…I'll also show you a sweet dream next night…

Cose che mi fanno arrabbiare – Capitolo 3: “E’ uno scherzo”

Che bella cosa gli scherzi e le battute tra amici. Uno dice qualcosa, magari su qualcun altro, e tutti ridono allegramente, compreso il diretto interessato. E finisce tutto lì, amiconi come prima.
Peccato che non vada sempre così…

E’ un periodo (abbastanza lungo, in realtà) che mi soffermo a osservare e riflettere sulla modalità in cui gli esseri umani interagiscono in maniera scherzosa tra loro, soprattutto tramite le così dette “battute”. Ci rifletto da un po’ perché, più vado avanti, più ho l’impressione che le persone non sappiano scherzare e che tutto ciò che esce dalla loro bocca, il più delle volte, sia un rigurgito velenoso pregno di giudizio, che di divertente non abbia nulla. Ma ora, con calma, vado a spiegarvi i tre punti principali che mi confondono e infastidiscono di questa straordinaria pratica, lo “scherzo”, affinché possiate dirmi cosa ne pensate.

PUNTO 1: Cose che fanno ridere

Quando si fa una battuta la premessa alla base è chiaramente quella di dire qualcosa che faccia sorridere o, addirittura, scoppiare a ridere qualcun altro. Ovviamente, se il momento e l’ambiente sono giusti, si può anche fare una battuta su una persona presente, sul suo modo di fare o su qualcosa detto da questa, senza essere fuori luogo. Ma la gente sottovaluta sempre alcuni fattori importanti, come la RELAZIONE con il diretto interessato, il CONTESTO e il MODO.

In primo luogo, se non si è in confidenza con una certa persona, mi pare OVVIO (ma evidentemente non sempre lo è) che non tutto può essere detto o ironizzato, soprattutto se si scende a livello di questioni personali. Lo stesso vale se c’è un certo legame con il soggetto, ma non si conoscono gli aspetti più personali di determinati fatti accaduti. Ad esempio puoi anche essere una persona con cui esco frequentemente e con cui parlo di tutto, ma se non sai come è finita la mia precedente relazione, difficilmente ti puoi permettere di fare battute a riguardo, perché rischieresti di cadere in errore o toccare tasti dolenti.

C’è poi la questione CONTESTO: ci sono casi in cui puoi fare delle battute che, in altre situazioni, sembrerebbero fuori luogo e creerebbero fastidio in chi la riceve. Per questo porto un esempio molto vicino, che coinvolge la mia dolce metà: io e Darling, quando abbiamo dei comportamenti un po’ scemi e stereotipati, capita che ci diciamo “ecco, sei come tutti gli altri uomini/donne”. Ovviamente, nessuno dei due crede che l’altro sia effettivamente un soggetto stereotipato, né che uomini e donne possano essere dipinti in un modo preciso, ma si fa riferimento al fatto che la società tende ad affibbiare dei difetti all’uno o all’altro sesso e quando uno di noi cade in fallo agendo davvero in quel modo, se ne ride insieme.
La situazione, però, è diversa quando siamo io, Darling e magari altri nostri amici maschi. Perché se lui prova a dire qualcosa del tipo “come tutte le altre donne”, il branco prende il sopravvento e io finisco additata come se fossi realmente in un certo modo, anche se magari Darling stava solo scherzando e in realtà non ho fatto o detto nulla di male. Inutile poi dire che, nello stesso contesto, non potrei mai uscirmene con “ti comporti come il classico uomo”, che probabilmente verrei fucilata all’istante.
Questo è l’esempio di una battuta sciocca, che fa ridere in un contesto intimo ma che può essere indiscutibilmente fuori luogo in altri.

Toccherei poi il fattore “MODO”, su cui più volte avrei voluto scrivere un post a parte, ma che dovrebbe risultare piuttosto semplice da capire per tutti.
Sono dell’idea che, con le giuste persone, si possa parlare di tutto e scherzare su tutto, purché lo si faccia nel corretto modo. Negli ultimi anni, ad esempio, ho avuto modo di scontrarmi con delle affermazioni fatte da alcune amiche (rivolte ad altre o direttamente a me), rendendomi conto che la stessa cosa poteva essere detta in maniera molto meno aggressiva o diretta o irrispettosa. E il problema, magari, non esiste se il modo risulta sgarbato o sbagliato una singola volta, ma può iniziare a farsi pesante se ripetuto in più occasioni, magari anche in situazioni fuori luogo.

