…I'll also show you a sweet dream next night…

Da YouTube

Parlando di cose interessanti…

Negli ultimi mesi ho iniziato a seguire due canali YouTube molto interessanti e mi faceva piacere condividerli con voi, soprattutto perchè non trattano temi banali, ma cercano entrambi, a modo loro, di educare o creare un dialogo.

Il primo è Breaking Italy, canale gestito da Alessandro Masala (soprannominato SHY per il suo nickname: Shooter Hates You), che si occupa di “informare e intrattenere“. Ogni giorno della settimana lavorativa (più o meno), Shy ci propone un video in cui affronta le news del giorno, con un occhio molto critico, citando sempre fonti (giornalistiche e meno) a cui potersi appellare per informarsi su cosa sta accadendo nel mondo, senza dimenticare di analizzare le diverse sfaccettature della notizia stessa. Tutto questo, cercando di mantenere un tono leggero e divertendo lo spettatore. Io lo trovo fantastico, sia per il suo humor sia per il suo modo di porsi nei confronti delle notizie, degli avvenimenti e delle persone: a volte sottolinea quanto alcuni avvenimenti vengano ingigantiti e come ciò che viene detto in tv o scritto sui giornali possa influenzare le persone, altre volte cerca di mettere gli spettatori nei panni dei protagonisti delle vicende, analizzando ciò che sta alla base di alcuni comportamenti, il tutto cercando di fornire sempre una visione oggettiva e non di parte di quanto tratta.

Per prendere due piccioni con una fava, vi condivido un suo video monotematico che tratta dell’Adpocalypse di YouTube, così da mostrarvi sia come lavora, sia a cosa sta andando incontro il mondo del grande e rosso tubo in questo periodo.

L’altro canale di cui voglio parlarvi è Cimdrp, creato da Irene (di cui, sorry, non ricordo il cognome), una ragazza molto preparata che cerca di far chiarezza su alcune tematiche importanti, come la parità (in generale), il femminismo, la comunità LGBT e molte altre. A volte spiega il significato di alcune definizioni grazie alla sua rubrica Parità in Pillole, altre volte porta esempi reali di discriminazione (ospitando in certi casi altri YouTuber o persone appartenenti a determinate categorie), altre volte ancora tratta di film, libri o serie, sottolineandone gli aspetti positivi o negativi nell’ottica dell’uguaglianza e i concetti che emergono da queste opere.

Da quando l’ho scoperta non mi perdo neanche un suo video e stimo molto la sua volontà di “creare cultura insieme“. Molti dei suoi discorsi sono stati per me molto illuminanti, soprattutto perchè prima non ero in grado di dare un nome a determinati comportamenti e sensazioni e questo mi metteva a disagio, perchè avevo l’impressione che, certe cose, le vedessi solo io. Allo stesso modo, alcune cose che Irene spiega mi sono servite per fare un’ auto analisi e mi sono resa conto che in passato, anche solo per scherzare, ho detto cose che possono aver ferito qualcuno: le parole hanno un loro peso e non bisogna mai dimenticarsi che anche le altre persone possono soffrire pur trovandosi nella posizione opposta alla nostra. Ad esempio, il body shaming nei confronti delle persone magre, che prima faticavo a vedere come una problematica perchè “la moda è fatta per le magre” e “beate loro, possono mettersi qualsiasi cosa“, ora lo percepisco come una possibile fonte di dolore per chi, magari, desidera essere diverso.

Per questi motivi vi consiglio caldamente Cimdrp, sperando che possa essere utile a voi come lo è stata per me e che possiate apprezzare l’impegno che questa ragazza sta mettendo per cambiare un po’ (in meglio) la nostra società. Tra i vari video che potevo proporvi, ho deciso di optare per uno un po’ meno recente, ma che tocca una tematica che mi sta a cuore: il femminismo e il suo vero significato.

Spero che abbiate apprezzato queste mie proposte. Come avrete capito, trovo YouTube un mezzo molto interessante, per cui consigliatemi pure video e utenti che seguite e apprezzate!

A presto,

Iya&Ceres


Consigli per il buongiorno

Salve a tutti!

L’estate sta purtroppo giungendo al termine. Con l’arrivo di settembre si ricomincia con le attività lavorative o gli studi (anche se molti avranno già iniziato da un po’) e si torna alla tanto odiata routine giornaliera.

