…I'll also show you a sweet dream next night…

Hi...

Sono il genere di persona che ripete le cose un milione di volte perchè non sa mai se gli altri la stanno a sentire... Quindi eccomi qui, che il delirio abbia inizio!

Ultima

Cose che mi fanno arrabbiare – Capitolo 2: cinema e film di animazione.

Ci sono cose che non mi spiego. Il non capire mi innervosisce. Quindi ne parlo qui con voi, ora, e vediamo se qualcuno mi dà ragione o riesce a trovare delle spiegazioni valide che possano placare il fastidio che sto provando in questo momento.

L’11 e il 12 Aprile, in alcuni cinema, è stato proiettato il primo film di Makoto Shinkai (stesso autore de Il Giardino delle Parole e Your Name). Tutto questo rientra nella consueta programmazione anime della Nexo Dygital, che crea questi eventi speciali durante l’anno, portando nelle nostre sale titoli Made In Japan che altrimenti non vedremmo mai sul grande schermo.

Il mio disappunto è convertibile in 3 semplici domande:

  1. Perchè non se ne parla mai?
    Per quale motivo anche i pochi cinema in tutta Italia che ospitano questi eventi li pubblicizzano pochissimo e, se sei interessato, devi andarti a cercare info in continuazione, mentre ti travolgono di trailer e locandine per il resto dei film?
  2. Perchè gli unici spettacoli disponibili sono piazziati in mezzo alla settimana, spesso in orari scomodi per chi lavora o ha altri impegni?
    Io, se avessi voluto vedere questo film, mi sarei dovuta fare 45 minuti di strada ed essere al cinema per le ore 18:30, orario in cui molti appassionati di animazione giapponese (che ricordiamo essere, di solito, una tipologia di prodotto non indirizzata ai piccolissimi) lavorano. Già che li si tiene per solo 1 o due giorni (perchè non tutti i cinema hanno aderito per entrambe le date possibili), perchè piazzarli in orari proibitivi per una buona fetta del pubblico?
  3. Perchè mi chiedono 10€ per un film in 2D?
    Capisco che sia una programmazione speciale, ma 10€ per uno spettacolo al cinema inizia ad essere un pochino impegnativo (specialmente se, per questi eventi, tocca spostarsi così tanto). L’unica motivazione che mi fa giustificare il prezzo è il fatto che lo spettacolo interessi a una fetta ridotta della popolazione, ma questo va in contrasto con i due punti citati sopra: se mettessero il film ad un orario agibile e lo pubblicizzassero un po’ di più, non sarebbe meglio? Così da attirare una maggior quantità di clienti e poter ridurre il prezzo ALMENO a quello dei normali film.

Non so se si è già capito, ma non ho potuto vedere il film di Makoto Shinkai, nonostante mi interessasse molto e nonostante fossi disposta a farmi 45 minuti di strada per potermelo godere. Ma i miei dubbi su questa questione rimangono e spero veramente che qualcuno riesca a darmi degli spunti di riflessione interessante a riguardo.

Fatemi sapere cosa ne pensate, se vi siete trovati nella mia stessa situazione o in situazioni affini.

A presto,

Iya&Ceres

Commenti agli acquisti di Lucca 2016 (parte 2) – Black Clover e Addio, Stregone

Salve a tutti e bentornati al format più ritardatario della storia! Perchè commentare ora gli acquisti di ottobre fa un po’ ridere… ma di tempo per leggere ne ho avuto solo ora e per questo, anche oggi, mi esprimerò su fumetti che probabilmente molti di voi avranno già recuperato da tempo (o beatamente deciso di ignorare).

E dopo questa ottima premessa, aggiungerei che oggi parlo di altre due opere della Planet Manga: il primo numero di uno shonen intitolato Black Clover e Addio, Stregone, una mini-serie ispirata alla vita del pittore Vincent Van Gogh.

Black Clover
di Yuki Tabata

Planet Manga, primo volume, 4,50€

Trama

Ci troviamo in un mondo in cui la magia è una delle doti più apprezzate e per questo il potere spetta alla figura dell’Imperatore Magico, un personaggio dalle immense abilità, incaricato di mantenere l’ordine e difendere il paese.
In questo stesso mondo vivono Asta e Yuno, due orfani, cresciuti insieme e desiderosi di unirsi alle armate imperiali per difendere il loro paese e portare prestigio alla chiesa che li ha accolti. C’è solo un problema: mentre Yuno è un talentuoso mago dalle forte potenzialità, Asta, il più chiassioso dei due, nonostante le grandi ambizioni, non è in grado di produrre il benchè minimo incantesimo.

