…I'll also show you a sweet dream next night…

Hi...

Sono il genere di persona che ripete le cose un milione di volte perchè non sa mai se gli altri la stanno a sentire... Quindi eccomi qui, che il delirio abbia inizio!

Ultima

Caro Babbo Natale…

il 2017 è agli sgoccioli e il Natale è nuovamente alle porte. Ho a lungo pensato a cosa vorrei ricevere sotto l’albero, ma non so se questa volta merito alcun regalo: ogni anno che passa faccio sempre più fatica a fare la “brava bambina”, nonostante mi impegni sempre più per esserlo.
Tuttavia c’è qualcosa che desidero fortemente e ho deciso di inoltrarti comunque la mia lista, sperando che, in nome del tuo buon cuore, tu possa chiudere un occhio…

Quest’anno, caro Babbo Natale, ti chiedo:

  • Una grande scorta di pazienza, da poter usare con il prossimo, perché le persone sono molto difficili da gestire, soprattutto quando si cresce e si diventa consapevoli dei retroscena del mondo, delle cattive intenzioni, della malizia, dell’egoismo di alcuni. Ero tentata di chiederti di tornare bambina, per poter vedere nuovamente un mondo più candido, più limpido, ma sono consapevole che anche quella visione, prima o poi, verrebbe sporcata e che l’unica cosa che si può fare è imparare a vivere e convivere con la realtà che abbiamo.
  • Un sacco pieno di volontà di andare avanti nel mio percorso universitario e lavorativo, la voglia di imparare che ho lentamente perso e sta continuando a prosciugarsi per via delle poche aspettative future, del confronto con persone più dotate, delle dinamiche dietro certi lavori e, in generale, per aver scorto l’ombra di marcio che c’è in ogni ambiente lavorativo, in ogni carriera, in ogni futuro.
  • Una cassa di coraggio, per affrontare le difficoltà, gli imprevisti e soprattutto per aver la forza di far sentire maggiormente la mia voce e le mie ragioni, senza temere giudizi, senza avere il terrore di sbagliare, senza dover aspettare che arrivi la rabbia a tirarmi fuori le parole e a macchiare le mie intenzioni.
  • Una barretta di ispirazione e di entusiasmo da utilizzare nel quotidiano, per arricchire e apprezzare il tempo libero, la compagnia dei cari e degli amici, le nuove e le vecchie esperienze, lasciando fuori il peso degli impegni, degli obblighi, delle delusioni, così da trarre veramente beneficio da ogni momento.

    Ispirazione e entusiasmo hanno sicuramente un sapore dolce.

  • Infine, ultimo per ordine ma non per importanza, una ricarica imponente di salute e di fortuna, da condividere coi miei cari, che ultimamente sembra scarseggiare ma che è alla base dello star bene e di una buona vita.

Questo è tutto ciò di cui ho veramente bisogno per affrontare un buon Natale e un nuovo anno, è la linfa e il nutrimento di cui la mia persona necessita ora. La bontà, poi, arriverà da sé…

Grazie e a presto,

Iya&Ceres

Ps: le immagini utilizzate in questo post non mi appartengono e sono usate a puro scopo illustrativo.
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Follie da Black Friday (Parte 1)

Ancora in ripresa dall’ennesima malattia pre-natalizia (c’è poco da fare, fine novembre – inizio dicembre, per me, è un periodo nero) vi racconto delle folli spese che ho fatto la scorsa settimana, approfittando del famoso Black Friday.

Inizierei con il dire che finalmente sono stata pagata per il lavoro che ho fatto quest’estate (hallelujah!) e anche per questo mi sono potuta permettere qualche acquisto in più. In generale, comunque, in questo post troverete principalmente articoli per la casa, che ho preso in vista della simil-convivenza che sto iniziando col mio partner (che, per lavoro, si appoggerà nella mia vecchia casa per un po’).
Per gli altri articoli acquistati per mio puro diletto da internet, dovrete attendere il loro arrivo e, considerando che alcuni vengono “dalla Cina col furgone”, temo che la parte 2 di questo articolo vedrà la luce ad anno nuovo…

Tornando a noi, dovendo prendere un po’ di tutto per la casa, la nostra prima tappa è stata, ovviamente, l’Ikea.

Abbiamo comprato articoli immancabili, come i tovaglioli, poi un set di piatti e tazzine in panna e nero (per 4 persone sole, perchè rimaniamo dei poracci!), poi forchette, utensili da cucina, taglieri, pentolino con coperchio in vetro e una ciotola trasparente gigante.

Abbiamo poi preso alcuni articoli per il resto della casa, come degli attaccapanni, porta-sapone e simili (in un carinissimo colore ghiaccio che in foto sembra smortissimo), un cestino e… delle lucette a stellina troppo carine, di cui io e mia nipote ci eravamo innamorate.

“Che dici, le prendiamo le stelline?”
“Ok zia… però non puoi staccarle quelle!”

(mia nipote, convinta che volessi rubare le luci esposte)

 

Concludo il capitolo Ikea mostrandovi gli articoli “tessutosi”: un set di asciugamani, che erano in offerta per via del Black Friday, un pile azzurrino per il divano, un tappeto grigio triste per il bagno e 4 strofinacci molto tristi (ma super economici!) per la cucina. Diciamo che probabilmente rimpiazzeremo molte di queste cose col tempo, ma per iniziare non ci possiamo lamentare.

