…I'll also show you a sweet dream next night…

Archivio dell'autore

Anonymous Noise – Anonymous Anime? [FlashPost]

Avendo, in queste settimane, poco tempo a disposizione, ho deciso di dedicarmi alla visione di qualcosa di breve e leggero. Mi sono ricordata che, qualche tempo fa, bazzicando su YouTube, avevo incrociato il canale della Yamato Video e mi era caduto l’occhio su un anime sentimentale, di soli 12 episodi, che parlava anche di canto. Mi sono quindi data alla visione di Anonymous Noise.

Trama

Nino Arisugawa canta da quando era piccola. La sua voce, molto particolare, in passato l’ha fatta legare molto con due ragazzi, con cui, però, ha totalmente perso i contatti: Momo, il suo primo amore, e Yuzu, un suo amico. Entrambi, prima di sparire, gli dissero che l’avrebbero ritrovata grazie alla sua voce, per questo, Nino, non ha mai smesso di cantare. Arrivata alle superiori, tuttavia, le cose iniziano a prendere una nuova piega.

Commento

In generale posso dire che quest’anime non mi sia dispiaciuto, anzi: nonostante la sua brevità mi ha abbastanza coinvolta e incuriosita. Ci sono momenti piuttosto divertenti, altri più emotivi, lo stile musicale/visivo del gruppo in cui Nino entra è molto accattivante e mi sono di sicuro immedesimata nella protagonista, soprattutto per via della passione per il canto. Anche se la voce di Nino non è perfetta (anzi, a volte sembra quasi stonata), lei canta con tutta l’energia che ha, quasi per svuotarsi dei propri sentimenti. Tutto questo l’ho trovato, anche se tecnicamente a volte spiacevole, molto bello e… abbastanza familiare!
Tuttavia, credo che questo anime abbia qualche difettuccio da mensionare:

  • Nonostante i personaggi non siano fastidiosi in sè (anzi, nel complesso li ho trovati tutti piuttosto piacevoli), a volte sembrano un filino ripetitivi. Nino, ad esempio, lotta per inseguire il suo sogno di rincontrare Momo e Yuzu e ha una grande determinazione… tuttavia non perde occasione di farsi demoralizzare, per poi riprendersi, per poi farsi buttar giù da cose meno rilevanti di quelle di prima. Ok essere sensibili, ma a volte risulta quasi instabile, soprattutto per un personaggio che ha avuto la forza e il coraggio di continuare a cercare i suoi amici PER SEI ANNI, cantando OGNI GIORNO nel loro punto di incontro. Insomma, alla fine certi suoi comportamenti, così come alcuni di Momo e Yuzu, sembrano essere ripetuti a vuoto, tanto da rovinare l’equilibrio dei personaggi stessi.
  • Il finale non è aperto, è percepibilmente incompleto. Chi segue gli anime  è abituato a non avere dei veri e propri finali, quando i relativi manga sono ancora in corso, ma, di solito, se non si è certi di proseguire, non si termina l’opera lasciandola così dolorosamente aperta. In Anonymous Noise, invece, tutto è un crescendo verso l’ultimo episodio, che non è in grado di alleviare la curiosità dello spettatore. Soprattutto nel vedere Nino ancora così incerta, si rimane un po’ con l’amaro in bocca.
  • Il triangolo amoroso è interessante e non si sa se tifare per Yuzu o per Momo. Questo, per lo meno, all’inizio, quando ancora si parla del fantastico Momo-bambino, quello che trattava Nino come la cosa per lui più preziosa nel mondo. Invece, più si avanzava con gli episodi, più soffrivo a vedere Yuzu farsi in 600 per l’amica e non riuscire a farsi, a tratti, quasi notare quanto avrebbe dovuto. Capisco sia la sua posizione che quella di Nino, ma non vedere evolvere nemmeno un po’ il loro rapporto (salvo rare eccezioni) è stato un peccato.

    Yuzu che asciuga, nuovamente, le lacrime di Nino.

  • Stiamo parlando di un anime in 2D, quindi, secondo voi, che senso ha mettere qualche scena computerizzata con lo scopo di rendere, durante i live, l’effetto 3D? Vi rispondo io: non ha senso. Soprattutto se l’effetto è orribile, i movimenti dei personaggi sono legnosi, le immagini ripetute tali e quali per più volte e si alternano a sprazzi a disegni normalissimi.

Queste sono solo alcuni degli aspetti di Anonymous Noise, un anime con dell’ottimo potenziale, che probabilmente non brillerà per perfezione, ma che comunque potrebbe meritare la vostra attenzione, se siete interessanti a una storia che parla d’amore, d’amicizia, di sacrifici e di canto.

Come sempre, vi posto l’opening, per darvi un po’ l’idea dei disegni e dello stile dell’opera:

 

Se avete visto quest’opera, fatemi sapere come vi è sembrata e se siete daccordo con i punti che ho evidenziato. Vi piace la voce di Nino? Tifate per Momo o Yuzu?

