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EX-perienze e lezioni di vita

A volte, chiacchierando con persone nuove, parlando con amici di vecchia data che non si vedono da un po’ o condividendo memorie dei tempi passati, emerge il dolente argomento “EX.

Per la serie “cioè, cava, non puoi capive la soffevenza a stave con un esseve del geneve” e cose allegre di questo tipo. E… anche a me, sarò onesta, capita spesso di fare pensieri del genere. Soprattutto perché, aimè, le mie esperienze “amorose” non sono state proprio una pacchia. Tuttavia, se sono qui oggi a parlarvene, non è per lamentarmi di quanto è stato, ma per esaminare le mie esperienze in maniera più propositiva. Come si suol dire, “ciò che non ti uccide, ti rende più forte”, quindi volevo condividere con voi gli insegnamenti che ogni storia passata mi ha lasciato.

Certo… non ho comunque intenzione di trattenermi dal fare dell’ironia!

L’INIZIO

Due premesse mi sembrano doverose prima di iniziarvi a elencare le “fantastiche” avventure che hanno interessato la mia esistenza.
La prima è che nella mia categoria “Ex” non ricadono solo i fidanzamenti ufficiali, ma anche storie più superficiali o, come alcuni amano definirle, le “storiacce”.
Non che io abbia mai intenzionalmente iniziato avventure poco serie… ma ho finito inevitabilmente per rimanere coinvolta in situazioni del genere.
La seconda è che tutto ciò che sto per raccontarvi ha inizio con la mia vita universitaria. Perché, prima di addentrarmi nell’universo universitario, ero ancora in attesa della persona giusta… ma poi il vivere da sola, la spinta data dalla società, le voci delle amiche che “scarti troppo grasso” o “dagli una possibilità”… diciamo che ho finito per farmi trascinare a fondo da situazioni che prima avrei volentieri evitato. Mannaggia a me e a quando mi lascio trasportare!

 

1 – L’AMICONE DEL CUORE

Tutto ha inizio con una me stessa un po’ fragile: appena lasciata casa, non ammessa per un pelo all’università desiderata, scopro di avere qualche problemino di salute e subentrano altre mille cose destabilizzanti a incasinarmi la vita. A tenermi un po’ a galla sono i miei due coinquilini, amici di vecchia data, che adoro. Uno dei due, in particolare, è il mio super-confidente, di quelli con cui parli di tutto senza problemi, con cui condividi tutto e con cui ti scambi consigli. Una bella relazione in fondo… finchè lui non si lascia con la ragazza storica e tenta l’approccio. Inutile dire che succede il finimondo, perché io, guidata soprattutto dal fatto che era una delle poche figure stabili della mia vita, cado come una scema tra le sue braccia, ma lui… “ho appena chiuso una storia importante, non ho voglia di legarmi, ho bisogno di tempo per me”. Ma allora, perché ci hai provato?
La cosa va avanti per mesi, con un tira e molla in cui io aspettavo di capire cosa L’AMICONE volesse fare, mentre lui non si risparmiava qualche scappatella con ragazze random dell’università. Ovviamente, se provavo io a guardare un altro ragazzo, apriti cielo!

Morale della favola: dopo quasi un anno di “relazione”, faccio mente locale e mi si apre un mondo. Capisco non solo che quella persona non faceva per me e che il mio legame per lui era nato solo per un mio periodo di smarrimento, ma anche che, ai miei occhi, era caduto infinitamente come uomo. Non solo non era più papabile come ragazzo, ma neanche come amico. La cosa divertente, ovviamente, è che quando ho deciso IO di mettere il punto alla storia, lui si è messo a tampinarmi per mesi perché mi rivoleva indietro ed era geloso di vedermi parlare con altri uomini e tante altre banalità del genere.