Commento

Sarò onesta con voi: ho seriamente rischiato di dar fuoco al volume durante le prime 5 pagine. Asta, il protagonista, è sembrato l’ennesimo personaggio tutto fumo e niente arrosto, che va sventolando ai quattro venti le sua grandi ambizioni e il suo voler diventare, in futuro, Imperatore Magico… senza però avere la benchè minima capacità magica (zero, niente di niente, neanche per sbaglio). Un bel controsenso, non vi pare? Al suo fianco il serissimo Yuno, il ragazzo super dotato, composto, ammirato da tutti… il classico amico-rivale del protagonista, a volte freddo ma sotto sotto buono. Sembrava tutto trito e ritrito e seriamente mi stavo dispiacendo dell’acquisto. Finchè questi due personaggi non hanno mostrato un po’ di grinta e di carattere, tentando di allontanarsi un po’ dalle sagome stereotipate che erano. Asta non è solo un chiacchierone, ma ha veramente voglia di riscattarsi, di cancellare le povere origini e portare gloria a chi lo ha salvato, da piccolo. Yuno, invece, nonostante il talento e il carattere schivo, adora Asta e lo considera il suo più grande rivale, ammirando la sua determinazione e il suo coraggio.
Ha preso così il via una storia che parla di azione, ma anche di ingiustizie, di discriminazioni (non solo in base al talento magico, ma anche alla provenienza) e di voglia di migliorare.

Nonostante l’inghippo iniziale, quindi, la lettura è risultata abbastanza interessante e scorrevole. I disegni sono piacevoli, discretamente dettagliati e rendono bene movimenti e azioni. Tutto molto shonen, insomma!

Esito lettura

Sono rimasta piacevolmente sorpresa da questo titolo e devo dire che mi sento piuttosto incuriosita dalla storia. Non so se ad accendere la mia attenzione, alla fine, siano stati i personaggi o la tematica “giustizia e riscatto” che tanto mi sta a cuore, ma credo che in futuro potrei farci un pensierino. Certo… considerando che potrebbe essere l’ennesima infinita serie shonen, mi prenderò un po’ di tempo per vedere come procede la pubblicazione dei vari volumi prima di iniziare l’acquisto.

Addio, Stregone (Sayonara, Sorcier)
di Hozumi

Planet Manga, 2 volumi, 4,50€ cad.

Trama

Theodorus è un rinomato mercante di quadri di Parigi. Nonostante lavori in un ambiente estremamente legato ai canoni classici, Theo vede la necessità di portare l’arte a un nuovo livello, introducendo opere che rappresentino un nuovo tipo di bellezza, in grado di essere percepita e capita anche dalla gente comune. I suoi ideali e i suoi sforzi sono ispirati dalla figura di suo fratello maggiore, Vincent Van Gogh, uno dei talentuosi artisti disconosciuti dagli esperti d’arte dell’epoca.

Commento

Nonostante si tratti di un’opera in due volumi, non mi dilungherò nel parlarvi della storia perchè rischierei di spoilerare le poche dinamiche in campo. Credo che per descrivere questo fumetto basti dire che ha dei disegni veramente molto belli (ho adorato le rappresentazioni dei personaggi) e cerchi di ricostruire, in maniera alternativa, la vita del pittore Vincent Van Gogh e di suo fratello Theodorus. Personalmente l’ho trovato piuttosto particolare e a modo suo interessante, anche se in alcuni punti è sembrato un po’ troppo estremizzato, soprattutto nei dialoghi e nei modi di fare eccessivamente teatrali di alcuni personaggi. C’è una scena, in particolare, che non mi è andata particolarmente a genio, poichè una situazione apparentemente drammatica viene risolta con una lunga serie di chiacchiere e improbabili rivelazioni dei personaggi. Per il resto è sicuramente un’opera che cerca di dare spessore ai personaggi dei due fratelli e di descrivere appieno il loro modo di vedere il mondo e i loro obiettivi. Il finale è quasi toccante e, da sè, vale forse più dei restanti 2/3 del fumetto, che possono risultare, a volte, un po’ piatti (salvo i grandi risvolti della trama).