A presto,

Iya&Ceres


EX-perienze e lezioni di vita

A volte, chiacchierando con persone nuove, parlando con amici di vecchia data che non si vedono da un po’ o condividendo memorie dei tempi passati, emerge il dolente argomento “EX.

Per la serie “cioè, cava, non puoi capive la soffevenza a stave con un esseve del geneve” e cose allegre di questo tipo. E… anche a me, sarò onesta, capita spesso di fare pensieri del genere. Soprattutto perché, aimè, le mie esperienze “amorose” non sono state proprio una pacchia. Tuttavia, se sono qui oggi a parlarvene, non è per lamentarmi di quanto è stato, ma per esaminare le mie esperienze in maniera più propositiva. Come si suol dire, “ciò che non ti uccide, ti rende più forte”, quindi volevo condividere con voi gli insegnamenti che ogni storia passata mi ha lasciato.

Certo… non ho comunque intenzione di trattenermi dal fare dell’ironia!

L’INIZIO

Due premesse mi sembrano doverose prima di iniziarvi a elencare le “fantastiche” avventure che hanno interessato la mia esistenza.
La prima è che nella mia categoria “Ex” non ricadono solo i fidanzamenti ufficiali, ma anche storie più superficiali o, come alcuni amano definirle, le “storiacce”.
Non che io abbia mai intenzionalmente iniziato avventure poco serie… ma ho finito inevitabilmente per rimanere coinvolta in situazioni del genere.
La seconda è che tutto ciò che sto per raccontarvi ha inizio con la mia vita universitaria. Perché, prima di addentrarmi nell’universo universitario, ero ancora in attesa della persona giusta… ma poi il vivere da sola, la spinta data dalla società, le voci delle amiche che “scarti troppo grasso” o “dagli una possibilità”… diciamo che ho finito per farmi trascinare a fondo da situazioni che prima avrei volentieri evitato. Mannaggia a me e a quando mi lascio trasportare!

 

1 – L’AMICONE DEL CUORE

Tutto ha inizio con una me stessa un po’ fragile: appena lasciata casa, non ammessa per un pelo all’università desiderata, scopro di avere qualche problemino di salute e subentrano altre mille cose destabilizzanti a incasinarmi la vita. A tenermi un po’ a galla sono i miei due coinquilini, amici di vecchia data, che adoro. Uno dei due, in particolare, è il mio super-confidente, di quelli con cui parli di tutto senza problemi, con cui condividi tutto e con cui ti scambi consigli. Una bella relazione in fondo… finchè lui non si lascia con la ragazza storica e tenta l’approccio. Inutile dire che succede il finimondo, perché io, guidata soprattutto dal fatto che era una delle poche figure stabili della mia vita, cado come una scema tra le sue braccia, ma lui… “ho appena chiuso una storia importante, non ho voglia di legarmi, ho bisogno di tempo per me”. Ma allora, perché ci hai provato?
La cosa va avanti per mesi, con un tira e molla in cui io aspettavo di capire cosa L’AMICONE volesse fare, mentre lui non si risparmiava qualche scappatella con ragazze random dell’università. Ovviamente, se provavo io a guardare un altro ragazzo, apriti cielo!

Morale della favola: dopo quasi un anno di “relazione”, faccio mente locale e mi si apre un mondo. Capisco non solo che quella persona non faceva per me e che il mio legame per lui era nato solo per un mio periodo di smarrimento, ma anche che, ai miei occhi, era caduto infinitamente come uomo. Non solo non era più papabile come ragazzo, ma neanche come amico. La cosa divertente, ovviamente, è che quando ho deciso IO di mettere il punto alla storia, lui si è messo a tampinarmi per mesi perché mi rivoleva indietro ed era geloso di vedermi parlare con altri uomini e tante altre banalità del genere.

Take-home message

  • L’umiliazione che si prova ad essere presi in giro (soprattutto se a farlo sono persone a te vicina) è immensa e difficile da dimenticare. Ma è un ottimo spunto per evitare di ripetere lo stesso errore.
  • Se una persona è veramente interessata a te, non gli servirà “tempo per stare da sola”. O, nel raro caso in cui davvero ne abbia bisogno, sicuramente non passerà il suo tempo baciando/sentendo/rincorrendo qualcun altro!
  • Negare l’evidenza è uno spreco di tempo: è inutile che si giustifichi a parole, se non dimostra di tenerci con i fatti e continuare a giustificarlo e a sperare in lui è solo autolesionismo. Un inutile spreco di energie. Prima si capisce cosa davvero vuole la persona di fronte a noi, prima la si può mandare a quel paese (ovviamente, se serve).