Take-home message

  • L’umiliazione che si prova ad essere presi in giro (soprattutto se a farlo sono persone a te vicina) è immensa e difficile da dimenticare. Ma è un ottimo spunto per evitare di ripetere lo stesso errore.
  • Se una persona è veramente interessata a te, non gli servirà “tempo per stare da sola”. O, nel raro caso in cui davvero ne abbia bisogno, sicuramente non passerà il suo tempo baciando/sentendo/rincorrendo qualcun altro!
  • Negare l’evidenza è uno spreco di tempo: è inutile che si giustifichi a parole, se non dimostra di tenerci con i fatti e continuare a giustificarlo e a sperare in lui è solo autolesionismo. Un inutile spreco di energie. Prima si capisce cosa davvero vuole la persona di fronte a noi, prima la si può mandare a quel paese (ovviamente, se serve).

2 – IL DONNAIOLO

Liberatami finalmente dalle pesanti catene della situazione che vi ho appena narrato, ho tutta l’intenzione di riprendere le redini della mia vita e di rimettermi in campo come ragazza più sicura di sé e delle proprie possibilità. Ah già, perché stavo dimenticando di dirvi che “L’AMICONE”, proprio in veste del suo ruolo di amico, non si è mai trattenuto dal sottolineare le mie pecche fisiche o far battute sulle mie imperfezioni. Che simpaticone!
Fatto sta che inizio di nuovo ad uscire, a far serata con le amiche, a frequentare qualche festa universitaria… finché un tipo, il classico “amico di una mia amica”, inizia a provarci. Ma, sarò onesta, non mi ispirava fiducia: sembrava il classico donnaiolo viscido che ti punta come se fossi un premio da portare a casa. Quindi lo rifiuto una volta, due volte, tre volte. Poi, però, lui inizia ad essere sempre più presente dentro casa (perché l’amica in comune era anche la mia nuova coinquilina) e fà il lavaggio del cervello all’altra mia coinquilina, che “mi ha parlato di te, sembra così preso, dice che sei diversa da tutte le ragazze con cui è uscito” e tante altre cavolate del genere. Gira che ti rigira, però, finisco per abituarmi alla sua presenza e al suo modo di fare e, poco per volta, cedo. Ci frequentiamo più o meno per un paio di mesi, ma ogni volta che mi avvicino lui si allontana (perché, evidentemente, ottenuto il trofeo, non è più stimolato a darmi attenzioni) e quando invece mi allontano, lui riprende a fare lo splendido. La classica persona che ti vuole ai suoi piedi, ma che non vuole te nello specifico.

Morale della favola: Ho ovviamente preso le distanze da lui e, dopo una settimana, rincontrandolo, mi sono sentita anche in dovere di specificare che non volevo assolutamente avere più niente a che fare con lui. Non che gliene sia mai fregato qualcosa!

Take-home message

  • A volte la prima impressione è azzeccata, per cui è importante non dimenticarsi del proprio istinto.
  • Non importa se una persona, sotto sotto, è buona e simpaticase fuori fuori è comunque una persona di cacca!
  • Diffida sempre di chi, non sapendo come arrivare a te, cerca di farsi bello agli occhi delle tue amiche. Sono solo sotterfugi per chi, probabilmente, non ha manco intenzione di impegnarsi davvero.

Un’immagine che mette i brividi… quindi piuttosto azzeccata!

 

3 – IL RAGAZZO APPARSO ALL’IMPROVVISO

Per mesi e mesi sto da sola. In fondo, c’ero sempre stata, prima di arrivare all’università, risparmiandomi un sacco di incavolature! Arriva l’estate e approfitto dell’aria condizionata della scuola per studiare, perché a casa, come spesso accade, l’ambiente non è molto favorevole. In biblioteca faccio la conoscenza di un ragazzo simpatico, tranquillo, carino… però mai visto. Si chiacchiera, ci si vede in giro ai pub e, alla fine, ci si scambia i numeri. Tutto poi evolve e crolla a una velocità allucinante: si inizia a smessaggiare, si esce un paio di volte, ci si scambia qualche bacino e poi arriva la magica chiamata del “scusa, sono ancora innamorato della mia ex”. Fine.

