…I'll also show you a sweet dream next night…

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Anonymous Noise – Anonymous Anime? [FlashPost]

Avendo, in queste settimane, poco tempo a disposizione, ho deciso di dedicarmi alla visione di qualcosa di breve e leggero. Mi sono ricordata che, qualche tempo fa, bazzicando su YouTube, avevo incrociato il canale della Yamato Video e mi era caduto l’occhio su un anime sentimentale, di soli 12 episodi, che parlava anche di canto. Mi sono quindi data alla visione di Anonymous Noise.

Trama

Nino Arisugawa canta da quando era piccola. La sua voce, molto particolare, in passato l’ha fatta legare molto con due ragazzi, con cui, però, ha totalmente perso i contatti: Momo, il suo primo amore, e Yuzu, un suo amico. Entrambi, prima di sparire, gli dissero che l’avrebbero ritrovata grazie alla sua voce, per questo, Nino, non ha mai smesso di cantare. Arrivata alle superiori, tuttavia, le cose iniziano a prendere una nuova piega.

Commento

In generale posso dire che quest’anime non mi sia dispiaciuto, anzi: nonostante la sua brevità mi ha abbastanza coinvolta e incuriosita. Ci sono momenti piuttosto divertenti, altri più emotivi, lo stile musicale/visivo del gruppo in cui Nino entra è molto accattivante e mi sono di sicuro immedesimata nella protagonista, soprattutto per via della passione per il canto. Anche se la voce di Nino non è perfetta (anzi, a volte sembra quasi stonata), lei canta con tutta l’energia che ha, quasi per svuotarsi dei propri sentimenti. Tutto questo l’ho trovato, anche se tecnicamente a volte spiacevole, molto bello e… abbastanza familiare!
Tuttavia, credo che questo anime abbia qualche difettuccio da mensionare:

  • Nonostante i personaggi non siano fastidiosi in sè (anzi, nel complesso li ho trovati tutti piuttosto piacevoli), a volte sembrano un filino ripetitivi. Nino, ad esempio, lotta per inseguire il suo sogno di rincontrare Momo e Yuzu e ha una grande determinazione… tuttavia non perde occasione di farsi demoralizzare, per poi riprendersi, per poi farsi buttar giù da cose meno rilevanti di quelle di prima. Ok essere sensibili, ma a volte risulta quasi instabile, soprattutto per un personaggio che ha avuto la forza e il coraggio di continuare a cercare i suoi amici PER SEI ANNI, cantando OGNI GIORNO nel loro punto di incontro. Insomma, alla fine certi suoi comportamenti, così come alcuni di Momo e Yuzu, sembrano essere ripetuti a vuoto, tanto da rovinare l’equilibrio dei personaggi stessi.
  • Il finale non è aperto, è percepibilmente incompleto. Chi segue gli anime  è abituato a non avere dei veri e propri finali, quando i relativi manga sono ancora in corso, ma, di solito, se non si è certi di proseguire, non si termina l’opera lasciandola così dolorosamente aperta. In Anonymous Noise, invece, tutto è un crescendo verso l’ultimo episodio, che non è in grado di alleviare la curiosità dello spettatore. Soprattutto nel vedere Nino ancora così incerta, si rimane un po’ con l’amaro in bocca.
  • Il triangolo amoroso è interessante e non si sa se tifare per Yuzu o per Momo. Questo, per lo meno, all’inizio, quando ancora si parla del fantastico Momo-bambino, quello che trattava Nino come la cosa per lui più preziosa nel mondo. Invece, più si avanzava con gli episodi, più soffrivo a vedere Yuzu farsi in 600 per l’amica e non riuscire a farsi, a tratti, quasi notare quanto avrebbe dovuto. Capisco sia la sua posizione che quella di Nino, ma non vedere evolvere nemmeno un po’ il loro rapporto (salvo rare eccezioni) è stato un peccato.

    Yuzu che asciuga, nuovamente, le lacrime di Nino.

  • Stiamo parlando di un anime in 2D, quindi, secondo voi, che senso ha mettere qualche scena computerizzata con lo scopo di rendere, durante i live, l’effetto 3D? Vi rispondo io: non ha senso. Soprattutto se l’effetto è orribile, i movimenti dei personaggi sono legnosi, le immagini ripetute tali e quali per più volte e si alternano a sprazzi a disegni normalissimi.

Queste sono solo alcuni degli aspetti di Anonymous Noise, un anime con dell’ottimo potenziale, che probabilmente non brillerà per perfezione, ma che comunque potrebbe meritare la vostra attenzione, se siete interessanti a una storia che parla d’amore, d’amicizia, di sacrifici e di canto.

Come sempre, vi posto l’opening, per darvi un po’ l’idea dei disegni e dello stile dell’opera:

 

Se avete visto quest’opera, fatemi sapere come vi è sembrata e se siete daccordo con i punti che ho evidenziato. Vi piace la voce di Nino? Tifate per Momo o Yuzu?

A presto,

Iya&Ceres

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EX-perienze e lezioni di vita

A volte, chiacchierando con persone nuove, parlando con amici di vecchia data che non si vedono da un po’ o condividendo memorie dei tempi passati, emerge il dolente argomento “EX.

Per la serie “cioè, cava, non puoi capive la soffevenza a stave con un esseve del geneve” e cose allegre di questo tipo. E… anche a me, sarò onesta, capita spesso di fare pensieri del genere. Soprattutto perché, aimè, le mie esperienze “amorose” non sono state proprio una pacchia. Tuttavia, se sono qui oggi a parlarvene, non è per lamentarmi di quanto è stato, ma per esaminare le mie esperienze in maniera più propositiva. Come si suol dire, “ciò che non ti uccide, ti rende più forte”, quindi volevo condividere con voi gli insegnamenti che ogni storia passata mi ha lasciato.

Certo… non ho comunque intenzione di trattenermi dal fare dell’ironia!

L’INIZIO

Due premesse mi sembrano doverose prima di iniziarvi a elencare le “fantastiche” avventure che hanno interessato la mia esistenza.
La prima è che nella mia categoria “Ex” non ricadono solo i fidanzamenti ufficiali, ma anche storie più superficiali o, come alcuni amano definirle, le “storiacce”.
Non che io abbia mai intenzionalmente iniziato avventure poco serie… ma ho finito inevitabilmente per rimanere coinvolta in situazioni del genere.
La seconda è che tutto ciò che sto per raccontarvi ha inizio con la mia vita universitaria. Perché, prima di addentrarmi nell’universo universitario, ero ancora in attesa della persona giusta… ma poi il vivere da sola, la spinta data dalla società, le voci delle amiche che “scarti troppo grasso” o “dagli una possibilità”… diciamo che ho finito per farmi trascinare a fondo da situazioni che prima avrei volentieri evitato. Mannaggia a me e a quando mi lascio trasportare!