2 – IL DONNAIOLO

Liberatami finalmente dalle pesanti catene della situazione che vi ho appena narrato, ho tutta l’intenzione di riprendere le redini della mia vita e di rimettermi in campo come ragazza più sicura di sé e delle proprie possibilità. Ah già, perché stavo dimenticando di dirvi che “L’AMICONE”, proprio in veste del suo ruolo di amico, non si è mai trattenuto dal sottolineare le mie pecche fisiche o far battute sulle mie imperfezioni. Che simpaticone!
Fatto sta che inizio di nuovo ad uscire, a far serata con le amiche, a frequentare qualche festa universitaria… finché un tipo, il classico “amico di una mia amica”, inizia a provarci. Ma, sarò onesta, non mi ispirava fiducia: sembrava il classico donnaiolo viscido che ti punta come se fossi un premio da portare a casa. Quindi lo rifiuto una volta, due volte, tre volte. Poi, però, lui inizia ad essere sempre più presente dentro casa (perché l’amica in comune era anche la mia nuova coinquilina) e fà il lavaggio del cervello all’altra mia coinquilina, che “mi ha parlato di te, sembra così preso, dice che sei diversa da tutte le ragazze con cui è uscito” e tante altre cavolate del genere. Gira che ti rigira, però, finisco per abituarmi alla sua presenza e al suo modo di fare e, poco per volta, cedo. Ci frequentiamo più o meno per un paio di mesi, ma ogni volta che mi avvicino lui si allontana (perché, evidentemente, ottenuto il trofeo, non è più stimolato a darmi attenzioni) e quando invece mi allontano, lui riprende a fare lo splendido. La classica persona che ti vuole ai suoi piedi, ma che non vuole te nello specifico.

Morale della favola: Ho ovviamente preso le distanze da lui e, dopo una settimana, rincontrandolo, mi sono sentita anche in dovere di specificare che non volevo assolutamente avere più niente a che fare con lui. Non che gliene sia mai fregato qualcosa!

Take-home message

  • A volte la prima impressione è azzeccata, per cui è importante non dimenticarsi del proprio istinto.
  • Non importa se una persona, sotto sotto, è buona e simpaticase fuori fuori è comunque una persona di cacca!
  • Diffida sempre di chi, non sapendo come arrivare a te, cerca di farsi bello agli occhi delle tue amiche. Sono solo sotterfugi per chi, probabilmente, non ha manco intenzione di impegnarsi davvero.

Un’immagine che mette i brividi… quindi piuttosto azzeccata!

 

3 – IL RAGAZZO APPARSO ALL’IMPROVVISO

Per mesi e mesi sto da sola. In fondo, c’ero sempre stata, prima di arrivare all’università, risparmiandomi un sacco di incavolature! Arriva l’estate e approfitto dell’aria condizionata della scuola per studiare, perché a casa, come spesso accade, l’ambiente non è molto favorevole. In biblioteca faccio la conoscenza di un ragazzo simpatico, tranquillo, carino… però mai visto. Si chiacchiera, ci si vede in giro ai pub e, alla fine, ci si scambia i numeri. Tutto poi evolve e crolla a una velocità allucinante: si inizia a smessaggiare, si esce un paio di volte, ci si scambia qualche bacino e poi arriva la magica chiamata del “scusa, sono ancora innamorato della mia ex”. Fine.

Morale della favola: Al rientro dalle vacanze estive scopro che il tipo aveva la fama di essere uno che ci provava con tante per non concludere mai nulla. Manco un donnaiolo, semplicemente… un chiacchierone? Non ho mai saputo se la storia della ex fosse vera, ma poco importa: sicuramente non l’ho più cercato.

Take-home message

  • Diffidare sempre di chi parla troppo della propria ex: o ce l’ha ancora in testa o sta facendo paragoni che non dovrebbe fare.
  • E’ importante non dar credito a tutto ciò che dicono gli altri… ma se non si conosce affatto una persona, fare qualche domanda preliminare in giro potrebbe risparmiare tante fregature.

4 – THE ICE MAN (alias L’UOMO GHIACCIOLO)

Passa più di un anno e io mi faccio beatamente i fatti miei. Praticamente quasi non ho più contatti con il mondo esterno ed esco pochissimo. Questo fin quando faccio amicizia con una ragazza straniera, arrivata nella mia università perché partecipante all’erasmus. Data la sua presenza, comincio a farle un po’ compagnia nelle uscite serali e, rullo di tamburi, accade qualcosa che non mi sarei mai aspettata. Il primo (e ultimo) colpo di fulmine della mia vita. Di quelli che fissi una persona per ore con la bavetta alla bocca o arrossisci da morire ogni volte che ne incontri lo sguardo. Il destino ha voluto che quel ragazzo fosse una conoscenza della mia amica straniera (che evidentemente era mille volte più socievole di me) e così, grazie anche al sostegno di lei, io e il tipo misterioso abbiamo iniziato a frequentarci. Esteticamente mi piaceva molto, ma era sempre molto distaccato. Di quelli che ti scrivono una volta ogni due giorni, a cui va bene di vedersi una volta a settimana… mentre io, un po’ per indole, un po’ perché ero attratta come una zanzara dalla luce, ero “on fire”.

