – Ranpo Kitan, storie di personaggi storti

Io e la mia “Onee-chan” abbiamo recentemente sperimentato l’ebrezza di provare un anime molto particolare e… che tutt’ora non ho capito se e quanto mi sia piaciuto. Devo, però, ammettere che Ranpo Kitan non è un titolo scontato o incapace di colpire, quindi ho deciso di parlarne con voi.

Ranpo Kitan – Game of Laplace è un anime investigativo del 2015, costituito da soli 11 episodi, dai toni decisamente thriller e dagli avvenimenti piuttosto macabri.

Trama

Kobayashi è un ragazzo delle medie, tranquillo e molto distaccato dalla realtà che lo circonda. Un giorno il giovane studente si risveglia nella sua classe, ignaro di come sia arrivato sul posto. Nello stesso luogo scopre il cadavere di un suo insegnante e finisce per essere accusato di omicidio. Nelle indagini verrà coinvolto un giovanissimo detective, Akechi, che risolverà facilmente il macabro giallo, affascinando l’apatico Kobayashi, che gli chiederà di diventare suo apprendista.

Commento

Durante la visione di questo anime non ho potuto che ripetere a me stessa (e a mia sorella, compagna di …sventure?) che questo anime è pieno di gente storta, moralmente o fisicamente.
Perchè, effettivamente, tutta la storia ruota attorno a personaggi strambi, pittoreschi, pazzi, malati… o incapaci di tenere una postura normale!
E ora starete pensando: “ma allora sarà una schifezza!“.
(Vi capirei, è quello che mi è balenato nella testa al primo episodio, però…)
No. Non proprio.

Ho dei sentimenti molto discordanti riguardo questo titolo, ma di sicuro posso dire una cosa: nonostante la partenza assurda, già dopo i primi due episodi è chiaro che tutti i casi affrontati, che tutti i personaggi incontrati, sono destinati a narrare qualcosa di più grande, mettendo le radici ad un caso ben più ingarbugliato e dalla forte componente psicologica. Perchè, al di fuori dei macabri e assurdi delitti, questo anime narra di  debolezze, di limiti, di scelte difficili e, a modo suo, ti mette davanti ad una domanda: io cosa avrei fatto in una situazione del genere? Perchè dire cosa è giusto e cosa è sbagliato, guardando esternamente una vicenda, è sempre molto facile. Ma quando ci si ritrova impotenti davanti a delle realtà orribili, ma concrete, cosa saremmo effettivamente disposti a fare pur di non rimanere solo a guardare?

Di contro, l’anime presenta dei personaggi fin troppo assurdi, a volte stereotipati (si può veramente stereotipare un personaggio assurdo?) e alcuni episodi risultano decisamente meno interessanti e coinvolgenti di altri. Gli avvenimenti sono a volte sensati, altre volte un po’ troppo estremizzati e non ho ancora capito se questo sia o meno accettabile, tenendo in considerazione che stiamo parlando di un titolo molto particolare e che, in realtà, il focus non dovrebbe essere sui casi in sè, ma sull’emotività o sulla psiche dei personaggi.
Si, appunto, sono un po’ confusa a riguardo.

Due note sicuramente positive, tuttavia, posso citarle: sia io che mia sorella abbiamo apprezzato molto la scelta di rappresentare il mondo di Kobayashi come un mondo fatto di manichini grigi, che prendono forma solo quando accade qualcosa di rilevante. Un modo molto efficace per sottolineare il totale distacco del protagonista dalle persone che ha attorno. Allo stesso modo, nell’arco di tutto l’anime vengono usati degli stratagemmi scenici interessanti che possono attirare l’attenzione dello spettatore.

L’altra nota positiva, se mi conoscete un minimo, potrete facilmente indovinarla…

… Sto ovviamente parlando delle due sigle dell’anime, che vi posto qui sotto.
La opening è coinvolgente, sia per il ritmo che per le immagini, e lascia pregustare chiaramente l’atmosfera distorta che ci si ritroverà davanti.

La ending, invece, l’ho adorata ancor prima di vedere l’anime ed è, anzi, ciò che mi ha portato a scoprire questo titolo. Per questo condivido il video dell’artista, Sayuri, e non la sigla del cartone.

Ho cercato di dire la mia su questo titolo, ma non sono sicura di essere riuscita ad esprimere tutto ciò che si poteva dire a riguardo. Spero però di avervi un pochino incuriositi e che qualcuno di voi mi offra il suo punto di vista su questo anime.

A presto,

Iya&Ceres

Un maggio di fuoco

Cari lettori, salve!

Come spesso accade, mi sono ecclissata per un mesetto dalle pubblicazioni e, come sempre, non l’ho fatto per mancanza di voglia di scrivere ma per un discreto quantitativo di impegni personali.

Tolta una bella settimana di malattia, passata a vegetare, inerme, sul divano di casa, ho trascorso maggio lavorando duro e saltando qua e là per l’Italia, per partecipare a due convegni e per accompagnare la dolce metà a un colloquio di lavoro in una sede… leggermente distante da dove mi trovo io.

