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“Brividini estivi” – Ghost Hunt [Flashpost]

Non so bene per quale motivo, ma scorrendo la lista di cartoni che ho già visto mi è venuta una discreta voglia di recuperare, dopo tanto tempo, Ghost Hunt, anime di 25 episodi del 2006 che tratta di spiriti e, come deducibile dal titolo, di cacciatori del fantasmi. Probabilmente avevo voglia di vedere qualcosa che facesse venire qualche brivido, un po’ come quando si è piccoli, in campeggio, e si condividono storie di fantasmi (da qui la mia definizione di “brividini estivi“) ma senza essere eccessivamente horror (che sono pur sempre una persona facilmente impressionabile) e questo titolo, devo ammetterlo, è azzeccatissimo da questo punto di vista.

Trama

Ghost Hunt racconta le vicende di Mai, studentessa delle superiori che incontra Kazuya Shibuya, giovane esperto di spiriti, chiamato nella sua scuola per indagare su degli strani avvenimenti. Mai, incuriosita dalla vicenda, finisce per rimanere coinvolta nell’indagine e, per saldare il debito dovuto alla rottura accidentale di una videocamera, decide di lavorare part-time come assistente per il Shibuya Psychic Research Center (SPR). Questo la porterà a conoscere e legare con altri esperti del paranormale e esorcisti e ad affrontare situazioni sempre più strane e misteriose.

Commento

Penso che il motivo principale per il quale adoro questo anime è proprio per il suo raccontare storie spaventose senza mai essere eccessivamente pesante o agghiacciante. Le vicende paranormali che ci vengono mostrate sono tutte diverse tra loro, ma i singoli casi vengono approcciati come se fossero dei gialli da risolvere, con l’aggiunta di qualche scena inquietante ma anche momenti distensivi in cui vengono mostrate le normali interazioni tra i protagonisti. L’equilibrio tra questi fattori rende l’opera decisamente scorrevole e appetibile anche per soggetti non particolarmente amanti dell’horror.

A rovinare un po’ il quadro generale c’è il fatto che, proprio perchè la storia ruota molto intorno ai casi da risolvere, alcuni indizi vengano eccessivamente palesati allo spettatore, tramite inquadrature o dialoghi troppo curati rispetto al resto. Si finisce quindi per intuire prima dei protagonisti quali saranno i risvolti delle vicende e questo, inevitabilmente, va a smorzare il patos e rovina l’efficacia di alcuni colpi di scena.
Inoltre io e la dolce metà ci stiamo ancora chiedendo la motivazione per alcune transizioni tra le varie scene, con l’inquadratura che si rimpicciolisce progressivamente o “fugge” lateralmente,  manco fossimo in una presentazione in power-point.

Tolte queste pecche, a cui si fa presto l’occhio, per il resto mi sento di consigliare questo titolo a tutti coloro che vogliono rinfrescarsi dal caldo estivo guardando qualcosa di poco impegnativo ma coinvolgente e diverso dal solito.

Per farvi entrare nel mood dell’anime, vi posto la opening, molto adatta al tema nonostante la semplicità delle immagini:

Al solito, se avete visto quest’opera fatemi sapere cosa ne pensate e, magari, anche quale è stato il vostro caso preferito.

A presto,

Iya&Ceres

Nota: le immagini mostrare in questo post non sono di mia proprietà e sono usate solo a scopo illustrativo.
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The Ancient Magus Bride – Flashpost

Oggi vorrei parlare con voi di quest’opera, sperando di potermi confrontare con qualcuno a riguardo.

The Ancient Magus Bride è un manga di Kore Yamazaki, in corso di pubblicazione (in italia siamo arrivati al 7° volume) da cui è stata tratta una serie animata di 24 episodi e 3 OAV-prequel. Ho iniziato a comprare il fumetto appena stampato, perchè la trama mi ha ricordato molto Natsume Yuujinchou (che amo alla follia), nonostante l’ambientazione non sia legata al mondo degli spiriti giapponesi come quest’ultimo, ma si focalizzi sul mondo fantasy inglese. Tuttavia, ad essere onesta, non sto riuscendo ad apprezzare questo titolo come speravo e volevo condividere questa mia perplessità con voi. Ma, al solito, andiamo con ordine.

Trama

Chise Hatori è una ragazzina giapponese orfana che può vedere un mondo di spiriti estraneo alle persone normali. Stanca di essere fraintesa, di non poter condividere nulla, di essere sola, medita di rinunciare alla sua vita, ma viene persuasa da un gentile signore a evitare un gesto così estremo. Lo stesso signore le offre di mettersi all’asta, dato il suo valore. Chise, disperata, sperando di poter trovare così una casa e uno scopo, accetta e viene venduta a un mago molto strano e molto potente. Questo mago, Elias Ainsworth, dai mille volti e dall’oscuro passato, la porterà con se in Inghilterra, nella sua dimora, e ne farà la sua apprendista.

Commento

Come è facile intuire, ciò che mi ha ricordato, nella trama, il buon Natsume è non solo la capacità di vedere gli spiriti, ma soprattutto il senso di abbandono e inadeguatezza provato dalla protagonista. Speravo che questo anime e questo manga mi regalassero altrettanti momenti malinconici, di rifressione e mi strappassero qualche risata, ma in realtà ho avuto, dopo i primi volumi/primi episodi, il perenne sentore che la storia non venisse mai approfondita a dovere, che mancasse qualcosa.

Inizialmente, come è normale che sia, c’è l’introduzione dei personaggi, dell’ambientazione e delle caratteristiche di questo mondo fantasy molto interessante, ma, a seguire, ho avuto l’impressione, soprattutto per quanto concerne il manga, che tutto rimanesse piatto, che i singoli eventi fossero episodi a sè stanti e che i personaggi intorno ai principali venissero giusto accennati. Sarà dovuto al fatto che i volumi vengono pubblicati a distanza di mesi l’uno dall’altro?
L’anime presumo sia arrivato al pari con le pubblicazioni giapponesi, perchè avanza ulteriormente rispetto alla controparte cartacea italiana e ci regala un temporaneo finale che, onestamente, mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca, soprattutto per quello che riguarda il villain della storia, che mi sembra a tratti vuoto.

Non riesco a capire cosa sia a non convincermi del tutto, in fondo i paesaggi, gli spiriti e le dinamiche dipinte dall’autrice mi piacciono molto e i temi della solitudine, della comprensione dei sentimenti umani e della famiglia mi attirano sempre. Eppure c’è qualcosina, da qualche parte, che non lascia brillare quest’opera come dovrebbe. Sarà solo una mia impressione?

La mini serie di OAV (The Ancient Magus’ Bride: Those Awaiting a Star), invece, l’ho trovata molto piacevole, sia perchè approfondisce un frammento del passato di Chise, sia perchè la storia in sè mi è sembrata abbastanza carina, ma ovviamente niente di quanto mostrato va a modificare il filone principale della narrazione.

La prima sigla, nonostante il ritmo spagnoleggiante che va a distruggere l’atmosfera cupa iniziale (e che ancora non riesco a giustificarmi, dato che l’opera tratta di spiritelli inglesi) è piuttosto piacevole, quindi ve la posto qui sotto, tante volte foste incuriositi da questo titolo.
Vorrei poter dire che la seconda opening è altrettanto carina, invece…

Avete avuto a che fare con questo titolo? Che ne pensate? Vi è capitato di avere un rapporto del genere con un’opera, di non riuscire a capire cosa non vi convince?

A presto,

Iya&Ceres

Nota: Non posseggo alcuna delle immagini o dei video presenti in questo post, che sono stati inseriti a scopo illustrativo.

Speciale di San Valentino: Le nostre coppie preferite (con Onee-chan)

Questo è il primo (e spero non l’ultimo) post che ho pensato di fare in collaborazione con Onee-chan (mia sorella), con cui condivido da sempre la passione per cartoni e fumetti. Dato che siamo già arrivati a San Valentino, abbiamo pensato di presentarvi una classifica con le coppie che più abbiamo amato negli anime e nei manga che ci accomunano.
Se non vedete le vostre preferite qui sotto, le possibilità sono 2:

  • una di noi due non conosce l’opera in questione (o entrambe) [vedi paragrafetto in fondo];
  • la coppia del vostro cuore non ha colpito noi allo stesso modo.

Questo non significa, ovviamente, che il nostro sia un parere assoluto, ANZI: se volete suggerire qualche coppia, consigliare qualche anime o commentare a vostra volta le nostre scelte siete i benvenuti.

Prima di iniziare con la lista vi spiego un po’ come abbiamo dato i punteggi:
per ogni coppia, proposta di comune accordo, abbiamo valutato sia i due personaggi singolarmente (con il loro modo di fare, il carattere, l’aspetto, la rispettiva crescita), dando ad ognuno un voto che va da 1 a 5, sia la storia, ovvero le vicende, l’evoluzione della trama, il finale e tante altre piccole sfaccettature, dando un voto da 1 a 10. Il risultato finale per ogni coppia è dato dalla media tra la somma dei due singoli e il voto della storia. Spero di essere stata chiara…
(tra l’altro ho già parlato di alcune delle opere presenti nella lista, quindi cliccando su alcuni titoli potrete andare al post in questione)

14° – Haruhi Fujioka x Tamaki Suō
(Ouran High School Host Club – ANIME)

Riconosciamo tutti questa scena, no?