Morale della favola: Ci siamo frequentati per circa un paio di mesi, vedendoci comunque pochissimo. Lui diceva di essere interessato e giustificava il suo distacco dicendo che, oltre ad essere un po’ freddo di carattere, non voleva legarsi troppo, perché era incerto se partire per andare a studiare/lavorare all’estero (in un posticino abbastanza lontano). Io, però, ero stanca di vivere nell’incertezza e nel gelo invernale (nonostante fosse estate e facessero 40°), per cui ho deciso di chiudere.

Take-home message

  • Puoi essere immensamente attratto da una persona, ma se i vostri caratteri sono totalmente opposti (e assolutamente impossibili da conciliare) difficilmente la storia andrà a buon fine. E, decisamente, le persone troppo fredde non fanno per me.
  • Sono sempre più convinta che, in determinate situazioni, o decidi di metterti in gioco o rimani a guardare. Fare un passo verso l’altra persona, senza essere sicuro di volerla raggiungere, è inutile: non si può avere una relazione a metà.

Affondata dal ghiaccio… come il Titanic! [paragoni brutti]

5 – IL TIPO “IO VORREI… NON VORREI… MA SE VUOI”

Mentre mi stavo sentendo con L’uomo ghiacciolo, si fa avanti un ragazzo che conosco, che mi chiede di uscire. Ma io non sono proprio una che mette il piede in due scarpe, quindi, molto candidamente, gli dico che mi sto già sentendo con qualcun altro. Passato però ilmomento Ice Man”, qualche tempo dopo, lo rivedo e, sta volta, opto per proporgli io di prendere un caffè (in fondo, chi lo ha detto che le donne devono solo aspettare, no?). Lui accetta, ci diamo appuntamento e, all’ultimo, si tira indietro, apparentemente per via di imprevisti. Però passano i giorni e non si fa vivo. Nel mentre, perdo il cellulare e sono quindi costretta a tornare al precedente dispositivo, decisamente poco performante e senza whatsapp. E, ovviamente, per tre settimane, nessuna traccia del suddetto personaggio, se non una domandina remota lasciata su una chat di WA (riemersa una volta recuperato un nuovo smartphone). Quanto può essere interessata una persona che, resasi conto che non ti connetti da due settimane, manco cerca di mandarti un messaggio normale?

Morale della favola: rispondo al suo remoto messaggio whatsapp e lui, molto incerto, mi lascia intendere che devo decidere io se vederci o meno. Ovviamente, dato il suo immenso interessamento, decido che non è il caso. Tre settimane dopo, lui cambia la sua immagine di profilo per mette una foto con la sua nuova ragazza, dove si sbaciucchiano. Che teneri!

Take-home message

  • Diffida sempre di chi a tratti vuole, a tratti non sa, poi trova scuse: molto probabilmente la verità è che non gli piaci abbastanza. O che sta già tastando il terreno altrove…
  • Certi treni passano una sola volta e il tempismo, in queste cose, è molto più importante di quel che normalmente si pensi.

6 – L’UOMO DAI MILLE HOBBY

Passano altri mesi e, per via di amicizie in comune, riprendo a frequentare lo stesso gruppo che frequentavo a 16 anni. In questo gruppo c’è anche un ragazzo a cui ero molto affezionata e che, a suo tempo, si era preso una bella cotta per me. Sarà per il tempo passato, sarà per le esperienze fatte (nel mio caso abbastanza spiacevoli e inconcludenti), ma il rapporto tra di noi cambia e iniziamo a frequentarci. In breve tempo ufficializziamo la cosa e ci fidanziamo. Lo presento anche in famiglia, perché tutto sembra procedere tranquillo. E così rimane, per qualche mese. Poi però abbiamo una bella discussione. E poi altre. E ogni volta tocca a me fare un passo in avanti per far pace. E sono anche quella che cerca di passare più tempo insieme, anche a costo di fare i salti mortali. E sono anche quella che, se c’è qualcosa che non va, cerca un confronto o, se ha dei pensieri, un consiglio. Però, evidentemente, è un mio problema. Perché sono io che me la prendo sempre per tutto, che dò sempre troppa importanza alle cose e alle persone. E più il tempo passa, più mi rendo conto che, in un certo senso, è così. Perché io dò molta importanza alle persone, cosa che lui, invece, evidentemente non è abituato a fare. In un anno e qualche mese finisco per spegnermi del tutto, per iniziare a distaccarmi e a non fidarmi più di questa persona che non si rende conto di quanto impegno io metta nella nostra storia, mentre lui è solo preso dai suoi gruppi, dai suoi impegni, dai suoi hobby… che sembrano venire sempre e comunque prima di me.

Morale della favola: A inizio estate ho detto al mio ragazzo che le cose non andavano più e che i miei sentimenti erano cambiati. Poi ho aspettato qualche mese, per essere sicura di valutare bene la situazione (“non si buttano un anno e mezzo di relazione”, ho pensato) e per vedere se qualcosa cambiava. Ma, ovviamente, lui non ha detto nè fatto niente. “Pensavo si fosse risolto da solo” ha detto quando l’ho lasciato. Il che non ha fatto che confermare che stavo facendo la scelta giusta.