Mia sorella mi ha poi consigliato di fare un salto in un altro negozio di articoli per la casa: Kasanova. Sperando di trovare ciò che ci mancava, abbiamo fatto un tentativo e devo dire che, anche in questo caso, non siamo venuti via a mani vuote.

Abbiamo recuperato dei coloratissimi bicchieri, un set di coltelli , forbici, moka, tagliaverdure, utensili per cucinare e… due costosissime padelle, che abbiamo pagato almeno il 50% in meno proprio per via del Black Friday. Sembrano di buona qualità, ma presumo che solo il tempo potrà dirci se abbiamo fatto veramente un buon affare.

Concludo con accappatoio, tovaglia e presina con la stessa stampa e una coperta da letto matrimoniale che ha una fantasia che adoro, sempre tutto preso da Kasanova.

Il giorno seguente abbiamo anche preso un asciugacapelli da Amazon (che deve ancora arrivare) e una teiera in vetro con filtro, di cui devo mostrarvi un’immagine di repertorio, dato che, per via della malattia, non sono riuscita a scattarne una dal vero. Comunque è tale e quale a questa qui sotto, solo che l’ho pagata la metà del prezzo!

Immagine presa da internet e a puro scopo illustrativo.

Spero che questa carrellata di acquisti vi sia piaciuta e di avervi intrattenuto con queste chiacchiere. Gli articoli più particolari, ovviamente, sono quelli ancora in viaggio… non vedo l’ora di mostrarveli!

Avete fatto acquisti in questi giorni? Avete approfittato di Black Friday, Cyber Monday e parenti?

A presto,

Iya&Ceres

Cose che mi fanno arrabbiare – Capitolo 3: “E’ uno scherzo”

Che bella cosa gli scherzi e le battute tra amici. Uno dice qualcosa, magari su qualcun altro, e tutti ridono allegramente, compreso il diretto interessato. E finisce tutto lì, amiconi come prima.
Peccato che non vada sempre così…

E’ un periodo (abbastanza lungo, in realtà) che mi soffermo a osservare e riflettere sulla modalità in cui gli esseri umani interagiscono in maniera scherzosa tra loro, soprattutto tramite le così dette “battute”. Ci rifletto da un po’ perché, più vado avanti, più ho l’impressione che le persone non sappiano scherzare e che tutto ciò che esce dalla loro bocca, il più delle volte, sia un rigurgito velenoso pregno di giudizio, che di divertente non abbia nulla. Ma ora, con calma, vado a spiegarvi i tre punti principali che mi confondono e infastidiscono di questa straordinaria pratica, lo “scherzo”, affinché possiate dirmi cosa ne pensate.

PUNTO 1: Cose che fanno ridere

Quando si fa una battuta la premessa alla base è chiaramente quella di dire qualcosa che faccia sorridere o, addirittura, scoppiare a ridere qualcun altro. Ovviamente, se il momento e l’ambiente sono giusti, si può anche fare una battuta su una persona presente, sul suo modo di fare o su qualcosa detto da questa, senza essere fuori luogo. Ma la gente sottovaluta sempre alcuni fattori importanti, come la RELAZIONE con il diretto interessato, il CONTESTO e il MODO.

In primo luogo, se non si è in confidenza con una certa persona, mi pare OVVIO (ma evidentemente non sempre lo è) che non tutto può essere detto o ironizzato, soprattutto se si scende a livello di questioni personali. Lo stesso vale se c’è un certo legame con il soggetto, ma non si conoscono gli aspetti più personali di determinati fatti accaduti. Ad esempio puoi anche essere una persona con cui esco frequentemente e con cui parlo di tutto, ma se non sai come è finita la mia precedente relazione, difficilmente ti puoi permettere di fare battute a riguardo, perché rischieresti di cadere in errore o toccare tasti dolenti.

C’è poi la questione CONTESTO: ci sono casi in cui puoi fare delle battute che, in altre situazioni, sembrerebbero fuori luogo e creerebbero fastidio in chi la riceve. Per questo porto un esempio molto vicino, che coinvolge la mia dolce metà: io e Darling, quando abbiamo dei comportamenti un po’ scemi e stereotipati, capita che ci diciamo “ecco, sei come tutti gli altri uomini/donne”. Ovviamente, nessuno dei due crede che l’altro sia effettivamente un soggetto stereotipato, né che uomini e donne possano essere dipinti in un modo preciso, ma si fa riferimento al fatto che la società tende ad affibbiare dei difetti all’uno o all’altro sesso e quando uno di noi cade in fallo agendo davvero in quel modo, se ne ride insieme.
La situazione, però, è diversa quando siamo io, Darling e magari altri nostri amici maschi. Perché se lui prova a dire qualcosa del tipo “come tutte le altre donne”, il branco prende il sopravvento e io finisco additata come se fossi realmente in un certo modo, anche se magari Darling stava solo scherzando e in realtà non ho fatto o detto nulla di male. Inutile poi dire che, nello stesso contesto, non potrei mai uscirmene con “ti comporti come il classico uomo”, che probabilmente verrei fucilata all’istante.
Questo è l’esempio di una battuta sciocca, che fa ridere in un contesto intimo ma che può essere indiscutibilmente fuori luogo in altri.