Lei: 4-/5
Lui: 4-/5
Storia: 5,5/10

TOTALE: 6,5/10

Nonostante Haruhi sia una self-made girl, di quelle determinate e coraggiose, Tamaki il classico personaggio buono che riesce a conquistare e a cambiare i propri compagni, entrambi siano carini e coccolosi, la loro ingenuità non ha paragone e dalla loro vicenda emerge un forte legame, più che una vera storia d’amore. A penalizzare la coppia nel complesso, quindi, è più che altro il mancato “sbocciare” di un sentimento che è evidentemente presente, ma che risulta secondario alle vicende trattate nell’anime.

13° – Misaki Takahashi x Akihiko Usami
(Junjō Romantica – ANIME)

 

Misaki: 3/5
Akihiko: 3/5
Storia: 7+/10

TOTALE: 6,6/10

Avevamo forse detto che le coppie sarebbero state solo eterosessuali? Avendo visto diversi yaoi (soprattutto Onee-chan, che ultimamente si sta abbastanza chiudendo sul genere *cof cof*) ci sentivamo di dover includere alcune tenere coppiette in questa classifica. Anche se, ahimè, nonostante la storia evolva molto e i due personaggi diventino sempre più legati e dipendenti l’uno dall’altro, non possiamo ignorare il fatto che i due soggetti siano un filino “di legno”. Peccato anche per gli eccessivi cliché del genere (che purtroppo ritroviamo anche nelle altre coppie yaoi) che rompono un po’ l’equilibrio di una storia che aveva un non so che di tenero (non legato al fetish per i peluche di Akihiko!).

12° – Risa Koizumi x Atsushi Otani
(Lovely Complex – ANIME)

“Penso di non valere niente senza di te”

Lei: 3+/5
Lui: 3+/5
Storia: 7/10

TOTALE: 6,75/10

Partirei con  il dire che entrambe adoriamo Lovely Complex, è un anime che consideriamo come un grande classico shojou, di quelli che tutti dovrebbero conoscere (non per altro l’ho recentemente fatto vedere anche alla dolce metà).  Tuttavia la coppia Koizumi – Otani ha tantissimi alti e bassi (che pare una battuta, ma non lo è), così come la loro storia, nonostante i due sembrino fin dall’inizio fatti l’uno per l’altro. Risa è sicuramente una tipa solare e coraggiosa, di quelle che combattono fino alla fine se desiderano qualcosa, ma passa metà dell’anime a piangere, a dire che vuole lasciar perdere anche se è troppo cotta per farlo e a commettere sciocchezze anche quando sa di sbagliare. Dall’altra parte, Otani, che medita a lungo sulla propria situazione e valuta ogni aspetto prima di concedere una chance a Risa, manca spesso di tatto e risulta cieco in più di una occasione. Per tutti questi fattori la loro storia di adolescenti, che potrebbe essere anche abbastanza realistica, per quanto simpatica e con un finale molto piacevole, risulta travagliata ancor più di quel che avrebbe dovuto essere.

11° – Nana “Hachi” Komatsu x Nobuo “Nobu” Terashima
(Nana – ANIME e MANGA)

Lei: 3,5/5
Lui: 3,5/5
Storia: 7/10 (in attesa di un finale)

TOTALE: 7/10

Potevamo lasciar fuori Nana da questa classifica? No di certo: chiunque abbia visto questo cartone/letto questo fumetto credo abbia empatizzato o fatto il tifo per una delle tante possibili coppie. Tra tutte, la storia tra Nana Komatsu e Nobu è quella che più ci ha scaldato il cuore. Entrambi sono dolci e un po’ ingenui, a volte si lasciano trascinare dalle proprie emozioni o portare a fondo dalle situazioni, ma la loro storia era davvero troppo tenera per poterla ignorare… se solo avesse una fine!
Come di certo saprete, il manga di Nana è sospeso da tempo e la coppia in questione, nonostante qualche flashforward ci faccia ben sperare, non è di fatto una coppia, quindi non ci resta che sperare di avere delle risposte in futuro e di poterli vedere di nuovo insieme, a vivere l’amore perfetto che questi due grandi sognatori desideravano.

10° – Shōta Kisa x Kō Yukina
(Sekai-ichi Hatsukoi – ANIME)

Shōta: 4-/5
Kō: 4/5
Storia: 6,5/10

TOTALE: 7,1/10

Ho amato Sekai-ichi Hatsukoi ancor più di Junjō Romantica e questa è una delle coppie yaoi che più ho adorato in assoluto. Shōta mi fa troppa tenerezza per via del suo complesso da 30enne, che lo porta a credere di non poter più avere una storia seria (anche se a volte eccede un pochino con il vittimismo) e Kō, oltre ad essere super-affascinante e splendente, ci ha catturate per via del suo innamoramento così profondo da non dar peso al fatto che di fronte a sé c’è un ragazzo di molto più grande di lui (anche se Yukina era etero… e questo salto dall’altra sponda rientra un po’ nei sopracitati cliché del genere). In generale, comunque, la storia non ha grandi colpi di scena e si basa sulla solita serie di coincidenze che siamo abituati a non valutare ma che rendono la storia un pochino esagerata.

9° – Ritsu Onodera x Masamune Takano
(Sekai-ichi Hatsukoi – ANIME)

Ritsu: 3,5/5
Masamune: 3,5/5
Storia: 7,5/10

TOTALE: 7,25/10

Ancora tanti cliché yaoi, ma la storia di Ritsu e Masamune, il primo amore che si ripresenta dopo tanto tempo a togliere il fiato, è davvero romantica. Anche se Ritsu ha praticamente mandato tutto a rotoli per un sorriso, anche se Masamune c’è andato talmente sotto da non pensare ad altro per anni, alla fine non possiamo voler male a due personaggi che si sono fatti in quattro per emergere e per farsi valere e che poi si sono incontrati e innamorati di nuovo. Mi viene il batticuore da teenager solo a pensarci.

8° – Rika Minami x Hajime Yuo
(Cosplay Animal – MANGA)

 

Lei: 4-/5
Lui: 4-/5
Storia: 7+/10

TOTALE: 7,4/10

Ho già trattato di questo manga in passato e devo dire che l’ho trovato molto valido, soprattutto perché all’inizio sembra molto banale, incentrato principalmente su qualche fissa della protagonista e creato per far vedere qualche scena un po’ osé, da palpitazione, invece la storia evolve molto, i personaggi crescono insieme e viene trattato un lasso di tempo molto lungo dopo il loro incontro, approfondendo effettivamente la trama (per quanto rimanga comunque molto semplice e lineare). Onee-chan ci tiene, invece, a sottolineare che i due protagonisti non sono particolari, e questo è di per sé sia pro che contro: sicuramente sono più realistici di altri soggetti, ma sono per questo anche meno memorabili nei loro tratti caratteriali.

7° – Usagi Tsukino x Mamoru Chiba
(Sailor Moon Crystal – ANIME)

Lei: 4-/5
Lui: 4-/5
Storia: 7,5/10

TOTALE: 7,5/10

Tra le coppie più amate e citate di sempre c’è quella del tenebroso “Milord” e della paladina che veste alla marinara, la famosa Sailor Moon. Noi abbiamo deciso, però, di prendere come riferimento l’ adattamento più recente del manga, ovvero la serie animata Sailor Moon Crystal, dato che entrambi i personaggi (alias Usagi e Mamoru, con i loro nomi originali) ci sono risultati di gran lunga più piacevoli. Usagi è molto meno sciocca che nella vecchia versione animata (anche se Onee-chan non manda giù l’eccessiva gelosia per Chibi-Usagi), matura molto ed è un personaggio che colpisce al cuore, mentre Mamoru è molto meno snob e un po’ più utile che il Marzio del passato (purtroppo sempre troppo poco, ma che ci volete fare, la storia è incentrata sulle ragazze), anche se non ha molto margine di sviluppo. La loro storia poi, che prevede un amore in grado di superare il tempo e ricongiungere due anime reincarnate, è troppo “cuoriciosa”, per quanto comunque non si possa parlare di perfezione, dato che è piuttosto semplice e ripetitiva. Volevamo darle 7, ma alla fine abbiamo aggiunto mezzo punto extra alla storia perché è un grande classico (un “nuovo classico”), per la dolcezza con cui viene mostrata la loro prima volta e perché l’episodio del ballo ci ha fatto venire gli occhi a cuoricino. Speriamo non doverci ricredere con l’arrivo delle prossime serie.

6° – Taiga Aisaka x Ryūji Takasu
(Toradora! – ANIME)

Lei: 3+
Lui: 4,5
Storia: 7,5

TOTALE: 7,6/10

Toradora! è decisamente uno dei titoli shojo più conosciuti e nonostante lo svolgimento piuttosto semplice della vicenda (a tratti anche monotona), il finale è decisamente carino, mostra una discreta maturazione di entrambi i personaggi (soprattutto della piccola e rumorosa Taiga), la reciproca volontà di migliorarsi per poter rimanere per sempre insieme e vale da sé la visione dell’anime.