Take-home message

  • Una persona apparentemente tranquilla e posata a volte si dimostra tale solo perché non viene toccata da nulla.
  • Quando in una relazione fai tutto da sola, c’è qualcosa che non va.
  • La comunicazione è sempre importante. Se dall’altra parte qualcuno risponde sempre controvoglia, a mezza bocca e con aria di sufficienza, forse è il caso di lasciarlo ai propri interessi (del quale, evidentemente, non si fa parte).

Questo è quanto. Ho fatto un bel resoconto delle mie sbandate e di tutte le volte che sono caduta, per poi rialzarmi. Spero davvero che questo post non sia risultato pesante, perché non volevo assolutamente tediarvi, e spero di avervi fornito qualche spunto di riflessione o di avervi fatto sorridere.

Se c’è qualche mia disavventura che vi è rimasta impressa o qualche altra lezione che avreste estrapolato dai suddetti contesti, non esitate a dirmelo! Ovviamente sono pronta ad ascoltare qualsiasi vostra esperienza vogliate condividere.

A presto,

Iya&Ceres


Yuri!!! on Ice

Grazie al suggerimento di Nyu ho scoperto che la maglia che ho ricevuto per sbaglio dal sito Qwertee (vedi qui) è dell’anime Yuri!!! On Ice. Presa dalla curiosità suscitatami dalle immagini trovate su internet, ho deciso di lanciarmi nella visione del titolo e… mi sono divorata tutta la serie in meno di 48 ore.

Trama

Yuri Katsuki è uno dei migliori pattinatori artistici del Giappone. Nonostante sia riuscito ad arrivare al Grand Prix, una competizione mondiale, preso dall’agitazione e per via di alcuni avvenimenti personali che lo hanno scosso, finisce per classificarsi ultimo. Esce dalla competizione estremamente amareggiato e pensa seriamente di abbandonare la carriera agonistica. A scuoterlo dal suo torpore arriva però Victor Nikiforov, cinque volte medaglia d’oro nel pattinaggio artistico e suo idolo, che si propone come suo coach.

Commenti

Non so se sarò in grado di esprimere quanto questo titolo, inaspettatamente, mi abbia emozionata e coinvolta, ma ritenevo doveroso fare un tentativo. Perchè ho adorato ogni singolo episodio di questo anime.

Ma partiamo dall’inizio: Yuri!!! on Ice parla di pattinaggio artistico e, nonostante io non sia esperta in questo campo, non ho trovato quest’opera minimamente noiosa.  Spesso viene utilizzato il linguaggio tecnico, ma tutto ciò che serve per capire l’anime viene spiegato di volta in volta, così da non escludere uno spettatore meno esperto, e ai momenti  seri e dal maggiore impatto emotivo, come gare e allenamenti, si alternano scene e siparetti molto più di leggeri e qualche flashback inatteso. Questo bel mix rende l’opera emozionante e divertente, quindi, ai miei occhi, molto godibile.

Ho amato il fatto che, durante le varie esibizioni, oltre che ascoltare le bellissime musiche e osservare le coreografie, ci vengano mostrati i pensieri dei pattinatori e delle persone a loro vicine. Questo rende possibile non solo una maggior empatia col protagonista, Yuri, ma consente allo spettatore di percepire la personalità di ogni singolo personaggio messo in campo. Ogni gara non è solo una serie di movimenti armonici su una meravigliosa base, ma per ognuno rappresenta qualcosa di diverso e questo ci porta anche a contestualizzare gli errori, le espressioni e la determinazione di tutti. Per questo, in certi momenti, si finisce quasi per dispiacersi o tifare un po’ anche per gli avversari.

Ho apprezzato molto il fatto che, nonostante ognuno voglia vincere per continuare a inseguire i propri sogni, ci sia lealtà e rispetto tra tutti i concorrenti. E’ un anime che ci racconta che competizione e sportività possono coesistere e che avere degli avversari forti non sempre è un male, ma può essere un forte stimolo per dare il meglio. Ci viene chiaramente mostrato come Victor sia stato lo stimolo maggiore per alcuni degli altri pattinatori, che hanno accusato anche il suo ritirarsi dalle scene, e allo stesso modo Yuri, con la sua nuova determinazione e i suoi miglioramenti, è ciò che sprona i più giovani a giocarsi il tutto e per tutto. In particolare, a risentire della presenza del “Yuri giapponese” sarà il russo Yuri Plisetsky (soprannominato Yurio), appena entrato nella categoria senior e voglioso di lasciare il segno. Durante tutto l’anime seguiremo molto anche la sua storia, i suoi progressi e nonostante il carattere da gatto schivo, Yurio finirà per rimanere nel cuore non solo di Yuri e Victor, ma dello stesso spettatore.

