…I'll also show you a sweet dream next night…

Kamisama no Memo-chou – NEET detective all’opera

Kamisama no Memo-chou è un anime di soli 12 episodi, tratto dall’omonima light novel, nel formato classico di 20 minuti l’uno, a parte il primo che, a mo’ di pilot, ci introduce la storia e ha una durata di ben 45 minuti.

Kamisama_no_Memochou_-_OP-3

Trama

Ci sono solo due occupazioni significative a questo mondo, che possono fare qualcosa per la morte, per le cose perdute. Esse sono: scrittori e detective. Solo gli scrittori sono capaci di farle rivivere con l’immaginazione. E solo i detective sono capaci di riportarle alla luce dalle tombe, recitandole sotto forma di informazioni. Comunque le informazioni ricavate dai detective non sono altro che fatti già noti nel memo pad degli dèi.

Alice

Narumi Fujishima è un ragazzo molto introverso. Per via del lavoro del padre cambia spesso scuola e quindi è abituato a “cambiare scenario prima di riuscire a delineare l’aspetto dei posti che frequenta o il significato delle persone che gli girano intorno”. Si sente come un puntino nell’universo ed è abituato a non interagire troppo con gli altri. Per questo, in primo liceo, si iscrive al club del computer, che non ha altri membri. La sua vita cambia totalmente quando gli si avvina Ayaka Shinozaki, sua compagna di classe, una tipa molto solare e  spensierata, che gli propone un patto: lei si impegna a iscriversi al club del computer (affinché questo, dato l’unico membro, non chiuda) purché lui, per lo stesso motivo, si iscriva al club del giardinaggio da lei gestito. Narumi, in un modo o nell’altro, rimane coinvolto dalla grintosa ragazza e finisce per diventare suo amico. Ma Ayaka, oltre a gestire il club del giardinaggio, lavora part-time in un negozio di ramen, dove un giorno porta Narumi, con la scusa di offrirgli la cena. Il ragazzo farà così la conoscenza di Alice, una NEET detective, e del variegato mondo di personaggi che ruotano intorno alla sua agenzia investigativa, finendo, suo malgrado, addentrandosi nelle vicende, spesso pericolose, che il gruppo si trova ad affrontare.

NEET

I personaggi

Nonostante si parli di NEET detective, il protagonista è in tutto e per tutto Narumi, un ragazzo inizialmente totalmente disinteressato al resto del mondo, ma che in realtà nasconde una sensibilità non indifferente. Poco per volta diventa chiaro che il suo isolamento era solo una forma di difesa e che dietro a quell’immagine di ragazzo asociale si nasconde una persona che dà tutta se stessa per chi è al suo fianco, rischiando la vita, sporcandosi le mani, spesso improvvisando e offrendo se stesso, la sua forza e la sua spontaneità per i suoi compagni.

Come se fossi sempre stato qui e prima che me ne rendessi conto, la nube che fluttuò nel cielo di Aprile sembrava come un punto di un’immagine completa.

Narumi

Un malinconico e isolato Narumi, prima dell’inizio delle sue avventure

A fianco di Narumi sbuca, molto presto, Ayaka, una compagna di classe vivace e che non teme di farsi avanti. Nonostante la sua apparente spensieratezza, Ayaka è una ragazza in gamba, solare, generosa e che sa nascondere i suoi problemi e le sue paure al resto del mondo. Ayaka sarà un tasselo importante, non solo ai fini della trama, ma soprattutto nell’apertura e nella crescita di Narumi.

Non sono così brava a parlare con le persone, quindi andavo spesso sul tetto da sola. E’ stato così anche quel giorno… proprio non ce la facevo a restare ancora in classe, quindi sono andata sul tetto. Ed ecco che tu eri li. All’inizio volevo solo parlare con te, ma non ne avevo il coraggio. Ecco perché ho portato su un po’ di fioriere, in questo modo potevo venire sul tetto con la scusa delle attività del club. Quindi non lo sei. Non so cosa ti abbia detto mio fratello, ma non sei una specie di rimpiazzo.

Ayaka

La vivace Ayaka… non sempre sorridente

Oltre a questi due personaggi, piuttosto normali, tra i character principali ritroviamo ovviamente Alice, la NEET detective dell’organizzazione, colei che gestisce lo strano mondo che ruota intorno al Ramen Hanamaru. Alice è poco più che una ragazzina e in lei convivono un’intelligenza al di fuori del comune, che si espleta al massimo quando la ragazza dà prova delle suo doti da detective e da genio informatico, e, allo stesso tempo, lo spirito di una bambina, un po’ viziata, un po’ capricciosa, un po’ pignola. Alice è una ragazza sensibile eppure consapevole del marcio che si cela dietro le cose e il suo scopo è quello di portare a galla la verità, per fare giustizia.

Infangare i vivi per mantenere l’onore dei morti. Infangare i morti per consolare i vivi. In altre parole, il lavoro di un detective.

Tragedia!

Il lato frignone di Alice

L’agenzia investigativa è poi costituita da altri tre componenti, tutti maschili, che sono un po’ “l’unità operativa” comandata da Alice: Tetsu è il tipo tosto, quello prestante e abituato a fare a pugni, il duro della situazione; c’è poi “Maggiore“, uno studente universitario fissato con le armi, con la storia e con la tecnologia; infine c’è Hiro (Hiroaki), il bell’uomo che raccoglie informazioni tramite la vasta rete di donne che conosce e corteggia. Tutti e tre sembrano (o più probabilmente, sono) dei tipi strani, ma credono fermamente in Alice e nel suo lavoro, per cui non si tireranno mai indietro e la sosterranno in qualsiasi indagine o folle situazione si ritrovi ad affrontare.

