…I'll also show you a sweet dream next night…

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Addio Fottuti Musi Verdi – The Jackal (Flash Post)

Lo scorso fine settimana sono andata a vedere un film che aspettavo con ansia da mesi: Addio Fottuti Musi Verdi (AFMV) dei The Jackal, gruppo di Youtuber che seguo da diverso tempo e che fanno dei video (comici, in genere) che adoro. Non potevo, quindi, mancare all’appuntamento con questa loro nuova opera, sta volta sul grande schermo, che, non vi nego, temevo potesse un po’ deludermi, non tanto per la tipologia o per la trama, quanto perchè non è sempre facile mantenere un buon ritmo e un buon livello di comicità per un lungo periodo, soprattutto se si è abituati a fare video della durata di qualche minuto.
E invece i The Jackal sono riusciti a stupirmi ancora una volta!

Come si può facilmente dedurre dal trailer, il film è una commedia dai toni fantascientifici, in cui si ironizza sull’impossibità per i giovani di oggi di trovare un lavoro serio, anche quando si è super-qualificati.

Nonostante la trama sia molto semplice, il film non risulta noioso e scorre molto bene. C’è un buon equilibrio tra la parte d’azione/evoluzione della trama e la componente comica e il tutto è condito da una buona recitazione e da tanta bella musica.

Il film fa sorridere su una situazione che, purtroppo, in Italia è molto sentita e fa ridere senza mai cadere nel volgare, estraniandosi dalla comicità italiana stile cinepanettoni (cosa che per me è un grandissimo punto di forza).

Probabilmente non si può parlare di capolavoro, ma l’ho trovato un prodotto veramente piacevole, che ha fatto ridere tutte le persone in sala e volevo consigliarvelo finchè è ancora im programmazione, non solo perchè credo valga la pena recuperarlo, ma anche perchè trovo giusto incoraggiare i tentativi che si stanno facendo, in questi ultimi anni, di allontanarsi dai vecchi schemi cinematografici italiani, che hanno (cosa che sento dire spesso) stancato molti spettatori.
Infine i The Jackal sanno il fatto loro e penso meritino di essere premiati per aver tentato questo salto, creando qualcosa di buono. A chi non li conoscesse, consiglio ovviamente anche un salto sui loro canali YouTube!

Fatemi sapere se lo avete visto e se vi è piaciuto, o in generale se gradite questo tipo di prodotto.

A presto,

Iya&Ceres

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Lucca Comics&Games 2017 – Parte 2: acquisti e cose belle

Eccomi tornata, come promesso, con la seconda parte del post sul Lucca Comics&Games di quest’anno, ovvero quella dedicata agli acquisti. Come al solito, parte delle cose che ho preso erano per la mia famiglia, ma devo dire che anche quest’anno non mi sono fatta mancare degli oggettini interessanti (per lo meno, per i miei gusti).

Inizierei con quello che è stato il primo acquisto in assoluto e di cui vi ho già accennato nel precedente post, affermando di aver cominciato da un oggetto piuttosto ingombrante. Ebbene, quest’anno a Lucca c’era un intero stand, di fronte a quello della Dynit, dedicato a Your Name. Dato che è stato il primo film d’animazione giapponese che abbiamo visto insieme, Darling ha deciso di regalarmi il dvd per il nostro primo anniversario e, visto che acquistando il film avevi diritto al 15% di sconto sul resto… abbiamo deciso di portarci a casa un bel quadretto, con tanto di cornice.

Sempre nel Padiglione Napoleone, ma il giorno dopo, ho acquistato un altro oggettino voluminoso ma questa volta decisamente leggero e flessibile, ovvero il calendario di una tipa che conosco per le sue vignette comiche molto simpatiche: Sarah Andersen. Sfogliandolo ho visto che era molto colorato e lo stile mi piaceva un sacco, quindi… mio! Anche se, devo ammetterlo, anche l’agendina era super super carina. Peccato io ne abbia comprate già fino al 2019!

(immagine del repertorio, presa dal web)

Veniamo poi agli acquisti fatti al Games. Ero partita con l’idea di comprare dei dadi da D&D per mia sorella e, visto che ne ho trovate di carine, ho preso anche delle custodie in stoffa per i dadi di entrambe. Certo, devo ammettere che i contenitori in pelle di camoscio con incise le parole in elfico avevano un fascino tutto loro… ma dato che costavano 20€ l’uno, ho deciso che non era il caso.

Sempre nello stesso padiglione, siamo stati fermati da un simpatico ragazzo che ci ha spiegato il funzionamento del gioco da tavolo ispirato ai concerti Rock che lui stesso aveva creato. Il suo modo di fare mi ha decisamente convinta che meritava una chance e ho deciso di spendere 12€ (prezzo di fiera) per ripagare il suo lavoro. Anche se, devo dire, nonostante l’idea fosse brillante, lo abbiamo provato una sola volta e non siamo ancora entrati proprio bene nell’ottica del gioco (le spiegazioni non sono del tutto chiare, ma il ragazzo è stato così gentile da invitarci a contattarlo per qualsiasi dubbio).

Infine, l’ultimo acquisto del Games, sono state le classiche spilline, che prendo ogni anno dallo stesso rivenditore (e considerando che ogni anno ne propongono di nuove e bellissime, non credo che smetterò di accaparrarmele). Ovviamente le adoro tutte, ma ho volentieri ceduto le prime due in alto alla mia nipotina, così da fargliele mettere nello zainetto dell’asilo. Quella in basso a destra, invece, è identica a quella dell’anno scorso, perchè purtroppo l’avevo persa.

Rimanendo in tema “nipote“, per lei ho voluto prendere un braccialetto simile a quello che ho comprato 2 anni fa con Totoro, fatto dalla stessa ragazza (MeI Creations) che ha creato il mio e da cui, lo scorso anno, ho preso anche la collanina con Elsa di Frozen (sempre per la nipotina, vedi qui). Per me, invece, in un altro stand, ho acquistato il ciondolino a sinistra, che è molto carino ma decisamente molto leggero per via dei materiali low cost utilizzati, che giustificano il prezzo di 5€.

Veniamo poi alle tazze, che quest’anno ho comprato come se non ci fosse un domani! Ne ho preso un set per mia madre, a tema Harry Potter, uno per mia sorella, a tema Totoro, e infine uno per me e la dolce metà, dipinto interamente a mano dalla stessa ragazza da cui, lo scorso anno, ho preso la meravigliosa lampada-bottiglia di Totoro (Frypperi). Queste ultime, oltre ad essere bellissime, sono lavabili anche in lavastoviglie e utilizzabili in microonde, caratteristiche che spesso si danno per scontate, ma che invece possono dare problemi. Infatti mia madre, che ignara di tutto ha messo una delle sue in lavastoviglie (il venditore non aveva specificato nulla, quindi non ho riportato indicazioni particolari) si è vista sparire alcune lettere dalle tazze e ho dovuto rimediare rifacendo la scritta con i pennarelli per il vetro. Quelle di mia sorella, fortunatamente, hanno resistito al lavaggio automatico.

Chiudiamo parlando degli acquisti fumettosi. Come accennavo nello scorso post, quest’anno mi sono mossa in maniera un po’ differente dagli anni passati, recuperando solamente due “primi numeri“: uno è Come Dopo La Pioggia, titolo su cui avevo già messo gli occhi da un po’, e l’altro è Cotton Tales, di tipologia e fascia di prezzo totalmente differente da ciò che acquisto di solito, ma che mi ha intrigato per la sua trama. Al solito, torneremo a parlare di questi volumi post lettura.

Il terzo pezzo che vedete, L-DK, l’ho ritrovato dentro la bustona con gli acquisti quando sono andata a sistemarli. Ipotizzo sia stato un omaggio dello stand da cui ho acquistato Come Dopo La Pioggia e… l’intera serie di Sakura Card Captor! Quest’anno ero partita con l’idea di portarmi a casa un’opera completa e, tra quelle che avevo in mente, un po’ per il numero contenuto di volumi, un po’ per via del formato più grande del fumetto, un po’ perchè è uno dei cartoni che più ho amato da piccola, ho infine optato per Sakura.

Nonostante l’alto contenuto di rosa, adoro queste copertine, perchè ho sempre adorato i mille vestitini di Sakura.

 

Spero che questa carellata di acquisti sia stata di vostro gradimento. Fatemi sapere cosa avete apprezzato e se avete comprato anche voi qualcosa di interessante in questo periodo.