5° – Yukino Miyazawa x Soichiro Arima
(Karekano / Le situazioni di Lui&Lei – ANIME)

Lei: 4-
Lui: 4-
Storia: 8+

TOTALE: 7,9/10

Purtroppo non abbiamo ancora avuto modo di recuperare il manga di Lui&Lei, altro grande titolo sentimentale che ha segnato la nostra crescita. Quello che ho sempre adorato di questa storia è la dolcezza e la naturalità con cui le cose evolvono, la crescita dei personaggi, quanto visceralmente Arima riesca a cambiare Yukino e viceversa. Si danno moltissimo, reciprocamente, in una storia fatta di paure, incertezze e voglia di continuare insieme. In particolare, abbiamo entrambe apprezzato che l’anime tratti la prima volta tra i due protagonisti, sempre con la stessa dolcezza del resto, sempre senza cadere nel volgare o nello scontato. E’ un peccato rimanere solo con le nozioni del cartone, perché è evidente che la controparte cartacea (che conta 21 volumi) avrà sicuramente molto più da raccontare e da approfondire.

4° – Nobuko “Nobu” Ishihara x Heikichi Nakao
(Lovely Complex – ANIME)

Lei: 4,5/5
Lui: 4,25/5
Storia: 7/10

TOTALE: 7,9/10

Al contrario delle aspettative, la coppia che abbiamo ritenuto da premiare non è quella protagonista, ma una di quelle che si muovono nello sfondo. Nobu-chan e il suo Darling non solo sono super-innamorati (a tratti fin troppo sdolcinati) e non hanno avuto bisogno di grandi tira e molla per trovarsi, ma sono una coppia affiatata e matura. L’unica pecca è che le loro vicende ci vengono a malapena mostrate (salvo in un paio di episodi) per lasciar spazio a Risa e Otani e questo ovviamente va a danneggiare il punteggio di quella storia che ci è stata a giusto accennata.

3° – Misao Harada x Kyo Usui
(Black Bird – MANGA)

Lei: 4/5
Lui: 4/5
Storia: 8-/10

TOTALE: 7,9/10

La storia di Misao e di Kyo è molto particolare e, anche in questo caso, piuttosto unica. E’ una storia fatta di sacrifici, in cui lei mette a rischio la propria vita pur di poter dare tutta se stessa all’uomo che ama e Kyo, innamorato di Misao fin da bambino, va contro ogni essere del suo universo narrativo pur di poterle restare accanto. Come mai, allora, il voto è “solo” 7,9/10? Innanzitutto perché i personaggi avrebbero potuto crescere e mostrarsi di più, considerando la lunghezza finale del manga (18 volumi), poi perché la storia, negli ultimi capitoli, è stata molto molto allungata. Per il resto, ci chiediamo se il finale non sia stato fin troppo magnanimo date le premesse, ma a noi sicuramente è andata bene così.

2° – Giulietta Fiammata Astro Capuleti x Romeo Candore Montecchi
(Romeo x Juliet – ANIME)

Lei: 4,5/5
Lui: 4+/5
Storia: 8 (da rivalutare)

TOTALE: 8,4/10

Penso non spetti a noi venirvi a spiegare di cosa tratti Romeo x Juliet, essendo questo un anime ispirato alla famosa storia di Shakespeare. Quello che possiamo fare è giustificare i nostri voti: abbiamo amato entrambi i personaggi e in particolar modo Giulietta, cresciuta un contesto sicuramente diverso del più agiato Romeo; la storia, poi, è estremamente dolce e commovente (piango già solo sentendo partire la meravigliosa sigla), tormentata e, a nostro avviso, il finale merita anche più che *cof cof* quella dell’opera originale *aricof cof*. Tutto questo, nonostante l’ambientazione fantasy. L’unica annotazione da aggiungere è che è passato diverso tempo da quando abbiamo visto il cartone, quindi l’8 è dato un po’ sulla fiducia, in base a ciò che ricordavamo della storia, che ci ha fatto versare ben più di una lacrimuccia.

1° – Sana Kurata x Hayama Akito
(Kodomo no Omocha / Il giocattolo dei bambini – MANGA)

Lei: 4,5/5
Lui: 4,5/5
Storia: 8,5/10

TOTALE: 8,75/10

Penso che scegliere il manga rispetto all’anime fosse una cosa OVVIA: chiunque abbia avuto a che fare con entrambe le versioni di quest’opera concorderà che la controparte cartacea è di lunga più seria, completa, matura, approfondita di quella animata, tanto che il target d’età sembra diverso. Non c’è molto da dire, perché in realtà ci sarebbe da parlare per ore di quanto bella e unica sia la storia di Sana e Hayama: il loro incontro, le loro vicende personali, la loro crescita, il voler essere più grandi per potersi sostenere a vicenda, è tutto meraviglioso. E piuttosto irripetibile. A danneggiare un po’ la storia, infatti, è il fatto che la trama si basi su una discreta serie di coincidenze, che rende il tutto non impossibile, ma se non altro estremamente improbabile. Anche se, mi pare ovvio, non abbiamo ancora trovato una coppia che ci abbia emozionate di più.

PICCOLA PARENTESI: ALTRE COPPIE DA CITARE

Ovviamente non ci siamo trovare d’accordo su proprio tutte le coppie né abbiamo letto le stesse opere, quindi ci prendiamo un piccolo spazietto solo per fare delle precisazioni. Io avrei aggiunto tra le mie coppie preferite (forse in assoluto) Sawako Kuronuma e Shōta Kazehaya di Kimi Ni Todoke, anime che mi ha sempre emozionata tantissimo, ma Onee-chan non ama particolarmente questo titolo e preferisco rimandare un giudizio definitivo a quando riuscirò a recuperare il manga, finalmente è concluso. Altre due coppie da citare sono Aya e Tooya di Ayashi No Ceres (di cui però dovrei rivalutare la storia dopo mooooltissimo tempo dall’ultima visione dell’anime) e Sousuke Sagara e Kaname Chidori di Full Metal Panic!, altra storia molto tenera su cui però non avrei potuto confrontarmi con la mia sorellina.

Prendo al volo il testimone e mi presento: sono Onee-chan e prima di introdurvi le coppie che io non potevo non includere vorrei precisare che, per quanto siamo cresciute insieme, io e mia sorella siamo mooolto diverse caratterialmente e nei gusti, quindi credo che se queste coppie abbiano ottenuto il giudizio positivo di entrambe, allora si: sono effettivamente degne di nota!
E per controbattere quello che ha detto mia sorella sugli yaoi, non è che mi sono chiusa nel genere, è che lo sto approfondendo meglio… 😛
Di altri anime e manga shoujo ce ne sarebbero molti, ma purtroppo non di tutti ricordo i titoli! Ehehe, ne ho letti troppi… Cooomunque, la prima coppia che propongo è un classico: Miki e Yu di Marmelade Boy, da citare perchè sviluppa la storia di un amore proibito (argomento che adoro) ed è stata la prima vera storia che ho visto/letto da piccola. Per non parlare della sigla cantata da Cristina D’Avena che, lo ammetto, ancora a volte canticchio. Però onestamente una cosa che sopporto poco è quando è palese che una coppia abbia un problema, ma uno dei due non vuole parlarne con l’altro per non farlo soffrire… come se non soffrisse lo stesso se ti comporti diversamente senza una spiegazione!

La seconda coppia non è stata inserita in classifica perché è di un manga ongoing che sto leggendo solo io. Sto parlando di Yuki e Shou di Namaikizakari, coppia che ADORO perché, anche se la storia di amore vera e propria ci ha messo un po’ ad iniziare, la cosa non pesa grazie agli espedienti comici e alla maturità di entrambi. Questo manga presenta molto bene, a mio parere, i loro pensieri e dubbi  e sembra veramente di accompagnare i personaggi nella loro evoluzione passo dopo passo.
Poi il rivale “storico” di lui è un personaggio che adoro, è così patato!!!! :3 ❤

L’ultima coppia che vi propongo è interessante per il risvolto psicologico dietro alla trama, che tratta di un passato particolare che ha lasciato i suoi segni, traumatico per uno dei protagonisti più che l’altro. Parlo di Shirotani e Kurose di  10 Count, manga yaoi purtroppo ancora ongoing.

Bene, abbiamo detto di tutto e di più (eppure sembra sempre non abbastanza…).
Speriamo che questo post vi interessi e vi faccia compagnia in questo freddo San Valentino. Come al solito, fateci sapere cosa ne pensate, se ci sono annotazioni da fare o se non concordate con qualche punto.

A presto,

Iya&Ceres & Onee-chan


Iya&Ceres – Le origini: Yu Yu Hakusho (il mio “primo” anime)

Dopo molto tempo dall’ultima visione, sono riuscita a recuperare quello che amo considerare “il primo anime” serio (non per trama ma per significato) della mia vita. Con questo non intendo che sia stato il primo cartone in assoluto, perché ovviamente, come tutti i bambini di quell’età (8-10 anni), ero già abituata a guardare tutti i titoli passati da Italia 1, come Sailor Moon, Dragon Ball, Lupin e altri big del tempo. Quello che considero il mio primo anime, invece, è un titolo trasmesso su altre reti, meno seguite dai miei coetanei del tempo (ovvero prima La7 e poi MTv) e che è stato importante per la mia formazione perché ha decretato un mio interessamento più attivo al mondo degli anime e manga giapponesi. Per la serie “Iya&Ceres – Le origini”, oggi vi parlo di Yu Yu Hakusho!

Immagine per il 25° anniversario dell’anime.