Veniamo poi all’altra cosa che ho follemente amato di questo cartone: il rapporto tra Yuri e Victor.
Yuri ha sempre adorato Victor, lo ha sempre stimato come pattinatore e ha sempre desiderato di poter raggiungere la sua bravura. Victor, d’altro canto, è un grande campione che rimane affascinato dallo stile e dall’emotività che Yuri riesce ad esprimere. Ma questo, ovviamente, è solo l’inizio del loro rapporto, che è destinato a crescere e diventare immensamente profondo.
Grazie al suo coach, Yuri riscoprirà la passione per lo sport che li accomuna, ma si ritroverà tra le mani un sentimento ancor più forte, più ardente, una voglia di lottare e di dimostrare che la presenza di Victor gli ha cambiato la vita, lo ha fatto rinascere: il suo carattere introverso e insicuro muterà gradualmente, portandolo ad aprirsi, per mostrare al mondo chi è veramente e quanto forte possa brillare.
Dall’altra parte c’è Victor, inizialmente incuriosito da Yuri, che non si limierà a condividere con lui programmi ed esperienza, ma finirà per riversare in lui speranze, emozioni e ad ogni sua esibizione capirà di voler dare ancora di più, sia al suo pupillo che al mondo.
Un legame pressochè indissolubile, così ci appare alla fine dei 12 episodi, tanto da avermi sinceramente fatto sperare in qualcosa di più. Normalmente non sono una ragazza che vede connotazioni yaoi in ogni titolo che si ritrova davanti, ma ogni gesto compiuto dai due protagonisti nel corso della serie non ha fatto che enfatizzare la forza e la purezza del loro rapporto. Ogni abbraccio, ogni lacrima, ogni frase racchiude rispetto, complicità e, per l’appunto, amore. E tutto questo mi ha emozionata tantissimo.

La bellissima opening, che vi posto qui sotto, è un’ottima rappresentazione di ciò che ho cercato di raccontarvi. Nonostante i disegni quasi abbozzati, la sigla esplime dolcezza, volontà di combattere, di riscattarsi, di emozionare.

Purtroppo molte delle opening trovate su YouTube sono state private della traccia audio, che viola i copyright, per cui spero che almeno questo link rimanga funzionante. Tra l’altro, questo video evidenzia la variazione tra la sigla del primo episodio e le altre 11, enfatizzando la rilevanza che ha avuto l’incontro tra i due protagonisti.

Vi consiglio di vedere anche la ending, molto bella ed energica, e di ascoltare alcune delle canzoni usate per le esibizioni, che tolgono il fiato. Sarò banale, ma quelle che ho preferito sono In regards to love – Agape e Eros e, ovviamente, Yuri on Ice.

Che altro dire? Sarò stata nel mood adatto per vedere questo titolo, perchè, contro ogni aspettativa, mi sono ritrovata a pregare con ogni mia forza affinchè Yuri riuscisse a farsi valere e, più ci si avvicinava al gran finale, più sentivo nascere in me aspettative, ansia e curiosità. Non vi nego che mi sono anche commossa e che sto desiderando ardentemente che arrivi, come ho letto in giro, una seconda stagione.

Spero che questo post vi abbia incuriositi e mi auguro di non essere sembrata eccessivamente prolissa o esagerata. Se avete visto quest’opera, fatemi sapere cosa ne pensate e se vi ha colpiti come ha fatto con me.

A presto,

Iya&Ceres

 


Parlando di cose interessanti…

Negli ultimi mesi ho iniziato a seguire due canali YouTube molto interessanti e mi faceva piacere condividerli con voi, soprattutto perchè non trattano temi banali, ma cercano entrambi, a modo loro, di educare o creare un dialogo.

Il primo è Breaking Italy, canale gestito da Alessandro Masala (soprannominato SHY per il suo nickname: Shooter Hates You), che si occupa di “informare e intrattenere“. Ogni giorno della settimana lavorativa (più o meno), Shy ci propone un video in cui affronta le news del giorno, con un occhio molto critico, citando sempre fonti (giornalistiche e meno) a cui potersi appellare per informarsi su cosa sta accadendo nel mondo, senza dimenticare di analizzare le diverse sfaccettature della notizia stessa. Tutto questo, cercando di mantenere un tono leggero e divertendo lo spettatore. Io lo trovo fantastico, sia per il suo humor sia per il suo modo di porsi nei confronti delle notizie, degli avvenimenti e delle persone: a volte sottolinea quanto alcuni avvenimenti vengano ingigantiti e come ciò che viene detto in tv o scritto sui giornali possa influenzare le persone, altre volte cerca di mettere gli spettatori nei panni dei protagonisti delle vicende, analizzando ciò che sta alla base di alcuni comportamenti, il tutto cercando di fornire sempre una visione oggettiva e non di parte di quanto tratta.