 

1 – L’AMICONE DEL CUORE

Tutto ha inizio con una me stessa un po’ fragile: appena lasciata casa, non ammessa per un pelo all’università desiderata, scopro di avere qualche problemino di salute e subentrano altre mille cose destabilizzanti a incasinarmi la vita. A tenermi un po’ a galla sono i miei due coinquilini, amici di vecchia data, che adoro. Uno dei due, in particolare, è il mio super-confidente, di quelli con cui parli di tutto senza problemi, con cui condividi tutto e con cui ti scambi consigli. Una bella relazione in fondo… finchè lui non si lascia con la ragazza storica e tenta l’approccio. Inutile dire che succede il finimondo, perché io, guidata soprattutto dal fatto che era una delle poche figure stabili della mia vita, cado come una scema tra le sue braccia, ma lui… “ho appena chiuso una storia importante, non ho voglia di legarmi, ho bisogno di tempo per me”. Ma allora, perché ci hai provato?
La cosa va avanti per mesi, con un tira e molla in cui io aspettavo di capire cosa L’AMICONE volesse fare, mentre lui non si risparmiava qualche scappatella con ragazze random dell’università. Ovviamente, se provavo io a guardare un altro ragazzo, apriti cielo!

Morale della favola: dopo quasi un anno di “relazione”, faccio mente locale e mi si apre un mondo. Capisco non solo che quella persona non faceva per me e che il mio legame per lui era nato solo per un mio periodo di smarrimento, ma anche che, ai miei occhi, era caduto infinitamente come uomo. Non solo non era più papabile come ragazzo, ma neanche come amico. La cosa divertente, ovviamente, è che quando ho deciso IO di mettere il punto alla storia, lui si è messo a tampinarmi per mesi perché mi rivoleva indietro ed era geloso di vedermi parlare con altri uomini e tante altre banalità del genere.

Take-home message

  • L’umiliazione che si prova ad essere presi in giro (soprattutto se a farlo sono persone a te vicina) è immensa e difficile da dimenticare. Ma è un ottimo spunto per evitare di ripetere lo stesso errore.
  • Se una persona è veramente interessata a te, non gli servirà “tempo per stare da sola”. O, nel raro caso in cui davvero ne abbia bisogno, sicuramente non passerà il suo tempo baciando/sentendo/rincorrendo qualcun altro!
  • Negare l’evidenza è uno spreco di tempo: è inutile che si giustifichi a parole, se non dimostra di tenerci con i fatti e continuare a giustificarlo e a sperare in lui è solo autolesionismo. Un inutile spreco di energie. Prima si capisce cosa davvero vuole la persona di fronte a noi, prima la si può mandare a quel paese (ovviamente, se serve).

2 – IL DONNAIOLO

Liberatami finalmente dalle pesanti catene della situazione che vi ho appena narrato, ho tutta l’intenzione di riprendere le redini della mia vita e di rimettermi in campo come ragazza più sicura di sé e delle proprie possibilità. Ah già, perché stavo dimenticando di dirvi che “L’AMICONE”, proprio in veste del suo ruolo di amico, non si è mai trattenuto dal sottolineare le mie pecche fisiche o far battute sulle mie imperfezioni. Che simpaticone!
Fatto sta che inizio di nuovo ad uscire, a far serata con le amiche, a frequentare qualche festa universitaria… finché un tipo, il classico “amico di una mia amica”, inizia a provarci. Ma, sarò onesta, non mi ispirava fiducia: sembrava il classico donnaiolo viscido che ti punta come se fossi un premio da portare a casa. Quindi lo rifiuto una volta, due volte, tre volte. Poi, però, lui inizia ad essere sempre più presente dentro casa (perché l’amica in comune era anche la mia nuova coinquilina) e fà il lavaggio del cervello all’altra mia coinquilina, che “mi ha parlato di te, sembra così preso, dice che sei diversa da tutte le ragazze con cui è uscito” e tante altre cavolate del genere. Gira che ti rigira, però, finisco per abituarmi alla sua presenza e al suo modo di fare e, poco per volta, cedo. Ci frequentiamo più o meno per un paio di mesi, ma ogni volta che mi avvicino lui si allontana (perché, evidentemente, ottenuto il trofeo, non è più stimolato a darmi attenzioni) e quando invece mi allontano, lui riprende a fare lo splendido. La classica persona che ti vuole ai suoi piedi, ma che non vuole te nello specifico.

Morale della favola: Ho ovviamente preso le distanze da lui e, dopo una settimana, rincontrandolo, mi sono sentita anche in dovere di specificare che non volevo assolutamente avere più niente a che fare con lui. Non che gliene sia mai fregato qualcosa!

Take-home message

  • A volte la prima impressione è azzeccata, per cui è importante non dimenticarsi del proprio istinto.
  • Non importa se una persona, sotto sotto, è buona e simpaticase fuori fuori è comunque una persona di cacca!
  • Diffida sempre di chi, non sapendo come arrivare a te, cerca di farsi bello agli occhi delle tue amiche. Sono solo sotterfugi per chi, probabilmente, non ha manco intenzione di impegnarsi davvero.

Un’immagine che mette i brividi… quindi piuttosto azzeccata!

 

3 – IL RAGAZZO APPARSO ALL’IMPROVVISO

Per mesi e mesi sto da sola. In fondo, c’ero sempre stata, prima di arrivare all’università, risparmiandomi un sacco di incavolature! Arriva l’estate e approfitto dell’aria condizionata della scuola per studiare, perché a casa, come spesso accade, l’ambiente non è molto favorevole. In biblioteca faccio la conoscenza di un ragazzo simpatico, tranquillo, carino… però mai visto. Si chiacchiera, ci si vede in giro ai pub e, alla fine, ci si scambia i numeri. Tutto poi evolve e crolla a una velocità allucinante: si inizia a smessaggiare, si esce un paio di volte, ci si scambia qualche bacino e poi arriva la magica chiamata del “scusa, sono ancora innamorato della mia ex”. Fine.

Morale della favola: Al rientro dalle vacanze estive scopro che il tipo aveva la fama di essere uno che ci provava con tante per non concludere mai nulla. Manco un donnaiolo, semplicemente… un chiacchierone? Non ho mai saputo se la storia della ex fosse vera, ma poco importa: sicuramente non l’ho più cercato.

Take-home message

  • Diffidare sempre di chi parla troppo della propria ex: o ce l’ha ancora in testa o sta facendo paragoni che non dovrebbe fare.
  • E’ importante non dar credito a tutto ciò che dicono gli altri… ma se non si conosce affatto una persona, fare qualche domanda preliminare in giro potrebbe risparmiare tante fregature.