A presto,

Iya&Ceres


Lucca Comics&Games 2017 – Parte 1: Cronache e Cosplay

Come molti sanno, sono una grande amante del Lucca Comics&Games e sono ormai 8 anni (o forse 9?) che immancabilmente frequento questa fantastica fiera del fumetto, dell’animazione, del fantasy, dei giochi da tavolo, dei videogames e chi più ne ha, più ne metta! Anche quest’anno mi sono fermata due giorni, per poter godere più possibile degli stand e degli spettacoli, e vi racconto un po’ come è andata.

Attenzione: il post che segue contiene diverse immagini di cibo grasso che potrebbe ferire la vostra sensibilità se siete a dieta o indurvi una fame chimica.

Giorno 1 (giovedì 2 Novembre 2017)

Come al solito, partendo il giorno stesso del festival, la sveglia è suonata prima ancora dell’alba e dopo esserci preparati al volo, io e la dolce metà abbiamo fatto un’abbondante colazione al bar, per fare il carico di energie, e siamo partiti verso la meta, ancora circondati dalle tenebre.

Cosa c’è di meglio di un trancetto di Sacher Torte per iniziare la giornata al meglio?

Il viaggio sembrava andare liscio come l’olio… fino a quando non ci siamo imbattuti in un incidente stradale, che ci ha fatto tardare di quasi 30 minuti sulla tabella di marcia, facendoci, infine, raggiungere Lucca quando già si era formata la classica fila infinita di macchine in cerca di parcheggio. Dopo altri 20 minuti di code e 10 minuti (per fortuna neanche molti) per cercare anche noi un luogo in cui abbandonare la nostra vettura, siamo riusciti a mettere piede sulla terra ferma con “SOLO” un’ora di ritardo sulla tabella di marcia. Great!

Al nostro arrivo, un po’ confusi per via del troppo tempo passato in coda in macchina, abbiamo barcollato in cerca di acqua, caffè e una toilette, per poi dirigerci verso Piazza Napoleone e piazza del Giglio, in cui ci sono gli stand con le case editrici (a parte da Panini, che al solito ha uno spazio a parte). Abbiamo fatto qui i primi acquisti (tra cui uno discretamente ingombrante, che ci siamo trascinati dietro per tutto il giorno) e poi, scoperto che uno spettacolo a cui volevamo assistere non era affatto uno spettacolo (mannaggia al programma che non è sempre così chiaro) abbiamo optato per pranzare, con il nostro fantasico pranzo al sacco. Tuttavia questo break casareccio non ha del tutto soddisfatto le nostre aspettative, per cui abbiamo deciso di concederci una merenda molto più interessante nel tardo pomeriggio.
Dopo aver girato tutti gli stand di Corso Garibaldi, ci siamo diretti verso The Citadel (luogo amato da chi fa cosplay fantasy, perchè ci si trovano vestiti e armi di ogni tipo), che abbiamo spulciato per bene per poi scendere all’enorme Padiglione Carducci, anche noto come “Padiglione del Games“. Qui abbiamo cercato diverse cosine per le nostre avventure di D&D e dopo aver fatto qualche acquisto interessante, siamo risaliti verso le mura, che abbiamo costeggiato fino a raggiungere, quasi dall’altro lato di Lucca, il Mangiappone, lo stand che vende cibo giapponese. Qui abbiamo potuto, finalmente, consumare la nostra merenda.

Gnam gnam!

Da qui, scegliere la tappa successiva è stato piuttosto semplice, dato che la Japan Town stava proprio a due passi. Quindi siamo entrati e abbiamo cercato cose interessanti da acquistare. Mi sono innamorata follemente di una coppia di tazze giapponesi, ma alla fine ho deciso di rimandare la spesa e sono uscita dalla Japan Town a zampette vuote.
Siamo scesi verso il Padiglione della Panini, sperando di trovare qualche fumetto interessante da accaparrarci. A malincuore ho notato che quest’anno lo spazio lasciato alla Planet Manga era più piccolo che negli anni precedenti e, alla fine, niente è riuscito ad attirarmi abbastanza da indurmi ad acquistarlo. Ho seriamente meditato di prendere tutta la serie di Soul Eater, ma considerando il prezzo che mi proponevano e il fatto che il 7° numero mancava perchè era in ristampa, ho deciso di astenermi anche da questa spesa.
Dato che ormai si era fatta una certa ora e che non avevamo assistito a nulla di particolare durante la giornata (gran parte degli eventi del giorno non ci interessava e gli altri ce li siamo persi per via degli orari), abbiamo deciso di tornare al Games per andare almeno a sentire la presentazione di un gioco di ruolo, chiamato Anime e Sangue. Alla presentazione, che era in diretta, c’eravamo praticamente solo io e la dolce metà e devo dire che ci aspettavamo qualcosa di decisamente diverso. Il titolo si basa su un’idea sicuramente molto interessante, ma non è proprio il nostro genere, quindi è saltata anche la programmazione del dopo cena, che prevedeva, appunto, l’andare a vedere altri giocatori cimentarsi in questo GDR, così da capirne meglio le meccaniche.
Sopraffatti ormai dalla stanchezza, ci siamo diretti verso il pub in cui mi fermo già da qualche anno per  concederci una cena rifocillante, prima di andare in albergo. Questo posto, chiamato il Lowengrub, è un ristorante-birreria bavarese e fa dei panini buonissimi, di ottima qualità e il personale è simpatico e servizievole. Se vi capita di passare in zona o di andare a un Comics, fateci un pensierino, ne vale la pena!

L’aspetto è invitante, ma il sapore è anche meglio!

I cosplay del giorno!

Nonostante fosse un giovedì, ci siamo imbattuti in alcuni cosplay molto interessanti e quindi condivido con voi quelli più originali o fatti bene. Alcune foto sono venute un po’ mosse, spero non danneggi eccessivamente l’effetto del costume.

Iniziamo da due bellissime cosplayer, una in stile Steampunk e una Gothic. Le trovo meravigliose!

Dopo di loro, mentre facevamo mente locale sul come muoverci, abbiamo incontrato una fantastica famiglia “Scooby-Doo“!

Erano veramente carini e il bambino mi ha fatto sorridere, perchè inizialmente era restio a farsi fotografare.
Ha detto: “ma ce ne hanno fatte tante“, allora ho risposto: “Eh, ma è perchè sei super-bello” e lui, tutto sciolto e sorridente, con una vocina dolce dolce: “Allora va bene!”.
Io e Darling abbiamo continuato a ridere della scena per svariati minuti.

A seguire, scendendo dalle mura, abbiamo incontrato due splendidi combattenti: Armstrong di Full Metal Alchemist e Guts di Berserk! Entrambi fatti benissimo, Guts sembrava vero e ad Armstrong mancavano i luccichini per essere perfetto!

Poi è stata la volta dei tipi “animalosi”, quindi ecco a voi un Umbreon collassato immobile sul muretto e la splendida coppia Beep Beep-Willy Coyote!

Procedendo lungo le mura ci siamo imbattuti in una speciale versione di IT, in cui il bambino innocente era rappresentato da un uomo e il crudele IT… da un tenero carlino con la gorgiera!

Concludo questa giornata con delle cosplayer che hanno portato i personaggi principali di Yuri!!! On Ice: Yuri e Victor. Come saprete, ho adotaro questo anime e quindi sono stata contenta di vedere che qualcuno ha scelto di travestirsi a tema. Ho notato anche qualche ragazza vestita da Yurio, in giro per Lucca, ma non sono riuscita a fotografarne nessuna.

Giorno 2 (venerdì 3 Novembre 2017)

Dopo un lungo e rigenerante sonno (la sera precedente siamo crollati, tipo, alle 22) ci siamo alzati presto per prepararci e partire dall’albergo, lo stesso in cui alloggio da 6 anni, di buon ora, così da riuscire ad evitare, almeno il secondo giorno, il caos e la calca. Ovviamente, anche questa volta abbiamo puntato su una colazione da campioni!

Amo questo albergo, perchè oltre che essere pulito e economico, ha una vasta scelta di cose per la colazione ed è tutto sempre buonissimo! E poi sono tutti molto gentili.