Morale della favola: Al rientro dalle vacanze estive scopro che il tipo aveva la fama di essere uno che ci provava con tante per non concludere mai nulla. Manco un donnaiolo, semplicemente… un chiacchierone? Non ho mai saputo se la storia della ex fosse vera, ma poco importa: sicuramente non l’ho più cercato.

Take-home message

  • Diffidare sempre di chi parla troppo della propria ex: o ce l’ha ancora in testa o sta facendo paragoni che non dovrebbe fare.
  • E’ importante non dar credito a tutto ciò che dicono gli altri… ma se non si conosce affatto una persona, fare qualche domanda preliminare in giro potrebbe risparmiare tante fregature.

4 – THE ICE MAN (alias L’UOMO GHIACCIOLO)

Passa più di un anno e io mi faccio beatamente i fatti miei. Praticamente quasi non ho più contatti con il mondo esterno ed esco pochissimo. Questo fin quando faccio amicizia con una ragazza straniera, arrivata nella mia università perché partecipante all’erasmus. Data la sua presenza, comincio a farle un po’ compagnia nelle uscite serali e, rullo di tamburi, accade qualcosa che non mi sarei mai aspettata. Il primo (e ultimo) colpo di fulmine della mia vita. Di quelli che fissi una persona per ore con la bavetta alla bocca o arrossisci da morire ogni volte che ne incontri lo sguardo. Il destino ha voluto che quel ragazzo fosse una conoscenza della mia amica straniera (che evidentemente era mille volte più socievole di me) e così, grazie anche al sostegno di lei, io e il tipo misterioso abbiamo iniziato a frequentarci. Esteticamente mi piaceva molto, ma era sempre molto distaccato. Di quelli che ti scrivono una volta ogni due giorni, a cui va bene di vedersi una volta a settimana… mentre io, un po’ per indole, un po’ perché ero attratta come una zanzara dalla luce, ero “on fire”.

Morale della favola: Ci siamo frequentati per circa un paio di mesi, vedendoci comunque pochissimo. Lui diceva di essere interessato e giustificava il suo distacco dicendo che, oltre ad essere un po’ freddo di carattere, non voleva legarsi troppo, perché era incerto se partire per andare a studiare/lavorare all’estero (in un posticino abbastanza lontano). Io, però, ero stanca di vivere nell’incertezza e nel gelo invernale (nonostante fosse estate e facessero 40°), per cui ho deciso di chiudere.

Take-home message

  • Puoi essere immensamente attratto da una persona, ma se i vostri caratteri sono totalmente opposti (e assolutamente impossibili da conciliare) difficilmente la storia andrà a buon fine. E, decisamente, le persone troppo fredde non fanno per me.
  • Sono sempre più convinta che, in determinate situazioni, o decidi di metterti in gioco o rimani a guardare. Fare un passo verso l’altra persona, senza essere sicuro di volerla raggiungere, è inutile: non si può avere una relazione a metà.

Affondata dal ghiaccio… come il Titanic! [paragoni brutti]

5 – IL TIPO “IO VORREI… NON VORREI… MA SE VUOI”

Mentre mi stavo sentendo con L’uomo ghiacciolo, si fa avanti un ragazzo che conosco, che mi chiede di uscire. Ma io non sono proprio una che mette il piede in due scarpe, quindi, molto candidamente, gli dico che mi sto già sentendo con qualcun altro. Passato però ilmomento Ice Man”, qualche tempo dopo, lo rivedo e, sta volta, opto per proporgli io di prendere un caffè (in fondo, chi lo ha detto che le donne devono solo aspettare, no?). Lui accetta, ci diamo appuntamento e, all’ultimo, si tira indietro, apparentemente per via di imprevisti. Però passano i giorni e non si fa vivo. Nel mentre, perdo il cellulare e sono quindi costretta a tornare al precedente dispositivo, decisamente poco performante e senza whatsapp. E, ovviamente, per tre settimane, nessuna traccia del suddetto personaggio, se non una domandina remota lasciata su una chat di WA (riemersa una volta recuperato un nuovo smartphone). Quanto può essere interessata una persona che, resasi conto che non ti connetti da due settimane, manco cerca di mandarti un messaggio normale?