Esito lettura

Sicuramente Addio, Stregone è un titolo poco impegnativo, sia dal punto di vista economico che a livello di concentrazione richiesta per la lettura. Anche per questo lo consiglierei a quanti vogliano distaccarsi dai classici generi principali (come shonen e shojo) per dedicarsi a un’opera di fantasia che cerca di ricostruire realisticamente un certo periodo storico, con le sue problematiche e con le sue novità, ma soprattutto che cerca di esaltare la figura dell’artista Vincent Van Gogh e di colui che (in questa storia) ha agito nell’ombra per farlo diventare grande, Theodorus, il vero protagonista dell’opera.

Come sempre, spero di avervi fornito uno spunto interessante di lettura o di avervi piacevolmente intrattenuti. Se avete letto queste opere, date pure il vostro parere o, se preferite, consigliatemi qualche titolo simili che vi è piaciuto.

A presto,

Iya&Ceres

Flash Post – Gosick

Tra le varie serie animate che sto recuperando ultimamente (sto cercando di completare alcune delle molte opere lasciate in sospeso in passato) c’è anche Gosick, anime a base investigativa di 24 episodi, terminato nell’ormai lontano 2011.

Trama

Kujo Kazuya è uno studente giapponese che va a studiare all’estero, nell’immaginario regno di Saubure, collocato sulle Alpi, tra Italia e Francia e in cui si parla, appunto, la lingua francese. E’ il 1924.
All’Accademia St. Marguerite, però, Kujo fatica a farsi amici, poichè la popolazione, molto superstiziosa, per via del suo aspetto (occhi neri, capelli neri), lo paragona da subito al personaggio di una delle tante storie di fantasmi del posto: il Dio della Morte Primaverile. In cerca del significato di questo soprannome, Kujo si avventura nell’immensa biblioteca scolastica, dove farà la conoscenza di Victorique, una ragazza dai lunghissimi capelli biondi, dall’aspetto angelico e dalla sovraumana intelligenza. Nonostante le prime incomprensioni, i due diventeranno molto amici e insieme risolveranno la moltitudine di casi misteriosi in cui si ritroveranno coinvolti, anche per via del fatto che il fratello di Victorique è un commisario di polizia.

Commento rapido

Devo dire che, a parte qualche pecca qua e là, ho trovato questo anime piacevole e abbastanza scorrevole. I vari casi sono abbastanza interessanti e ho apprezzato molto che alcuni di questi misteri portino a conseguenze anche nella vita dei protagonisti o che facciano avanzare la trama generale dell’opera: tutto ciò che viene esposto già dal primo episodio serve a rafforzare il rapporto tra Kujo e Victorique, così come a costruire lo scenario in cui i personaggi si muovono.
I personaggi sono abbastanza strani, a volte (pecca n°1) un po’ troppo ripetitivi nel loro modo di fare e stereotipati, ma hanno un loro ruolo nella storia e tutto sommato, anche non amandoli alla follia, non fanno storcere il naso. Lo stesso Kujo ne è un esempio: non fa che ripetere “Victorique” (ovviamente pronunciato in una lingua che di francese non ha nulla) e chiamare la sua partner per soccorerlo in ogni occasione, ma anche sembrando un po’ stupido e piagnone, in realtà è molto altruista e coraggioso. Ho apprezzato che, nel loro piccolo, alcuni dei personaggi principali evolvano nell’arco dei “soli” 24 episodi.
Nonostante sia un cartone che non fa eccessivo uso di scene splatter o brutali, non si risparmia alcuni avvenimenti abbastanza pesanti dal punto di vista umano: sacrifici di bambini, donne rapite e obbligate e partorire figli non voluti… insomma, per intenderci, pur non essendo visivamente brutale ha dei toni abbastanza macabri e per questo non lo farei vedere a dei bambini solo perchè i protagonisti sembrano “kawaii” e perchè ci sono pizzi e merletti ovunque.
In contrasto con questi avvenimenti crudi e col tentativo dell’anime di non sfociare nel surreale, il finale di alcune sottotrame, così come dell’anime in generale, possono risultare un po’ troppo buonisti (pecca n°2) e alcune scene possono sembrare particolarmente inverosimili o improbabili (pecca n°3).

Nel complesso è comunque un anime poco impegnativo che vi consiglio sicuramente, soprattutto se vi piacciono storie investigative e di misteri. Tenete, però, a mente che il riflettore sarà sempre e comunque puntato sui protagonisti, più che sui casi in sè.