Per fortuna l’arrivo a Lucca è stato meno traumatico che il giorno precedente e siamo riusciti ad andare nuovamente in Piazza Napoleone per cercare alcuni fumetti interessanti, dato che la giornata precedente era stata poco fruttuosa da questo punto di vista. Alla fine ho optato per agire in maniera un po’ diversa dagli anni precedenti, per cui aspettatevi di vedere pochi “primi numeri” negli acquisti (che vi mostrerò nel prossimo post), mentre, al contrario, ho deciso di recuperare un’intera serie fumettosa.
Chissà cosa sarà…
Dopo questi primi acquisti della giornata, abbiamo fatto un giro nell’area riservata agli E-sports, che interessava alla dolce metà. Tuttavia, dato che Darling non ha trovato nulla di suo gradimento, siamo saliti verso le mura e abbiamo finito di visitare gli stand che non eravamo riusciti a vedere il giorno prima.
Alle 13 c’era poi un evento che ci interessava e a cui io bramavo di partecipare da anni, ma che non ero mai riuscita a vedere: la presentazione della programmazione per il 2018 della Planet Manga. Alias: quali fumetti giapponesi e quali ristampe ci regalerà la Panini a partire da gennaio. Ci siamo quindi avviati nel luogo del misfatto, ma lungo la strada è successo qualcosa che non mi sarei mai aspettata.
Darling si gira e mi fa: “Amore, ma quello non è Sabaku?”
E io, con gli occhi fuori dalle orbite, mi volto per verificare e capisco che aveva ragione. C’era proprio Sabaku!

Per chi non capisse di cosa sto parlando, Sabaku, noto anche come Mike of The Desert (nella realtà si chiama Michele Poggi) è uno youtuber molto famoso nel mondo videoludico. Ed è tipo Il Gran Maestro in un videogioco che mi piace molto, Dark Souls, di cui Sabaku sa (e spiega) praticamente di tutto.

Ho passato ore e ore a guardare alcuni dei suoi video (solo quelli su Dark Souls, in realtà) e quindi quando l’ho visto in carne ed ossa sono andata in panico. Il mio ragazzo mi ha praticamente dovuta lanciare su di lui per farmi convincere a chiedergli una foto. E l’ho fatto. E lui è stato super carino. E ora ho una foto di me e Sabaku. Che è una persona normalissima, per carità… però sono tipo andata in estasi e ho iniziato a scrivere che avevo fatto una foto con lui a tutti i miei amici che lo conoscevano. Ovviamente, tutti malati come me di queste cose, sono esplosi in una serie di “Noooooooooo!!!”, “Ma davvero???”, “Voglio vederla!!!”, etc etc.

– Fine del capito triste in cui faccio la fangirl isterica perchè ho fatto una foto con un tipo che rispetto –

Tornando a noi, dopo questa esperienza, siamo giunti alla presentazione della Planet Manga e devo dire che ci sono alcune proposte interessanti, come i volumi speciali che usciranno a primavera di Assassination Classroom e l‘Enciclopedia degli eroi di One Punch Man a colori, ma, dei titoli nuovi proposti, nessuno è riuscito a catturarmi particolarmente, nonostante ci siano alcune storie molto particolari. Presumo che, finchè non avrò possibilità di sfogliare queste novità di persona, non sarò in gradi di dire davvero se mi interessano o meno (a parte, appunto, i sopracitati volumi speciali).
Fatto questo è arrivato il tanto atteso momento del pranzo al Mangiappone, in cui non abbiamo dovuto fare neanche tantissima fila (considerando l’orario). Sarà stata una mia impressione, ma Lucca, il venerdì, mi è sembrata meno piena del solito… forse per via del maltempo?

Zuppa di Miso con Tofu e Yakisoba per Darling, Riso al curry di verdure e spiedini di pollo per me. Fantastico come sempre, signor Mangiappone!

E poi siamo ripartiti per altri giri, altro shopping. Siamo stati in zona Blizzard per cercare di accaparrarci il personaggio di Heartsone (gioco di carte su pc/mobile), ma si poteva ottenere solo giocando dentro la stanza apposita… da cui usciva una fila allucinante, per cui abbiamo deciso di rinunciare. Poi siamo stati nuovamente a The Citadel per gli ultimi acquisti e infine siamo tornati verso il Mangiappone, ma sta volta per vedere il concerto a 8bit che doveva tenersi nel palco lì vicino. Dopo 20 minuti di esibizione, tuttavia, abbiamo deciso di ritirarci, un po’ per il freddo, un po’ per la stanchezza. Ma poteva mancare una cena unta lungo la strada del ritorno? Ovviamente no! E quindi pausa allo stand di cibo messicano, per accaparrarci un bel taco e dei nachos.

Nel dopo cena, sul palco, c’era uno spettacolo di gag comiche… che non ci facevano ridere affatto, quindi abbiamo optato per tornare nuovamente in albergo ad un orario decente e ci siamo goduti una bella doccia e l’inizio de Si Alza il Vento, in tv (non tutto, perchè siamo crollati come due angioletti).

I cosplay del giorno!

Nonostante il brutto tempo (ci sono stati diversi acquazzoni durante il giorno, anche se mai paragonabili al Diluvio C&G di qualche anno fa, di qui vi ho parlato qui) e la relativa poca affluenza di pubblico di venerdì, ci sono stati diversi cosplayer temerari e interessanti in giro.

Inizierei con delle splendide Majokko Girl: Melody di Magica Doremi, Sakura di Card Captur Sakura (che purtroppo mi è venuta un pochino sfocata, forse anche per il maltempo) e Mew Mina di Mew Mew (incontrata, invece, la sera).

Ho apprezzato molto questi cosplay, un po’ perchè sono poco comuni (al contrario di altri, che sono visti e rivisti), un po’ perchè attingono a opere della mia infanzia-adolescenza. Tutti veramente super carini!

Abbiamo poi incontrato due dei personaggi di JoJo’s Bizarre Adventure, di cui vi ho parlato giusto qualche settimana fa. A sinistra potete ammirare uno splendido Dio Brando dalla serie Stardust Crusaders, mentre a destra un fantastico Joseph Joestar, dalla serie Diamond is Unbreakable, con tanto di Hermit Purple sulla mano e  Shizuka Joestar in braccio.

E’ veramente un peccato che questo splendido Joseph mi sia venuto sfocato! 😦

E’ poi il turno di due simpatici personaggi del famosissimo e amato Studio Ghibli: Porco Rosso e Totoro!

Tra l’altro non ho ancora capito se l’ombrello di Totoro faceva parte del cosplay oppure era dovuto alle condizioni climatiche…

A seguire, è stato il momento dei personaggi di due shonen: nella prima foto vedete la streghetta e il dottor Franken Stein di Soul Eater e Kurisu Makise di Steins;Gate.
Anche se, ad essere onesta, non so se Steins;Gate possa definirsi uno shonen… mh…

 

Continuando, sempre da un’opera dell’infanzia, ma questa volta made in Disney, abbiamo il Principe Giovanni da Robin Hood, con tanto di Sir Biss nel cestino. L’altro personaggio, invece, non sono riuscita ad identificarlo… credo sia passato troppo tempo da quando ho visto quel cartone!

Con il calare delle tenebre, sono poi fuoriusciti altri individui particolari. Primo tra tutti, Re Thranduil, il padre di Legolas in Lo Hobbit.

Devo dire che ha uno sguardo piuttosto minaccioso!

Abbiamo poi incontrato una bellissima Alice di Alice Madness Returns, un bellissimo videogioco dall’atmosfera dark. Al contrario delle molte altre Alice di questo tipo viste ogni anno a Lucca, questa è stata la prima che ho incontrato armato di Cavalluccio (che nel gioco viene usato tipo martello per spappolare i nemici) e quindi meritava decisamente di essere inserita in questo post!

E infine, per concludere, ci siamo imbattuti in 4 simpatici cosplayer che ricreavano i personaggi di Super Mario Cart, con tanto di macchinine con fari accesi e musica tamarra di sottofondo. Purtroppo anche questa foto non è venuta al meglio, perchè erano dei tipi in perenne movimento, ma spero riesca a rendere l’idea.

Tra l’altro, notate quant’è bella la Principessa Peach con la barbona! So fabulous!

La pioggia di cosplay finisce qui e concludo questa cronaca dicendovi che quest’anno non sono stata al Festival dell’Oriente, cosa che normalmente faccio il giorno dopo il Lucca Comics (e motivo per il quale alloggio sempre a Marina di Massa, piuttosto che a Lucca). Inizialmente eravamo intenzionati ad andare, ma dato che ci siamo ritrovati con un budget limitato (ebbene si, devono ancora pagarmi del lavoro che ho fatto quest’estate) abbiamo deciso che non valeva la pena spendere i soldi del biglietto per poi non poter acquistare nulla di interessante all’interno. Sarà per l’anno prossimo, presumo.
Intanto vi posto la mia ultima colazione in albergo!