Intro

Yu Yu Hakusho (tradotto in Italia come Yu degli spettri) è un cartone animato shonen di 112 episodi, ispirato all’omonimo fumetto di Yoshihiro Togashi e trasmesso, per la prima volta, nel 1992 (per cui ha festeggiato giusto nel 2017 i suoi 25 anni). La serie è composta da quattro archi narrativi (che da qualche parte vengono indicati come appartenenti a due diverse stagioni):

– L’arco del Detective del mondo degli spiriti (episodi 01-25)
– L’arco del torneo delle arti marziali nere (episodi 26-66)
– L’arco di Sensui (episodi 67-94)
– L’arco dei tre re (episodi 95-112)

Trama

Yusuke Urameshi è un ragazzo di 14 anni molto problematico: si comporta da teppista, passa le giornate facendo a pugni, salta spesso la scuola e, come è facile dedurre, ha per questo una pessima reputazione. Tuttavia Yusuke è anche un ragazzo di buon cuore e infatti sacrifica la sua vita per salvare un bambino che sta per essere investito da un auto in corsa. Una volta morto, il fantasma di Yusuke viene portato nel Mondo degli Spiriti, dove il Piccolo Enma, l’autorità responsabile di questo mondo, gli comunica che la sua dipartita non era prevista e che quindi il ragazzo ha la rara possibilità di tornare in vita. Per fare questo, però, dovrà prima affrontare delle prove per dimostrare di meritare l’accesso al mondo dei vivi, poi dovrà rimanere a disposizione del Mondo degli Spiriti come detective, col compito di affrontare situazioni delicate che coinvolgono demoni e entità sovrannaturali e che mettono a rischio l’umanità.

Personaggi principali

Nonostante durante l’intero anime si incontrino una valanga di personaggi di ogni tipo, le colonne portanti di questo anime si contano (quasi) sulle dita di una mano. Abbiamo ovviamente Yusuke, poi Kuwabara, Kurama e Hiei, che sono i nostri quattro “prodi combattenti”, poi possiamo includere due personaggi fondamentali del Mondo degli Spiriti, ovvero Botan e il Piccolo Enma, e due figure femminili molto importanti nella vita del protagonista: Keiko e la Maestra Genkai. Il resto dei personaggi, anche quando piacevoli o simpatici o approfonditi, sono comunque secondari ai fini narrativi, salvo qualche nemico che non citerò per evitare spoiler a quanti non avessero ancor avuto modo di imbattersi in questo titolo.

Protagonista indiscusso dell’opera, Yusuke è un ragazzo che ha una chiara filosofia di vita, che lo accompagnerà dal primo all’ultimo episodio: quando qualcuno non la pensa come te, può spuntarla solo chi mena più forte. L’unico modo per affermare la propria superiorità è essere più forte dell’altro, senza però dimenticarsi di rispettare l’avversario e senza ricorrere a metodi scorretti per accaparrarsi la vittoria. Questo suo modo di fare da tipo “forte ma onesto” (che ricorda a tratti il buon Goku: “ti rispetto anche se vuoi distruggere il mondo”) lo porta a convertire al suo credo quasi ogni personaggio valido della storia, anche quelli che fino a un attimo prima bramavano la distruzione del mondo degli umani.
Nonostante il modo di pensare piuttosto semplice e diretto, Yusuke rimane un bravo ragazzo, in grado di dare tutto se stesso per i compagni, un avversario instancabile e pieno di risorse e un combattente con un’incredibile determinazione a migliorarsi continuamente, anche a costo di soffrire le pene dell’inferno.

 

Fin dai primi episodi ci viene presentato anche Kazuma Kuwabara, altro teppista coetaneo di Yusuke che ha come scopo nella vita quello di sconfiggere il nostro protagonista. Nonostante le prenda sempre di santa ragione, Kuwabara non demorde e cerca in ogni momento di sfidare il suo “acerrimo nemico”, di cui tuttavia ha una profonda stima, al punto che, al momento della morte di Yusuke, sarà uno dei pochi a rimanerne veramente sconvolto. Tra i due si formerà un legame molto forte e quando Yusuke inizierà ad addentrarsi nelle rischiose faccende del Mondo degli Spiriti, il rumoroso Kuwabara lo seguirà, diventando un fidato  compagno di avventure.

Ci sono poi Kurama e Hiei, entrambi provenienti dal Mondo dei Demoni, con caratteri totalmente opposti.
Il primo ha creato un forte legame con il mondo degli uomini, legame per il quale sarebbe disposto a morire e, forse per questa sua determinazione, forse per la sua natura in parte umana, legherà da subito con Yusuke.


Hiei, invece, sarà uno dei suoi primi avversari e inizierà a cambiare nel comportamento e nelle intenzioni solo a seguito dell’incontro col protagonista.

Ovviamente c’è poi da citare Keiko, amica di infanzia di Yusuke, con cui il protagonista ha un forte legame affettivo. Keiko a volte ricopre il ruolo di madre, cercando di riportare il protagonista sulla retta via e rimproverandolo senza remora ogni volta che salta la scuola, altre volte è la donzella da salvare e, sempre e comunque, è una grande sostenitrice di Yusuke… anche se passa buona parte del tempo a invocare il suo nome e poi piangere o svenire.

Genkai, invece, è una potente e saggia maestra di arti marziali, di cui Yusuke, quasi per caso, diventerà discepolo. Sarà la persona che darà di più al nostro protagonista, lo formerà nel carattere e nel fisico, portandolo ad essere il grande combattente in grado di infiammare il cuore di ogni avversario (affermazione volta a ribadire che a volte alcuni sfidanti sembrano quasi innamorarsi del ragazzo). Penso di non esagerare nel dire che Genkai diventerà quasi come una seconda madre per il protagonista, e considerando quanto sia menefreghista e senza speranze la vera madre, direi che Yusuke guadagnerà moltissimo da questo incontro.

Botan e il Piccolo Enma, infine, sono le classiche figure che dovrebbero essere serie ma spesso e volentieri alleggeriscono la situazione, con gag e battute. Il loro compito è quello di guidare il protagonista nelle sue imprese, ma il più delle volte, pur fornendo un discreto aiuto, sono loro stessi a mandarlo incontro ai peggiori pericoli, quasi come fosse carne da macello. Non che abbiano alternative, eh… (Credo).

Botan e le due versioni del Piccolo Enma: quella adulta (da mostrare in pubblico) e quella reale.

Commento

La prima cosa che ho notato recuperando questo cartone è che, oltre all’espetto retrò dei disegni (che comunque amo tutt’ora), delle animazioni e delle sigle, si chiacchiera un sacco. Tante chiacchiere prima dell’azione, tanto parlare durante i combattimenti, tante spiegazioni date anche per spiegare l’ovvio. Questa caratteristica, che ad oggi è una pecca ai miei occhi (ma che ovviamente non era assolutamente un problema da bambina) è presente in tantissimi titoli del tempo (basti pensare a Ken il Guerriero o Dragon Ball, giusto per fare due esempi comprensibili per tutti) e devo dire trovo appesantisca molto gli episodi, dando sempre l’impressione che si stia tentando di allungare il brodo.

Altra cosa che ho potuto constatare riguardando “da grande” e tutto insieme Yu Yu Hakusho è che, nonostante le situazioni differenti, c’è un unico filo conduttore in tutta la serie: il fatto che Yusuke voglia sempre menare le mani. Come accennavo sopra, ogni problema, in questo cartone, è risolvibile solo tramite una scazzottata e questo potrebbe sembrare sensato, in fondo stiamo pur sempre parlando di uno shonen che parla di lotta, no? Si… ma anche no. E’ normale che il protagonista debba passare alle maniere forti per sconfiggere i nemici che minacciano la terra e gli umani, e che quindi solo il più forte avrà la meglio e potrà decidere le sorti di una situazione, ma non è del tutto normale che, anche davanti a nemici malintenzionati e fuori di testa, l’unico pensiero di Yusuke sia “è forte ma devo sconfiggerlo da solo, è una lotta tra me e lui”. E non è neanche normalissimo che per via di questa sua caratteristica, il protagonista riesca a far regredire tutti allo stadio “vediamo chi è il più forte e meniamoci in allegria” (anche nemici che prima puntavano a usare esseri umani come spuntino della mezzanotte, per dire).

Ci tengo, poi,  sottolineare una importante verità, che già avevo percepito al tempo e che è pesata maggiormente in questa nuova visione: la prima parte è decisamente molto migliore della seconda. Non solo è più entusiasmante e c’è un effettivo sviluppo delle situazioni, un’evoluzione nei personaggi, ma i nemici stessi hanno un senso. La parte di Sensui, in particolare, presenta molteplici difetti, da aspetti apparentemente no-sense della trama, forzature, episodi infiniti e il nemico in sé, nonostante la fama di essere intelligente, sembra comportarsi come un bambino. La saga successiva, quella dei Tre Re, ultima della serie animata, porta a un leggero rialzo della qualità della storia e dell’attenzione dello spettatore, ma sarebbe stato meglio se fosse stata connessa direttamente ai primi due archi narrativi e se fosse durata un po’ di più, così da mostrare altri scontri interessanti o evolvere gradualmente verso il finale.

Tutto questo non significa che Yu Yu Hakusho sia una brutta opera. In generale, la serie presenta anche dei combattimenti interessanti, ben pensati e alcuni molto vari,  con diversi colpi di scena, ma alla lunga, soprattutto per via del calo degli ultimi due archi narrativi, può risultare un po’ ripetitiva e monotona. Altra pecca che va un po’ a ledere l’opera è che, nonostante vengano sempre presentati molti personaggi, alcuni anche con delle storie potenzialmente interessanti, non si riesce mai a dare loro una vera tridimensionalità, se non ai protagonisti principali, che spesso risultano essere comunque un po’ lineari o piuttosto stereotipati.