Spero che questa mini-recensione vi sia stata d’aiuto. Come sempre, se avete visto questo titolo, fatemi sapere che ne pensate.

A presto,

Iya&Ceres

Flash Post: “acida come una Claymore!”

Approfitto della mia breve convalescenza post-rimozione dell’ultimo (infamissimo) dente del giudizio per parlavi rapidamente di un anime che ho terminato da poco e che mi ha lasciato un po’ perplessa, sperando anche di potermi, così, confrontare con quanti di voi conoscano già il titolo.
Parliamo di Claymore.

Claymore è un fumetto “dark-fantasy” (grazie Wikipedia) e d’azione, da cui è stato tratto un anime, di cui ho recuperato i 26 episodi, tra l’altro nella versione doppiata in italiano.

La storia parla delle claymore, combattenti donne il cui scopo è sconfiggere dei demoni (yoma). La loro forza e le loro capacità speciali derivano da un duro allenamento e, soprattutto, dal sangue e dalla carne dei demoni stessi, che hanno assorbito per poter, appunto, affrontare questi spietati mostri ad armi pari. Tuttavia, l’utilizzo eccessivo dello yoriki (il potere demoniaco) in loro, le può portare a superare il limite e a risvegliarsi come yoma.
Tra queste combattenti conosciamo Clare, la nostra protagonista, il cui unico scopo è vendicarsi dello yoma che ha ucciso la sua amata Teresa, un’altra claymore che l’aveva salvata da ragazzina. Lungo la sua strada, però, Clare incontrerò Raki, un ragazzino umano che deciderà di seguirla e che porterà diversi cambiamenti nella sua vita.

Ogni claymore, oltre a un nome palesemente non-giapponese, ha un grado e un proprio simbolo di riconoscimento. Devo dire che questo aspetto mi è piaciuto molto! Notare, tra l’altro, dove è la nostra cara protagonista Clare.

Volendo affrontare rapidamente questo argomento, senza analizzarlo nei dettagli, vado ad elencarvi quelli che, SECONDO ME (ed è un parere personalissimo) sono i pro e i contro di questo anime.

PRO

La storia è in sè interessante e abbastanza articolata. Di fianco a avvenimenti abbastanza scontati, si ritrovano dei buoni colpi di scena o episodi meno ovvi e sicuramente non è un cartone che mostra solo combattimenti, ma pone davanti agli occhi dello spettatore concetti come la discrepanza tra ciò che dicono le regole e ciò che è giusto, il senso di lealtà, l’amicizia.

Alcuni personaggi, nonostante il poco approfondimento delle relative storie e background, sembrano ben delineati e finiscono per attirare le simpatie dello spettatore.

I disegni sono abbastanza particolari e possono non piacere, soprattutto per quanto riguarda l’estetica dei volti, ma di sicuro rendono molto bene i combattimenti e le scene d’azione.

Sia la sigla d’apertura che quella di chiusura sono molto belle, nonostante abbiano un gusto un po’ retro (sono l’unica che nota una discreta differenza tra le sigle del passato e quelle odierne?)

Opening:

Ending:

CONTRO

Il doppiaggio non ottimale in italiano, accompagnato a dei dialoghi eccessivamente lunghi e frasi ripetute all’infinito solo per fare scena (tipo: “allora è questa una claymore“), rovinano parecchio la godibilità della storia. Allo stesso modo, l’infinito ripetersi di alcune scene flashback, per quanto volte a motivare lo stato d’animo dei protagonisti, rende alcuni passaggi veramente tediosi e piatti.

☆ Nonostante si possa intuire come mai le claymore siano sempre schive e di cattivo umore (considerando che rischiano la vita quotidianamente per degli esseri umani che le trattano come mostri, mosse come burattini da un’organizzazione che sembra non rispettarle affatto come entità viventi), pare che la loro paculiarità principale non sia la forza, bensì l’acidità: non si risparmiano battute e dialoghi gratuitamente snob o cattivi o, appunto, acidi fino al midollo, neanche se rivolti alle proprie compagne. Da qui il mio nuovo, personalissimo, detto: “sei acida/o come una claymore!”.