4 – THE ICE MAN (alias L’UOMO GHIACCIOLO)

Passa più di un anno e io mi faccio beatamente i fatti miei. Praticamente quasi non ho più contatti con il mondo esterno ed esco pochissimo. Questo fin quando faccio amicizia con una ragazza straniera, arrivata nella mia università perché partecipante all’erasmus. Data la sua presenza, comincio a farle un po’ compagnia nelle uscite serali e, rullo di tamburi, accade qualcosa che non mi sarei mai aspettata. Il primo (e ultimo) colpo di fulmine della mia vita. Di quelli che fissi una persona per ore con la bavetta alla bocca o arrossisci da morire ogni volte che ne incontri lo sguardo. Il destino ha voluto che quel ragazzo fosse una conoscenza della mia amica straniera (che evidentemente era mille volte più socievole di me) e così, grazie anche al sostegno di lei, io e il tipo misterioso abbiamo iniziato a frequentarci. Esteticamente mi piaceva molto, ma era sempre molto distaccato. Di quelli che ti scrivono una volta ogni due giorni, a cui va bene di vedersi una volta a settimana… mentre io, un po’ per indole, un po’ perché ero attratta come una zanzara dalla luce, ero “on fire”.

Morale della favola: Ci siamo frequentati per circa un paio di mesi, vedendoci comunque pochissimo. Lui diceva di essere interessato e giustificava il suo distacco dicendo che, oltre ad essere un po’ freddo di carattere, non voleva legarsi troppo, perché era incerto se partire per andare a studiare/lavorare all’estero (in un posticino abbastanza lontano). Io, però, ero stanca di vivere nell’incertezza e nel gelo invernale (nonostante fosse estate e facessero 40°), per cui ho deciso di chiudere.

Take-home message

  • Puoi essere immensamente attratto da una persona, ma se i vostri caratteri sono totalmente opposti (e assolutamente impossibili da conciliare) difficilmente la storia andrà a buon fine. E, decisamente, le persone troppo fredde non fanno per me.
  • Sono sempre più convinta che, in determinate situazioni, o decidi di metterti in gioco o rimani a guardare. Fare un passo verso l’altra persona, senza essere sicuro di volerla raggiungere, è inutile: non si può avere una relazione a metà.

Affondata dal ghiaccio… come il Titanic! [paragoni brutti]

5 – IL TIPO “IO VORREI… NON VORREI… MA SE VUOI”

Mentre mi stavo sentendo con L’uomo ghiacciolo, si fa avanti un ragazzo che conosco, che mi chiede di uscire. Ma io non sono proprio una che mette il piede in due scarpe, quindi, molto candidamente, gli dico che mi sto già sentendo con qualcun altro. Passato però ilmomento Ice Man”, qualche tempo dopo, lo rivedo e, sta volta, opto per proporgli io di prendere un caffè (in fondo, chi lo ha detto che le donne devono solo aspettare, no?). Lui accetta, ci diamo appuntamento e, all’ultimo, si tira indietro, apparentemente per via di imprevisti. Però passano i giorni e non si fa vivo. Nel mentre, perdo il cellulare e sono quindi costretta a tornare al precedente dispositivo, decisamente poco performante e senza whatsapp. E, ovviamente, per tre settimane, nessuna traccia del suddetto personaggio, se non una domandina remota lasciata su una chat di WA (riemersa una volta recuperato un nuovo smartphone). Quanto può essere interessata una persona che, resasi conto che non ti connetti da due settimane, manco cerca di mandarti un messaggio normale?

Morale della favola: rispondo al suo remoto messaggio whatsapp e lui, molto incerto, mi lascia intendere che devo decidere io se vederci o meno. Ovviamente, dato il suo immenso interessamento, decido che non è il caso. Tre settimane dopo, lui cambia la sua immagine di profilo per mette una foto con la sua nuova ragazza, dove si sbaciucchiano. Che teneri!

Take-home message

  • Diffida sempre di chi a tratti vuole, a tratti non sa, poi trova scuse: molto probabilmente la verità è che non gli piaci abbastanza. O che sta già tastando il terreno altrove…
  • Certi treni passano una sola volta e il tempismo, in queste cose, è molto più importante di quel che normalmente si pensi.

6 – L’UOMO DAI MILLE HOBBY

Passano altri mesi e, per via di amicizie in comune, riprendo a frequentare lo stesso gruppo che frequentavo a 16 anni. In questo gruppo c’è anche un ragazzo a cui ero molto affezionata e che, a suo tempo, si era preso una bella cotta per me. Sarà per il tempo passato, sarà per le esperienze fatte (nel mio caso abbastanza spiacevoli e inconcludenti), ma il rapporto tra di noi cambia e iniziamo a frequentarci. In breve tempo ufficializziamo la cosa e ci fidanziamo. Lo presento anche in famiglia, perché tutto sembra procedere tranquillo. E così rimane, per qualche mese. Poi però abbiamo una bella discussione. E poi altre. E ogni volta tocca a me fare un passo in avanti per far pace. E sono anche quella che cerca di passare più tempo insieme, anche a costo di fare i salti mortali. E sono anche quella che, se c’è qualcosa che non va, cerca un confronto o, se ha dei pensieri, un consiglio. Però, evidentemente, è un mio problema. Perché sono io che me la prendo sempre per tutto, che dò sempre troppa importanza alle cose e alle persone. E più il tempo passa, più mi rendo conto che, in un certo senso, è così. Perché io dò molta importanza alle persone, cosa che lui, invece, evidentemente non è abituato a fare. In un anno e qualche mese finisco per spegnermi del tutto, per iniziare a distaccarmi e a non fidarmi più di questa persona che non si rende conto di quanto impegno io metta nella nostra storia, mentre lui è solo preso dai suoi gruppi, dai suoi impegni, dai suoi hobby… che sembrano venire sempre e comunque prima di me.

Morale della favola: A inizio estate ho detto al mio ragazzo che le cose non andavano più e che i miei sentimenti erano cambiati. Poi ho aspettato qualche mese, per essere sicura di valutare bene la situazione (“non si buttano un anno e mezzo di relazione”, ho pensato) e per vedere se qualcosa cambiava. Ma, ovviamente, lui non ha detto nè fatto niente. “Pensavo si fosse risolto da solo” ha detto quando l’ho lasciato. Il che non ha fatto che confermare che stavo facendo la scelta giusta.

Take-home message

  • Una persona apparentemente tranquilla e posata a volte si dimostra tale solo perché non viene toccata da nulla.
  • Quando in una relazione fai tutto da sola, c’è qualcosa che non va.
  • La comunicazione è sempre importante. Se dall’altra parte qualcuno risponde sempre controvoglia, a mezza bocca e con aria di sufficienza, forse è il caso di lasciarlo ai propri interessi (del quale, evidentemente, non si fa parte).