Toccherei poi il fattore “MODO”, su cui più volte avrei voluto scrivere un post a parte, ma che dovrebbe risultare piuttosto semplice da capire per tutti.
Sono dell’idea che, con le giuste persone, si possa parlare di tutto e scherzare su tutto, purché lo si faccia nel corretto modo. Negli ultimi anni, ad esempio, ho avuto modo di scontrarmi con delle affermazioni fatte da alcune amiche (rivolte ad altre o direttamente a me), rendendomi conto che la stessa cosa poteva essere detta in maniera molto meno aggressiva o diretta o irrispettosa. E il problema, magari, non esiste se il modo risulta sgarbato o sbagliato una singola volta, ma può iniziare a farsi pesante se ripetuto in più occasioni, magari anche in situazioni fuori luogo.

PUNTO 2: Risposta alla battuta

Altro nodo della questione che non riesco a mandare giù è quello legato alla modalità di risposta alle così dette battute. Mi capita spesso di essere volutamente presa in giro da certe persone vicine perché “me la prendo” e quindi “è divertente stuzzicarmi”. Ora, tolto il fatto che non capisco e non apprezzo questo concetto del provare divertimento nel tentare di far volutamente arrabbiare qualcun altro (o almeno non se diventa una missione perenne, da mettere in pratica in ogni momento della vita), ma la cosa che mi lascia più allibita è il fatto che, se una persona ha deciso che sei qualcuno che si arrabbia facile, allora non hai più alcun modo di evitare questa nomea o di rispondere alla battuta. Perché se taci gli altri ti additano e ridono perché “evidentemente te la sei presa”, se ribatti con un’altra battuta “non c’è bisogno che fai l’acida” e se continui la conversazione rispondendo in maniera tranquilla a quello che è stato detto arriva il classico “ma è una battuta, mica te la sarai presa?!”.
E quando succedono queste cose, allora sì che divento una bestia.
Vogliamo fare il giochetto del “ti punzecchio e vediamo cosa succede”? Bene! Ma se si gioca, si gioca in due, non funziona che lo scherzo è valido solo da un senso o che una persona deve subire in silenzio qualsiasi cosa detta “perché sennò si arrabbia facile”.
Ma che diamine di logica è questa? Io veramente non la capisco…

PUNTO 3: Lo scopo dello scherzo

Veniamo infine alla nota dolente. Per non offendere nessuno, la battuta o lo scherzo in questione non deve essere fatto con malizia o cattiveria. Questo dovrebbe essere alla base di quasi qualsiasi parola o azione rivolta ad altri.
Invece, mi addolora e mi fa arrabbiare vedere gente lanciare fango sugli altri con una facilità innaturale, come se fosse scontato. Ho visto e sentito gente rigirarsi veramente male nei confronti di altri, adducendo poi, come scusante, la fatidica frase “è uno scherzo”, che suona prepotentemente come una bugia, magari anche a chi lo dice, ma che di fatto cerca di mettere in cattiva luce una persona anche perché viene toccata dalle parole indelicate di qualcun altro.
Che importa se quello che dico ti ferisce o ti dà fastidio, tanto è una battuta!
Se non capisci uno scherzo è un tuo problema, ma io sono libera di dirti qualsiasi cosa mi venga in mente!

Questa, lasciate che lo esprima ancor più esplicitamente, è una gran filosofia del c***o (e no, non sto scherzando!) perché nessuno dovrebbe sentirsi libero di calpestare, sminuire o far sentire a disagio qualcun altro. Eppure la noia, la frustrazione, l’invidia, l’odio, l’arroganza e la convinzione di essere migliori inducono molti a non prestare attenzione a ciò che si dice e a chi lo si dice, che tanto finchè si scherza la vittima può solo ascoltare in silenzio.

Quindi fare battute è una cosa sbagliata? O sto forse dicendo che c’è una sola retta via per scherzare e io ne sono a conoscenza, mentre il resto del mondo brancola nel buio?
No di certo e non affermo di essere immune a questo tipo di errori!

Anzi, mi sono resa conto più e più volte, dopo aver detto qualcosa, che poteva essere fraintesa o poteva apparire fuori luogo, ma così come non mi sono mai parata dietro alla scusa “è solo uno scherzo”, mi sto impegnando per evitare di commettere ancora questi sbagli, conscia del fatto che possono urtare la sensibilità di qualcuno.

Sicuramente ci sbatterò la testa ancora e ancora, ma mi piace pensare che sto cercando di migliorarmi e di non essere come quelle persone represse che, temendo un confronto diretto, ti insultano più o meno velatamente con delle battute che di scherzoso non hanno neanche il lieve sapore.

Ora che ho un po’ spiegato questo mio punto di vista, raccontatemi voi cosa ne pensate e se vi sono capitate delle situazioni poco scherzose. Avete mai detto qualcosa fuori luogo? O siete stati vittima di frecciatine acide palesemente volte e colpirvi?

A presto,

Iya&Ceres

Ps: le immagini di anime mostrate in questo post non mi appartengono.

Addio Fottuti Musi Verdi – The Jackal (Flash Post)

Lo scorso fine settimana sono andata a vedere un film che aspettavo con ansia da mesi: Addio Fottuti Musi Verdi (AFMV) dei The Jackal, gruppo di Youtuber che seguo da diverso tempo e che fanno dei video (comici, in genere) che adoro. Non potevo, quindi, mancare all’appuntamento con questa loro nuova opera, sta volta sul grande schermo, che, non vi nego, temevo potesse un po’ deludermi, non tanto per la tipologia o per la trama, quanto perchè non è sempre facile mantenere un buon ritmo e un buon livello di comicità per un lungo periodo, soprattutto se si è abituati a fare video della durata di qualche minuto.
E invece i The Jackal sono riusciti a stupirmi ancora una volta!