☆ Alcuni personaggi, inizialmente presentateci come spiacevoli o negativi, finiscono per scoprirsi buoni e piacevoli. Purtroppo, però, a fianco a questi ce ne sono altrettanti evidentemente minorati mentali, incoerenti, fuori di testa (e no, non sto esagerando, perchè non venitemi a dire che Ophelia o Priscilla sono personaggi sani di mente) e quindi estremamente fastidiosi. Lo stesso Raki, del quale si possono anche capire i sentimenti, finisce per comportarsi spesso all’opposto di quello che dovrebbe fare e questo, sarò onesta, me lo ha fatto odiare tantissimo.

Non c’è un vero finale: tutta la storia evolve per arrivare a un determinato punto, ma anche sfiorandolo, non lo raggiunge e diversi aspetti della trama rimangono irrisolti. Presumo che il manga avanzi ulteriormente rispetto alla controparte animata, ma di fatto l’anime è incompleto e può, per questo, deludere uno spettatore che, dopo tanti episodi di acidità e violenze, sperava di vedere sciogliere almeno qualche nodo della storia.

Concludendo:

Claymore è un anime con delle buone potenzialità ma che lascia l’amaro in bocca per diversi aspetti. Alcune cose mi rimarranno sicuramente nel cuore, tra cui le sigle e alcuni personaggi, ma nel compleasso lo trovo un po’ carente su tutto il resto. Sono contenta di averlo recuperato e terminato dopo tanto tempo, ma di sicuro non rientrerà mai nelle mie opere preferite e, tuttora, non so se è un titolo che consiglierei o meno.

Quindi vi chiedo: avete mai visto questo cartone? Che ne avete pensato? Ma soprattutto, c’è qualcuno di voi che può dirmi se il manga ha gli stessi difetti o se, invece, andrebbe recuperato per colmare le lacune dell’anime?

A presto,

Iya&Ceres

Commenti agli acquisti di Lucca 2016 (parte 1) – Primi numeri

Salve salvone, miei cari lettori.

Come già ho fatto in passato, sono qui per commentare gli acquisti fatti allo scorso Lucca Comics… che, si, ormai è passato da tempo. Sto lentamente recuperando tutti i volumi e quindi oggi vi parlo dei primi volumi dei tre shojo/manga a impronta sentimentale che ho letto.

shojo

Amami Lo Stesso
di Aya Nakaharaamami-lo-stesso

Planet Shojo, primo volume, 5,50€.

Trama

Michiko Shibata è una ragazza sull’orlo dei 30 anni che ha da poco perso il lavoro per via del fallimento dell’azienda in cui era impiegata. Nonostante le restrittezze economiche in cui si ritrova, Michiko sperpera i suoi averi per viziare il ragazzo con cui esce, un giovane universitario di nome Junta, unica persona in grado di farla sorridere. La disperata ricerca di un nuovo impiego la porterà a incontrare il suo vecchio direttore, Kurosawa, l’uomo che più ha odiato nel suo vecchio lavoro ma che è ora disposto a darle una mano.

Commento

Due sono i fattori che mi hanno spinto ad aquistare questo manga: il fatto che l’autrice sia la stessa di Lovely Complex e il fatto che la protagonista sia una trentenne alla ricerca dell’amore. L’impressione iniziale, tuttavia, non è stata proprio delle migliori per via del carattere della protagonista: davvero una persona può essere così sciocca da farsi sfruttare al punto di ridursi alla fame? Progredendo nella lettura, tuttavia, mi sono lasciata intenerire e coinvolgere dal personaggio di Michiko che, nonostante la palese ingenuità, è una ragazza determinata, che dà tutta se stessa sul lavoro e che si preoccupa per gli altri. La storia, pur essendo molto semplice e lineare, è in grado di incuriosire e i botta e risposta tra la protagonista e il suo capo, Kurosawa, divertono il lettore. Il punto di vista e le disavventure di Michiko sono sicuramente diverse dalle classiche situazioni descritte dagli shojo scolastici, per cui possono coinvolgere anche un pubblico più adulto: si parla di disoccupazione, di confronto con gli altri, delle aspettative comuni, di indipendenza e di desiderio di accasarsi, il tutto, però, sempre in maniera molto leggera. I disegni sono palesemente simili a quelli di Lovely Complex, per cui li ho trovati molto gradevoli e in generale il fumetto è molto scorrevole e piacevole.