Il Lucca Comics&Games è sempre un piccolo angolo di paradiso, che aspetto sognante tutto l’anno e non delude mai, nonostante le pecche, qua e là, non manchino. Ad esempio, quest’anno i padiglioni più grandi erano dotati di un Info Point, in cui però, il più delle volte, nessuno riusciva a darti informazioni riguardo al programma o alle location. A quanto pare tutte le arie erano gestite a sè, al punto che anche all’Info Point dentro al Games non sapevano indicarci cose inerenti alcune attività videoludiche. Inoltre ho avuto l’impressione che di giovedì e di venerdì il programma fosse molto più fiacco del solito (ad esempio, rispetto al venerdì dell’anno scorso), non tanto per quanto riguarda presentazioni di opere e fumettisti che firmavano autografi, quanto per gli spettacoli proprio, proposti nei vari palchi.
Al contrario, apprezzo lo sforzo che gli organizzatori stanno dimostrando, anno dopo anno, per gestire l’alto numero di partecipanti e il loro flusso. Sarei stata curiosa di vedere se le nuove manovre (come i sensi unici pedonali) hanno funzionato effettivamente di sabato e domenica, i giorni con maggiore influenza.
Per quanto riguarda la sottoscritta, mi pento solo un po’ di non aver comprato la maglia ufficiale del Lucca C&G con scritto “We Can Be Heroes… Just for five days!“.

Voi che mi raccontate? Siete riusciti ad andare al Lucca Comics&Games? O quest’anno avete visitato altre fiere interessanti? Ci sono dei cosplay che vi sono piaciuti particolarmente? O vi divertite da fare voi stessi i cosplayer?

A presto, con il post sugli acquisti di Lucca!

Iya&Ceres

Se siete interessanti ai post delle vecchie edizioni del Lucca Comics&Games, ve li posto qui sotto:


Last Halloween Night

E’ appena passato un altro Halloween e, nonostante volessi condividere con voi alcune idee per la serata, non sono riuscita a trovare il tempo né di scrivere né di terminare alcuni dei lavoretti che volevo mostrarvi. Ottimo!
Però il lavoro c’è stato e quindi eccomi in ritardo a mostrarvi alcune delle mie semplici creazioni e a darvi alcune idee… ormai per Halloween 2018!

Work in progress.JPG

Inizierei con il dire che l’intento, quest’anno, era non solo di creare in casa alcune decorazioni, ma anche di fare qualcosa con la mia nipotina di 4 anni.  Cercando spunto in rete, ho trovato delle alternative alle canoniche zucche, da fare con barattoli di vetro  e carta velina arancione. Mi sembrava un’idea troppo carina e quindi ho voluto provare.

Zucche lanterne di vetro

Oltre a questo, io e Nipote ci siamo date alla pazza gioia nel creare adesivi segna-bicchiere e qualche decoro colorato per la tavola.

Segna bicchieri e decorazioni

Tra le tante idee che ho visto nel magico internet, mi ero innamorata di alcune candele decorative fatte con delle vecchie bottiglie. Ho quindi comprato le candele, il materiale per decorarle e lavato delle vecchie bottiglie per poterle fare anche io, ma ho fallito miseramente per via dei tempi ristretti (ho dovuto incastrare i laboratori creativi con altri impegni, la spesa e la cucina per la serata di Halloween, fallendo discretamente nel valutare le tempistiche di quest’ultima).

bottle-candle-holder-halloween

Per quanto riguarda il cibo, volevo assolutamente qualcosa a base di zucca, quindi, insieme a mia sorella, abbiamo deciso di optare per dei tortini, da condire con pancetta rosolata con la salvia. Devo dire che sono molto soddisfatta del risultato e sicuramente riutilizzerò questa ricetta in futuro!

Tortino di Zucca

Oltre a questo, abbiamo optato per fare un secondo molto semplice e alcuni stuzzichini a tema. Tra quest’ultimi vi mostro le nostre torta salate a forma di bara.

Torte Salate

Si, lo so, non siamo proprio delle artiste… però noi siamo contente così.

Abbiamo fatto anche dei wurstel-mummia, di cui però non ho potuto scattare foto, quindi ne metterò una di repertorio, per farvi capire come sono fatti.

wurstel-di-halloween

I dolci, invece, sono stati dei piccoli fallimenti, non tanto per il sapore, quanto per l’aspetto: mia sorella ha fatto dei muffin ripieni di marmellata o nutella con degli stampini a forma di zucca di Halloween, ma il retro è venuto bombato e quindi sembravano tutte un po’ storte, mentre io ho cercato di fare, per la prima volta, dei Cake Pops (vedi immagine di repertorio sotto), ma ho fatto un piccolo casino con la copertura al cioccolato (sempre per via della mal gestione delle tempistiche della cucina) e quindi ho dovuto presentarli “nudi“. Menomale che almeno, come sapore, erano tutti buoni!

halloween-cake-pops

Un giorno riuscirò a farvi, maledetti, splendidi Cake Pops!

Per quanto riguarda la serata… la nostra piccola festa è passata per lo più tra cibo e chiacchiere. Eravamo tutti abbastanza stanchi (molti hanno lavorato fino a tardi), c’erano dei bambini piccoli e la cena in tardo orario non ha favorito le attività post-prandiali, quindi posso dire che è stato un Halloween decisamente poco horror. Ma sono stata felice di poterlo festeggiare, dopo tanti anni in cui questa festa si sovrapponeva al grande evento “Lucca Comics”! Spero, tuttavia, di fare meglio l’anno prossimo, riuscendo, magari, a mostrarvi il tutto PRIMA della festa.

Voi, invece, che avete fatto la notte di Halloween? Feste o serata in casa? Avete cucinato qualcosa di particolare o decorato casa?

A presto,

Iya&Ceres


Coinquilini – 7 tipi con cui potreste avere a che fare

Da quando faccio l’università (e ormai è passato qualche annetto, *coff coff*) mi sono ritrovata a cambiare casa e coinquilini più e più volte. Attualmente sto vivendo nella mia 4° casa universitaria e devo dire che la convivenza è sicuramente una di quelle esperienze in grado di farti maturare e di farti responsabilizzare, oltre che di metterti davanti ai tuoi difetti e a insegnarti ad accettare quelli degli altri. Perchè, si sa, nessuno è perfetto e anche la persona più tranquilla e amichevole può celare un lato oscuro che si manifesterà solo dentro le mura domestiche. Oggi vi faccio una panoramica dei tipi di coinquilini con cui ho avuto a che fare.

IL CASINARO

Pensando alla convivenza, il primo tipo di coinquilino che viene in mente, di solito, è proprio il casinaro. Non credo necessiti di grandi spiegazioni su come riconoscerlo, non c’è pericolo di confonderlo con altre tipologie: se quando rientrate a casa trovate ancora tutti i piatti nel lavandino, le scarpe in giro, i mobili stipati di cianfrusaglie e la vostra casa è piena di suoi oggetti in ogni angolo, sapete già che avete a che fare con questo modello di coinquilino. A volte il tipo casinaro, rendendosi conto del suo difetto, cerca di nasconderlo tenendo gli ambienti comuni più o meno ordinati, ma non potrà fare a meno di dimenticarsi, di tanto in tanto, cose sparse in cucina o in bagno… tipo mutandine o pomate aperte sopra il termosifone acceso. Alla fine, comunque, non è che sia poi così male… finché non ti chiede di cercare qualcosa nella sua stanza.

IL RUMOROSO

Al contrario del tipo casinaro, questo coinquilino è una persona mediamente ordinata e molto attenta a non lasciare le zone comuni in disordine. Il problema è che ha il passo delicato come quello di un elefante e, a volte, deve avere qualche problema a coordinare al meglio i movimenti, perché sbatte porte e oggetti di ogni tipo. Se durante il giorno questo aspetto della convivenza può essere abbastanza ignorato, durante il risveglio mattutino e la notte diventa una delle cose più fastidiose con cui avere a che fare. Soprattutto se il coinquilino in questione ha la tendenza a rientrare tardi… e dopo qualche drink di troppo.

L’ANIMALISTA

Amare gli animali è una cosa molto bella ed è normale che molte persone, anche per la lontananza da casa, decidano di prendere un amico a 4 zampe per sentirsi meno sole. E, da bravo coinquilino, devi imparare a convivere con l’animale di turno, gatto o cane che sia. Non c’è problema, finchè non ci si ritrova a vivere con uno di quegli animalisti sfegatati che, ogni volta che trova una creatura vivente in difficoltà, deve assolutamente adottarla. E quindi dal cane si passa ai pappagalli, alle tartarughe, ai piccioni, ai topi, ai rettili… a qualsiasi altra cosa trovata morticcia per la strada. E, per carità, è bello vedere tanta bontà e buone intenzioni in una sola persona… ma tutto questo affollamento in casa richiede sicuramente un ritmo più marcato di pulizie e, se questa persona deve anche studiare e andare a lezione, quando pensate troverà il tempo di raccogliere peli e piume varie? Vi lascio immaginare.