Questo è quanto. Ho fatto un bel resoconto delle mie sbandate e di tutte le volte che sono caduta, per poi rialzarmi. Spero davvero che questo post non sia risultato pesante, perché non volevo assolutamente tediarvi, e spero di avervi fornito qualche spunto di riflessione o di avervi fatto sorridere.

Se c’è qualche mia disavventura che vi è rimasta impressa o qualche altra lezione che avreste estrapolato dai suddetti contesti, non esitate a dirmelo! Ovviamente sono pronta ad ascoltare qualsiasi vostra esperienza vogliate condividere.

A presto,

Iya&Ceres


Valentine

Salvi a tutti!

Da diverso tempo volevo chiedervi: che ne pensate di San Valentino?

C’è chi non aspetta che questa ricorrenza per riempire di attenzioni il proprio partner, chi sminuisce la festa perchè non ha nessuno con cui festeggiare (alias “i rosiconi”), chi la snobba perchè troppo commerciale, chi si deprime in un angoletto affogando nel cibo e chi, semplicemente, la ignora.

Io penso che, come tante altre feste, San Valentino possa avere senso se vissuta con lo spirito giusto (come il Natale, Halloween…), quindi senza doverne per forza ignorare l’esistenza, ma allo stesso tempo senza esagerare nello spendere denaro ed energie: che i rapporti veri, come tutti sapranno, vanno alimentati quotidianamente, per tutto l’anno, e non solo in questa occasione.

E… dato che un pensierino è sempre gradito (e io mi diverto molto più a dare che a ricevere), volevo condividere con voi i due “pensierini” che ho fatto al mio partner e che, devo dire, sono stati molto apprezzati.

Il primo regalo è stato un lavorone manuale e si tratta della creazione/personalizzazione di un’agenda che il mio ragazzo ha acquistato su internet. Si era innamorato di un blocco ispirato a The Legend of Zelda (una serie di videogiochi) e, dato che necessitava di un’agenda, mi sono presa la responsabilità di trasformare le pagine bianche (anzi, gialline) del quadernino in qualcosa di più elaborato e funzionale. Siamo entrambi molto soddisfatti del risultato, anche se devo ammettere che, una volta, ero molto più abile a fare scritte… si vede che i bei tempi delle superiori sono ormai passati da un po’!

agenda-mix

Il blocco dall’esterno e alcuni dettagli del mio lavoro.

Poi, dato che “gli uomini vanno presi per la gola” (tra l’altro spero che questa frase non l’abbia coniata un boia), ho optato per cucinare qualcosa un po’ fuori dall’abitudinario, quindi… Ecco a voi le crespelle con besciamella ai funghi e formaggio, con contorno di vellutata di zucchine e patate!

cena

Lo so, non è una ricetta particolarmente complessa, ma la volevo provare da un po’ e mi sembrava abbastanza sfiziosa da essere adatta all’occasione.

Che ne dite, come me la sono cavata?

Voi come avete passato questo San Lavandino (così mi diverto a chiamarlo, sempre per sottolineare il disagio nella mia persona)? Serata da scapoli, tra amici o con la dolce metà? Siete pro o contro i festeggiamenti di questo tipo? Fatemi sapere cosa ne pensate!

A presto,

Iya&Ceres


Sailor Moon Crystal – La resurrezione di un idolo

Intro

Per il ventesimo compleanno di uno dei personaggi storici dell’animazione giapponese, la fantastica paladina della legge che veste alla marinara, Sailor Moon, la Toai Animation ha proposto un riadattamento della sua storia, con l’intenzione di creare una serie animata più fedele al fumetto originale.

E’ così che è (ri)nata la serie di Sailor Moon Crystal, rilasciata l’anno scorso nel sito internet Niconico (con tanto di sottotitoli in diverse lingue) e comprendente i primi due archi narrativi della storia. A seguire, quest’anno, la terza stagione, Bishōjo senshi Sailor Moon Crystal Season III (anche detta Infinity) è stata trasmessa, come serie televisiva, dall’emittente giapponese Tokyo MX.

Nonostante delle vocine su questa cosa mi fossero già arrivate, la mia mente non ha veramente metabolizzato il concetto fin quando, un mesetto fa, mi sono imbattuta nell’opening della prima stagione e… non ho potuto evitare di lanciarmi nella riscoperta del mio primo idolo.

Se non sono ancora riuscita a suscitare il vostro interesse, mi auguro che la sigla (che posto subito qui sotto) possa sortire su di voi lo stesso effetto che ha avuto su di me!

Prima parte: Season 1 e 2

“Io non sarò mai più la principessa di una tragedia”

Nonostante questa prima parte comprenda due distinti archi narrativi, due sono i motivi per cui vanno considerati, a mio parere, a parte rispetto alla terza stagione. Per prima cosa, non esiste una fine esatta della prima stagione: il 14° episodio della serie non solo conclude il primo arco narrativo, ma introduce l’inizio del secondo e la contiguità tra i due è dimostrata, ulteriormente, dal permanere della stessa sigla di apertura e di chiusura. Altra particolarità è legata ai disegni: mentre il character design è lo stesso nella prima parte, cambia in maniera evidente nella terza stagione, Infinity.

Fatta questa precisazione, vado a presentarvi la trama delle due serie! Non credo che ci sia ancora qualcuno all’oscuro della trama principale di questo cartone, ma per correttezza vi segnalo che la seguente parte può contenere spoiler!

Crystal titolo

Primo arco narrativo

Come in passato, il primo arco narrativo è quello che ci presenta tutti i personaggi intorno a cui ruoterà la storia. Conosciamo così Usagi Tsukino, la nostra sbadata protagonista, la cui vita cambierà drasticamente dopo l’incontro con Luna, una piccola gatta nera, con, appunto, una macchia a forma di luna sulla fronte. Usagi scopre di essere la reincarnazione di una guerriera della luna, Sailor Moon, e che deve difendere il mondo da uno sconosciuto nemico, insieme all’aiuto delle sue compagne. Una dopo l’altra, puntata dopo puntata, alla dolce protagonista di uniscono le altre Sailor: Mercury, Mars, Jupiter e Venus. Intanto fa la sua comparsa anche un’altra figura, Taxedo Kamen, di cui la stessa Luna non conosce l’identità.
Sarà un amico o un nemico? Per cosa combatte? Riusciranno le nostre neo-eroine a recuperare i ricordi del loro passato e ad affrontare il male che minaccia l’amata Terra?