Come si può facilmente dedurre dal trailer, il film è una commedia dai toni fantascientifici, in cui si ironizza sull’impossibità per i giovani di oggi di trovare un lavoro serio, anche quando si è super-qualificati.

Nonostante la trama sia molto semplice, il film non risulta noioso e scorre molto bene. C’è un buon equilibrio tra la parte d’azione/evoluzione della trama e la componente comica e il tutto è condito da una buona recitazione e da tanta bella musica.

Il film fa sorridere su una situazione che, purtroppo, in Italia è molto sentita e fa ridere senza mai cadere nel volgare, estraniandosi dalla comicità italiana stile cinepanettoni (cosa che per me è un grandissimo punto di forza).

Probabilmente non si può parlare di capolavoro, ma l’ho trovato un prodotto veramente piacevole, che ha fatto ridere tutte le persone in sala e volevo consigliarvelo finchè è ancora im programmazione, non solo perchè credo valga la pena recuperarlo, ma anche perchè trovo giusto incoraggiare i tentativi che si stanno facendo, in questi ultimi anni, di allontanarsi dai vecchi schemi cinematografici italiani, che hanno (cosa che sento dire spesso) stancato molti spettatori.
Infine i The Jackal sanno il fatto loro e penso meritino di essere premiati per aver tentato questo salto, creando qualcosa di buono. A chi non li conoscesse, consiglio ovviamente anche un salto sui loro canali YouTube!

Fatemi sapere se lo avete visto e se vi è piaciuto, o in generale se gradite questo tipo di prodotto.

A presto,

Iya&Ceres

Lucca Comics&Games 2017 – Parte 2: acquisti e cose belle

Eccomi tornata, come promesso, con la seconda parte del post sul Lucca Comics&Games di quest’anno, ovvero quella dedicata agli acquisti. Come al solito, parte delle cose che ho preso erano per la mia famiglia, ma devo dire che anche quest’anno non mi sono fatta mancare degli oggettini interessanti (per lo meno, per i miei gusti).

Inizierei con quello che è stato il primo acquisto in assoluto e di cui vi ho già accennato nel precedente post, affermando di aver cominciato da un oggetto piuttosto ingombrante. Ebbene, quest’anno a Lucca c’era un intero stand, di fronte a quello della Dynit, dedicato a Your Name. Dato che è stato il primo film d’animazione giapponese che abbiamo visto insieme, Darling ha deciso di regalarmi il dvd per il nostro primo anniversario e, visto che acquistando il film avevi diritto al 15% di sconto sul resto… abbiamo deciso di portarci a casa un bel quadretto, con tanto di cornice.

Sempre nel Padiglione Napoleone, ma il giorno dopo, ho acquistato un altro oggettino voluminoso ma questa volta decisamente leggero e flessibile, ovvero il calendario di una tipa che conosco per le sue vignette comiche molto simpatiche: Sarah Andersen. Sfogliandolo ho visto che era molto colorato e lo stile mi piaceva un sacco, quindi… mio! Anche se, devo ammetterlo, anche l’agendina era super super carina. Peccato io ne abbia comprate già fino al 2019!

(immagine del repertorio, presa dal web)

Veniamo poi agli acquisti fatti al Games. Ero partita con l’idea di comprare dei dadi da D&D per mia sorella e, visto che ne ho trovate di carine, ho preso anche delle custodie in stoffa per i dadi di entrambe. Certo, devo ammettere che i contenitori in pelle di camoscio con incise le parole in elfico avevano un fascino tutto loro… ma dato che costavano 20€ l’uno, ho deciso che non era il caso.

Sempre nello stesso padiglione, siamo stati fermati da un simpatico ragazzo che ci ha spiegato il funzionamento del gioco da tavolo ispirato ai concerti Rock che lui stesso aveva creato. Il suo modo di fare mi ha decisamente convinta che meritava una chance e ho deciso di spendere 12€ (prezzo di fiera) per ripagare il suo lavoro. Anche se, devo dire, nonostante l’idea fosse brillante, lo abbiamo provato una sola volta e non siamo ancora entrati proprio bene nell’ottica del gioco (le spiegazioni non sono del tutto chiare, ma il ragazzo è stato così gentile da invitarci a contattarlo per qualsiasi dubbio).

Infine, l’ultimo acquisto del Games, sono state le classiche spilline, che prendo ogni anno dallo stesso rivenditore (e considerando che ogni anno ne propongono di nuove e bellissime, non credo che smetterò di accaparrarmele). Ovviamente le adoro tutte, ma ho volentieri ceduto le prime due in alto alla mia nipotina, così da fargliele mettere nello zainetto dell’asilo. Quella in basso a destra, invece, è identica a quella dell’anno scorso, perchè purtroppo l’avevo persa.

Rimanendo in tema “nipote“, per lei ho voluto prendere un braccialetto simile a quello che ho comprato 2 anni fa con Totoro, fatto dalla stessa ragazza (MeI Creations) che ha creato il mio e da cui, lo scorso anno, ho preso anche la collanina con Elsa di Frozen (sempre per la nipotina, vedi qui). Per me, invece, in un altro stand, ho acquistato il ciondolino a sinistra, che è molto carino ma decisamente molto leggero per via dei materiali low cost utilizzati, che giustificano il prezzo di 5€.