Per prendere due piccioni con una fava, vi condivido un suo video monotematico che tratta dell’Adpocalypse di YouTube, così da mostrarvi sia come lavora, sia a cosa sta andando incontro il mondo del grande e rosso tubo in questo periodo.

L’altro canale di cui voglio parlarvi è Cimdrp, creato da Irene (di cui, sorry, non ricordo il cognome), una ragazza molto preparata che cerca di far chiarezza su alcune tematiche importanti, come la parità (in generale), il femminismo, la comunità LGBT e molte altre. A volte spiega il significato di alcune definizioni grazie alla sua rubrica Parità in Pillole, altre volte porta esempi reali di discriminazione (ospitando in certi casi altri YouTuber o persone appartenenti a determinate categorie), altre volte ancora tratta di film, libri o serie, sottolineandone gli aspetti positivi o negativi nell’ottica dell’uguaglianza e i concetti che emergono da queste opere.

Da quando l’ho scoperta non mi perdo neanche un suo video e stimo molto la sua volontà di “creare cultura insieme“. Molti dei suoi discorsi sono stati per me molto illuminanti, soprattutto perchè prima non ero in grado di dare un nome a determinati comportamenti e sensazioni e questo mi metteva a disagio, perchè avevo l’impressione che, certe cose, le vedessi solo io. Allo stesso modo, alcune cose che Irene spiega mi sono servite per fare un’ auto analisi e mi sono resa conto che in passato, anche solo per scherzare, ho detto cose che possono aver ferito qualcuno: le parole hanno un loro peso e non bisogna mai dimenticarsi che anche le altre persone possono soffrire pur trovandosi nella posizione opposta alla nostra. Ad esempio, il body shaming nei confronti delle persone magre, che prima faticavo a vedere come una problematica perchè “la moda è fatta per le magre” e “beate loro, possono mettersi qualsiasi cosa“, ora lo percepisco come una possibile fonte di dolore per chi, magari, desidera essere diverso.

Per questi motivi vi consiglio caldamente Cimdrp, sperando che possa essere utile a voi come lo è stata per me e che possiate apprezzare l’impegno che questa ragazza sta mettendo per cambiare un po’ (in meglio) la nostra società. Tra i vari video che potevo proporvi, ho deciso di optare per uno un po’ meno recente, ma che tocca una tematica che mi sta a cuore: il femminismo e il suo vero significato.

Spero che abbiate apprezzato queste mie proposte. Come avrete capito, trovo YouTube un mezzo molto interessante, per cui consigliatemi pure video e utenti che seguite e apprezzate!

A presto,

Iya&Ceres


See you, space cowboy! [Cowboy Bebop FlashPost]

E’ da un po’ di tempo che sto meditando di recuperare molti degli anime che hanno segnato la mia infanzia per poterli rivalutare a distanza di anni, con una nuova consapevolezza e da un nuovo punto di vista. Dato il mio recente abbonamento a Netflix, ho voluto cominciare proprio da un titolo qui presente e risalente al lontano 1998. Oggi vi parlo, quindi, di Cowboy Bebop.

Trama

Siamo nel 2071 e l’essere umano ha abbandonato la Terra, spostandosi verso il più ampio universo. In questo vasto palcoscenico si muovono i nostri protagonisti, Spike e Jet, due cacciatori di taglie che, a bordo del Bebop, la loro navicella, solcano i cieli cercando di sbarcare il lunario. Sulla loro strada incontreranno personaggi molto vari, ognuno con una propria storia, dei desideri o in cerca di qualcosa.

Commento

Nonostante Cowboy Bebop tratti di cacciatori di taglie e sia ambientato in un lontano futuro, l’azione in sè costituisce solo una piccola parte del titolo. Sin dai primi episodi, lo spettatore si trova di fronte a immagini di una società decadente, in cui la tecnologia è avanzata, ma le persone sembrano scolorite, vuote e in cui la criminalità si espande a macchia d’olio. In questo malinconico panorama si delineano i profili dei nostri protagonisti, alcuni tormentati dal passato, altri in cerca di risposte o del proprio posto.

A creare le giuste atmosfere subentra la colonna sonora dell’anime, prevalentemente jazz (il “Bebop” è, per l’appunto, uno stile del jazz), che non solo è in grado di enfatizzare le situazioni descritte, ma contribuisce a dare al titolo un carattere tutto suo e difficilmente imitabile.

Ho scelto di recuperare questo titolo, tra i primi, non solo perchè relativamente breve (solo 26 episodi), ma principalmente perchè non avevo memoria di quale fosse la trama principale dell’anime, ma ne ricordavo solo alcune sfaccettature. Ed ora capisco la motivazione di quel vuoto mnemonico: nonostante il cartone ruoti intorno alla storia di Spike, non c’è una vera e proprio trama che leghi l’inizio e la fine, ma le disavventure del protagonista servono come pretesto per poter mostrare la vita di tutti gli altri personaggi. Per intenderci, la sola storia di Spike poteva essere riassunta in 3 episodi, ma l’anime punta a raccontare qualcosa di più dell’avventura di un singolo uomo.