Aggiungo, prima di concludere, sono una piccola nota: il doppiaggio italiano non è affatto male (soprattutto paragonandolo a certi sentiti di recente in altre opere), ma a metà serie c’è un casino con le voci di alcuni personaggi secondari, che cambiano ogni 2×3, provocando un discreto fastidio nello spettatore. In me, in particolar modo.

Concludendo

Mi ero prefissata da tempo di rivedere quest’opera e sono felice di averlo fatto, nonostante l’impressione che mi ha fatto sia molto diversa da quelle di anni fa. Il risultato di questa nuova visione è esattamente quello che mi aspettavo: trovo che Yu Yu Hakusho sia un anime con una bella idea iniziale e delle potenzialità, che tuttavia non sono stati gestiti al meglio. Anche considerando che l’anime è datato e il target della tipologia di cartone, non si può soprassedere su alcuni suoi difetti. Mi ha fatto estremamente piacere rivederlo, mi sono divertita e ho riassaporato l’entusiasmo che avevo provato nel vederlo da piccola, amo alcuni dei suoi personaggi (tra cui Kurama, precursore del mio fetish per i ragazzi dai capelli rossi) e la sigla d’apertura, che ascolto sempre con nostalgia, ma anche se lo considero un po’ “un classico” del genere, al giorno d’oggi sicuramente non sarebbe il primo titolo che consiglierei a chi deve approcciarsi agli shonen.

Raccontatimi di voi: avete mai visto Yu Yu Hakusho? O qualcuno di voi ha letto il manga e può fare un confronto? Che personaggi avete amato o odiato? Lo reputate un titolo ancora valido?

Vi lascio i link agli scorsi post di Iya&Ceres – Le origini, qualora vi interessasse recuperarli: i primi fumetti one-shot (qui) e le prime mini-serie manga (qui).

A presto,

Iya&Ceres

Ps: le immagini utilizzate in questo post non mi appartengono e hanno puro scopo illustrativo.

JoJo’s Bizarre Adventure – A Great Malloppost!

Finalmente riesco a mettere mano a questo post e a raccontarvi di questo spettacolare anime che mi ha fatto perdere la testa qualche mese fa. Prima di cominciare a spiegare qualsiasi cosa mi venga in mente, però, devo al solito precisare che ho visto solo l’opera animata, non ho ancora recuperato il fumetto originale, quindi, tutto ciò che segue, può riferirsi solo ed esclusivamente al cartone.
Inoltre, volendo trattare approfonditamente l’opera, non posso evitare alcuni spoiler parlando della trama e dei personaggi, anche se ho volutamente tralasciato dettagli interessanti per non svelare ogni sfaccettatura della storia. Per quanti, comunque, non vogliano rovinarsi la visione in alcun modo, consiglio di passare direttamente all’ultima parte del post.

Cosa è Le Bizzarre Avventure di JoJo?

Le Bizzarre Avventure di Jojo (JoJo’s Bizarre Adventure) è un anime, tratto dall’omonimo fumetto, di cui, ad ora, sono uscite 3 serie animate (per un totale di 113 episodi). Il cartone ha come caratteristica peculiare uno stile “super-fabulous”: tutto è super-enfatizzato, i personaggi sono super-colorati e ogni combattente è caratterizzato da frasi e pose particolari. Questo, come si può facilmente dedurre, da’ all’opera un tono molto singolare, che può non essere apprezzato da tutti, ma che è riuscito a catturare l’attenzione e il cuore di molti, me compresa.

I Serie – Phantom Blood e Battle Tendency
26 Episodi (2012-2013)

La prima serie è in realtà costituita da due filoni narrativi diversi, connessi tra loro come tutti i capitoli di questa saga, ma che meritano di essere trattati singolarmente.

Phantom Blood  (Episodi 1-9)

Ambientata in Inghilterra alla fine del diciannovesimo secolo, ha come protagonista Jonathan Joestar, il nostro primo “JoJo” (così denominato, come tutti i protagonisti di quest’opera, per le iniziali di nome e cognome). Jonathan è un ragazzo dallo spirito nobile e dal cuore d’oro, ma tremendamente ingenuo. Un giorno suo padre adotta un ragazzino orfano, Dio Brando, che fin da subito dimostra di avere un’indole totalmente opposta al nostro eroe. Il giovane Brando, infatti, molto furbo e subdolo, cerca di costruirsi un’immagine di ragazzo rispettabile agli occhi del padre di Jonathan solo per potersi avvicinare e, con il tempo, impadronirsi dei suoi averi e del suo potere. A distanza di anni, infatti, Dio cerca di uccidere il signor Joestar, ma viene smascherato da Jonathan, nel frattempo divenuto più forte e intelligente. Tuttavia, incredibilmente, la storia prende una piega sovrannaturale e Dio entra in possesso di poteri fuori dal comune. Riuscirà JoJo a fermare lo spietato fratellastro?

Personaggi

JoJo’s Bizarre Adventure è un’opera ricca di personaggi particolari e, più si prosegue nelle varie serie, più ai vecchi protagonisti, che fungono da legame tra le varie storie, si vanno a sostituire nuovi e bizzarri soggetti. Ovviamente ho intenzione di soffermarmi solo su una manciata di questi personaggi, quelli fondamentali per l’analisi dell’anime.

Il primo da citare trattando di Phantom Blood è ovviamente Jonathan Joestar, l’impavido e giusto JoJo che deve debellare il male e vendicare i torti subiti. Ho adorato questo primo JoJo, nonostante sia (per via della poca esperienza) molto meno forte dei successori, proprio per il suo grande senso di giustizia e per la sua abilità di entrare, in breve tempo, in un mondo che non gli apparteneva. Inoltre, Jonathan è un personaggio in un certo senso, talmente radioso da riuscire a commuovere e a legare a sé altri importanti personaggi.

Tra i personaggi che rimangono folgorati dalla bontà di Jonathan c’è ovviamente Robert Speedwagon, un furfante come tanti altri che viene radicalmente cambiato dall’incontro con JoJo, di cui decide di diventare il braccio destro. Non solo cercherà di supportare Jonathan nella sua impresa, ma resterà per tutta la vita devoto alla sua figura, tanto da fondare una associazione, denominata Associazione Speedwagon, per tutelare gli “affari” dei Joestar.

C’è poi Will A. Zeppeli, l’uomo delle “onde concentriche”, la cui missione è quella di sconfiggere il male da cui sono derivati i forti poteri di Dio. Zeppeli sarà prima insegnante e poi compagno di Jonathan, a cui affiderà la sua tecnica e con cui condividerà l’obiettivo di distruggere il nuovo e malvagio Dio.

Ovviamente va citata anche Erina Pendleton, invaghita di Jonathan sin da ragazzina, che resterà al fianco del giovane JoJo nei momenti di difficoltà, per poi diventare suo sposa. Nonostante non sia una combattente, Erina dimostrerà di avere uno spirito molto forte e sarà in grado di educare e formare un secondo JoJo decisamente da non sottovalutare.

Ultimo ad essere citato, ma non per l’importanza, è Dio Brando, il ragazzo intelligente e infimo che si converte alle tenebre e brama il potere, ad ogni costo. L’indole crudele di Dio è chiara fin dal primo episodio, eppure è quasi incredibile immaginare dove riuscirà ad arrivare e cosa riuscirà a fare grazie al potere ottenuto tramite una maschera di pietra, che lo rende un vampiro pressochè immortale, suscettibile solo al potere della luce solare. Inutile dire che sarà il nemico giurato di Jonathan… e di tutta la famiglia Joestar.

Battle Tendency (Episodi 10-26)

La seconda parte di questa serie è invece ambientata in America, nel 1938, e vede come protagonista un nuovo e giovane JoJo: Joseph Joestar, nipote di Jonathan, cresciuto da Erina Joestar poichè orfano di entrambi i genitori. Joseph non solo è un ragazzo molto scaltro, ma ha già sviluppato, senza quasi rendersene conto, dei poteri fuori dalla norma. Proprio per questo non potrà evitare di venire a contatto con lo stesso mondo con cui si scontrò suo nonno Jonathan. Infatti, dopo la scoperta di alcuni pericolosi reperti storici legati alla maschera di pietra che conferì a Dio Brando i suoi pericolosissimi poteri sovrannaturali, JoJo viene messo al corrente degli eventi passati e si troverà  a dover affrontare delle semi-divinità, finora rimaste sopite nella pietra, che minacciano l’umanità intera.

Personaggi:

Nonostante l’indole buona, legata sicuramente in parte agli insegnamenti di “nonna Erina”, Joseph Joestar è decisamente molto più esuberante e rumoroso del suo predecessore. Ama giocare con le parole, cercare di abbindolare il nemico e il più delle volte improvvisa trucchi e manovre diversive, riuscendo sempre a scamparsela per il rotto della cuffia. La sua lealtà e il suo coraggio, tuttavia, lo rendono degno di ereditare lo stesso soprannome del nonno e grazie alla sua intelligenza e versatilità (e a una discreta dose di fortuna) sarà in grado di affrontare un’impresa impossibile per chiunque altro.

Per combattere il potente nemico che minaccia il mondo, Joseph verrà condotto in Italia dallo stesso Speedwagon, dove farà la conoscenza di Caesar Zeppeli, discendente di Will A. Zeppeli e anche lui legato allo stile di lotta delle onde concentriche. Caesar e Joseph intraprenderanno un duro allenamento nella speranza di divenire abbastanza forti per scontrarsi con le potenti divinità risvegliatesi, per l’appunto, in Italia.