Veniamo poi alle tazze, che quest’anno ho comprato come se non ci fosse un domani! Ne ho preso un set per mia madre, a tema Harry Potter, uno per mia sorella, a tema Totoro, e infine uno per me e la dolce metà, dipinto interamente a mano dalla stessa ragazza da cui, lo scorso anno, ho preso la meravigliosa lampada-bottiglia di Totoro (Frypperi). Queste ultime, oltre ad essere bellissime, sono lavabili anche in lavastoviglie e utilizzabili in microonde, caratteristiche che spesso si danno per scontate, ma che invece possono dare problemi. Infatti mia madre, che ignara di tutto ha messo una delle sue in lavastoviglie (il venditore non aveva specificato nulla, quindi non ho riportato indicazioni particolari) si è vista sparire alcune lettere dalle tazze e ho dovuto rimediare rifacendo la scritta con i pennarelli per il vetro. Quelle di mia sorella, fortunatamente, hanno resistito al lavaggio automatico.

Chiudiamo parlando degli acquisti fumettosi. Come accennavo nello scorso post, quest’anno mi sono mossa in maniera un po’ differente dagli anni passati, recuperando solamente due “primi numeri“: uno è Come Dopo La Pioggia, titolo su cui avevo già messo gli occhi da un po’, e l’altro è Cotton Tales, di tipologia e fascia di prezzo totalmente differente da ciò che acquisto di solito, ma che mi ha intrigato per la sua trama. Al solito, torneremo a parlare di questi volumi post lettura.

Il terzo pezzo che vedete, L-DK, l’ho ritrovato dentro la bustona con gli acquisti quando sono andata a sistemarli. Ipotizzo sia stato un omaggio dello stand da cui ho acquistato Come Dopo La Pioggia e… l’intera serie di Sakura Card Captor! Quest’anno ero partita con l’idea di portarmi a casa un’opera completa e, tra quelle che avevo in mente, un po’ per il numero contenuto di volumi, un po’ per via del formato più grande del fumetto, un po’ perchè è uno dei cartoni che più ho amato da piccola, ho infine optato per Sakura.

Nonostante l’alto contenuto di rosa, adoro queste copertine, perchè ho sempre adorato i mille vestitini di Sakura.

 

Spero che questa carellata di acquisti sia stata di vostro gradimento. Fatemi sapere cosa avete apprezzato e se avete comprato anche voi qualcosa di interessante in questo periodo.

A presto,

Iya&Ceres

Lucca Comics&Games 2017 – Parte 1: Cronache e Cosplay

Come molti sanno, sono una grande amante del Lucca Comics&Games e sono ormai 8 anni (o forse 9?) che immancabilmente frequento questa fantastica fiera del fumetto, dell’animazione, del fantasy, dei giochi da tavolo, dei videogames e chi più ne ha, più ne metta! Anche quest’anno mi sono fermata due giorni, per poter godere più possibile degli stand e degli spettacoli, e vi racconto un po’ come è andata.

Attenzione: il post che segue contiene diverse immagini di cibo grasso che potrebbe ferire la vostra sensibilità se siete a dieta o indurvi una fame chimica.

Giorno 1 (giovedì 2 Novembre 2017)

Come al solito, partendo il giorno stesso del festival, la sveglia è suonata prima ancora dell’alba e dopo esserci preparati al volo, io e la dolce metà abbiamo fatto un’abbondante colazione al bar, per fare il carico di energie, e siamo partiti verso la meta, ancora circondati dalle tenebre.

Cosa c’è di meglio di un trancetto di Sacher Torte per iniziare la giornata al meglio?

Il viaggio sembrava andare liscio come l’olio… fino a quando non ci siamo imbattuti in un incidente stradale, che ci ha fatto tardare di quasi 30 minuti sulla tabella di marcia, facendoci, infine, raggiungere Lucca quando già si era formata la classica fila infinita di macchine in cerca di parcheggio. Dopo altri 20 minuti di code e 10 minuti (per fortuna neanche molti) per cercare anche noi un luogo in cui abbandonare la nostra vettura, siamo riusciti a mettere piede sulla terra ferma con “SOLO” un’ora di ritardo sulla tabella di marcia. Great!

Al nostro arrivo, un po’ confusi per via del troppo tempo passato in coda in macchina, abbiamo barcollato in cerca di acqua, caffè e una toilette, per poi dirigerci verso Piazza Napoleone e piazza del Giglio, in cui ci sono gli stand con le case editrici (a parte da Panini, che al solito ha uno spazio a parte). Abbiamo fatto qui i primi acquisti (tra cui uno discretamente ingombrante, che ci siamo trascinati dietro per tutto il giorno) e poi, scoperto che uno spettacolo a cui volevamo assistere non era affatto uno spettacolo (mannaggia al programma che non è sempre così chiaro) abbiamo optato per pranzare, con il nostro fantasico pranzo al sacco. Tuttavia questo break casareccio non ha del tutto soddisfatto le nostre aspettative, per cui abbiamo deciso di concederci una merenda molto più interessante nel tardo pomeriggio.
Dopo aver girato tutti gli stand di Corso Garibaldi, ci siamo diretti verso The Citadel (luogo amato da chi fa cosplay fantasy, perchè ci si trovano vestiti e armi di ogni tipo), che abbiamo spulciato per bene per poi scendere all’enorme Padiglione Carducci, anche noto come “Padiglione del Games“. Qui abbiamo cercato diverse cosine per le nostre avventure di D&D e dopo aver fatto qualche acquisto interessante, siamo risaliti verso le mura, che abbiamo costeggiato fino a raggiungere, quasi dall’altro lato di Lucca, il Mangiappone, lo stand che vende cibo giapponese. Qui abbiamo potuto, finalmente, consumare la nostra merenda.