Nel tentativo di alleviare lo stress per questo arduo momento dell’anno, voglio condividere con voi un video molto interessante di ShantiLives, una YouTuber che parla spesso di temi legati all’emotività, alla sessualità e alla consapevolezza di sè. Questo video, nello specifico, spiega dei rituali per iniziare bene la giornata, così da trovare carica e motivazione sufficiente per sopravvivere al tran tran quotidiano.

Le sei pratiche del buongiorno di cui Shanti parla sono tratte dal libro Miracle Morning di Had Elrod e si possono racchiudere nella parola SAVERS, le cui lettere stanno per:
Silence: fondamentalmente consiste nello stare in silenzio e meditare, per svuotare il cervello dalla miriade di pensieri che ci assalgono al mattino, per concentrarsi un attimo su di noi;
Affirmation: frasi di auto-incitamento per darci carica;
Visualisation:  prendersi un momento per concentrarsi e visualizzare i propri desideri e i propri obiettivi;
Exercise: un po’ di attività fisica per risvegliare il corpo;
Reading: per trovare nuovi stimoli, nuove idee (e io ci metterei anche “per non disimparare la nostra lingua”, cosa che a me gioverebbe molto);
Scribing: scrivere serve a mettere i pensieri nero su bianco, a riordinare le idee, a sfogarsi (se si tiene un diario), a pianificare la giornata… tutto ciò che serve per fare il punto della situazione.

Ovviamente, per capire meglio i vari punti, vi consiglio di vedere il video: i miei sono dei riassunti dell’interpretazione di Shanti del libro che LEI ha letto (io no, quindi magari potrei aver frainteso qualcosina).

E ora vi starete chiedendo… ma sono pratiche che funzionano?

Non posso garantirvene l’efficacia, ma posso dire che, sperimentando questo metodo brevemente prima dell’inizio dell’estate, ho trovato molto utile il concetto di base ispirato da questi punti, ovvero il concentrarci su noi stessi, ritagliarci un piccolo momento per noi, per ricaricarci e ricordarci chi siamo e cosa vogliamo. Sotto questo aspetto trovo che queste norme possano veramente giovare a chi le pratica con costanza e, personalmente, ho trovato molto utili soprattutto la pratica dell’ “Affirmation” (che su di me, questo posso garantirlo, ha funzionato bene) e lo “Scribing“, tanto che mi sono comprata anche un’agendina su cui segnarmi le frasi del giorno, gli appunti, gli impegni e tutto ciò che voglio ricordare.

Agenda

La mia fantastica agendina. La adoro! Ed è di incitamento ogni volta che la guardo.

Sicuramente ho intenzione di cominciare a lavorare molto anche sulla parte dell’esercizio fisico (che cerco sempre di praticare, ma in cui sono molto scostante) perchè al mattino è veramente utile per riprendersi da quello stato di confusione e fiacca tipico dei “risvegli infelici” (così mi viene da definirli in questi giorni, perchè non sto dormendo proprio benissimo).

In più, io vorrei aggiungere altre due piccoli punti alla sovrastante lista, prendendo spunto dalle mie abitudini.
Personalmente trovo molto piacevole ascoltare musica fin da appena sveglia (cosa per me molto più piacevole che comunicare con altre persone). Non intendo musica randomica, ma una determinata canzone che mi piace o che mi viene in mente al risveglio, che possa essere un po’ il simbolo del mio stato d’animo o possa darmi la carica per il nuovo giorno. Possiamo dire che è un diverso modo di visualizzare se stessi e il proprio feeling, quindi lo trovo un ottimo sfogo individuale o un buon punto di partenza per la giornata.
L’altro punto è la colazione. Non mi dilungherò sul fatto che la colazione è uno dei pasti più importanti della giornata e tutte quelle cose che già conosciamo bene, ma vorrei soffermarmi su un punto un po’ diverso e in linea con i principi di cui parla Shanti (o il signor Elrod). Per anni e anni non ho fatto colazione e mi sono accontentata di un pacchetto di biscotti da portare a scuola o di un caffè preso al volo al bar dell’università, perchè appena sveglia ho sempre l’impressione di non aver fame e di non aver tempo per farmela venire. In realtà, negli ultimi due anni, ho iniziato a considerare anche la colazione come un momento per me, per dare importanza ai miei bisogni, al mio corpo, per fare il punto della situazione mentre sorseggio il tè… è diventato così un momento importante (e a volte anche troppo lungo) della mia giornata perchè mi consente di resettare e non partire subito di corsa o stressata.