Ad allenarli c’è Lisa Lisa, una forte combattente, mantenuta giovane e bella grazie al potere delle onde concentrice. Il suo compito è proteggere una pietra rossa, che se cadesse in mano al nemico lo renderebbe invincibile, alla stregua di una divinità.

Va poi citata Suzie Q, la vivace e bella ragazza che lavora come cameriera per Lisa Lisa. Il suo compito… è quello di servire Lisa Lisa, ma nel farlo si invaghisce del prestante JoJo, che, prima dello scontro finale, le promette di tornare sano e salvo da lei.

Ci sono poi i tre antagonisti principali di questa serie: Whamoo, Acideecy (che non sono del tutto sicura si scriva così) e Kars, ovvero i tre uomini del pilastro, risvegliatesi a Roma e desiderosi di conquistare il mondo. Mentre i primi due sono più onorevoli e ancora degli esseri imperfetti, Kars è infimo e tramite i suoi meschini trucchetti riuscirà a diventare resistente al sole, una divinità pressochè completa.

II Serie – Stardust Crusaders
48 Episodi (2014-2015)

Giappone, 1987. Un ancor prestante, ormai sessantenne, Joseph Joestar si reca a trovare suo nipote, Jotaro Kujo, che afferma di essere posseduto dal demonio. Parlando con Joseph, Jotaro scopre che la strana presenza che ospita altro non è che uno Stand, un potere molto particolare che si è risvegliato in lui per combattere l’acerrimo nemico della famiglia Joestar, Dio Brando. Dio, infatti, grazie alla sua natura immortale, è riuscito a sopravvivere per un secolo sott’acqua, chiuso in una bara, e, riportato in superficie, è tornato a bramare il potere che ha sempre voluto. Le uniche persone che possono opporsi al suo malvagio piano sono ovviamente i Joestar e, dato che il ritorno di Dio ha fatto risvegliare uno Stand fuori controllo anche in Holly Joestar, madre di Jotaro, che rischia di venire “divorata” dal suo stesso potere, i nostri protagonisti hanno solo 50 giorni per scovare e annientare il nemico. Accompagnati da Abdul, amico di Joseph, e Kakyoin, un nuovo alleato, i due Joestar partono per l’Egitto, posto in cui ipotizzano si stia nascondendo il nemico. Il viaggio, ovviamente, non sarà semplice e il gruppo dovrà fronteggiare continuamente gli emissari di morte inviati da Dio.

Personaggi

In questa serie incontreremo ancora più personaggi che nella precedente e saranno ancor più bizzarri: gli emissari inviati da Dio sono numerosi e ognuno avrà uno Stand unico e particolare, in grado di mettere in serie difficoltà il gruppo di eroi.

Per quanto riguarda i protagonisti, alla guida del gruppo c’è il già noto Joseph, che, nonostante l’età, non ha per nulla mutato la sua indole casinara, anzi, è diventato addirittura più petulante che in passato. Come i suoi modi, anche il suo cuore e il suo coraggio non sono cambiati e non esiterà a lanciarsi in questa pericolosa avventura, pur di salvare l’amata figlia Holly.

Holly, dal canto suo, ha ereditato l’indole estroversa della madre, Suzie Q, e la forza d’animo dei Joestar, ma non avendo uno spirito e un fisico forti come Joseph o Jotaro, finisce per essere sopraffatta dallo Stand risvegliatosi in lei.

 

Jotaro Kujo, al contrario, è un tipo di poche parole e un vero duro. Nonostante la giovane età, è incredibilmente alto e muscoloso, molto forte ed è una specie di teppista. Spietato col nemico, Jotaro, dietro alla sua maschera da duro, nasconde un animo gentile e un carattere leale. Il suo Stand, Star Platinum, potente ed estremamente veloce, lo rende un avversario decisamente temibile.

Muhammed Abdul (o Avdol) è un potente e saggio guerriero, amico di Joseph e votato all’eliminazione del potente Dio. Dotato del potere dello Stand già dalla nascita, Abdul ha affinato le sue tecniche e sarà un punto di riferimento per il gruppo. Il suo Stand, Magician’s Red, domina il fuoco.

Noriaki Kakyoin è uno studente giapponese dotato di Stand e, inizialmente, avverso ai Joestar. Emissario di Dio, viene sconfitto da Jotaro, che si prodiga per salvargli la vita, dato che Kakyoin lo ha attaccato perché pilotato mentalmente dal nemico. Una volta liberatosi dall’influenza malevola di Brando, il giovane studente decide di seguire il gruppo in Egitto, per riscattare il suo onore e vendicarsi di chi lo ha usato come una marionetta.

C’è poi Jean Pierre Polnareff, anch’esso abile guerriero munito di Stand, sempre inviato da Dio per scontrarsi con il gruppo dei JoJo. Così come Kakyoin, anche le mosse di Polnareff sono dominate dal potere nemico, per cui, una volta liberato, il ragazzo non sarà più avverso ai nostri eroi e li seguirà nel loro percorso, per scoprire informazioni sull’assassino di sua sorella.

Infine, c’è il massiccio gruppo di nemici, che andrebbe trattato a parte per la diversità di aspetto, poteri, caratteri. Ma alla fine, ciò che è importante sottolineare in questa sede, è che, salvo i sopracitati Kakyoin e Polnareff, che venivano manovrati mentalmente, i seguaci di Dio sono tutte persone, ovviamente, poco raccomandabili: avidi, violenti, malvagi, desiderosi di potere… ognuno ha il suo bel caratteraccio e un forte Stand, quindi (quasi) tutti daranno del filo da torcere ai nostri protagonisti.
Dio Brando, poi, già potente ai tempi della maschera di pietra, si mostrerà in tutti il suo “splendore”, manifestando uno Stand praticamente imbattibile e minacciando seriamente la vita del gruppo di coraggiosi eroi, oltre che il mondo intero.

III Serie – Diamond Is Unbreakable
39 Episodi (2016)

Giungiamo infine all’ultima serie animata (per ora) di JoJo’s Bizarre Adventure, ambientata nel 1999, in Giappone, nella città immaginaria di Morio-cho. Qui ritroviamo Jotaro, 11 anni dopo lo scontro con Dio, alla ricerca di Josuke Higashikata, che si rivelerà essere il nostro nuovo JoJo. Come mai il soprannome JoJo, se nel cognome non vi sono le lettere “Jo”? Beh… perché Josuke altro non è che il figlio illegittimo del rumoroso Joseph Joestar, concepito evidentemente poco prima degli eventi di Stardust Crusaders, durante uno dei tanti viaggi di Joseph. Anche Josuke è dotato di un potente Stand e Jotaro lo contatta per risolvere un’enigma che pare riguardare proprio Morio-cho. Qui sembra essersi nascosto colui che porta con se l’arco e la freccia dagli oscuri poteri, usati da Dio in passato per creare il suo piccolo esercito di soggetti dotati di Stand.

Ora penserete che, catturato questo criminale e impadronitisi della freccia e dell’arco magici, la serie abbia fine, invece, a Morio-cho, il male si cela anche in un’altra forma. Pare infatti che ci sia un serial-killer, dotato anch’esso di Stand, che miete vittime da anni senza lasciare traccia. Cosa succederebbe se la sua strada si incrociasse con quella dei nostri protagonisti?

Quanto devastante per le retine è il verde di questo pezzo della sigla finale di Diamond Is Unbreakable?

Personaggi

In questa serie abbiamo un’elevatissima concentrazione di JoJo, dato che ci si ripresentano sia Jotaro (anche se, aimè, non in forma splendente come nella serie precedente) che il vecchio Joseph, di cui scopriamo un lato che, sarò onesta, non ho particolarmente apprezzato: quello infedele.

A loro si unisce il giovane Josuke Higashikata-Joestar, un teppista gentile, che nonostante la forza e il potere molto particolare di cui è dotato (alias lo Stand Crazy Diamond) cerca di mantenere sempre la calma… a parte quando vengono criticati i suoi capelli, cosa che lo manda su tutte le furie e gli fa perdere totalmente il controllo. Vorrei parlare di Josuke come di un cavaliere dal cuore d’oro, ma devo dire che rispetto ai precedenti JoJo non manifesta una grande maturità, anche se coraggio, intelligenza, determinazione e forza lo rendono comunque un degno discendente dei Joestar.

Oltre a Josuke, durante tutta la serie, incontreremo tanti particolarissimi (per non dire folli) ragazzi, molti dei quali liceali come il protagonista. Tra di questi va citato il piccolo Koichi Hirose, uno dei nuovi amici e coetaneo di Josuke, anche lui appena entrato al liceo. Tipo molto timido e remissivo, Koichi, anche per il suo aspetto, sembrerebbe del tutto inoffensivo, ma trovarsi davanti a situazioni estreme lo indurrà a sviluppare un carattere più sicuro e impulsivo. Anche se, ai miei occhi, rimarrà solo un tipo che si butta nell’azione troppo tardi…

Al contrario di Koichi, uno che passa subito ai fatti (spesso senza neanche cercare la via pacifica) è Okuyasu Nijimura, un altro bel personaggio che si presenta come nemico di Josuke e, in poco, viene convertito dalla determinazione del protagonista, a cui si legherà moltissimo e di cui diventerà un fedele alleato. Okuyasu non è dotato di grandissima intelligenza, al contrario di molti astuti personaggi di quest’anime, ma vanta uno Stand, The Hand, dai poteri decisamente efficaci.