Gnam gnam!

Da qui, scegliere la tappa successiva è stato piuttosto semplice, dato che la Japan Town stava proprio a due passi. Quindi siamo entrati e abbiamo cercato cose interessanti da acquistare. Mi sono innamorata follemente di una coppia di tazze giapponesi, ma alla fine ho deciso di rimandare la spesa e sono uscita dalla Japan Town a zampette vuote.
Siamo scesi verso il Padiglione della Panini, sperando di trovare qualche fumetto interessante da accaparrarci. A malincuore ho notato che quest’anno lo spazio lasciato alla Planet Manga era più piccolo che negli anni precedenti e, alla fine, niente è riuscito ad attirarmi abbastanza da indurmi ad acquistarlo. Ho seriamente meditato di prendere tutta la serie di Soul Eater, ma considerando il prezzo che mi proponevano e il fatto che il 7° numero mancava perchè era in ristampa, ho deciso di astenermi anche da questa spesa.
Dato che ormai si era fatta una certa ora e che non avevamo assistito a nulla di particolare durante la giornata (gran parte degli eventi del giorno non ci interessava e gli altri ce li siamo persi per via degli orari), abbiamo deciso di tornare al Games per andare almeno a sentire la presentazione di un gioco di ruolo, chiamato Anime e Sangue. Alla presentazione, che era in diretta, c’eravamo praticamente solo io e la dolce metà e devo dire che ci aspettavamo qualcosa di decisamente diverso. Il titolo si basa su un’idea sicuramente molto interessante, ma non è proprio il nostro genere, quindi è saltata anche la programmazione del dopo cena, che prevedeva, appunto, l’andare a vedere altri giocatori cimentarsi in questo GDR, così da capirne meglio le meccaniche.
Sopraffatti ormai dalla stanchezza, ci siamo diretti verso il pub in cui mi fermo già da qualche anno per  concederci una cena rifocillante, prima di andare in albergo. Questo posto, chiamato il Lowengrub, è un ristorante-birreria bavarese e fa dei panini buonissimi, di ottima qualità e il personale è simpatico e servizievole. Se vi capita di passare in zona o di andare a un Comics, fateci un pensierino, ne vale la pena!

L’aspetto è invitante, ma il sapore è anche meglio!

I cosplay del giorno!

Nonostante fosse un giovedì, ci siamo imbattuti in alcuni cosplay molto interessanti e quindi condivido con voi quelli più originali o fatti bene. Alcune foto sono venute un po’ mosse, spero non danneggi eccessivamente l’effetto del costume.

Iniziamo da due bellissime cosplayer, una in stile Steampunk e una Gothic. Le trovo meravigliose!

Dopo di loro, mentre facevamo mente locale sul come muoverci, abbiamo incontrato una fantastica famiglia “Scooby-Doo“!

Erano veramente carini e il bambino mi ha fatto sorridere, perchè inizialmente era restio a farsi fotografare.
Ha detto: “ma ce ne hanno fatte tante“, allora ho risposto: “Eh, ma è perchè sei super-bello” e lui, tutto sciolto e sorridente, con una vocina dolce dolce: “Allora va bene!”.
Io e Darling abbiamo continuato a ridere della scena per svariati minuti.

A seguire, scendendo dalle mura, abbiamo incontrato due splendidi combattenti: Armstrong di Full Metal Alchemist e Guts di Berserk! Entrambi fatti benissimo, Guts sembrava vero e ad Armstrong mancavano i luccichini per essere perfetto!

Poi è stata la volta dei tipi “animalosi”, quindi ecco a voi un Umbreon collassato immobile sul muretto e la splendida coppia Beep Beep-Willy Coyote!

Procedendo lungo le mura ci siamo imbattuti in una speciale versione di IT, in cui il bambino innocente era rappresentato da un uomo e il crudele IT… da un tenero carlino con la gorgiera!

Concludo questa giornata con delle cosplayer che hanno portato i personaggi principali di Yuri!!! On Ice: Yuri e Victor. Come saprete, ho adotaro questo anime e quindi sono stata contenta di vedere che qualcuno ha scelto di travestirsi a tema. Ho notato anche qualche ragazza vestita da Yurio, in giro per Lucca, ma non sono riuscita a fotografarne nessuna.

Giorno 2 (venerdì 3 Novembre 2017)

Dopo un lungo e rigenerante sonno (la sera precedente siamo crollati, tipo, alle 22) ci siamo alzati presto per prepararci e partire dall’albergo, lo stesso in cui alloggio da 6 anni, di buon ora, così da riuscire ad evitare, almeno il secondo giorno, il caos e la calca. Ovviamente, anche questa volta abbiamo puntato su una colazione da campioni!

Amo questo albergo, perchè oltre che essere pulito e economico, ha una vasta scelta di cose per la colazione ed è tutto sempre buonissimo! E poi sono tutti molto gentili.