Spero che questo post vi abbia invogliati a darvi da fare o vi abbia ispirato qualche buon proposito per iniziare al meglio questo settembre.
Se vi è piaciuto il video, se avete altri consigli per il buongiorno e se vi va di condividere delle vostre esperienze, lasciate pure un commento qui sotto!

A presto,

Iya&Ceres


Dylan Dog – Vittima degli Eventi

Qualche anno fa (per la precisione nel 2010) usciva un film dedicato a Dylan Dog, il protagonista del famoso fumetto Made in Italy. Nonostante non conoscessi affatto il personaggio perché non mi sono mai dedicata alla fumettistica nostrana (lo so, sono orribile), pensando che il genere potesse piacermi, ho accompagnato un mio amico, grande fan del soggetto, al cinema.

All’uscita dal cinema non vi dico che il mio amico stava in lacrime, ma poco di mancava e io, nonostante, ripeto, la mia poca conoscenza di Dylan Dog, ero fermamente convinta di aver visto qualcosa di tremendamente sbagliato e non attinente.

E’ stato per questo motivo che quando i due youtuber Claudio di Biagio (creatore di Freaks!, di cui immemore tempo fa vi ho parlato qui!) e Luca Vecchi (dei The Pills) hanno avviato una campagna di crowdfunding, sostenendo di voler creare una versione italiana e più coerente di Dylan Dog, ho deciso di sostenerli (per quel poco che potevo permettermi).

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Il dvd di Vittima degli eventi che ho ricevuto in omaggio per la mia (misera) donazione! Evviva!

Dopo 2 successive campagne su Indiegogo, i due talentuosi ragazzi sono riusciti a racimolare abbastanza da poter avviare l’impresa e, con l’aiuto di diversi altri youtuber abbastanza famosi (ad esempio Matteo Bruno e il gruppo dei The Jackal) e qualche “special guest“, hanno portato a termine il loro obiettivo.

Così, da settembre 2014, sul canale youtube dei The Jackal è disponibile, gratuitamente, Vittima degli Eventi (che vi posto esattamente qui sotto!).

Trama

Mentre cammina per il centro di Roma con suo fratello, Adele vive un’esperienza spaventosa e surreale. Non riuscendo a liberarsi delle raccapriccianti immagini viste quella sera, la ragazza decide di rivolgersi all’unica persona che può crederle e aiutarla: Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo.

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Dylan Dog, il fedele assistente Groucho e la sensitiva Madame Trelkowski, interpretata da Milena Vukotic. Oltre a lei, tra gli ospiti speciali che hanno collaborato all’impresa ci sono Massimo Bonetti e Alessandro Haber.

Commenti

Quando mi sono messa davanti allo schermo del pc per vedere questo film avevo delle buone aspettative legate alle passate imprese degli youtuber che se ne sono occupati, ma avevo comunque messo in conto che sarebbe stata un’opera amatoriale. E devo dire che Claudio Di Biagio (e Co.) sono riusciti a stupirmi di nuovo!

Il film è molto interessante: generalmente ben strutturato, ha delle splendide ambientazioni, un comparto musicale ben equilibrato e adatto alle situazioni e gli effetti speciali sono sorprendentemente belli e ben fatti! La trama è accattivante, un po’ più lenta all’inizio, ma, nel complesso, decisamente piacevole e… da brivido. Devo, infatti, ammettere che non mi aspettavo delle scene tanto inquietanti come quelle presentate in questo caso e non posso nascondere che, in qualche momento, mi sia venuta la pelle d’oca.

Siamo quindi di fronte a un’opera d’arte?
Probabilmente no (o forse mi sbaglio io, che d’arte non me ne intendo).