Secondo arco narrativo

Dopo aver riportato la pace sulla Terra, Usagi spera di potersi dedicare, finalmente, all’ amato Mamo-chan, ma… all’improvviso, dal cielo, piove una bambina dai capelli rosa, che sostiene di essere Usagi Tsukino e che sembra volersi impadronire del Cristallo d’argento illusorio della nostra paladina. Mentre le Sailor cercano di capire da dove venga Chibiusa [che non è un nome a sé, come venne tradotto da noi, ma che significa Chibi-Usagi, ovvero piccola Usagi!] un nuovo gruppo di loschi individui minaccia la Terra. Riusciranno le Sailor a far fronte anche a questo nemico?

Crystal intermezzo 1

Sailor Moon Crystal – Infinity (Season 3)

“Radunate i tre talismani. La luce a cui condurranno segnerà l’inizio della rovina”

Sembra regnare finalmente la pace sul pianeta Terra, ma Usagi vive nella perenne sensazione che le tutto muterà di nuovo. In poco tempo iniziano a verificarsi strani eventi intorno alla prestigiosa accademia Mugen e le Sailor e Tuxedo Kamen iniziano a fare strani sogni. Quando sono ormai convinti che stia arrivando un nuovo male, a sconvolgerli ulteriormente è la comparsa di tre nuove Sailor, che sostengono di non essere loro alleate.
Chi è veramente il nemico che minaccia la Terra? Quale è il vero obiettivo delle Sailor apparse?

Crystal intermezzo 2

Infinity VS le prime due stagioni

La prima cosa su cui cade l’occhio confrontando la prima parte dell’anime e la terza stagione è, come già anticipato, l’evidente cambio nello stile del disegno. Soprattutto la fisionomia dei personaggi esce migliorata nella stagione Infinity: i corpi sono anatomicamente più corretti e i disegni, in generale, sono più curati. Tuttavia, io e mia sorella (che abbiamo affrontato la visione di Sailor Moon Crystal insieme) siamo piuttosto d’accordo che per alcuni dei protagonisti queste variazioni sono state fortemente positive mentre per altri un po’ meno. A prescindere dai gusti personali, anche se ho apprezzato lo stile delle prime due stagioni, non posso che dare ragione a mia sorella quando sostiene che la testa di Usagi aveva delle dimensioni e delle proporzioni fortemente sballate; ma allo stesso modo siamo entrambe convinte che il personaggio di Mamoru esca fortemente penalizzato da questo cambio nel character design (ed è forse l’unico che veramente è preferibile nella versione “Crystal 1.0”).

Mamoru Chiba (confronto)

Sono l’unica a preferirlo nella prima versione? Ma soprattutto… non vi sembra ci sia qualcosa che non va nel profilo della sua testa nelle versione Infinity?

Andando, invece, a soffermarsi sui singoli personaggi e i loro ruoli, è molto piacevole, arrivati alla terza stagione, vedere riaffermarsi le quattro Sailor “classiche”, ovvero Mercury, Mars, Jupiter e Venus, che nel secondo arco narrativo sono state fiacche, deboli e di poco aiuto. In Infinity, al contrario, le ritroviamo energiche, forti, attive… finalmente di nuovo degne di stare al fianco della loro principessa.

Altro personaggio che migliora notevolmente è Chibiusa, veramente (e storicamente) odiosa nell’arco narrativo in cui viene presentata. Da prepotente, egoista e infantile, in poco tempo, la bambinetta viziata evolve e diventa una ragazzina dolce e altruista. Certo… deve aver lavorato parecchio sul suo galoppante ed esasperato complesso di Edipo!

Per il resto, poche sono le differenze da sottolineare. Potrei dire che vengono cambiate alcune trasformazioni, in particolare quelle di Sailor Moon (che è sempre in progressiva evoluzione) e Sailor Venus, ma sono dettagli poco rilevanti ai fini dell’anime.

Voglio, invece, chiudere questa confronto portando la vostra attenzione sulle sigle.
A mio parere, l’opening della terza stagione è molto meno d’effetto rispetto alla precedente “Moon Pride”, molto orecchiabile e coinvolgente. Per quanto riguarda le ending, invece, abbiamo una situazione pressoché opposta: si vede che è anche il lato musicale è stato molto curato e in Infinity ritroviamo ben tre sigle di chiusura, rispettivamente dedicate a Sailor Uranus e Sailor Neptune (episodi 1-4 e 13), a Chibiusa (episodi 5-8) e Taxedo Kamen/Mamoru (9-10). Se le ultime due non mi hanno particolarmente entusiasmata, la prima, quella dedicata all’amore delle due Sailor, è decisamente particolare e degna di essere ascoltata fino alla fine (forse anche più della lenta ending della prima parte).

Sailor Moon Crystal VS la storica Sailor Moon

Sarò totalmente onesta e diretta con voi: da piccolissima mi innamorai della vecchia Sailor Moon e delle sue compagne, delle sue trasformazioni e del suo amore… ma rivedendo il cartone qualche anno dopo ne rimasi veramente delusa. Bunny non era l’eroina che ricordavo, ma era infantile e sciocca, sempre presa in giro dalle sue acide amiche, gli episodi mi sembravano banali, vuoti e la storia fortemente diluita. Per questo, il realizzare che era uscita una nuova serie, più fedele al manga, mi ha fatto sperare che qualcosa fosse cambiato e che il mio idolo potesse tornare, in un qualche modo, ad affascinarmi e a emozionarmi.

E devo dire che, sotto molto punti di vista, la nuova Sailor Moon è riuscita in questa missione!

Mamoru e Usagi

Evolution of Usagi and Mamoru!

I personaggi di Sailor Moon Crystal sono molto meno banali, meno esagerati, meno isterici che nella vecchia serie. Usagi, in particolare modo, non è solo una Sailor che ha sotto di sé dei soldati pronti a proteggerla, ma è il cuore del gruppo. Riesce a diventare amica delle singole ragazze, a farsi posto nei loro cuori, senza bisogno di ricorrere al suo ruolo di Principessa. E’ la loro leader perché la amano e la rispettano, anche con i suoi difetti e le sue sbadatezze, non perché Luna ha dato loro dei poteri e un obiettivo da raggiungere.
Grazie al suo cuore, Usagi si avvicina all’intelligente Ami, alla bella Rei, alla forte ma romantica Makoto e alla coraggiosa Minako. Tutte ragazze speciali e uniche, ma a modo loro molto sole, che vengono travolte dal calore di una protagonista un po’ goffa, ma dolce e gentile, pronta ad accettarle per le loro particolarità.
Mi è anche piaciuto molto che Usagi sia stato in grado di “riconoscerle”, in un certo senso, anche attraverso i suoi sensi, dettaglio che ho trovato molto romantico.