Per fortuna l’arrivo a Lucca è stato meno traumatico che il giorno precedente e siamo riusciti ad andare nuovamente in Piazza Napoleone per cercare alcuni fumetti interessanti, dato che la giornata precedente era stata poco fruttuosa da questo punto di vista. Alla fine ho optato per agire in maniera un po’ diversa dagli anni precedenti, per cui aspettatevi di vedere pochi “primi numeri” negli acquisti (che vi mostrerò nel prossimo post), mentre, al contrario, ho deciso di recuperare un’intera serie fumettosa.
Chissà cosa sarà…
Dopo questi primi acquisti della giornata, abbiamo fatto un giro nell’area riservata agli E-sports, che interessava alla dolce metà. Tuttavia, dato che Darling non ha trovato nulla di suo gradimento, siamo saliti verso le mura e abbiamo finito di visitare gli stand che non eravamo riusciti a vedere il giorno prima.
Alle 13 c’era poi un evento che ci interessava e a cui io bramavo di partecipare da anni, ma che non ero mai riuscita a vedere: la presentazione della programmazione per il 2018 della Planet Manga. Alias: quali fumetti giapponesi e quali ristampe ci regalerà la Panini a partire da gennaio. Ci siamo quindi avviati nel luogo del misfatto, ma lungo la strada è successo qualcosa che non mi sarei mai aspettata.
Darling si gira e mi fa: “Amore, ma quello non è Sabaku?”
E io, con gli occhi fuori dalle orbite, mi volto per verificare e capisco che aveva ragione. C’era proprio Sabaku!

Per chi non capisse di cosa sto parlando, Sabaku, noto anche come Mike of The Desert (nella realtà si chiama Michele Poggi) è uno youtuber molto famoso nel mondo videoludico. Ed è tipo Il Gran Maestro in un videogioco che mi piace molto, Dark Souls, di cui Sabaku sa (e spiega) praticamente di tutto.

Ho passato ore e ore a guardare alcuni dei suoi video (solo quelli su Dark Souls, in realtà) e quindi quando l’ho visto in carne ed ossa sono andata in panico. Il mio ragazzo mi ha praticamente dovuta lanciare su di lui per farmi convincere a chiedergli una foto. E l’ho fatto. E lui è stato super carino. E ora ho una foto di me e Sabaku. Che è una persona normalissima, per carità… però sono tipo andata in estasi e ho iniziato a scrivere che avevo fatto una foto con lui a tutti i miei amici che lo conoscevano. Ovviamente, tutti malati come me di queste cose, sono esplosi in una serie di “Noooooooooo!!!”, “Ma davvero???”, “Voglio vederla!!!”, etc etc.

– Fine del capito triste in cui faccio la fangirl isterica perchè ho fatto una foto con un tipo che rispetto –

Tornando a noi, dopo questa esperienza, siamo giunti alla presentazione della Planet Manga e devo dire che ci sono alcune proposte interessanti, come i volumi speciali che usciranno a primavera di Assassination Classroom e l‘Enciclopedia degli eroi di One Punch Man a colori, ma, dei titoli nuovi proposti, nessuno è riuscito a catturarmi particolarmente, nonostante ci siano alcune storie molto particolari. Presumo che, finchè non avrò possibilità di sfogliare queste novità di persona, non sarò in gradi di dire davvero se mi interessano o meno (a parte, appunto, i sopracitati volumi speciali).
Fatto questo è arrivato il tanto atteso momento del pranzo al Mangiappone, in cui non abbiamo dovuto fare neanche tantissima fila (considerando l’orario). Sarà stata una mia impressione, ma Lucca, il venerdì, mi è sembrata meno piena del solito… forse per via del maltempo?

Zuppa di Miso con Tofu e Yakisoba per Darling, Riso al curry di verdure e spiedini di pollo per me. Fantastico come sempre, signor Mangiappone!

E poi siamo ripartiti per altri giri, altro shopping. Siamo stati in zona Blizzard per cercare di accaparrarci il personaggio di Heartsone (gioco di carte su pc/mobile), ma si poteva ottenere solo giocando dentro la stanza apposita… da cui usciva una fila allucinante, per cui abbiamo deciso di rinunciare. Poi siamo stati nuovamente a The Citadel per gli ultimi acquisti e infine siamo tornati verso il Mangiappone, ma sta volta per vedere il concerto a 8bit che doveva tenersi nel palco lì vicino. Dopo 20 minuti di esibizione, tuttavia, abbiamo deciso di ritirarci, un po’ per il freddo, un po’ per la stanchezza. Ma poteva mancare una cena unta lungo la strada del ritorno? Ovviamente no! E quindi pausa allo stand di cibo messicano, per accaparrarci un bel taco e dei nachos.

Nel dopo cena, sul palco, c’era uno spettacolo di gag comiche… che non ci facevano ridere affatto, quindi abbiamo optato per tornare nuovamente in albergo ad un orario decente e ci siamo goduti una bella doccia e l’inizio de Si Alza il Vento, in tv (non tutto, perchè siamo crollati come due angioletti).

I cosplay del giorno!

Nonostante il brutto tempo (ci sono stati diversi acquazzoni durante il giorno, anche se mai paragonabili al Diluvio C&G di qualche anno fa, di qui vi ho parlato qui) e la relativa poca affluenza di pubblico di venerdì, ci sono stati diversi cosplayer temerari e interessanti in giro.