IL TIPO IMPEGNATO

Che problemi potrà mai avere un coinquilino che passa metà del tempo fuori di casa? Alla fine sporcherà meno e sicuramente non farà rumore. Verissimo! Eppure, il tipo serio e impegnato, pur sembrando il coinquilino ideale, nasconde un lato oscuro: quello di dimenticarsi le cose basilari del coinquilinaggio, tipo portare fuori l’immondizia, pagare le bollette, ricomprare la carta igienica, le pulizie di casa… di bussare prima di entrare in bagno e tante cosette divertenti di questo genere, giusto per rendere l’esperienza un po’ più frizzante!

IL FANTASMA

All’opposto del tipo rumoroso, c’è il coinquilino fantasma, caratterizzato dal passo felpato e dagli orari incomprensibili, cose che rendono impossibile capire se sia in casa o meno. O se è dall’altra parte del mondo, per dire, dato che non comunica mai i suoi spostamenti, quando torna o quando se ne va. Ascolta musica e guarda film con le cuffiette, studia in silenzio, piuttosto che portare gente a casa preferisce uscire. Alla fine, abituatisi a non fare cose imbarazzanti come lasciare aria in zone comuni (e non negatelo, so che lo fate tutti!), che non sai mai se può sentirti, l’unico disturbo che può causarti è apparire improvvisamente alle tue spalle, togliendoti qualcosa come 10 anni di vita, o spostare oggetti senza farsi sentire, dandoti l’impressione di vivere in una casa infestata.

IL FESTAIOLO

La vita universitaria ha molteplici aspetti e se per alcuni è caratterizzato principalmente da settimane di ansia pre-esame, per altri c’è sempre tempo per una bella festa. E quando non si  può festeggiare fuori, perché rinunciare alla vita sociale? Invitiamo tutti i nostri amici a casa, per il caffè post-prandiale, per un pomeriggio insieme, per una bella cena o per vedere qualcosa insieme di sera. O magari per tutte queste cose insieme, pressochè tutti i giorni! Che problema c’è, tanto si sta tra studenti, quindi quando mai avere il via-vai dentro casa può essere un problema? Ed è in questo modo che alcuni, per fortuna rari, individui molto disinvolti e socievoli riescono a portarti ad odiare metà della tua università!

IL RISPARMIATORE

La caratteristica principale di uno studente fuori sede è, in genere, l’essere perennemente al verde. E’ comprensibile, in fondo: i genitori già devono pagare affitto, tasse, libri e vestiario, per cui non sempre sono disponibili ad elargire più del denaro indispensabile al sostentamento del figlio. Quindi, se vuoi permetterti una birra fuori con gli amici o di prenderti una pizza di tanto in tanto, come fai? Semplice: risparmi. Risparmi su tutto, su qualsiasi cosa. E’ così che alcuni studenti arrivano a sopravvivere per giorni con l’ormai nota “pasta col tonno“, o acquistando prodotti super economici per la pulizia, la lavanderia, l’igiene personale… Si può risparmiare in praticamente qualsiasi ambito e il coinquilino risparmiatore sa come farlo al meglio! Come si riconosce, quindi, un individuo di questo genere? Semplice: se il suo reparto del frigo è sempre vuoto, la credenza nasconde solo un pacco di pasta e uno di biscotti e, ogni volta che c’è da fare una spesa comune, si presenta con la sotto-sotto marca di qualcosa, allora sapete che sta risparmiando. Il problema sarebbe minimo, tuttavia… se non fosse che alcuni di questi coinquilini, per evitare spese superflue, arrivano a usare i vostri prodotti di nascosto, in piccole quantità, piuttosto che comprarseli!

E, probabilmente, scavando nei meandri della mia memoria, potrei trovare qualche altro tipo da presentarvi, ma direi che in questa panoramica ho coperto buona parte della fauna universitaria. Come potrete facilmente dedurre, quelle che vi ho presentato sono solo delle sfaccettature del modo di fare di una persona, quindi possono non essere sempre presenti o, nello stesso individuo, se ne possono presentare diverse contemporaneamente. Alla fine si può sopravvivere con chiunque, se si ha a che fare con persone oneste e disponibili, basta imparare a riconoscere che tipo di coinquilino si ha davanti per cercare di tamponare i suoi comportamenti anomali.

Come tutti i coinquilini, anche io ho dei difetti e, in realtà, nella lista che vi ho appena presentato ci rientro anche io. Vediamo se siete così bravi da indovinare che tipologia di coinquilina sono!

Poi raccontatemi qualcosa di voi: avete avuto modo di convivere con altre persone? Quali sono le vostre esperienze da coinquilini?

A presto,

Iya&Ceres


JoJo’s Bizarre Adventure – A Great Malloppost!

Finalmente riesco a mettere mano a questo post e a raccontarvi di questo spettacolare anime che mi ha fatto perdere la testa qualche mese fa. Prima di cominciare a spiegare qualsiasi cosa mi venga in mente, però, devo al solito precisare che ho visto solo l’opera animata, non ho ancora recuperato il fumetto originale, quindi, tutto ciò che segue, può riferirsi solo ed esclusivamente al cartone.
Inoltre, volendo trattare approfonditamente l’opera, non posso evitare alcuni spoiler parlando della trama e dei personaggi, anche se ho volutamente tralasciato dettagli interessanti per non svelare ogni sfaccettatura della storia. Per quanti, comunque, non vogliano rovinarsi la visione in alcun modo, consiglio di passare direttamente all’ultima parte del post.

Cosa è Le Bizzarre Avventure di JoJo?

Le Bizzarre Avventure di Jojo (JoJo’s Bizarre Adventure) è un anime, tratto dall’omonimo fumetto, di cui, ad ora, sono uscite 3 serie animate (per un totale di 113 episodi). Il cartone ha come caratteristica peculiare uno stile “super-fabulous”: tutto è super-enfatizzato, i personaggi sono super-colorati e ogni combattente è caratterizzato da frasi e pose particolari. Questo, come si può facilmente dedurre, da’ all’opera un tono molto singolare, che può non essere apprezzato da tutti, ma che è riuscito a catturare l’attenzione e il cuore di molti, me compresa.

I Serie – Phantom Blood e Battle Tendency
26 Episodi (2012-2013)

La prima serie è in realtà costituita da due filoni narrativi diversi, connessi tra loro come tutti i capitoli di questa saga, ma che meritano di essere trattati singolarmente.

Phantom Blood  (Episodi 1-9)

Ambientata in Inghilterra alla fine del diciannovesimo secolo, ha come protagonista Jonathan Joestar, il nostro primo “JoJo” (così denominato, come tutti i protagonisti di quest’opera, per le iniziali di nome e cognome). Jonathan è un ragazzo dallo spirito nobile e dal cuore d’oro, ma tremendamente ingenuo. Un giorno suo padre adotta un ragazzino orfano, Dio Brando, che fin da subito dimostra di avere un’indole totalmente opposta al nostro eroe. Il giovane Brando, infatti, molto furbo e subdolo, cerca di costruirsi un’immagine di ragazzo rispettabile agli occhi del padre di Jonathan solo per potersi avvicinare e, con il tempo, impadronirsi dei suoi averi e del suo potere. A distanza di anni, infatti, Dio cerca di uccidere il signor Joestar, ma viene smascherato da Jonathan, nel frattempo divenuto più forte e intelligente. Tuttavia, incredibilmente, la storia prende una piega sovrannaturale e Dio entra in possesso di poteri fuori dal comune. Riuscirà JoJo a fermare lo spietato fratellastro?

Personaggi

JoJo’s Bizarre Adventure è un’opera ricca di personaggi particolari e, più si prosegue nelle varie serie, più ai vecchi protagonisti, che fungono da legame tra le varie storie, si vanno a sostituire nuovi e bizzarri soggetti. Ovviamente ho intenzione di soffermarmi solo su una manciata di questi personaggi, quelli fondamentali per l’analisi dell’anime.

Il primo da citare trattando di Phantom Blood è ovviamente Jonathan Joestar, l’impavido e giusto JoJo che deve debellare il male e vendicare i torti subiti. Ho adorato questo primo JoJo, nonostante sia (per via della poca esperienza) molto meno forte dei successori, proprio per il suo grande senso di giustizia e per la sua abilità di entrare, in breve tempo, in un mondo che non gli apparteneva. Inoltre, Jonathan è un personaggio in un certo senso, talmente radioso da riuscire a commuovere e a legare a sé altri importanti personaggi.