Morale della favola: rispondo al suo remoto messaggio whatsapp e lui, molto incerto, mi lascia intendere che devo decidere io se vederci o meno. Ovviamente, dato il suo immenso interessamento, decido che non è il caso. Tre settimane dopo, lui cambia la sua immagine di profilo per mette una foto con la sua nuova ragazza, dove si sbaciucchiano. Che teneri!

Take-home message

  • Diffida sempre di chi a tratti vuole, a tratti non sa, poi trova scuse: molto probabilmente la verità è che non gli piaci abbastanza. O che sta già tastando il terreno altrove…
  • Certi treni passano una sola volta e il tempismo, in queste cose, è molto più importante di quel che normalmente si pensi.

6 – L’UOMO DAI MILLE HOBBY

Passano altri mesi e, per via di amicizie in comune, riprendo a frequentare lo stesso gruppo che frequentavo a 16 anni. In questo gruppo c’è anche un ragazzo a cui ero molto affezionata e che, a suo tempo, si era preso una bella cotta per me. Sarà per il tempo passato, sarà per le esperienze fatte (nel mio caso abbastanza spiacevoli e inconcludenti), ma il rapporto tra di noi cambia e iniziamo a frequentarci. In breve tempo ufficializziamo la cosa e ci fidanziamo. Lo presento anche in famiglia, perché tutto sembra procedere tranquillo. E così rimane, per qualche mese. Poi però abbiamo una bella discussione. E poi altre. E ogni volta tocca a me fare un passo in avanti per far pace. E sono anche quella che cerca di passare più tempo insieme, anche a costo di fare i salti mortali. E sono anche quella che, se c’è qualcosa che non va, cerca un confronto o, se ha dei pensieri, un consiglio. Però, evidentemente, è un mio problema. Perché sono io che me la prendo sempre per tutto, che dò sempre troppa importanza alle cose e alle persone. E più il tempo passa, più mi rendo conto che, in un certo senso, è così. Perché io dò molta importanza alle persone, cosa che lui, invece, evidentemente non è abituato a fare. In un anno e qualche mese finisco per spegnermi del tutto, per iniziare a distaccarmi e a non fidarmi più di questa persona che non si rende conto di quanto impegno io metta nella nostra storia, mentre lui è solo preso dai suoi gruppi, dai suoi impegni, dai suoi hobby… che sembrano venire sempre e comunque prima di me.

Morale della favola: A inizio estate ho detto al mio ragazzo che le cose non andavano più e che i miei sentimenti erano cambiati. Poi ho aspettato qualche mese, per essere sicura di valutare bene la situazione (“non si buttano un anno e mezzo di relazione”, ho pensato) e per vedere se qualcosa cambiava. Ma, ovviamente, lui non ha detto nè fatto niente. “Pensavo si fosse risolto da solo” ha detto quando l’ho lasciato. Il che non ha fatto che confermare che stavo facendo la scelta giusta.

Take-home message

  • Una persona apparentemente tranquilla e posata a volte si dimostra tale solo perché non viene toccata da nulla.
  • Quando in una relazione fai tutto da sola, c’è qualcosa che non va.
  • La comunicazione è sempre importante. Se dall’altra parte qualcuno risponde sempre controvoglia, a mezza bocca e con aria di sufficienza, forse è il caso di lasciarlo ai propri interessi (del quale, evidentemente, non si fa parte).

Questo è quanto. Ho fatto un bel resoconto delle mie sbandate e di tutte le volte che sono caduta, per poi rialzarmi. Spero davvero che questo post non sia risultato pesante, perché non volevo assolutamente tediarvi, e spero di avervi fornito qualche spunto di riflessione o di avervi fatto sorridere.

Se c’è qualche mia disavventura che vi è rimasta impressa o qualche altra lezione che avreste estrapolato dai suddetti contesti, non esitate a dirmelo! Ovviamente sono pronta ad ascoltare qualsiasi vostra esperienza vogliate condividere.

A presto,

Iya&Ceres