Come potrete facilmente dedurre, a questo punto, Cowboy Bebop non è di certo un titolo leggero e fatto per gli amanti dell’azione e delle “botte facili“, perchè, tra una sparatoria e una gag costruita per strappare un sorriso, punta ad approfondire carattere e emotività dei personaggi messi in campo. Per questo motivo non è sicuramente un titolo adatto a tutti, ma per lo stesso motivo è uno dei titoli che rimangono nel cuore e nei ricordi di molti amanti dell’animazione giapponese.

E’ quindi il titolo perfetto?
A mio parere no, per alcuni motivi. Innanzitutto ci sono alcuni dialoghi un po’ incocludenti e fin troppo enfatizzati, di quelli che sembrano voler racchiudere il senso della vita, ma che risultano un po’ forzati nel contesto in cui vengono esposti. Inoltre qualche episodio risulta eccessivamente lungo, prolisso e, in determinate situazioni, alcuni dei protagonisti finiscono per agire in maniera fin troppo stereotipata.

Tuttavia queste possono essere considerate piccole pecche in un’opera dal sapore unico come Cowboy Bebop ed è per questo che vi consiglio di dargli una chance.

Come sempre, vi posto l’epica sigla:

Se, invece, non avete voglia di recuperare i 26 episodi e preferite darvi a una sintesi rapida e in chiave ironica del cartone, vi consiglio questo video di Lilletta Ely, trovato sempre su YouTube.

Avete visto mai questo anime? Che ne pensate? Ma soprattutto… siete anche voi tra quelli che si godevano questi titoli nell’ormai defunta MTV, quando ancora esisteva l’anime night?
[In quest’ultimo caso, unitevi a me in un pianto disperato, mentre rimembriamo i bei tempi che furono!]

A presto,

Iya&Ceres


Pacchetti

Aprile e maggio sono stati due mesi ricchi di acquisti on-line, e quindi di lunghe attese (soprattutto per gli articoli provenienti dalla Cina) e di spacchettamenti.

Avendo uno sconto “prendi 2, paghi 1” sul sito Qwertee, io, mia sorella e il mio ragazzo abbiamo fatto un ordine di massa, comprando ben 8 magliette!

Mia sorella ha scelto le due magliette ispirate ad Alice in Wonderland, il mio ragazzo quella con l’occhio di Sauron e una di Korosensei di Assassination Classroom (che ho preso tale e quale, perchè era troppo simpatica per non accaparrarsela) e io ho comprato le restanti, ovvero una con un disco LP dallo stile vagamente nipponico, quella di “Dungeons&Cats” e… una di Your Name… che qui non compare, perchè, per sbaglio, mi hanno inviato la maglia con la stampa sbagliata. Poi, ovviamente, mi hanno reinviato anche quella giusta…

Anzi, già che ci siamo, c’è qualcuno di voi in grado di dirmi a quale opera fa riferimento la stampa rimanente, con i due pattinatori? Io, davvero, non ne ho idea…

Molto più di recente ho comprato delle nuove cover per  il mio cellulare, perchè la vecchia era totalmente consumata. Ero fortemente indecisa tra due, e quindi…

… le ho prese entrambe! Non ero sicura della qualità dei due prodotti, ma dato che erano in offerta ne ho approfittato. Così ora ne ho una più simpatica e una… un pelino più sobria (ma sempre molto colorata).

Parlando di altri acquisti, ho speso una piccola somma (tipo 3€ in tutto, per intenderci) per acquistare alcuni anelli particolari su Aliexpress.

La prima serie di anellini erano in un unico stock. Ne sto portando alcuni, ma gli altri sono un po’ troppo piccoli e non adattabili (eppure io non ho delle mani grandi, anzi, nei siti europei devo ordinare sempre S o la XS).
Quelli uniti con la catena, invece, sono degli anelli che ho cercato dopo averli visti simili in una serie tv. Anche qui, dato il prezzo praticamente inesistente, ho optato per prenderli in due varianti: argento e oro. Per fortuna sono regolabili, ma la qualità non è delle migliori (ovviamente, dato il prezzo) e l’effetto non è paragonabile a quello che desideravo. Spero di trovare, comunque, un occasione per metterli.

Avevo ordinato anche due orologi in stile vagamente Steampunk, uno per me e uno per il mio partner. Ma, mentre il suo è arrivato da quasi un mese, il mio è stato fermo in MALESIA per tipo 40 giorni e ora dovrebbe essere in Italia… ma continua a non arrivare! XD
Ergo, vi mostrerò la foto presa dal sito, sperando che il prodotto, dopo tanta attesa, sia almeno decente.

WANTED (ho preso quello col centurino nero, ‘cause “black is my happy color” cit.)

L’orologio “fortunato” del mio ragazzo è più o meno così.

Avete fatto qualche aquisto interessante, ultimamente? Comprate on-line o preferite fare shopping per negozi?

A presto,

Iya&Ceres