Tra i personaggi che rimangono folgorati dalla bontà di Jonathan c’è ovviamente Robert Speedwagon, un furfante come tanti altri che viene radicalmente cambiato dall’incontro con JoJo, di cui decide di diventare il braccio destro. Non solo cercherà di supportare Jonathan nella sua impresa, ma resterà per tutta la vita devoto alla sua figura, tanto da fondare una associazione, denominata Associazione Speedwagon, per tutelare gli “affari” dei Joestar.

C’è poi Will A. Zeppeli, l’uomo delle “onde concentriche”, la cui missione è quella di sconfiggere il male da cui sono derivati i forti poteri di Dio. Zeppeli sarà prima insegnante e poi compagno di Jonathan, a cui affiderà la sua tecnica e con cui condividerà l’obiettivo di distruggere il nuovo e malvagio Dio.

Ovviamente va citata anche Erina Pendleton, invaghita di Jonathan sin da ragazzina, che resterà al fianco del giovane JoJo nei momenti di difficoltà, per poi diventare suo sposa. Nonostante non sia una combattente, Erina dimostrerà di avere uno spirito molto forte e sarà in grado di educare e formare un secondo JoJo decisamente da non sottovalutare.

Ultimo ad essere citato, ma non per l’importanza, è Dio Brando, il ragazzo intelligente e infimo che si converte alle tenebre e brama il potere, ad ogni costo. L’indole crudele di Dio è chiara fin dal primo episodio, eppure è quasi incredibile immaginare dove riuscirà ad arrivare e cosa riuscirà a fare grazie al potere ottenuto tramite una maschera di pietra, che lo rende un vampiro pressochè immortale, suscettibile solo al potere della luce solare. Inutile dire che sarà il nemico giurato di Jonathan… e di tutta la famiglia Joestar.

Battle Tendency (Episodi 10-26)

La seconda parte di questa serie è invece ambientata in America, nel 1938, e vede come protagonista un nuovo e giovane JoJo: Joseph Joestar, nipote di Jonathan, cresciuto da Erina Joestar poichè orfano di entrambi i genitori. Joseph non solo è un ragazzo molto scaltro, ma ha già sviluppato, senza quasi rendersene conto, dei poteri fuori dalla norma. Proprio per questo non potrà evitare di venire a contatto con lo stesso mondo con cui si scontrò suo nonno Jonathan. Infatti, dopo la scoperta di alcuni pericolosi reperti storici legati alla maschera di pietra che conferì a Dio Brando i suoi pericolosissimi poteri sovrannaturali, JoJo viene messo al corrente degli eventi passati e si troverà  a dover affrontare delle semi-divinità, finora rimaste sopite nella pietra, che minacciano l’umanità intera.

Personaggi:

Nonostante l’indole buona, legata sicuramente in parte agli insegnamenti di “nonna Erina”, Joseph Joestar è decisamente molto più esuberante e rumoroso del suo predecessore. Ama giocare con le parole, cercare di abbindolare il nemico e il più delle volte improvvisa trucchi e manovre diversive, riuscendo sempre a scamparsela per il rotto della cuffia. La sua lealtà e il suo coraggio, tuttavia, lo rendono degno di ereditare lo stesso soprannome del nonno e grazie alla sua intelligenza e versatilità (e a una discreta dose di fortuna) sarà in grado di affrontare un’impresa impossibile per chiunque altro.

Per combattere il potente nemico che minaccia il mondo, Joseph verrà condotto in Italia dallo stesso Speedwagon, dove farà la conoscenza di Caesar Zeppeli, discendente di Will A. Zeppeli e anche lui legato allo stile di lotta delle onde concentriche. Caesar e Joseph intraprenderanno un duro allenamento nella speranza di divenire abbastanza forti per scontrarsi con le potenti divinità risvegliatesi, per l’appunto, in Italia.

Ad allenarli c’è Lisa Lisa, una forte combattente, mantenuta giovane e bella grazie al potere delle onde concentrice. Il suo compito è proteggere una pietra rossa, che se cadesse in mano al nemico lo renderebbe invincibile, alla stregua di una divinità.

Va poi citata Suzie Q, la vivace e bella ragazza che lavora come cameriera per Lisa Lisa. Il suo compito… è quello di servire Lisa Lisa, ma nel farlo si invaghisce del prestante JoJo, che, prima dello scontro finale, le promette di tornare sano e salvo da lei.

Ci sono poi i tre antagonisti principali di questa serie: Whamoo, Acideecy (che non sono del tutto sicura si scriva così) e Kars, ovvero i tre uomini del pilastro, risvegliatesi a Roma e desiderosi di conquistare il mondo. Mentre i primi due sono più onorevoli e ancora degli esseri imperfetti, Kars è infimo e tramite i suoi meschini trucchetti riuscirà a diventare resistente al sole, una divinità pressochè completa.

II Serie – Stardust Crusaders
48 Episodi (2014-2015)

Giappone, 1987. Un ancor prestante, ormai sessantenne, Joseph Joestar si reca a trovare suo nipote, Jotaro Kujo, che afferma di essere posseduto dal demonio. Parlando con Joseph, Jotaro scopre che la strana presenza che ospita altro non è che uno Stand, un potere molto particolare che si è risvegliato in lui per combattere l’acerrimo nemico della famiglia Joestar, Dio Brando. Dio, infatti, grazie alla sua natura immortale, è riuscito a sopravvivere per un secolo sott’acqua, chiuso in una bara, e, riportato in superficie, è tornato a bramare il potere che ha sempre voluto. Le uniche persone che possono opporsi al suo malvagio piano sono ovviamente i Joestar e, dato che il ritorno di Dio ha fatto risvegliare uno Stand fuori controllo anche in Holly Joestar, madre di Jotaro, che rischia di venire “divorata” dal suo stesso potere, i nostri protagonisti hanno solo 50 giorni per scovare e annientare il nemico. Accompagnati da Abdul, amico di Joseph, e Kakyoin, un nuovo alleato, i due Joestar partono per l’Egitto, posto in cui ipotizzano si stia nascondendo il nemico. Il viaggio, ovviamente, non sarà semplice e il gruppo dovrà fronteggiare continuamente gli emissari di morte inviati da Dio.

Personaggi

In questa serie incontreremo ancora più personaggi che nella precedente e saranno ancor più bizzarri: gli emissari inviati da Dio sono numerosi e ognuno avrà uno Stand unico e particolare, in grado di mettere in serie difficoltà il gruppo di eroi.

Per quanto riguarda i protagonisti, alla guida del gruppo c’è il già noto Joseph, che, nonostante l’età, non ha per nulla mutato la sua indole casinara, anzi, è diventato addirittura più petulante che in passato. Come i suoi modi, anche il suo cuore e il suo coraggio non sono cambiati e non esiterà a lanciarsi in questa pericolosa avventura, pur di salvare l’amata figlia Holly.

Holly, dal canto suo, ha ereditato l’indole estroversa della madre, Suzie Q, e la forza d’animo dei Joestar, ma non avendo uno spirito e un fisico forti come Joseph o Jotaro, finisce per essere sopraffatta dallo Stand risvegliatosi in lei.

 

Jotaro Kujo, al contrario, è un tipo di poche parole e un vero duro. Nonostante la giovane età, è incredibilmente alto e muscoloso, molto forte ed è una specie di teppista. Spietato col nemico, Jotaro, dietro alla sua maschera da duro, nasconde un animo gentile e un carattere leale. Il suo Stand, Star Platinum, potente ed estremamente veloce, lo rende un avversario decisamente temibile.

Muhammed Abdul (o Avdol) è un potente e saggio guerriero, amico di Joseph e votato all’eliminazione del potente Dio. Dotato del potere dello Stand già dalla nascita, Abdul ha affinato le sue tecniche e sarà un punto di riferimento per il gruppo. Il suo Stand, Magician’s Red, domina il fuoco.

Noriaki Kakyoin è uno studente giapponese dotato di Stand e, inizialmente, avverso ai Joestar. Emissario di Dio, viene sconfitto da Jotaro, che si prodiga per salvargli la vita, dato che Kakyoin lo ha attaccato perché pilotato mentalmente dal nemico. Una volta liberatosi dall’influenza malevola di Brando, il giovane studente decide di seguire il gruppo in Egitto, per riscattare il suo onore e vendicarsi di chi lo ha usato come una marionetta.