Va per forza citato Rohan Kishibe, un fumettista molto famoso che risiede a Morio-cho e che conduce una vita solitaria. Apparentemente un nemico, dopo qualche scontro Rohan passa dalla parte dei “buoni”, soprattutto per via del legame che svilupperà con Koichi. La sua figura, oltre ad avere un fascino tutto suo, nonostante anche questo individuo non sembri sempre in pieno possesso della salute mentale, è importante perché aiuta ad aggiungere molti tasselli alla trama di  questo Diamond is Unbreakable.

Anche in questa serie si presenta, poi, una fitta serie di antagonisti, inizialmente legati alla corsa per appropriarsi dell’arco e della freccia magici di Dio, in seguito connessi al misterioso serial killer che minaccia gli abitanti di Morio-cho.

E su questo spietato personaggio, Kira, mi soffermerò solo qualche istante, perché non può non essere menzionato. Innanzitutto, perché è totalmente fuori di testa, perverso e la sua voglia di uccidere lo accompagna da ben 15 anni, rendendolo uno dei principali motivi delle misteriose sparizioni avvenute nella ridente cittadina di Morio-cho. In secondo luogo, perché il potere Stand, che ha sviluppato qualche anno dopo l’aver iniziato a mietere vittime, è dannatamente pericoloso e incredibilmente versatile, data la straordinaria capacità di evolvere. Kira è uno di quei cattivi che non smette mai di stupirti e che arriverai a pensare possa sconfiggere qualsiasi ostacolo sul suo cammino.

Come dire… Kira è personaggio esplosivo!

Connessa alla figura di Kira c’è un altro giovanissimo personaggio, che cito a grandi linee, per non spoilerare troppo, ma che non posso tralasciare dato che è stato, forse, uno dei miei preferiti di questa serie. Sto parlando di Hayato Kawajiri, un bambino delle elementari molto astuto, che si renderà conto della vera natura di Kira e che cercherà, con tutte le sue forze di sconfiggerlo o smascherarlo, per il bene di chi ha vicino, pur essendo consapevole che questo maligno individuo è dotato di poteri sovrannaturali. Hayato è decisamente uno di quei personaggi a cui affezionarsi e per cui tifare.

Altre cose che potreste voler sapere su Le Bizzarre Avventure di JoJo [Spoiler Free]

♡ Come già accennato, questo anime è tratto dall’omonima serie manga, di Hirohiko Araki, composta attualmente di 119 volumi, iniziata nel lontano 1987 e ancora in corso. Il fumetto, di impronta shonen-seinen, è diviso nelle seguenti parti:

  • Phantom Blood
  • Battle Legacy
  • Stardust Crusaders
  • Diamond Is Unbreakable
  • Vento Aureo
  • Stone Ocean
  • Steel Ball Run
  • JoJolion               (penultima serie, ancora in corso)

♡ In quest’opera ci sono moltissime citazioni a cantanti e gruppi rock, tanto che una grandissima parte dei nemici ha dei nomi palesemente ispirati al genere (es: Red Hot Chilly Peppers, Killer Queen, Bites The Dust, Kars, ecc…)

♡ Prima dell’adattamento animato di tutte le serie, è stata prodotta una serie di 13 OAV, nel 1993, incentrati solo sulla terza parte del manga (Stardust Crusaders).

♡ Oltre ai 39 episodi, la serie Diamond Is Unbreakable vanta anche un OAV. Nella controparte cartacea della stessa serie è stato anche creato uno spin-off a puntate, intitolato Thus Spoke Kishibe Rohan, incentrato, per l’appunto, sul personaggio di Rohan.

♡ Lo stile grafico cambia tra le varie serie dell’anime ed è particolarmente evidente nell’ultima serie animata uscita finora, Diamond Is Unbreakable.

Jotaro caro, cosa ti hanno fatto?!?

Commenti

Non saprei veramente da dove iniziare per dirvi quanto questa serie mi sia piaciuta, nonostante, inizialmente, fossi un po’ scettica a riguardo, soprattutto per il sopracitato stile molto enfatizzato (ho problemi quando, in una serie, ti spiegano ogni singola cosa a parole come se non fossi in grado di capire con i tuoi occhi ciò che stai palesemente vedendo). La prima puntata, in particolar modo, mi aveva fatto un’impressione orribile, perché aveva lasciato in me il senso di sbagliato: veder Dio prevalere ingiustamente e brutalmente sul giovane Jonathan ha rischiato seriamente di non farmi proseguire nella visione della serie. Per fortuna, invece, la guida del mio paziente compagno, che aveva già visto JoJo, mi ha ricondotto sulla retta via e, episodio dopo episodio, la trama ha saputo prendermi, i personaggi mi hanno catturata e ho iniziato ad amare ogni posa, ogni frase, ogni cosa. Sino a raggiungere il livello di hype generalizzato ogni volta che se ne parla.

I personaggi messi in campo sono tantissimi, una valanga, più si avanza e più se ne intravedono di nuovi e in grandissima parte sono soggetti interessanti e piuttosto bizzarri (se così non fosse, non ne deriverebbero delle altrettanto bizzarre avventure). Costumi, stile, carattere, pose, frasi: sono studiati sotto moltissimi aspetti e stimo molto l’autore per la fantasia con cui è riuscito a creare un mondo così variopinto.

I vari JoJo, a modo loro, sono tutti unici e irripetibili, hanno dei caratteri diversi, ma conservano quel valore di giustizia e quel coraggio che li rende, complessivamente, sempre piacevoli. Ai miei occhi, il migliore è (e probabilmente rimarrà per sempre) Jonathan, per la sua onestà, per la purezza del suo spirito, per, appunto, gli ideali. Per questo, devo dire, ho un po’ sofferto il fatto che, tra tutti i JoJo, sia stato l’unico a non aver veramente ottenuto ciò per cui stava lottando.
Certo, anche il tenebroso Jotaro e il suo stile “severo ma giusto” ha il suo perché!

A questo punto della terza opening, di solito, iniziavo a piagnucolare “Jonathan!!!”… con un fanatismo che potrebbe essere invidiato dalle teenager!

Tra i personaggi “secondari” ci sono altrettanti soggetti meritevoli di attenzione, tra cui Speedwagon, Erina, Kakyoin, Okuyasu… tutti valorosi e pronti a fare il massimo per i rispettivi amici/compagni. Ho gradito molto meno, invece, (ma non disprezzato, eh) le figure di Caesar, Polnareff e di Koichi: i primi due per il troppo parlare, seguito da pochi fatti; il secondo per la pessima abitudine a svegliarsi sempre troppo tardi. Anche se, lo ammetto, hanno avuto il loro ruolo fondamentale nella storia e sicuramente non sono dei brutti personaggi.

Poi ci sono gli antagonisti. Dei cattivi cattivissimi, dei malvagi malvagissimi. Esseri che veramente non si fanno scrupoli davanti a nulla e a nessuno, né chi li ha cresciuti, né bambini, donne, l’umanità intera. Anche da questo punto di vista trovo che l’autore abbia fatto un ottimo lavoro nel delineare questi personaggi, perché sono tutti veramente maligni e, nell’insieme, indubbiamente disprezzabili. L’unica cosa che mi ha un po’ infastidita è stata l’impressione che il personaggio di Dio Brando perdesse di tridimensionalità dal primo arco narrativo al terzo: la sua figura era nata per essere in contrapposizione a quella di Jonathan, che lo stesso Dio ha sempre considerato una parte importante della sua evoluzione, mentre più volte, soprattutto alla fine di Stardust Crusaders, sembra rinnegare lo stesso sangue che ora gli scorre nelle vene. Sarà per la mancanza di rispetto per la figura di Jonathan, sarà perché sminuisce gli avversari che ha temuto per un’intera serie, ma questo secondo Dio, pur mantenendo la sua malignità e il suo subdolo modo di fare, mi è piaciuto un po’ meno.

Kira, invece, è stato forse il cattivo che più mi ha tenuto con il fiato sospeso e, paradossalmente (dato che era l’unico ad essere lontano anni luce dall’ essere una divinità e bramare la conquista del mondo), è stato quello maggiormente che mi ha colpita, scossa e lasciata con la pelle d’oca. Credo che questo sia dovuto al fatto che, anche senza il suo Stand, Kira era una minaccia molto più “reale” dei precedenti cattivi: un mostro umano che si muove nell’ombra di una piccola città, colpendo innocenti senza mai essere scoperto. Questa caratteristica ha fatto della seconda metà di Diamond Is Unbreakable uno delle mie preferite di tutto l’anime, insieme a buona parte di Stardust Crusaders.

Certo… mentirei se dicessi che di buchi nella trama, particolarmente in quest’ultima serie, non ve ne sono. Più di una volta, durante Diamond Is Unbreakable, mi sono chiesta come mai i personaggi agissero in un modo piuttosto che in un altro, senza trovare risposte con un’effettiva valenza, e il fatto che la serie intera proceda presentando nemici che, dopo essere stati sconfitti, da un giorno all’altro, passano dal lato dei protagonisti mi ha un po’ fatto storcere il naso. Ma, come disse qualcuno (ovvero Dario Moccia, lo YouTuber, in un suo video in cui parlava di JoJo, includendolo nella sua classifica dei migliori shonen) andare a focalizzarsi troppo su alcuni tratti della trama fa perdere di vista il senso dell’opera e ne rovina l’ottima godibilità. In fondo, non è solo per gli intrecci della trama che JoJo è un bell’anime, ma per i valori che trasmette, per il divertimento che regala, per i brividi, per le grandi risate e per l’attaccamento che ti fa sviluppare verso alcuni dei tantissimi personaggi.