Nonostante mi sia molto piaciuto, decisamente non posso dire che Vittima degli eventi sia il film perfetto, ma presenta qualche pecca qua e là.
Tra le prime cose che mi sento di sottolineare c’è sicuramente il livello di recitazione di alcuni attori: se da una parte il buon Luca Vecchi riesce pienamente a tener testa al suo personaggio (Groucho Max, l’assistente di Dylan Dog), il protagonista, interpretato da Valerio Di Benedetto, risulta in certe scene poco espressivo e questo fa perdere un po’ di spessore al soggetto. Tuttavia, dato il buon equilibrio generale, non credo che questo aspetto vada troppo a danneggiare la buona riuscita del film (e di certo posso concordare sul fatto che Di Benedetto rispetti molto il profilo del Dylan Dog cartaceo).

dylan-dog

Un riflessivo Dylan Dog e qualche dettaglio del suo studio. Casa e studio del personaggio sono stati costruiti accuratamente e sono pieni di cose curiose che spuntano nello sfondo… Sarebbe davvero interessante fare un tour di quel posto! 😀

Altro particolare che, a mio parere, pesa un pochino è che la parte tra la presentazione del caso (la disavventura di Adele) e l’effettiva messa in moto di Dylan Dog sia un pochino lenta, un po’ troppo lasciata alle immagini e alle riflessioni del protagonista sul proprio essere “fuori allenamento”. Ma anche questa, tutto sommato, altro non è che una leggera sfumatura, per voler trovare il pelo nell’uovo.

Conclusioni

Vittima degli eventi mi è piaciuto moltissimo e trovo che sia un ottimo prodotto. E’ addirittura riuscito a far nascere in me una discreta voglia di riscoprire il fumetto originale e questo penso sia un gran merito.
Tra l’altro l’ho visto in compagnia di una mia amica, molto più ferrata sull’argomento, e anche lei è rimasta affascinata da questo film, che “sembra proprio uno dei volumi del fumetto!”(cit.).
Concordo con lei, inoltre, sul fatto che una serie fatta in questo modo sarebbe veramente spettacolare e molto gradita!

Per cui, miei cari lettori (se ci siete, battete un colpo!), concedete il beneficio del dubbio a quest’opera, sia che conosciate Dylan Dog sia che siate digiuni dell’argomento, che alla fine il film ha una durata moderata (50 minuti, titoli di coda compresi) e sicuramente ha qualcosa di interessante da raccontare (al contrario di molti film italiani che arrivano sul grande schermo).
Per i curiosi, ecco uno dei teaser rilasciati all’inizio della campagna su Indiegogo:

Se lo conoscete o decidete di guardarlo dopo aver letto questa recensione, mi raccomando, fatemi sapere cosa ne pensate!

A presto,

Iya&Ceres


Cose che non ti aspetti

In questi giorni ho scoperto un paio di cosine interessanti che non mi aspettavo di trovare.
La prima è una canzone che le radio mandano plurime volte al giorno ma che mi era sfuggita alla grande; l’altra è una web-serie di qualche anno fa che ho scoperto in ritardo, ma che ho apprezzato lo stesso, e quindi ve ne voglio parlare.

♪ Musica ♪

Voglio fare una premessa: solitamente non amo canzoni e autori italiani, soprattutto quelli recenti e la marea di facce che viene rilasciata dai vari straseguiti programmi televisivi, ma questa canzone mi ha davvero incantata.
Perchè?
Perchè esce dagli schemi del classico pezzo italiano, ha un ritmo coinvolgente, il video è curato e particolare e la voce di Arisa spezza perfettamente la parte rappata dei Club Dogo (chi l’avrebbe mai pensato che avrei parlato dei Club Dogo?!).
E il testo?
Beh, a me piace anche quello. Magari non è tutto poesia pura, ma ci sono diverse frasi che ascoltandole mi è venuto da pensare “cavolo, si!” (come una scema, si…).

Per chi ancora non la conoscese, ecco a voi Fragili dei Club Dogo ft. Arisa:

Siamo fragili se tutti ci toccano
siamo fatti di sogni che non ci fanno dormire.

Io non dormo quando ti penso
io non dormo basta e compenso
io lo so che siamo uniti se a capirsi basta il silenzio
senza te sarei nel vuoto mentre insieme siamo immortali
baby accelero la moto, chiudi gli occhi e spegni i fanali
vedi noi siamo la luce insieme
il male che produce il bene
la notte abbassa lo sguardo che guardarci non gli conviene
noi fumiamo questa vita, una paglia dopo l’orgasmo
stanno tutti quanti a riva, facciamo l’amore al largo
siamo il bianco siamo il nero, siamo Dio che appare davvero
siamo piccoli e perfetti come il mondo visto dal cielo.