Sailor Moon Crystal - Group

Altra differenza che non ho potuto ignorare, rispetto alla serie originale, è che il bel Mamoru Chiba (in passato noto come Mylord) finalmente non si limita a lanciare rose, ma cerca di trovare il suo posto nella storia, restando al fianco della sua amata. Pur non avendo grandi poteri, Mamo-chan riesce a percepire le variazioni nel suo mondo, ha delle premonizioni, ha una grande forza e il coraggio di stare al fianco delle sue amiche, incoraggiandole e sostenendole anche quando non ha modo di combattere il nemico. E’ un peccato che, nel corso dell’ultima stagione, il suo personaggio venga un po’ trascurato e messo in secondo piano… e anche che sia la persona più ipnotizzabile della storia!

Una ulteriore caratteristica che ho apprezzato è che i cattivi hanno un character design molto carino e non si servono, cosa che in passato avveniva di frequente, di sottoposti dalle forme assurde e per nulla spaventosi (che ho come l’impressione avessero l’ingrato compito di “diluire il brodo” aggiungendo episodi inutili alla serie).

Dulcis in fundo, questa nuova versione non ha molte delle grandi censure fatte in passato. Uranus e Neptune hanno una storia d’amore, non celata dietro ad ambigui rapporti di amicizia o familiari, ma relativamente alla luce del sole, tanto che, anche se non ci sono gesti ecclatanti, i due personaggi vengono, fin dall’inizio, presentati come una coppia. Allo stesso modo non vengono censurati i famosi baci di Haruka verso Usagi e, altrettanto importante, quelli tra Usagi e Mamoru (che questa volta non vengono confinati alle fantasie della ragazza). Infine, anche se non mostrato in maniera diretta, ma in modo molto dolce e soft, ci viene anche fatto capire che il rapporto tra la coppia Usagi e Mamoru diventa molto intimo e i due arrivano a manifestare fisicamente il loro amore.

Ohohoh!

Che dire… la nuova versione cerca di colmare ogni lacuna e riparare ad ogni mancanza del passato, per cui, a meno che non si sia rimasti particolarmente affezionati al profilo e allo stile del vecchio cartone, penso sia difficile non apprezzare le novità portate da questa serie!

Conclusioni

Come si sarà già intuito in diversi punti di questo post, sono rimasta molto soddisfatta da questo riadattamento di Sailor Moon e non vedo l’ora che esca anche la prossima stagione! Sicuramente è un titolo che consiglio a tutti coloro che vogliano rivalutare questo famosissimo anime o approcciarsi per la prima volta a questi coloratissimi e conosciutissimi personaggi.

Una precisazione, tuttavia, è d’obbligo: a prescindere dalle migliorie apportate, Sailor Moon Crystal rimane, in tutto e per tutto, un anime del genere Majokko (clicca qui per sapere di cosa si tratta), per cui, alla base, ci sono sempre temi shojo, appariscenti trasformazioni (anche se molto meno ripetute rispetto al passato), gonnelline svolazzanti come abiti da combattimento, tante frasi ad effetto e attacchi dai nomi fantasiosi. Il titolo è quindi fortemente consigliato solo a quanti sanno apprezzare o, quanto meno, tollerare questa tipologia di opera!

Per quanto mi riguarda, volendo dare un parere tutto mio delle tre stagioni, quella che mi è piaciuta di più è sicuramente la prima: adoro come sono stati presentati tutti i personaggi, come il gruppo si sia lentamente creato e il forte legame d’amicizia nato tra le Sailor. Poi mi è piaciuto tantissimo che non si sapesse da subito il ruolo di Taxedo Kamen, che si sia dato spazio alla sua storia e alle sue motivazioni, oltre che a quelle delle protagoniste femminili. Inoltre, con lo spirito di una quattordicenne innamorata, non ho potuto che apprezzare tutto il lato romantico e l’evoluzione nel rapporto tra Usagi e Mamoru (anche se, lo ammetto, nella terza stagione ho anche un po’ sperato in una tresca con Haruka… mi sento una bimbominkissima teen-ager!)

Ballo in maschera

Awww… che voglia di rivedere la prima serie!

D’altro canto (sempre un parere personalissimo) ho trovato che i finali di tutte e tre le stagioni fossero un tantino carenti rispetto al resto: tutte e tre gli archi narrativi sono un continuo crescendo fino al momento dello scontro finale con un nuovo, potentissimo nemico ma… al contrario che in molti shonen, forse proprio per la tipologia a impronta sentimentale dell’opera, il tutto si è sempre più o meno concluso con poca azione ma grazie a tante dolci parole e al cuore e al coraggio di Sailor Moon. E’ un male? Probabilmente no, ma questo accentua ancora di più la mia opinione sul fatto che bisogna amare il genere per poter apprezzare Sailor Moon in tutto, dall’inizio alla fine.

Una cosa molto carina che volevo dire (e poi concluderò anche questo enorme mallop-post, mannaggia a me e a quando non ho le mezze misure) e che mi ha fatto molto piacere constatare, è che, tra le Sailor principali, oltre ad essere ovviamente affezionata a Sailor Moon, da piccola avevo un debole per Makoto, non ricordo neanche perché. Bene, anche in questa nuova serie, è decisamente tra le ragazze che più mi è rimasta nel cuore e questo ritorno di fiamma (o, meglio, un nuovo “colpo di fulmine”, dato il potere di Sailor Jupiter) è stato per me la ciliegina sulla torta, che mi ha un po’ emozionata e fatto riassaporare, con un velo di nostalgia, la mia infanzia.

Makoto

Sono commossa, sigh sigh!

Spero che questo post vi abbia incuriositi o sia stato di vostro gradimento.
Se avete visto Sailor Moon Crystal fatemi assolutamente sapere cosa ne pensate, cosa vi è piaciuto (se vi è piaciuto) o cosa non è stato di vostro gradimento!

A presto,

Iya&Ceres

Crystal final

 

Ps [fuggite finchè siete in tempo]: Devo dire che, nonostante abbia adorato questa serie, un po’ di domande e perplessità mi sono rimaste…
Perché i cattivi non-cattivi della prima stagione sono gli unici che non vengono fatti resuscitare? Perché non viene approfondito il rapporto tra Makoto e il ragazzino biondo mostrato nella seconda stagione? Perché Luna, nel terzo arco narrativo, se ne sta praticamente sempre chiusa nella base segreta? E poi… se è un gatto, da dove tira fuori, ogni volta, tutti gli scettri e le penne e le spille e chi più ne ha più ne metta? Perché i nemici di Infinity si chiamano Mister Pharaon 90 e Mistress 9 (li hanno forse prodotti in serie)? Perché se Haruka è fidanzata con la bella Sailor violinista dai lunghi capelli verdi, si spomicia beatamente Sailor Moon e poi non viene spiegato nulla a riguardo? Ma soprattutto… perché Mamo-chan mette subito in secondo piano Usagi quando arriva Chibiusa, alimentando eccessivamente il complesso di Edipo più grande mai visto (dopo Edipo stesso)?