Esito lettura

Dato che questo fumetto era stato scelto come regalo per mia sorella e dato che anche lei ha apprezzato la storia e i suoi personaggi, sto già proseguendo con l’acquisto e la lettura dei successivi numeri (per ora 4 in tutto). Devo dire che li sto divorando voracemente e questo conferma che l’impressione positiva che ho avuto sul primo volume si sta mantenendo tale. Lo consiglio a tutti coloro che hanno voglia di leggersi una shojo divertente, con una protagonista ingenua ma buona, alla disperata ricerca della felicità.

ok!

One Week Friends
di Matcha Hazukione-week-friends

Planet Manga, primo volume, 4,50€

Trama

Yuki Hase è uno studente del secondo anno delle superiori che è rimasto affascianto da una sua compagna di classe, la silenziosa Kaori Fujimiya, di cui vorrebbe diventare amico. Gradualmente riesce ad avvicinarsi alla ragazza, ma presto Yuki dovrà fare i conti con il grande problema che affligge la sua nuova amica. Kaori, infatti, è sempre stata sola perchè soffre di amnesia e allo scadere di ogni settimana i suoi ricordi riguardo le amicizie svaniscono. Riuscirà Yuki a far breccia nel cuore della ragazza, al punto da non svanire dai suoi ricordi?

Commento

La prima cosa che mi colpì di questo volume furono i disegni: molto delicati, dalle linee morbide e dolci, pochi sfondi, pochi dettagli esterni ai personaggi, ma molti primi piani e inquadrature palesemente incentrati nell’esprimere l’emotività dei protagonisti. Mi aspettavo fosse un’opera psicologica e un po’ pesante, invece i personaggi e le situazioni si sono presentate in maniera molto più delicata e leggera di quanto mi aspettassi. Ho faticato un po’ a prendere il via con la lettura, forse per la scelta dell’autrice di raccontare alcune scene tramite piccole strisce verticali con un titolo proprio o forse perchè alcune situazioni sembravano eccessivamente finte e enfatizzate. Una volta entrata nello stile dell’opera, mi sono potuta concentrare maggiormente sui due protagonisti e sulle loro interazioni. Sia Hase che Fujimiya sono molto buoni e dolci, cercano entrambi di impegnarsi per rimanere amici e, nonostante alcune situazioni stucchevoli per l’eccessiva tenerezza, non si può che fare il tifo per loro.

Esito lettura

Onestamente mi aspettavo un’opera dal sapore un po’ più drammatico, per cui la dolcezza e la delicatezza con cui la storia è stata presentata mi hanno un po’ sorpresa. Non posso dire che questo primo numero mi sia dispiaciuto, ma diciamo che, se continuerò la lettura, sarà più per scoprire cosa c’è alla base del problema di Fijimiya, piuttosto che per l’interesse verso l’amicizia dei due personaggi (che sembra si stiano godendo già abbastanza i loro piccoli traguardi). Tuttavia, dato che l’opera è particolare, relativamente breve (7 volumi in tutto) e in procinto di finire di essere pubblicata anche in Italia, sono invogliata a continuare l’acquisto e a consigliarvi anche questo titolo.

Tranquillo

Cuore di menta
di Wataru Yoshizumi

Primo volume (della versione “Wataru Yoshizumi Collection”),
Planet Shojo, 9,90€

Trama

Maria e Noel sono fratelli gemelli e sono molto affiatati. Quando Maria decide di cambiare scuola per seguire il suo primo amore, il fratello, Noel, chiede trasferimento nello stesso istituto. Nonostante i dormitori maschili siano al completo, Noel non demorde e pur di riportare a casa la gemella, decide di travestirsi da ragazza e trovare alloggio al dormitorio femminile. Questa situazione porterà, ovviamente, a diversi fraintendimenti, ma anche alla creazione di nuovi legami e amicizie.

Commento

Inizierei facendo una piccola premessa: il volume che ho acquistato è una ristampa in versione da collezione, per cui non solo presenta sovracopertina e diverse pagine a colori, ma è anche voluminoso perché ingloba più volumi della vecchia edizione (infatti in questa versione i volumi sono 3 in totale, contro i 12 stampati in passato dalla Panini). Questo giustifica il prezzo di 9,90€ .