Siamo fragili se tutti ci toccano
siamo fatti di sogni che non ci fanno dormire
cose che non si possono dire
insieme siamo l’inizio e la fine..
e la fine.

Per te cammino sulle mine
per te passo questo confine
portando nel bagagliaio cose che non ti posso dire
la mia vita è un film come al cine
io e te poli opposti: alcaline
solo tu mi rilassi alla fine
solo tu mi rilasci endorfine
non mi fido delle altre bambine
siamo unici: tigri alpine
sotto il sole di mezzanotte io ti scriverò le mie rime
e la nostra vita è musica quindi rappo sopra il tuo battito
e quanta gente ci giudica, nessuno coglie quest’attimo
sognavo che ero innocente ma poi mi sono svegliato
e tu non c’eri per niente e restavo il tipo sbagliato.

Siamo fragili se tutti ci toccano
siamo fatti di sogni che non ci fanno dormire
cose che non si possono dire
insieme siamo l’inizio e la fine..
e la fine.

Ci cerchiamo come animali
a piedi nudi come i gitani
contro il mondo con le mani
come se non ci fosse un domani
ora siamo pronti a tutto, a cose che non possiamo dire
a sogni che non fanno dormire, noi siamo l’inizio e la fine

Non devo guardare il cielo per capire da dove piove
se mi cerchi sono già altrove: indirizzo nuvola 9
io che ti ho coperta d’oro, dei nostri giorni preziosi
ed ora piango sangue e di te son tutti invidiosi.

Siamo fragili se tutti ci toccano
siamo fatti di sogni che non ci fanno dormire
cose che non si possono dire
insieme siamo l’inizio e la fine..
e la fine.

▶ YouTube

Giracchiando su YouTube, un po’ random un po’ no come al solito, mi imbatto in un canale a me già noto: quello dei The Jackal. Ma oltre alle solite scenette simpatiche, sta volta mi è caduto l’occhio su un titolo di cui avevo già sentito parlare in passato ma che non avevo ancora avuto modo di vedere. Per cui mi sono presa un paio di ore per “perdermi in Google“!

Lost in Google è una simpatica web-serie che ha come particolarità quella di essere creata seguendo i commenti dei fan. Dopo un episodio pilota di poco più di 3 minuti, la storia ha iniziato a prendere la piega dettata da chi seguiva le avventure del protagonista, Ruzzo Simone, e dei suoi amici Ciro e Proxy. Questo fa si che la serie sia impregnata di cose no-sense e scene al limite dell’assurdo, con qualche tocco nerd qua e là. Magari non sarà la storia del secolo, ma è un modo divertente per staccare il cervello per un po’.

Vi posto quindi la prima puntata, poi sta a voi scegliere se proseguire.

E non sarei io se non mi lasciassi trasportare dalla colonna sonora, per cui, a tradimento, vi posto anche le due canzoni (che mi sono piaciute) degli Electrophelia che sono state utilizzate come sigla e come soundtrack durante tutta la serie. Hanno un testo semplice e piuttosto ripetitivo e dei suoni decisamente elettronici (scommetto che dal nome del gruppo non l’avreste mai detto) ma adempiono adeguatamente al loro ruolo.

Sigla – Lost In Google

Soundtrack – Don’t Wake Up

E anche questa volta vi ho parlato di cose strane, random e che magari non vi interessano. Ad ogni modo, se vi va di farmi sapere cose pensate di Fragili e Lost In Google mi fa molto piacere.

A presto,

Iya&Ceres


If you’re not ready for love…

Qualche settimana fa, su YouTube, spopolava una video a mio parere veramente molto bello, First Kiss.

Per chi non l’avesse visto, First Kiss ci mostra la reazione di 20 estranei a cui è stato chiesto di scambiarsi un “primo bacio”.

Eccovi il video.

In meno di un mese, questo piccolo film di soli 3:28 minuti è stato visualizzato da più di 70 milioni di utenti, ed è per lo più piaciuto al pubblico, anche se molti sono stati anche i commenti negativi.