Inizierei con delle splendide Majokko Girl: Melody di Magica Doremi, Sakura di Card Captur Sakura (che purtroppo mi è venuta un pochino sfocata, forse anche per il maltempo) e Mew Mina di Mew Mew (incontrata, invece, la sera).

Ho apprezzato molto questi cosplay, un po’ perchè sono poco comuni (al contrario di altri, che sono visti e rivisti), un po’ perchè attingono a opere della mia infanzia-adolescenza. Tutti veramente super carini!

Abbiamo poi incontrato due dei personaggi di JoJo’s Bizarre Adventure, di cui vi ho parlato giusto qualche settimana fa. A sinistra potete ammirare uno splendido Dio Brando dalla serie Stardust Crusaders, mentre a destra un fantastico Joseph Joestar, dalla serie Diamond is Unbreakable, con tanto di Hermit Purple sulla mano e  Shizuka Joestar in braccio.

E’ veramente un peccato che questo splendido Joseph mi sia venuto sfocato! 😦

E’ poi il turno di due simpatici personaggi del famosissimo e amato Studio Ghibli: Porco Rosso e Totoro!

Tra l’altro non ho ancora capito se l’ombrello di Totoro faceva parte del cosplay oppure era dovuto alle condizioni climatiche…

A seguire, è stato il momento dei personaggi di due shonen: nella prima foto vedete la streghetta e il dottor Franken Stein di Soul Eater e Kurisu Makise di Steins;Gate.
Anche se, ad essere onesta, non so se Steins;Gate possa definirsi uno shonen… mh…

 

Continuando, sempre da un’opera dell’infanzia, ma questa volta made in Disney, abbiamo il Principe Giovanni da Robin Hood, con tanto di Sir Biss nel cestino. L’altro personaggio, invece, non sono riuscita ad identificarlo… credo sia passato troppo tempo da quando ho visto quel cartone!

Con il calare delle tenebre, sono poi fuoriusciti altri individui particolari. Primo tra tutti, Re Thranduil, il padre di Legolas in Lo Hobbit.

Devo dire che ha uno sguardo piuttosto minaccioso!

Abbiamo poi incontrato una bellissima Alice di Alice Madness Returns, un bellissimo videogioco dall’atmosfera dark. Al contrario delle molte altre Alice di questo tipo viste ogni anno a Lucca, questa è stata la prima che ho incontrato armato di Cavalluccio (che nel gioco viene usato tipo martello per spappolare i nemici) e quindi meritava decisamente di essere inserita in questo post!

E infine, per concludere, ci siamo imbattuti in 4 simpatici cosplayer che ricreavano i personaggi di Super Mario Cart, con tanto di macchinine con fari accesi e musica tamarra di sottofondo. Purtroppo anche questa foto non è venuta al meglio, perchè erano dei tipi in perenne movimento, ma spero riesca a rendere l’idea.

Tra l’altro, notate quant’è bella la Principessa Peach con la barbona! So fabulous!

La pioggia di cosplay finisce qui e concludo questa cronaca dicendovi che quest’anno non sono stata al Festival dell’Oriente, cosa che normalmente faccio il giorno dopo il Lucca Comics (e motivo per il quale alloggio sempre a Marina di Massa, piuttosto che a Lucca). Inizialmente eravamo intenzionati ad andare, ma dato che ci siamo ritrovati con un budget limitato (ebbene si, devono ancora pagarmi del lavoro che ho fatto quest’estate) abbiamo deciso che non valeva la pena spendere i soldi del biglietto per poi non poter acquistare nulla di interessante all’interno. Sarà per l’anno prossimo, presumo.
Intanto vi posto la mia ultima colazione in albergo!

Il Lucca Comics&Games è sempre un piccolo angolo di paradiso, che aspetto sognante tutto l’anno e non delude mai, nonostante le pecche, qua e là, non manchino. Ad esempio, quest’anno i padiglioni più grandi erano dotati di un Info Point, in cui però, il più delle volte, nessuno riusciva a darti informazioni riguardo al programma o alle location. A quanto pare tutte le arie erano gestite a sè, al punto che anche all’Info Point dentro al Games non sapevano indicarci cose inerenti alcune attività videoludiche. Inoltre ho avuto l’impressione che di giovedì e di venerdì il programma fosse molto più fiacco del solito (ad esempio, rispetto al venerdì dell’anno scorso), non tanto per quanto riguarda presentazioni di opere e fumettisti che firmavano autografi, quanto per gli spettacoli proprio, proposti nei vari palchi.
Al contrario, apprezzo lo sforzo che gli organizzatori stanno dimostrando, anno dopo anno, per gestire l’alto numero di partecipanti e il loro flusso. Sarei stata curiosa di vedere se le nuove manovre (come i sensi unici pedonali) hanno funzionato effettivamente di sabato e domenica, i giorni con maggiore influenza.
Per quanto riguarda la sottoscritta, mi pento solo un po’ di non aver comprato la maglia ufficiale del Lucca C&G con scritto “We Can Be Heroes… Just for five days!“.

Voi che mi raccontate? Siete riusciti ad andare al Lucca Comics&Games? O quest’anno avete visitato altre fiere interessanti? Ci sono dei cosplay che vi sono piaciuti particolarmente? O vi divertite da fare voi stessi i cosplayer?

A presto, con il post sugli acquisti di Lucca!

Iya&Ceres

Se siete interessanti ai post delle vecchie edizioni del Lucca Comics&Games, ve li posto qui sotto:

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