Volendo unire l’utile al dilettevole, ho pensato di condividere con voi qualche foto rubata in alcuni dei luoghi che mi hanno ospitata.

Tra le mete del mio girovagare per l’Italia c’è stata Napoli. Non mi ero mai fermata a lungo in questa città e… purtroppo non l’ho fatto neanche questa volta! Sono rimasta solo una notte, ma almeno ho potuto godere di una piacevole passeggiata lungomare e di un bellissimo tramonto (oltre, ovviamente, ad una buonissima pizza napoletana).

Le altre due tappe che vi mostro, invece, sono situate più a nord, nella splendida Toscana…

Monteriggioni è un piccolo paesino racchiuso da mura medievali, situato a circa 20 minuti di distanza dalla più famosa Siena. Molto carino e dall’atmosfera pacifica, nonostante le dimensioni, Monteriggioni offre ai visitatori delle bellissime mura, a cui si può accedere per ammirare il panorama circostante, e un piccolo museo delle armi e armature, in cui si possono addirittura provare diverse attrezzature da combattimento. Non sarà di sicuro un grande centro turistico, ma se passate da queste parti, fateci un pensierino, perchè merita!

Ovviamente, capitando in zona, nonostante la breve permanenza, potevamo ignorare la bellissima Siena?! Ovviamente no!

Anche se ci siamo fermati solo per mezza giornata, io e la dolce metà abbiamo fatto un bel giro della città e, oltre a godere dell’aspetto meraviglioso degli edifici, abbiamo volentieri assaporato l’ottima cucina della zona. Vorrei tornarci ora!

E questo è quanto, gente!
Spero di avervi un po’ intrattenuto con questa carrellata di foto. Io continuo ad appuntarmi post da scrivere e, avendo sistemato almeno 3 questioni esistenziali che mi attanagliavano l’esistenza da mesi, confido di riuscire a pubblicarne almeno qualcuno nelle prossime settimane.

Se di recente avete fatto qualche viaggio o siete in procinto di farlo, parlatemene pure. Avete mai visitato Napoli o qualche bel posto in Toscana? Come è stato il vostro maggio? Let me know!

A presto,

Iya&Ceres

 

 

 

Cose che mi fanno arrabbiare – Capitolo 2: cinema e film di animazione.

Ci sono cose che non mi spiego. Il non capire mi innervosisce. Quindi ne parlo qui con voi, ora, e vediamo se qualcuno mi dà ragione o riesce a trovare delle spiegazioni valide che possano placare il fastidio che sto provando in questo momento.

L’11 e il 12 Aprile, in alcuni cinema, è stato proiettato il primo film di Makoto Shinkai (stesso autore de Il Giardino delle Parole e Your Name). Tutto questo rientra nella consueta programmazione anime della Nexo Dygital, che crea questi eventi speciali durante l’anno, portando nelle nostre sale titoli Made In Japan che altrimenti non vedremmo mai sul grande schermo.

Il mio disappunto è convertibile in 3 semplici domande:

  1. Perchè non se ne parla mai?
    Per quale motivo anche i pochi cinema in tutta Italia che ospitano questi eventi li pubblicizzano pochissimo e, se sei interessato, devi andarti a cercare info in continuazione, mentre ti travolgono di trailer e locandine per il resto dei film?
  2. Perchè gli unici spettacoli disponibili sono piazziati in mezzo alla settimana, spesso in orari scomodi per chi lavora o ha altri impegni?
    Io, se avessi voluto vedere questo film, mi sarei dovuta fare 45 minuti di strada ed essere al cinema per le ore 18:30, orario in cui molti appassionati di animazione giapponese (che ricordiamo essere, di solito, una tipologia di prodotto non indirizzata ai piccolissimi) lavorano. Già che li si tiene per solo 1 o due giorni (perchè non tutti i cinema hanno aderito per entrambe le date possibili), perchè piazzarli in orari proibitivi per una buona fetta del pubblico?
  3. Perchè mi chiedono 10€ per un film in 2D?
    Capisco che sia una programmazione speciale, ma 10€ per uno spettacolo al cinema inizia ad essere un pochino impegnativo (specialmente se, per questi eventi, tocca spostarsi così tanto). L’unica motivazione che mi fa giustificare il prezzo è il fatto che lo spettacolo interessi a una fetta ridotta della popolazione, ma questo va in contrasto con i due punti citati sopra: se mettessero il film ad un orario agibile e lo pubblicizzassero un po’ di più, non sarebbe meglio? Così da attirare una maggior quantità di clienti e poter ridurre il prezzo ALMENO a quello dei normali film.

Non so se si è già capito, ma non ho potuto vedere il film di Makoto Shinkai, nonostante mi interessasse molto e nonostante fossi disposta a farmi 45 minuti di strada per potermelo godere. Ma i miei dubbi su questa questione rimangono e spero veramente che qualcuno riesca a darmi degli spunti di riflessione interessante a riguardo.

Fatemi sapere cosa ne pensate, se vi siete trovati nella mia stessa situazione o in situazioni affini.

A presto,

Iya&Ceres

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