Personalmente lo trovo veramente emozionante e “vero“. Qualcuno ha commentato dicendo che si tratta di attori, di gente “abituata” a questo genere di cose, ma di fatto sono comunque persone che si ritrovano a dover impersonare se stesse, e non un altro ruolo, quindi secondo me non è la stessa cosa che recitare in un film, in cui tutto è già deciso; poi, comunque, quello che si voleva mostrare era l’incertezza, la timidezza e, in un certo senso, la purezza e la goffaggine del primo bacio con una persona che non si conosce. Cosa, sempre a mio parere, espressa perfettamente. Mi viene quasi la pelle d’oca a rivedere questo video e ogni volta, anche dopo la 20° volta, mi riscopro ancora a sorridere (come una scema) per delle immagini tanto dolci e realistiche.

A rendere il tutto ancora più “kawaii” e toccante è la canzone che fa da sfondo a questa serie di baci. Una bellissima melodia, molto semplice, cantata piano, quasi bisbigliata, intima, con un testo un po’ malinconico ma meraviglioso. E’ questo ciò che volevo condividere con voi quest’oggi, per cui eccovi We Might Be Dead By Tomorrow, di Soko.

Give me all your love now
‘Cause for all we know
We might be dead by tomorrow

I can’t
Go on wasting my time
Adding scars to my heart
‘Cause all I hear is
“I’m not ready now”

And I can tell
That you didn’t have
To face your mother
losing her lover
Without saying goodbye
Without saying goodbye
‘Cause she didn’t have time

I don’t want to judge
What’s in your heart
But if you’re not ready for love
How can you be ready for life?
How can you be ready for life?

So let’s love fully
And let’s love loud
Let’s love now
‘Cause soon enough we’ll die
‘Cause soon enough we’ll die
‘Cause soon enough we’ll die
‘Cause soon enough we’ll die
‘Cause soon enough we’ll die
‘Cause soon enough we’ll die

Nella vita bisogna schermare alcune cose, ma come ci ricorda anche questa canzone, “se non sei pronto ad amare, come puoi essere pronto per la vita?”. Trovo che siano delle parole pungenti, ma capaci di invogliarti effettivamente a lasciarti andare all’amore.

Avevate visto questo video? Vi è piaciuto? Voi vi lancereste in un’esperienza assurda e particolare come un bacio con un estraneo?

Io pensavo di no, ma devo dire che vedere questo “esperimento sociale” mi ha ricordato quanto tenero possa essere un gesto così semplice ma intimo (quando, ovviamente, non si fa per secondi fini). E ti viene voglia di condividere ancora quel brivido, quel misto di paura, calore e voglia di legarsi…

– Iya&Ceres –


IN LOVE with ZEDD

San Valentino, la parlatissima festa degli innamorati, è arrivato anche quest’anno. Alcuni di voi passeranno questa giornata condividendo qualcosa di speciale con il proprio partner, altri accantoneranno i festeggiamenti per passare una serata più semplice, ma sempre in compagnia della persona che amano, mentre una terza categoria (in cui rientro anche io) si rassegnerà al fatto di essere single e dedicherà questo venerdì a se stessa e alle persone della propria vita!

Detto questo, non sono qui oggi per fare tanti discorsi su questa tradizione, quanto sulla natura di questo evento. In sintesi, volevo rubarvi giusto qualche minuto per condividere qualcosa che parli d’amore, ma non nel senso romantico stretto che si predilige a San Valentino. Per farlo ho scelto due canzoni dello stesso autore, Zedd (giovanissimo dj russo-tedesco), affinchè vi facciano compagnia in questa particolare giornata.

La prima parla di un rapporto distruttivo ed essenziale allo stesso tempo. Due facce di una stessa medaglia, l’amore, che spesso si possono intravedere in una relazione. Perchè, diciamocelo, l’amore è quella cosa che ci fa toccare il cielo con un dito, ma è al contempo l’unica cosa capace di buttarci talmente giù da non farci vedere più la luce. La stessa persona è in grado di farti vedere il paradiso o assaggiare l’inferno, ed è la bivalenza di questo complesso sentimento che traspare in questa canzone, oltre alla volontà di rimanere con una persona anche se ci si può far male. Ecco, quindi, Clarity (ft. Foxes)!