Un giocatore d’azzardo professionista, un militare nerd che sembra un liceale secchione e per concludere un gigolò?

Lo stupore di Narumi,
al primo incontro con l’agenzia investigativa NEET

Group

Il gruppo dell’agenzia NEET: Hiro, Maggiore e Tetsu (con Alice davanti al pc!)

Altra immancabile figura dell’anime è sicuramente Min, la (superdotata) proprietaria del Ramen Hanamaru. Non collabora molto nelle indagini, ma si prende cura di tutto il gruppo e di Alice in particolar modo! E’ chiaro fin da subito che Min non è una tipa con cui scherzare, forse anche per questo riesce a stare dietro alla strana combriccola NEET.

min-san

Non è una tipa da prendere alla leggera!

Infine non posso ignorare quello che è, probabilmente, il mio personaggio preferito: Il Quarto.
Il Quarto altro non è che un boss mafioso… solo che al contrario dei soliti criminali che siamo abituati ad immaginare, questo particolare soggetto è tutto fumo e poco arrosto. Non che sia un tipo che non si sporchi le mani, semplicemente il suo ricorrere a metodi illeciti è più che altro volto al controllo pacifico della sua zona. Insomma… è il classico tipo violento ma con il cuore d’oro, che si prendere veramente cura dei suoi seguaci come fossero una famiglia. Più di una volta le vicende del Quarto si incroceranno con  le indagini di Alice e non di meno con la vita e le avventure di Narumi, con cui instaurerà un rapporto tutto particolare.

Il Quarto

Il Quarto e il suo profilo da teppista

Commenti

Ho rivisto questo anime più di una volta e a distanza di anni non ho ancora capito cosa veramente penso di questa storia. Non la trovo spiacevole, anzi, potrei dire che in generale non mi dispiace affatto. Tuttavia non posso nascondere che lo trovo un pochino debole sotto diversi aspetti.

Innanzitutto, la cosa più palese che si riscontra guardando questa serie è che, se all’inizio si parla di casi di investigazione vera e propria, dopo solo un paio di episodi si finisce per restringere l’attenzione alle vicende dei protagonisti già messi in campo. Le indagini, più o meno banali, riguarderanno quindi principalmente il gruppo dell’agenzia NEET e gli altri personaggi di cui vi ho parlato, a parte qualche nuovo soggetto che emergerà lungo la strada (ma sempre ovviamente connesso a quelli già noti). Insomma, una NEET detective che ci viene presentata come capace di raggiungere qualsiasi angolo della terra finirà per muoversi in un universo molto ristretto.
Non gioca a favore di questo punto l’iniziale presentazione di Alice, la grande detective, che sembra essersi ritagliata un posto tutto suo nel mondo e che ricorre a grandi parolone, grandi discorsi filosofici e non si risparmia di sminuire il povero Narumi, senza che ve ne sia particolarmente ragione. Dopo qualche episodio ci si fa l’abitudine e il personaggio, in generale, si ridimensiona, ma devo dire che il primo impatto non è proprio dei migliori.

Sono una neet detective. L'oracolo della morte

“Sono una NEET detective. L’oracolo della morte.”

Ciò nonostante devo dire che la serie mi ha saputo, a suo modo, prendere, soprattutto negli ultimi episodi, e ho trovato piacevole la figura di Narumi, sempre in bilico tra il rimanere discreto e il mettersi in gioco. Questo ragazzo ha un’innata capacità di trovarsi in situazioni assurde e un altrettanto particolare talento di tirarsene fuori e quindi, anche di fronte a casualità improbabili, non ho potuto che finire per tifare per lui, che tiene alle persone più di quanto non sembrerebbe e che sa mettere se stesso in ogni cosa che fa.

Ho già visto prima quel sorriso di Ayaka. Ma anche ora posso vederlo come se fosse ieri. Quel suo sorriso privo di felicità. Forse se l’avessi fermata quel giorno, o forse se le avessi chiesto qualcosa, non avrei dovuto girare quella singola pagina del blocco per appunti di Dio.

Narumi

L’anime è in tutto e per tutto la sua storia, dato che ogni indagine sembra l’occasione adatta a mostrarlo in azione, a farlo crescere o a farci vedere un nuovo lato di lui. E che dire… non è da tutti farsi coinvolgere nelle vicende della mafia e esserne all’altezza!

Riassumendo, quello che posso dire di quest’opera è che sicuramente non è un grande capolavoro e il profilo del più dei personaggi è a malapena accenato, al contrario dei pochissimi che vengono delineati un po’ più dettagliatamente, ma è una serie che scorre molto bene, dai disegni piacevoli e che, anche per la breve durata, consiglierei a chi è rimasto a corto di titoli ma non vuole impegnarsi in visioni troppo complesse o impegnative.

AliceOp

E’ tutto così blu!

Se lo avete visto o quando (e se) deciderete di guardarlo, fatemi sapere cosa ne pensate! Così magari riesco a chiarirmi anche io le idee su questo titolo!

A presto,

Iya&Ceres

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2 Risposte

  1. Non guardo anime dall’estate.. non ho mai tempo.. che ingiustizia! ;_;

    19 novembre 2015 alle 09:18

    • In realtà io pure ne sto vedendo pochi… dato il poco tempo è più probabile che riesca a guardare un film che una qualsiasi serie. 😦

      19 novembre 2015 alle 13:23

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