…I'll also show you a sweet dream next night…

Don’t Let Me Drown

Tratto dall’ultimo cd dei Bring Me The HorizonThat’s the Spirit, uscito a settembre 2015 – c’è un pezzo che non riesco a togliermi dalla testa e che, tra musica, testo e video, mi ha ammaliata e mi mette una voglia di cantare… o, meglio, di urlare a squarciagola, come solo questo gruppo sa farmi fare!

Perchè, come vi dissi già in passato, quando vi parlai di un altro loro pezzo, Sleepwalking, la voce del cantante, Oliver Sykes, riesce a raggiungerti l’anima e a farla vibrare, a risvegliarla. E questa canzone, come altre prima di lei, fa venir voglia di correre e di dar voce a tutto ciò che hai dentro, di rilasciare ogni demone che ti tormenta e cerchi nascondi, ogni giorno, negli angoli più profondi della tua persona.

Nel caso specifico della canzone che vi sto presentando, Drown, ho ritrovato qualcosa in cui mi rispecchio particolarmente, e forse anche per questo mi è piaciuta da subito.
Volendo riassumere il testo con una frase, non potrei che scegliere “Don’t Let Me Drown” come rappresentate di questo pezzo, ma fate attenzione, che non stiamo parlando di una banale richiesta di aiuto per superare una comune difficoltà.

In certi momenti della vita si prendono batoste. Grandi, sonore bastonate. Veniamo feriti da qualcosa o finiamo a terra ed è difficile ricominciare, tornare alla normalità. Però non è detto che ci serva una mano per rialzarci: apparentemente siamo in grado di farlo da soli. Ma ciò che sembra passato in realtà non scompare e continua a consumarci, poco per volta. Ed è in quel momento che affondiamo… e la colpa non è che nostra, perchè continuiamo a vedere ciò che potevamo evitare, gli errori che potevamo non fare, le parole che avremmo potuto dire, le umiliazioni che ci saremmo potuti risparmiare. Oppure siamo fragili, troppo stanchi, sfiniti da tutto, e ci lasciamo sprofondare, che di forza di andare avanti e di continuare a lottare non ne abbiamo. In questi momenti, in ognuno di questi momenti, sprofondiamo davvero, nel buio che è dentro di noi… nel nero e immenso mare che è dentro di noi.

Da quell’acqua tetra e oscura dobbiamo essere salvati. Da noi stessi, dobbiamo essere salvati. Noi che ci feriamo più di quanto dovremmo, che continuiamo a farci male anche quando tutto, ormai, è finito. Ed è questo che io ho trovato in questa canzone, è questo che sento vibrare nelle corde di Sykes, fino ad arrivare alla mia persona, a quel lato fragile del mio essere. Questa richiesta di aiuto, intima, che può essere condivisa solo con qualcuno di vicino, con qualcuno che veramente può prendere il bambino spaventato in noi, quello perso nel buio, per mano e portarlo a casa… o riportarlo a galla.

O magari sono sempre io quella “rotta“, sia per il mio farmi paranoie, per il mio sentire il peso continuo di ogni parola, il peso di ogni gesto, sia perchè vedo sempre grandi significati in tutto, anche in poche semplici parole di una canzone.

Intanto vi posto sia il video che il testo di Drown, e quanti di voi avranno voglia di cimentarsi nell’ascolto potranno dirmi se o di quanto mi sbaglio.

Drown

What doesn’t kill you makes you wish you were dead.
Got a hole in my soul, growing deeper and deeper.
And I can’t take one more moment of this silence.
The loneliness is haunting me.
And the weight of the world’s getting harder to hold up.

It comes in waves, I close my eyes.
Hold my breath and let it bury me.
I’m not okay, and it’s not alright.
Won’t you drag the lake and bring me home again?

Who will fix me now? Dive in when I’m down?
Save me from myself, don’t let me drown.
Who will make me fight? Drag me out alive?
Save me from myself, don’t let me drown.

What doesn’t destroy you, leaves you broken instead.
Got a hole in my soul growing deeper and deeper.
And I can’t take one more moment of this silence.
The loneliness is haunting me.
And the weight of the world’s getting harder to hold up.

It comes in waves, I close my eyes.
Hold my breath and let it bury me.
I’m not okay, and it’s not alright
Won’t you drag the lake and bring me home again?

Who will fix me now? Dive in when I’m down?
Save me from myself, don’t let me drown.
Who will make me fight? Drag me out alive?
Save me from myself, don’t let me drown.

‘Cause you know that I can’t do this on my own.
‘Cause you know that I can’t do this on my own.
‘Cause you know that I can’t do this on my own.
(‘Cause you know that I can’t do this on my own.)

Who will fix me now?
Who will fix me now?
Who will fix me now? Dive in when I’m down?
Save me from myself, don’t let me drown.

Se conoscete questa canzone o vi siete mai sentiti così, non esitate a farmi sapere cosa ne pensate o a condividere con me qualche sentimento affinemagari parlarne potrebbe anche alleggerire, se pur di poco, quel peso che vi tira a fondo.

A presto,

Iya&Ceres

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