C’è poi Jean Pierre Polnareff, anch’esso abile guerriero munito di Stand, sempre inviato da Dio per scontrarsi con il gruppo dei JoJo. Così come Kakyoin, anche le mosse di Polnareff sono dominate dal potere nemico, per cui, una volta liberato, il ragazzo non sarà più avverso ai nostri eroi e li seguirà nel loro percorso, per scoprire informazioni sull’assassino di sua sorella.

Infine, c’è il massiccio gruppo di nemici, che andrebbe trattato a parte per la diversità di aspetto, poteri, caratteri. Ma alla fine, ciò che è importante sottolineare in questa sede, è che, salvo i sopracitati Kakyoin e Polnareff, che venivano manovrati mentalmente, i seguaci di Dio sono tutte persone, ovviamente, poco raccomandabili: avidi, violenti, malvagi, desiderosi di potere… ognuno ha il suo bel caratteraccio e un forte Stand, quindi (quasi) tutti daranno del filo da torcere ai nostri protagonisti.
Dio Brando, poi, già potente ai tempi della maschera di pietra, si mostrerà in tutti il suo “splendore”, manifestando uno Stand praticamente imbattibile e minacciando seriamente la vita del gruppo di coraggiosi eroi, oltre che il mondo intero.

III Serie – Diamond Is Unbreakable
39 Episodi (2016)

Giungiamo infine all’ultima serie animata (per ora) di JoJo’s Bizarre Adventure, ambientata nel 1999, in Giappone, nella città immaginaria di Morio-cho. Qui ritroviamo Jotaro, 11 anni dopo lo scontro con Dio, alla ricerca di Josuke Higashikata, che si rivelerà essere il nostro nuovo JoJo. Come mai il soprannome JoJo, se nel cognome non vi sono le lettere “Jo”? Beh… perché Josuke altro non è che il figlio illegittimo del rumoroso Joseph Joestar, concepito evidentemente poco prima degli eventi di Stardust Crusaders, durante uno dei tanti viaggi di Joseph. Anche Josuke è dotato di un potente Stand e Jotaro lo contatta per risolvere un’enigma che pare riguardare proprio Morio-cho. Qui sembra essersi nascosto colui che porta con se l’arco e la freccia dagli oscuri poteri, usati da Dio in passato per creare il suo piccolo esercito di soggetti dotati di Stand.

Ora penserete che, catturato questo criminale e impadronitisi della freccia e dell’arco magici, la serie abbia fine, invece, a Morio-cho, il male si cela anche in un’altra forma. Pare infatti che ci sia un serial-killer, dotato anch’esso di Stand, che miete vittime da anni senza lasciare traccia. Cosa succederebbe se la sua strada si incrociasse con quella dei nostri protagonisti?

Quanto devastante per le retine è il verde di questo pezzo della sigla finale di Diamond Is Unbreakable?

Personaggi

In questa serie abbiamo un’elevatissima concentrazione di JoJo, dato che ci si ripresentano sia Jotaro (anche se, aimè, non in forma splendente come nella serie precedente) che il vecchio Joseph, di cui scopriamo un lato che, sarò onesta, non ho particolarmente apprezzato: quello infedele.

A loro si unisce il giovane Josuke Higashikata-Joestar, un teppista gentile, che nonostante la forza e il potere molto particolare di cui è dotato (alias lo Stand Crazy Diamond) cerca di mantenere sempre la calma… a parte quando vengono criticati i suoi capelli, cosa che lo manda su tutte le furie e gli fa perdere totalmente il controllo. Vorrei parlare di Josuke come di un cavaliere dal cuore d’oro, ma devo dire che rispetto ai precedenti JoJo non manifesta una grande maturità, anche se coraggio, intelligenza, determinazione e forza lo rendono comunque un degno discendente dei Joestar.

Oltre a Josuke, durante tutta la serie, incontreremo tanti particolarissimi (per non dire folli) ragazzi, molti dei quali liceali come il protagonista. Tra di questi va citato il piccolo Koichi Hirose, uno dei nuovi amici e coetaneo di Josuke, anche lui appena entrato al liceo. Tipo molto timido e remissivo, Koichi, anche per il suo aspetto, sembrerebbe del tutto inoffensivo, ma trovarsi davanti a situazioni estreme lo indurrà a sviluppare un carattere più sicuro e impulsivo. Anche se, ai miei occhi, rimarrà solo un tipo che si butta nell’azione troppo tardi…

Al contrario di Koichi, uno che passa subito ai fatti (spesso senza neanche cercare la via pacifica) è Okuyasu Nijimura, un altro bel personaggio che si presenta come nemico di Josuke e, in poco, viene convertito dalla determinazione del protagonista, a cui si legherà moltissimo e di cui diventerà un fedele alleato. Okuyasu non è dotato di grandissima intelligenza, al contrario di molti astuti personaggi di quest’anime, ma vanta uno Stand, The Hand, dai poteri decisamente efficaci.

Va per forza citato Rohan Kishibe, un fumettista molto famoso che risiede a Morio-cho e che conduce una vita solitaria. Apparentemente un nemico, dopo qualche scontro Rohan passa dalla parte dei “buoni”, soprattutto per via del legame che svilupperà con Koichi. La sua figura, oltre ad avere un fascino tutto suo, nonostante anche questo individuo non sembri sempre in pieno possesso della salute mentale, è importante perché aiuta ad aggiungere molti tasselli alla trama di  questo Diamond is Unbreakable.

Anche in questa serie si presenta, poi, una fitta serie di antagonisti, inizialmente legati alla corsa per appropriarsi dell’arco e della freccia magici di Dio, in seguito connessi al misterioso serial killer che minaccia gli abitanti di Morio-cho.

E su questo spietato personaggio, Kira, mi soffermerò solo qualche istante, perché non può non essere menzionato. Innanzitutto, perché è totalmente fuori di testa, perverso e la sua voglia di uccidere lo accompagna da ben 15 anni, rendendolo uno dei principali motivi delle misteriose sparizioni avvenute nella ridente cittadina di Morio-cho. In secondo luogo, perché il potere Stand, che ha sviluppato qualche anno dopo l’aver iniziato a mietere vittime, è dannatamente pericoloso e incredibilmente versatile, data la straordinaria capacità di evolvere. Kira è uno di quei cattivi che non smette mai di stupirti e che arriverai a pensare possa sconfiggere qualsiasi ostacolo sul suo cammino.

Come dire… Kira è personaggio esplosivo!

Connessa alla figura di Kira c’è un altro giovanissimo personaggio, che cito a grandi linee, per non spoilerare troppo, ma che non posso tralasciare dato che è stato, forse, uno dei miei preferiti di questa serie. Sto parlando di Hayato Kawajiri, un bambino delle elementari molto astuto, che si renderà conto della vera natura di Kira e che cercherà, con tutte le sue forze di sconfiggerlo o smascherarlo, per il bene di chi ha vicino, pur essendo consapevole che questo maligno individuo è dotato di poteri sovrannaturali. Hayato è decisamente uno di quei personaggi a cui affezionarsi e per cui tifare.

Altre cose che potreste voler sapere su Le Bizzarre Avventure di JoJo [Spoiler Free]

♡ Come già accennato, questo anime è tratto dall’omonima serie manga, di Hirohiko Araki, composta attualmente di 119 volumi, iniziata nel lontano 1987 e ancora in corso. Il fumetto, di impronta shonen-seinen, è diviso nelle seguenti parti:

  • Phantom Blood
  • Battle Legacy
  • Stardust Crusaders
  • Diamond Is Unbreakable
  • Vento Aureo
  • Stone Ocean
  • Steel Ball Run
  • JoJolion               (penultima serie, ancora in corso)

♡ In quest’opera ci sono moltissime citazioni a cantanti e gruppi rock, tanto che una grandissima parte dei nemici ha dei nomi palesemente ispirati al genere (es: Red Hot Chilly Peppers, Killer Queen, Bites The Dust, Kars, ecc…)

♡ Prima dell’adattamento animato di tutte le serie, è stata prodotta una serie di 13 OAV, nel 1993, incentrati solo sulla terza parte del manga (Stardust Crusaders).

♡ Oltre ai 39 episodi, la serie Diamond Is Unbreakable vanta anche un OAV. Nella controparte cartacea della stessa serie è stato anche creato uno spin-off a puntate, intitolato Thus Spoke Kishibe Rohan, incentrato, per l’appunto, sul personaggio di Rohan.

♡ Lo stile grafico cambia tra le varie serie dell’anime ed è particolarmente evidente nell’ultima serie animata uscita finora, Diamond Is Unbreakable.