E veniamo, infine, a un altro dei punti forti di questa serie. Come molti sanno, ho un debole per le sigle degli anime giapponesi e, quando guardo un’opera di questo genere, non posso che soffermarmi anche su questo aspetto. Ebbene, fino a qualche tempo fa difficilmente avrei creduto di poter imbattermi in sigle così spettacolari e perfette come quelle di JoJo’s Bizarre Adventure. Qui non si parla solo di belle canzoni, ma ci si ritrova davanti sigle che rispecchiano, ognuna, lo stile del rispettivo JoJo, che nascondono dettagli di ogni tipo (a volte, lo ammetto, facendo spoiler), con scene spettacolari e in grado di ricreare hype in un amante dell’opera anche a distanza di mesi dalla fine di una serie.
Alcune sigle hanno addirittura delle varianti nel video o nell’audio in base agli avvenimenti che vengono svelati nella trama principale (quindi possiamo dire che le sigle facciano uno spoiler selettivo). Qualora voleste vedere con i vostri occhi ciò di cui sto parlando, vi lascio qui sotto un video che racchiude tutte le opening de Le Bizzarre Avventure di JoJo (anche se le ending meriterebbero altrettanta attenzione), ma vi avverto nuovamente che potreste rovinarvi qualche colpo di scena.

Concludendo

Nonostante la notevole lunghezza di questo post, ho  probabilmente mostrato solo “la punta dell’iceberg” dell’opera. Avrei potuto parlare ancora della trama, dei colpi di scena, dei personaggi (ce ne sono a bizzeffe che non ho neanche nominato), degli Stand, delle scene di lotta e di ciò che più ho amato o meno mi è piaciuto in questa serie, ma spero di essere riuscita a far passare il concetto che quest’opera merita di essere vista, per la sua particolarità, per il modo in cui riesce a racchiudere divertimento e momenti drammatici, per il modo in cui riesce a scavarsi un posticino nel cuore. Comunque, sia che vi piaccia il genere sia che non apprezziate quest’opera, difficilmente, se la guarderete/l’avete vista, riuscirete a dimenticare Le Bizzarre Avventure di JoJo.

Spero di non avervi annoiato troppo con questo Malloppost (che batte, forse, tutti quelli che ho scritto finora) e come sempre vi chiedo di lasciarmi un feed-back: avete visto questo anime o letto il manga? Siete interessati al genere? Quale altro shonen vi ha entusiasmato a questi livelli?

A presto,

Iya&Ceres

 

Note: Le immagini in questo post non sono di mia proprietà e sono state usate a puro scopo illustrativo.


Finalmente… BERSERK!

PICCOLA PREMESSA:
Questo post riguarda esclusivamente l’anime ed è pressochè SPOILER-FREE.
Ma può contenere olio di palma.

Era da anni, anni, ANNI (potrei quasi azzardare la parola “decennio”) che posticipavo la visione di questo anime. La sua fama mi tormentava da molto ed ero sicura che avrei potuto trovarlo molto interessante. Ma sapevo di cosa si trattasse, mi era stata descritta come un’opera cruda e conoscevo, a grandi linee, la storia del protagonista. Tutto questo, non so per quale motivo, aveva fatto nascere in me la convinzione che fosse qualcosa di pesante e difficile da digerire, per cui ho continuato a rimandarne la visione, nonostante volessi assolutamente depennare questo titolo dalla lista dei miei “must see”.

Poi il mio ragazzo mi ha proposto alcuni titoli per sceglierne uno da vedere insieme (l’ultimo lo avevo scelto io, quindi spettava a lui proporre qualcosa) e nella sua lista figurava, appunto, il “temibile” Berserk. Così ho deciso di farmi coraggio e lanciarmi nella visione (accompagnata, manco fossi una bimba) di questo anime e ora mi sento di dire un paio di cose a riguardo.

Inizierei col dire che non l’ho trovato così pesante come pensavo che fosse. Certo, di tematiche pesanti e personaggi sfortunati ce ne sono piove se piovesse e sicuramente non ne consiglierei la visione a un ragazzino, ma la versione animata (che mi dicono essere più “light”, come spesso accade, della controparte cartacea) ha giusto qualche scena veramente pesante. A parte questo, l’opera è molto d’azione e l’ho trovata piuttosto scorrevole (alla fine, come sempre, mi sono fatta prendere e ho finito per divorarla in pochissimo tempo).

Altra cosa che mi sento di dire è che Berserk mi è piaciuto. Nonostante qualche pecca, ai miei occhi, qua e là, mi sono appassionata alla storia e non vedo l’ora di poter vedere il seguito. L’ho trovato un anime completo, che non manca nè d’azione nè di approfondimento emotivo, ma che, di tanto in tanto, lascia anche spazio a qualche risata. L’unica cosa che mi ha un po’ infastidito è stata l’impressione che, qualche volta, le scene non siano state gestite nel migliore dei modi. Non so come spiegarlo, ma ci sono scene che iniziano in maniera troppo brusca o cambi di location non chiari… un po’ confusionario in certi passaggi, insomma. Inizialmente pensavo fosse una pecca legata al fatto che la prima serie è un po’ datata e, come altre degli anni ’90, porta con sè uno stile e un “sapore” di quel periodo. Invece queste piccole mancanze le ho riscontrate anche in alcuni episodi delle serie recenti (datate 2016 e 2017), quindi è proprio un carattere dell’anime di Berserk, forse legato a dei problemi di trasposizione di alcune scene dal manga? Comunque l’opera in sè non ne risente particolarmente e trovo possa essere considerato davvero un ottimo titolo.

Se avete visto quest’anime, potrete facilmente immaginare quali saranno i prossimi due punti.

Da dove cavolo vengono fuori disegni e animazioni della seconda stagione? Perchè hanno voluto punire i fan di quest’opera con questo stacco repentino dal disegno classico e quella cosa mezza 3D che si muove, in certi momenti, in maniera più legnosa dell’anime del 1997?
Magari sono io che non capisco l’innovazione e questo nuovo modo di fare anime è spettacolare, ma a me il gusto retro delle immagini della prima stagione è piaciuto un casino e l’ho trovato mille volte più delicato e adatto a delineare i personaggi. Prendiamo ad esempio [quella gran m***a di] Griffith (o “GRIFFISSSSTHSSSS”, se preferite): nella versione moderna ha dei tratti molto meno delicati rispetto alla vecchia rappresentazione. In certe immagini sembra quasi sproporzionato, finto. Che senso ha usare una grafica moderna se fa sembrare qualcosa più finto di quanto non sia un’immagine bidimensionale?

Veramente è meglio la seconda versione? E’ un mio problema perchè sono abituata agli anime vecchio stile? Se è così, per favore, ditemelo!

E ora potrete anche odiarmi, oh voi fan di Berserk di vecchia data… ma mi dovete dire cosa cavolo è la prima sigla! Seriamente, ditemi: tolto l’affetto per l’opera in sè, vi sembra davvero una buona canzone? Perchè io, quando l’ho sentita la prima volta, mi sono immaginata che avessero preso un chitarrista che ha appena imparato a strimpellare e che ha scoperto che la sua chitarra può fare un suono stranissimo, allora ci ha fatto un’intera canzone, su cui poi hanno cantato i suoi amici, di cui uno ubriaco alla voce principale e l’altro, stonato, ai cori. Questo è l’effetto che mi ha fatto, ai primi ascolti, Tell My Why, la prima sigla di Berserk. E magari, al solito, sono io che non capisco un cavolo di musica, potrebbe anche essere, però, se la pensate così, dovete spiegarmi il lato positivo di questa sigla.

Le altre due, invece, le ho adorate e le sto continuando a sentire in loop da giorni. Sono entrambe dei 9mm Parabellum Bullet (gruppo di cui ho scoperto, grazie a queste opening, anche altre canzoni e che, devo dire, trovo interessante) e hanno un sound grintoso, ma rimandano anche a un senso di rabbia e/o malinconia. Due pezzi perfetti, se pensiamo a come ritroviamo in nostro caro Gatsu, il protagonista, dopo una certa Eclissi di cui non ho intenzione di parlare… [tra l’altro, per la serie “quando una parola normale acquisisce, d’un tratto, tutto un altro significato ai tuoi occhi”].

Tra l’altro, una piccola menzione se la merita anche un pezzo della soundtrack, Hai Yo, che si fa sentire ogni volta che il buon Gatsu entra in azione. Veramente bellissima e d’effetto, ve la posto qui sotto.

E questo è, a grandi linee, come ho trovato Berserk. Non volevo fare un post molto lungo e non volevo andare a parlare in dettaglio della trama o delle tematiche, perchè probabilmente non ne sarei uscita viva. Tuttavia, se avete piacere di confrontarvi su qualche punto, se ne può sempre parlare nei commenti!

Come al solito, fatemi sapere se avete visto quest’anime, se vi è piaciuto o se invece avete letto il manga e potete fornirmi qualche info o dettaglio interessante in più! E se non concordate su quanto ho detto, aspetto nei commenti il vostro punto di vista.

A presto,

Iya&Ceres