High dive into frozen waves where the past comes back to life
Fight fear for the selfish pain, it was worth it every time
Hold still right before we crash ‘cause we both know how this ends
A clock ticks ‘til it breaks your glass and I drown in you again

‘Cause you are the piece of me I wish I didn’t need
Chasing relentlessly, still fight and I don’t know why

If our love is tragedy, why are you my remedy?
If our love’s insanity, why are you my clarity?

If our love is tragedy, why are you my remedy?
If our love’s insanity, why are you my clarity?

Walk on through a red parade and refuse to make amends
It cuts deep through our ground and makes us forget all common sense
Don’t speak as I try to leave ‘cause we both know what we’ll choose
If you pull then I’ll push too deep and I’ll fall right back to you

‘Cause you are the piece of me I wish I didn’t need
Chasing relentlessly, still fight and I don’t know why

If our love is tragedy, why are you my remedy?
If our love’s insanity, why are you my clarity?

Why are you my clarity?
Why are you my remedy?
Why are you my clarity?
Why are you my remedy?

If our love is tragedy, why are you my remedy?
If our love’s insanity, why are you my clarity?

Prendetevi due minuti per guardare anche il video, perchè trovo che sia molto significativo. Vediamo due persone, un uomo e una donna, che si incontrano e si scontrano, incapaci di potersi avvicinare senza ferirsi. C’è anche una sequenza di immagini, esplosive, che rendono esattamente l’idea di quanto questo tipo di rapporto sia al contempo forte e distruttivo.

Ma l’amore non è sempre e solo un sentimento profondo ed elaborato. Anzi, talvolta non è neanche qualcosa a lungo termine, ma il desiderio di un momento. La necessità di quel momento. Perchè quando si è soli, e i giorni passano, anche il vedere la luce di qualcun altro splendere abbastanza da schiarire, seppur momentaneamente, il buio intorno a noi ci spinge a cercare di afferare quella persona e farla nostra per quell’istante. Un attimo di egoismo per scaldarci l’anima e scacciare il freddo che ci circonda. Anche se si sa che non durerà. Anche se è solo per una notte. Questo è il tema della seconda canzone che vi propongo, Stay The Night (con la collaborazione della magnifica voce dei Paramore, Hayley Williams).

I know that we are upside down
So hold your tongue and hear me out
I know that we were made to break
So what? I don’t mind

You kill the lights, I’ll draw the blinds
Don’t dull the sparkle in your eyes
I know that we were made to break
So what? I don’t mind

Are you gonna stay the night?
Are you gonna stay the night?
Oh oh oh, are you gonna stay the night?

Are you gonna stay the night?
Doesn’t mean we’re bound for life
So oh oh oh, are you gonna stay the night?

Are you gonna stay the night
Doesn’t mean we’re bound for life
So oh oh, are you gonna stay the night

I am a fire, you’re gasoline,
Come pour yourself all over me
We’ll let this place go down in flames only one more time

You kill the lights, I’ll draw the blinds
Don’t dull the sparkle in your eyes
I know that we were made to break
So what? I don’t mind

Are you gonna stay the night?
Are you gonna stay the night?
Oh oh oh, are you gonna stay the night?

Are you gonna stay the night? (we get burned!)
Doesn’t mean we’re bound for life (we never learn!)
So oh oh, are you gonna stay the night?
Night night night night night…

ARE YOU GONNA STAY THE NIGHT?!

Are you gonna stay the night?
Doesn’t mean we’re bound for life
So oh oh, are you gonna stay the night?

Are you gonna stay the night?
Are you gonna stay the night?
Oh oh oh oh.
Are you gonna stay the night?

Anche in questo caso prestate attenzione al video: due ragazzi diversi, due mondi distinti, che si sovrappongono e ha inizio una lotta/danza che esprime perfettamente il concetto di fisicità, argomento alla base di questo pezzo.

Due canzoni d’amore che non parlano solo d’amore, con ritmi spinti, coinvolgenti ed esplosivi, questo volevo mostrarvi in questa giornata speciale, con l’augurio non di passare un buon San Valentino, ma di trovare, a modo vostro, l’amore che fa per voi e di cui avete bisogno in questo momento.

A presto

– Iya&Ceres –