[Perdonate il delirio, ma non ho resistito! Ora potete odiarmi!]


Solo gli amanti sopravvivono

Cari lettori, salve!
Dopo una settimana di convalescenza e altrettanti giorni di cura degli altrui mali (in altre parole: ho avuto l’influenza dopo aver fatto da infermiera al mio partner ammalato), finalmente riesco a rimettere mano a questo post! Ma tranquilli, questo articolo non parla di noi!

E’ da un po’ passato San Valentino e mi auguro che ve lo siate goduto, sia che siate fidanzati, sia che siate innamorati, sia che vi siate ritagliati un piccolo momento per voi stessi (che anche un po’ di amor proprio, a volte, non guasta).
Avevo pensato di creare un post speciale per questo evento… ma anche questa volta non ci sono riuscita!
Tuttavia volevo parlarvi di questo film che ho visto di recente e tutto sommato penso possa tornare utile a quanti si sentano ancora in vena di un po’ di romanticismosenza esagerare!

Sto parlando di Solo gli amanti sopravvivono (Only Lovers Left Alive), del non tanto lontano 2013, scritto e diretto da Jim Jarmusch (che, per sottolineare la mia ignoranza, non avevo mai sentito nominare).

Only Lovers Left Alive

Trama

Adam e Eve sono due vampiri molto antichi e sopravvivono, grazie a qualche espediente, nel mondo moderno. Vivono in posti molto diversi, con stili di vita diversi, ma si amano infinitamente e si completano l’un l’altro. Durante una chiamata, Eve si rende conto della melanconia del compagnio e, nonostante lo stress legato al lungo viaggio, decide di raggiungerlo. Ad unirsi a loro, poi, ci sarà un terzo vampiro, Ava, sorella minore di Eve e personaggio molto meno equilibrato degli altri due, che causerà alla coppia qualche problema.

I personaggi

“Francamente non capisco perchè non viviate nello stesso posto: non riuscite a fare a meno l’uno dell’altra… Ad ogni modo porta il mio saluto a quella canaglia romantica con inclinazioni suicide!”

Marlowe, a Eve

I due protagonista sono ovviamente i due vampiri Eve e Adam, amanti e compagni da sempre.

Eve (Tilda Swinton) è quella più equilibrata, più in pace con se stessa e con il resto del mondo. Molto posata, dai movimenti eleganti, Eve ha uno stile e un carattere molto spirituale e, proprio per questo, ama vivere nella calma e calda Tangeri (Marocco). Ama molto il suo compagno, di cui è una colonna portante e una guida.

Eve

Adam (Tom Hiddleston) al contrario, è un’anima persa, un sognatore e un artista. Scrive musica underground, colleziona strumenti musicali e chitarre particolari e nonostante il suo forte legame con l’amata, ha un odio non indifferente per quelli che definisce zombie, gli essere umani, e per il loro comportamento, tanto da spingersi, a volte, a contemplare qualche rimedio drastico come il suicidio. Vive a Detroit, ma raramente esce, se non per andare a procurarsi un po’ di cibo.

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Accanto a questi due personaggi principali, fulcro della storia, ci sono poi altri soggetti positivi, come Christopher Marlowe (John Hurt) e Ian (Anton Yelchin).

Il primo è un amico di vecchia data della coppia, anche lui vampiro, che vive a Tangeri, sostenuto da un essere umano che lo considera come un maestro. E’ saggio e anche lui molto equilibrato, condivide con Eve le sue scorte di sangue, non più facile da reperire come un tempo.

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L’altro soggetto, Ian, è lo zombie che aiuta Adam a collezionare oggetti particolari ed è l’unico essere umano che lo sfiduciato vampiro tolleri (azzarderei quasi a dire che sono amici). E’ sempre molto gentile e disponibile, è un bravo ragazzo e ha profonda stima per il vampiro che segue (anche se, ovviamente, non ne conosce la reale natura).

Ian

A rovinare l’equilibrio della situazione, però, c’è Ava (Mia Wasikowska), poco apprezzata dagli altri vampiri per la sua capacità di portare guai. Ava, al contrario della posata protagonista è egoista, capricciosa, senza contegno e finirà per infastidire nuovamente il povero Adam, arrivando a guadagnarsi il disprezzo anche della sorella.

Ava

Commenti

Only Lovers Left Alive non è di certo un film per tutti e questo mio parere è legato indubbiamente alla sua lunghezza e alla sua lentezza: la trama è molto semplice e poco viene mostrato fisicamente, perchè tutto è volto ad enfatizzare il dilatarsi del tempo e la monotonia nella vita di questi amanti vampiri. Ai loro occhi tutto (dagli oggetti, agli avventimenti al tempo stesso) ha un peso diverso da quello dato dagli essere umani e il lento scorrere della storia non fa che metterci di fronte a questo.
Personalmente, l’ho trovato molto rilassante: avevo voglia di dedicarmi a qualcosa di non troppo adrenalinico ma di più vero (ovviamente intendo nelle tempistiche, nei gesti e nelle scene) e questo film è riuscito appieno a soddisfare il mio bisogno. Ma a chi ama grandi dichiarazioni d’amore, vampiri luccicanti o combattilmenti all’ultimo sangue consiglierei di puntare ad altro…

Gli attori, manco a dirlo, sono bravissimi.
Tilda Swinton, che non incarna l’ideale tipico della bella donna, ha però quel modo di fare e quel profilo che sono perfetti per questo ruolo: ha dei movimenti molto armonici, sembra sempre composta, superiore, quasi surreale (vi ricordo a riguardo anche la sua partecipazione ai film Constantine, nei panni dell’Arcangelo Gabriele, e Le Cronache di Narnia, in cui impersonava la strega).
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Tom Hiddleston, che è notoriamente un bell’uomo, è riuscito a incantarmi: normalmente non mi scompongo per gli attori, ma nel ruolo del musicista vampiro bello e tormentato è da togliere il fiato! Adam odia il mondo per via delle insensatezze degli esseri umani, che distruggono tutto, e in fondo come si può dargli torto?

Adam
Anche gli altri attori coprono perfettamente il loro ruolo e inevitabilmente finisci per prendere in simpatia Ian, interessarti alla figura di Marlowe e odiare la superficiale Ava.