Jotaro caro, cosa ti hanno fatto?!?

Commenti

Non saprei veramente da dove iniziare per dirvi quanto questa serie mi sia piaciuta, nonostante, inizialmente, fossi un po’ scettica a riguardo, soprattutto per il sopracitato stile molto enfatizzato (ho problemi quando, in una serie, ti spiegano ogni singola cosa a parole come se non fossi in grado di capire con i tuoi occhi ciò che stai palesemente vedendo). La prima puntata, in particolar modo, mi aveva fatto un’impressione orribile, perché aveva lasciato in me il senso di sbagliato: veder Dio prevalere ingiustamente e brutalmente sul giovane Jonathan ha rischiato seriamente di non farmi proseguire nella visione della serie. Per fortuna, invece, la guida del mio paziente compagno, che aveva già visto JoJo, mi ha ricondotto sulla retta via e, episodio dopo episodio, la trama ha saputo prendermi, i personaggi mi hanno catturata e ho iniziato ad amare ogni posa, ogni frase, ogni cosa. Sino a raggiungere il livello di hype generalizzato ogni volta che se ne parla.

I personaggi messi in campo sono tantissimi, una valanga, più si avanza e più se ne intravedono di nuovi e in grandissima parte sono soggetti interessanti e piuttosto bizzarri (se così non fosse, non ne deriverebbero delle altrettanto bizzarre avventure). Costumi, stile, carattere, pose, frasi: sono studiati sotto moltissimi aspetti e stimo molto l’autore per la fantasia con cui è riuscito a creare un mondo così variopinto.

I vari JoJo, a modo loro, sono tutti unici e irripetibili, hanno dei caratteri diversi, ma conservano quel valore di giustizia e quel coraggio che li rende, complessivamente, sempre piacevoli. Ai miei occhi, il migliore è (e probabilmente rimarrà per sempre) Jonathan, per la sua onestà, per la purezza del suo spirito, per, appunto, gli ideali. Per questo, devo dire, ho un po’ sofferto il fatto che, tra tutti i JoJo, sia stato l’unico a non aver veramente ottenuto ciò per cui stava lottando.
Certo, anche il tenebroso Jotaro e il suo stile “severo ma giusto” ha il suo perché!

A questo punto della terza opening, di solito, iniziavo a piagnucolare “Jonathan!!!”… con un fanatismo che potrebbe essere invidiato dalle teenager!

Tra i personaggi “secondari” ci sono altrettanti soggetti meritevoli di attenzione, tra cui Speedwagon, Erina, Kakyoin, Okuyasu… tutti valorosi e pronti a fare il massimo per i rispettivi amici/compagni. Ho gradito molto meno, invece, (ma non disprezzato, eh) le figure di Caesar, Polnareff e di Koichi: i primi due per il troppo parlare, seguito da pochi fatti; il secondo per la pessima abitudine a svegliarsi sempre troppo tardi. Anche se, lo ammetto, hanno avuto il loro ruolo fondamentale nella storia e sicuramente non sono dei brutti personaggi.

Poi ci sono gli antagonisti. Dei cattivi cattivissimi, dei malvagi malvagissimi. Esseri che veramente non si fanno scrupoli davanti a nulla e a nessuno, né chi li ha cresciuti, né bambini, donne, l’umanità intera. Anche da questo punto di vista trovo che l’autore abbia fatto un ottimo lavoro nel delineare questi personaggi, perché sono tutti veramente maligni e, nell’insieme, indubbiamente disprezzabili. L’unica cosa che mi ha un po’ infastidita è stata l’impressione che il personaggio di Dio Brando perdesse di tridimensionalità dal primo arco narrativo al terzo: la sua figura era nata per essere in contrapposizione a quella di Jonathan, che lo stesso Dio ha sempre considerato una parte importante della sua evoluzione, mentre più volte, soprattutto alla fine di Stardust Crusaders, sembra rinnegare lo stesso sangue che ora gli scorre nelle vene. Sarà per la mancanza di rispetto per la figura di Jonathan, sarà perché sminuisce gli avversari che ha temuto per un’intera serie, ma questo secondo Dio, pur mantenendo la sua malignità e il suo subdolo modo di fare, mi è piaciuto un po’ meno.

Kira, invece, è stato forse il cattivo che più mi ha tenuto con il fiato sospeso e, paradossalmente (dato che era l’unico ad essere lontano anni luce dall’ essere una divinità e bramare la conquista del mondo), è stato quello maggiormente che mi ha colpita, scossa e lasciata con la pelle d’oca. Credo che questo sia dovuto al fatto che, anche senza il suo Stand, Kira era una minaccia molto più “reale” dei precedenti cattivi: un mostro umano che si muove nell’ombra di una piccola città, colpendo innocenti senza mai essere scoperto. Questa caratteristica ha fatto della seconda metà di Diamond Is Unbreakable uno delle mie preferite di tutto l’anime, insieme a buona parte di Stardust Crusaders.

Certo… mentirei se dicessi che di buchi nella trama, particolarmente in quest’ultima serie, non ve ne sono. Più di una volta, durante Diamond Is Unbreakable, mi sono chiesta come mai i personaggi agissero in un modo piuttosto che in un altro, senza trovare risposte con un’effettiva valenza, e il fatto che la serie intera proceda presentando nemici che, dopo essere stati sconfitti, da un giorno all’altro, passano dal lato dei protagonisti mi ha un po’ fatto storcere il naso. Ma, come disse qualcuno (ovvero Dario Moccia, lo YouTuber, in un suo video in cui parlava di JoJo, includendolo nella sua classifica dei migliori shonen) andare a focalizzarsi troppo su alcuni tratti della trama fa perdere di vista il senso dell’opera e ne rovina l’ottima godibilità. In fondo, non è solo per gli intrecci della trama che JoJo è un bell’anime, ma per i valori che trasmette, per il divertimento che regala, per i brividi, per le grandi risate e per l’attaccamento che ti fa sviluppare verso alcuni dei tantissimi personaggi.

E veniamo, infine, a un altro dei punti forti di questa serie. Come molti sanno, ho un debole per le sigle degli anime giapponesi e, quando guardo un’opera di questo genere, non posso che soffermarmi anche su questo aspetto. Ebbene, fino a qualche tempo fa difficilmente avrei creduto di poter imbattermi in sigle così spettacolari e perfette come quelle di JoJo’s Bizarre Adventure. Qui non si parla solo di belle canzoni, ma ci si ritrova davanti sigle che rispecchiano, ognuna, lo stile del rispettivo JoJo, che nascondono dettagli di ogni tipo (a volte, lo ammetto, facendo spoiler), con scene spettacolari e in grado di ricreare hype in un amante dell’opera anche a distanza di mesi dalla fine di una serie.
Alcune sigle hanno addirittura delle varianti nel video o nell’audio in base agli avvenimenti che vengono svelati nella trama principale (quindi possiamo dire che le sigle facciano uno spoiler selettivo). Qualora voleste vedere con i vostri occhi ciò di cui sto parlando, vi lascio qui sotto un video che racchiude tutte le opening de Le Bizzarre Avventure di JoJo (anche se le ending meriterebbero altrettanta attenzione), ma vi avverto nuovamente che potreste rovinarvi qualche colpo di scena.

Concludendo

Nonostante la notevole lunghezza di questo post, ho  probabilmente mostrato solo “la punta dell’iceberg” dell’opera. Avrei potuto parlare ancora della trama, dei colpi di scena, dei personaggi (ce ne sono a bizzeffe che non ho neanche nominato), degli Stand, delle scene di lotta e di ciò che più ho amato o meno mi è piaciuto in questa serie, ma spero di essere riuscita a far passare il concetto che quest’opera merita di essere vista, per la sua particolarità, per il modo in cui riesce a racchiudere divertimento e momenti drammatici, per il modo in cui riesce a scavarsi un posticino nel cuore. Comunque, sia che vi piaccia il genere sia che non apprezziate quest’opera, difficilmente, se la guarderete/l’avete vista, riuscirete a dimenticare Le Bizzarre Avventure di JoJo.

Spero di non avervi annoiato troppo con questo Malloppost (che batte, forse, tutti quelli che ho scritto finora) e come sempre vi chiedo di lasciarmi un feed-back: avete visto questo anime o letto il manga? Siete interessati al genere? Quale altro shonen vi ha entusiasmato a questi livelli?

A presto,

Iya&Ceres

 

Note: Le immagini in questo post non sono di mia proprietà e sono state usate a puro scopo illustrativo.