PUNTO 2: Risposta alla battuta

Altro nodo della questione che non riesco a mandare giù è quello legato alla modalità di risposta alle così dette battute. Mi capita spesso di essere volutamente presa in giro da certe persone vicine perché “me la prendo” e quindi “è divertente stuzzicarmi”. Ora, tolto il fatto che non capisco e non apprezzo questo concetto del provare divertimento nel tentare di far volutamente arrabbiare qualcun altro (o almeno non se diventa una missione perenne, da mettere in pratica in ogni momento della vita), ma la cosa che mi lascia più allibita è il fatto che, se una persona ha deciso che sei qualcuno che si arrabbia facile, allora non hai più alcun modo di evitare questa nomea o di rispondere alla battuta. Perché se taci gli altri ti additano e ridono perché “evidentemente te la sei presa”, se ribatti con un’altra battuta “non c’è bisogno che fai l’acida” e se continui la conversazione rispondendo in maniera tranquilla a quello che è stato detto arriva il classico “ma è una battuta, mica te la sarai presa?!”.
E quando succedono queste cose, allora sì che divento una bestia.
Vogliamo fare il giochetto del “ti punzecchio e vediamo cosa succede”? Bene! Ma se si gioca, si gioca in due, non funziona che lo scherzo è valido solo da un senso o che una persona deve subire in silenzio qualsiasi cosa detta “perché sennò si arrabbia facile”.
Ma che diamine di logica è questa? Io veramente non la capisco…

PUNTO 3: Lo scopo dello scherzo

Veniamo infine alla nota dolente. Per non offendere nessuno, la battuta o lo scherzo in questione non deve essere fatto con malizia o cattiveria. Questo dovrebbe essere alla base di quasi qualsiasi parola o azione rivolta ad altri.
Invece, mi addolora e mi fa arrabbiare vedere gente lanciare fango sugli altri con una facilità innaturale, come se fosse scontato. Ho visto e sentito gente rigirarsi veramente male nei confronti di altri, adducendo poi, come scusante, la fatidica frase “è uno scherzo”, che suona prepotentemente come una bugia, magari anche a chi lo dice, ma che di fatto cerca di mettere in cattiva luce una persona anche perché viene toccata dalle parole indelicate di qualcun altro.
Che importa se quello che dico ti ferisce o ti dà fastidio, tanto è una battuta!
Se non capisci uno scherzo è un tuo problema, ma io sono libera di dirti qualsiasi cosa mi venga in mente!

Questa, lasciate che lo esprima ancor più esplicitamente, è una gran filosofia del c***o (e no, non sto scherzando!) perché nessuno dovrebbe sentirsi libero di calpestare, sminuire o far sentire a disagio qualcun altro. Eppure la noia, la frustrazione, l’invidia, l’odio, l’arroganza e la convinzione di essere migliori inducono molti a non prestare attenzione a ciò che si dice e a chi lo si dice, che tanto finchè si scherza la vittima può solo ascoltare in silenzio.

Quindi fare battute è una cosa sbagliata? O sto forse dicendo che c’è una sola retta via per scherzare e io ne sono a conoscenza, mentre il resto del mondo brancola nel buio?
No di certo e non affermo di essere immune a questo tipo di errori!

Anzi, mi sono resa conto più e più volte, dopo aver detto qualcosa, che poteva essere fraintesa o poteva apparire fuori luogo, ma così come non mi sono mai parata dietro alla scusa “è solo uno scherzo”, mi sto impegnando per evitare di commettere ancora questi sbagli, conscia del fatto che possono urtare la sensibilità di qualcuno.

Sicuramente ci sbatterò la testa ancora e ancora, ma mi piace pensare che sto cercando di migliorarmi e di non essere come quelle persone represse che, temendo un confronto diretto, ti insultano più o meno velatamente con delle battute che di scherzoso non hanno neanche il lieve sapore.

Ora che ho un po’ spiegato questo mio punto di vista, raccontatemi voi cosa ne pensate e se vi sono capitate delle situazioni poco scherzose. Avete mai detto qualcosa fuori luogo? O siete stati vittima di frecciatine acide palesemente volte e colpirvi?

A presto,

Iya&Ceres

Ps: le immagini di anime mostrate in questo post non mi appartengono.
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2 Risposte

  1. Io odio queste cose.. mamma mia come le odio! Servono solo per dare aria alla bocca. Sarà che le battute che hanno fatto a me o a cui ho assistito erano fatte veramente malissimo, o sarò io a non possedere senso dell’umorismo, ma le detesto. In effetti non amo quei programmini con i comici.. un veleno!

    25 novembre 2017 alle 11:19

    • Ogni tanto un po’ di sarcasmo ci sta, ma veramente pare che la gente non sappia vivere senza sminuire il prossimo. La cosa peggiore, poi, è quando certe frecciatine arrivano da persone vicine. Che odio!
      Poi, di sbagliare o essere fuori luogo può capitare a tutti… Ma quando il 50% delle cose che dici è veleno, mi pare ovvio che non sia più un caso.

      28 novembre 2017 alle 17:21

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