La cosa che più mi è piaciuta del film è, ovviamente, il legame fortissimo che esiste tra i due protagonisti: Adam e Eve non si lasciano andare a scene spinte o a frasi fatte o eccessivamente enfatizzate, anzi, riescono a manifestare il loro bisogno reciproco e il loro amore con una delicatezza e una naturalità fuori dal comune, con estrema dolcezza. Ogni sfioramento, ogni contatto, ogni sguardo… il loro modo di sentirsi reciprocamente è a volta tanto intenso e tanto intimo da portarti a distogliere lo sguardo per l’imbarazzo, come fossi lì con loro.

Amanti

Altra cosa che ho molto apprezzato è che i vampiri di questo film sono potenti e veloci, ma non appaiono invincibili o perfetti, anzi, per molti aspetti sono forse più sensibili e vulnerabili degli zombie. Quasi fragili.
Affascinante anche l’interpretazione della loro alimentazione e l’effetto che il sangue su di loro: oltre a riacquisire le forze, il rosso fluido conferisce loro uno stato di rilassamento ed euforia, un po’ come fosse una droga.

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Infine, rimanendo nei lati positivi, mi pare giustissimo sottolineare la presenza di una colonna sonora particolare, dai toni molto soft, underground, orientaleggianti. Una musica avvolgente e coinvolgente, che sembra rispecchiare le personalità dei due protagonisti e che arriva, a volte, quasi a fondersi e, quindi, a fonderle.

Uno solo, dal mio punto di vista, è il difetto di quest’opera: per tutto il film ci viene mostrato questo frammento di vita di Adam ed Eve e il tormento del primo per via degli zombie, ma mai viene specificato un motivo preciso per questo suo odio, nè viene riportato esplicitamente il motivo della poca tolleranza di Adam per Ava. Cosa può mai spingere un essere eterno a desiderare la fine della sua vita, nonostante la sua amata compagna? Cosa può averlo turbato a tal punto? Perchè non riesce a farsi forza come Eve? E’ davvero solo una questione di carattere, che è andato ad enfatizzarsi nei secoli?
Vengono nominati avvenimenti accaduti anni prima, a malapena accennati, riferimenti storici a tempi passati, ma mai niente di concreto, e mano a mano che il film procede si sente un po’, forse, la mancanza di qualche riferimento più forte e tangibile, meno sfuggente. Questo può lasciare nello spettatore qualche curiosità o la voglia di un approfondimento e può sembrare una sorta di “incompletezza” dell’opera proprio perchè questa si sviluppa esclusivamente per sottolineare questo tormento e le difficoltà della particolare coppia.

Conclusioni

Come sempre non sono sicura di essere riuscita a spiegare al meglio ciò che questo film è e può offrire al pubblico. Quello che posso dire per certo è che mi è piaciuto e sono rimasta piacevolmente affascinata da tanti piccoli aspetti di quest’opera, più che della trama stessa. Consiglio la visione a un pubblico che sa tollerare film lunghi, un po’ lenti, che esulano dagli schemi comuni e che mostrano qualcosa di diverso. In questo caso specifico, una coppia di amanti vampiri, che, nella loro anormalità, sanno essere molto più dolci e molto più umani di tanti zombie.

Adam e Eve

Se avete visto Solo gli amanti sopravvivono non esitate a farmi sapere cosa ne pensate: vi è piaciuto? Lo avete trovato troppo lungo? Quale è, secondo voi, il personaggio più riuscito e più interessante?

A presto,

Iya&Ceres


Halloween Special – Una storia spaventosa: Crimson Peak

Eccoci con l’ultimo post per l’Halloween Special, dedicato a una vera e propria storia di paura.

Il titolo che ho scelto è recentissimo (credo sia ancora presente in molte sale cinematografiche) e premetto che mi é piaciuto tantissimo!

Per chi ancora non lo avesse sospettato, sto parlando di Crimson Peak, opera di Guillermo del Toro (mi piace specificarlo perchè è stato uno dei motivi che mi ha spinto a tentare la visione di un titolo del genere).

Questo film è sconsigliato a chi non ama scene violente (anche se ve ne sono poche), a chi è facilmente impressionabile, a chi teme gli spettri, i fantasmi e… le persone. Ma andiamo con ordine…

Crimson-Peak-poster

Trama

Edith è una ragazza che sogna di pubblicare il suo romanzo, ma si vede sbarrare la strada dal suo editore, che da una scrittrice donna vorrebbe storie più sentimentali. Un giorno la giovane si imbatte nel baronetto Thomas Sharpe, un inglese in cerca di investimenti per portare a compimento la macchina di sua invenzione. Tra i due nasce qualcosa, ma quando Edith si reca nella villa degli Sharpe, a Crimson Peak, si rende conto di non aver ascoltato l’avvertimento della madre, il cui spettro le fece visita da bambina, e si ritrova a fare i conti con gli spiriti legati a quel posto.

Commenti

Questo film mi è veramente piaciuto molto. Nonostante alcune scene mi inquietassero parecchio, non ho potuto staccare gli occhi dallo schermo, tanto ero presa dalla storia.
La trama è avvincente e interessante, i personaggi sono ben costruiti e l’ambientazione è magnificamente agghiacciante. Crimson Peak è splendida, elegante e fredda al contempo, terrificante in ogni suo angolo. Le immagini della neve e dell’argilla rossa che trasuda dal terreno creano l’illusione che la villa sia macchiata di sangue e non potrebbero rispecchiare meglio la storia di quel posto. Gli spettri messi in campo da Del Toro sono spaventosi, un vero incubo all’apparenza, ma hanno qualcosa da dire, da raccontare, e non si risparmiano apparizioni da pelle d’oca.
Ma una cosa va specificata: il film rispecchia quanto Edith dice del suo libro, ovvero “non è una storia di fantasmi, ma una storia con un fantasma“. Come si può intravedere fin dall’inizio, gli antagonisti di Edith non sono tra gli spettri, ma tra gli essere umani e, alla fine, a far più paura dei fantasmi sono forse le altre verità nascoste tra le mura di Crimson Peak.
Altra cosa che mi è piaciuta da morire è che l’autore lancia indizi, a volte velati, a volte occhiolini fin troppo appariscenti, ma la trama viene a galla un passo alla volta, tra colpi di scena e imprevisti cambi di rotta. Fino a 30 secondi prima sei convinto del significato di alcune parole, di alcuni gesti, poi scopri che qualcosa avevi indovinato, ma che la realtà è ancor più agghiacciante.

Se non lo avete ancora visto, dovete assolutamente fare una prova e dirmi cosa ne pensate! Io, da parte mia, sarei felice di poterlo rivedere, anche se… speravo in un finale leggermente diverso… giusto per un piccolo particolare…

Spero di essere riuscita ad intrattenervi con questo special, vi auguro una buona serata e un halloween da brividi!

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PumpkinA presto,

Iya&Ceres