Come qualcuno potrà certamente fiutare già dalla copertina, l’opera è della stessa creatrice di Marmalade Boy, per cui ritroveremo dei disegni molto carini, ma con dei personaggi dalle teste grandi e degli occhi ancor più enormi. Uno stile che può piacere o meno, ma che ho sempre trovato, nel complesso, funzionare abbastanza bene, soprattutto per la capacità della Yoshizumi di dare espressività, appunto, ai volti. C’è anche da dire che, come nel famoso predecessore, anche in questo fumetto non mancano innamoramenti, cambi di partner e coincidenze come se piovesse, per cui chi non ha apprezzato Marmalade Boy per questi caratteri, forse dovrebbe tenersi lontano da questo titolo.

Per quanto mi riguarda, nonostante i protagonisti siano piuttosto giovani e con sindromi di innamoramento precoce, ho letto il mega-volume in pochissimo e ho trovato interessanti (anche se in parte prevedibili) i risvolti che la storia ha preso fin qui. Non nutrivo grandissime aspettative su Cuore di menta, ma nonostante la sua semplicità è abbastanza coinvolgente e sicuramente molto leggero, per questo lo consiglio agli amanti degli shojo che non siano alla ricerca di grandi storie d’amore.

Esito lettura

Sono rimasta piacevolmente sorpresa da questo primo numero, per cui continuerò di sicuro a leggere il fumetto (soprattutto perché ho già acquistato i due volumi successivi, sempre per regalarli a mia sorella). Spero solo che l’autrice non abbia scelto di mettere in campo altri seicento personaggi banali, tutti innamorati dei protagonisti…

Come sempre, spero che questo post vi abbia intrattenuto e, magari, vi abbia lasciato qualche spunto per delle letture fumettose. Ma dato che molti di voi sono anni luce avanti a me (data soprattutto la mia lentezza nel recuperare volumi), se avete letto una di queste opere e volete lasciarmi il vostro feedback sarò molto felice di leggerlo!

A presto,

Iya&Ceres

Valentine

Salvi a tutti!

Da diverso tempo volevo chiedervi: che ne pensate di San Valentino?

C’è chi non aspetta che questa ricorrenza per riempire di attenzioni il proprio partner, chi sminuisce la festa perchè non ha nessuno con cui festeggiare (alias “i rosiconi”), chi la snobba perchè troppo commerciale, chi si deprime in un angoletto affogando nel cibo e chi, semplicemente, la ignora.

Io penso che, come tante altre feste, San Valentino possa avere senso se vissuta con lo spirito giusto (come il Natale, Halloween…), quindi senza doverne per forza ignorare l’esistenza, ma allo stesso tempo senza esagerare nello spendere denaro ed energie: che i rapporti veri, come tutti sapranno, vanno alimentati quotidianamente, per tutto l’anno, e non solo in questa occasione.

E… dato che un pensierino è sempre gradito (e io mi diverto molto più a dare che a ricevere), volevo condividere con voi i due “pensierini” che ho fatto al mio partner e che, devo dire, sono stati molto apprezzati.

Il primo regalo è stato un lavorone manuale e si tratta della creazione/personalizzazione di un’agenda che il mio ragazzo ha acquistato su internet. Si era innamorato di un blocco ispirato a The Legend of Zelda (una serie di videogiochi) e, dato che necessitava di un’agenda, mi sono presa la responsabilità di trasformare le pagine bianche (anzi, gialline) del quadernino in qualcosa di più elaborato e funzionale. Siamo entrambi molto soddisfatti del risultato, anche se devo ammettere che, una volta, ero molto più abile a fare scritte… si vede che i bei tempi delle superiori sono ormai passati da un po’!

agenda-mix

Il blocco dall’esterno e alcuni dettagli del mio lavoro.

Poi, dato che “gli uomini vanno presi per la gola” (tra l’altro spero che questa frase non l’abbia coniata un boia), ho optato per cucinare qualcosa un po’ fuori dall’abitudinario, quindi… Ecco a voi le crespelle con besciamella ai funghi e formaggio, con contorno di vellutata di zucchine e patate!

cena

Lo so, non è una ricetta particolarmente complessa, ma la volevo provare da un po’ e mi sembrava abbastanza sfiziosa da essere adatta all’occasione.

Che ne dite, come me la sono cavata?

Voi come avete passato questo San Lavandino (così mi diverto a chiamarlo, sempre per sottolineare il disagio nella mia persona)? Serata da scapoli, tra amici o con la dolce metà? Siete pro o contro i festeggiamenti di questo tipo? Fatemi sapere cosa ne pensate!

A presto,

Iya&Ceres

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: