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Ghost In The Shell – Le serate Nexo Anime

Per chi ancora non lo sapesse, la Nexo Digital organizza anche quest’anno una serie di serate con dei grandi film d’animazione nipponica al cinema, in date uniche. Giusto mercoledì, con la serata dedicata al prequel di Ghost In The Shell, ovvero GITS Arise (capitoli 1 e 2) siamo arrivati a metà di questa nuova “stagione cinematografica”. La prima serata era dedicata ai due film di GITS, ovvero la versione 2.0 e Innocence (di cui vi parlerò dopo), mentre i prossimi appuntamenti sono con Space Battleship Yamato (15 e 16 Aprile) e infine con Il Giardino delle Parole (21 Maggio).

Trovo questo progetto della Nexo molto interessante, lo avevo conosciuto già l’anno scorso (sono andata a vedermi, purtroppo, solo Madoka Magica e mi è dispiaciuto da morire non vedere anche Akira e Wolf Children – no, non avevo nessunissima intenzione di vedere il 3.0 di Neon Genesis Evangelion!) e vi consiglio di informarvi, se siete amanti del cinema o dell’animazione giapponese, perchè ci sono titoli molto vari e, visto che sono solo 4 serate all’anno, magari vale la pena di buttarsi e andare a vedere anche quelli che non si conoscono. Potete andare al sito Nexo Digital cliccando qui, oppure guardarvi la pubblicità con i trailer di questa stagione che vi posto proprio qui sotto!

Questi trailer sono solo un assaggio per incuriosirvi, se volete farvi meglio un’idea dei vari film vi consiglio di cercare dei trailer più completi (lo dico perchè anche io, rivedendo poi al cinema il trailer lungo di Space Battleship Yamato, mi sono convinta che potrebbe essere interessante).

Ma andiamo ora al nocciolo della dolente questione: parliamo di Ghost In The Shell!

Ghost In The Shell

Parlare di quest’argomento è sicuramente un atto di masochismo, per via della miriade di nomi, della suddivisione dei film/OVA e delle trame molto complesse e intrecciate. Per cui procederò passo per passo, sperando di non confondervi (e di non perdermi io stessa!).

Introduzione ai film proposti nelle serate Nexo Anime

La Nexo Anime ha voluto dedicare ben due serate all’opera Ghost In The Shell:
– la prima, l’11 o il 12 marzo, era una maratona comprendente Ghost In The Shell 2.0 e, a seguire, Ghost In The Shell – Innocence, diretto sequel del primo;
– la seconda, il 02 aprile, è stata dedicata a 2 dei 4 capitoli dell’inedito prequel di questa serie (gli altri due devono ancora uscire), ovvero GITS – Arise, Border 1: Ghost Pain e Border 2: Ghost Whispers.

Prima di iniziare a trattare l’argomento un po’ più (ma neanche troppo!) nello specifico, volevo introdurvi un paio di concetti fondamentali:

1) I sopracitati film (e OVA, perchè Arise non è stato in realtà pensato per il grande schermo) sono stati tratti dall’opera originale, ovvero dall’omonimo manga di Masamune Shirow. Per cui sono parallele alla serie anime, non ne sono il seguito, per questo possono essere viste anche da sole, ANCHE SE, come giustamente mi ha fatto notare un mio conosciente, la visione dell’anime prima può facilitare la comprensione di queste opere perchè nella serie, ovviamente, sono spiegati meglio alcuni dei termini utilizzati (e vi garantisco che “fare l’orecchio” alla terminologia specifica di questa storia prima di vedersi 3 ore di film non sarebbe male!).

2) La protagonista di GITS è Motoko Kusanagi. Originariamente un essere umano, a seguito di un incidente (di cui verrà parlato meglio negli OVA di Arise) la sua mente è sopravvissuta ma il suo corpo è stato interamente sostituito con uno artificiale, per cui è considerata quasi come un cyborg. Fa parte di una sezione speciale della Pubblica Sicurezza, la Sezione 9, in cui ha il grado di maggiore.

3) Tra gli altri personaggi, gli unici che rimangono più o meno costanti nella storia sono:
Batou, essere umano i cui occhi sono entrambi stati sostituiti da parti artificiali, lo ritroviamo nel film originale e nel sequel come personaggio di spicco al fianco del Maggiore Kusanagi, mentre è per lo più un avversario nei primi due capitoli del prequel.
Daisuke Aramaki, capo della sezione 9 in GITS e GITS – Innocence. Da subito attratto dalle potenzialità di Motoko, sarà lui a spingerla a formare una sua unità.
– A questi si aggiungono Ishikawa, un super-hacker, e Togusa, il personaggio “più umano” della squadra (è quello con la minor percentuale di parti robotiche nel corpo) entrambi facenti parte della Sezione 9 (tranne negli OVA, in cui ovviamente li ritroviamo nelle loro “precedenti mansioni”).

Vediamo ora, singolarmente, le 4 opere proiettate al cinema.

Ghost In The Shell 2.0

E’ un remaking/restyling del 2008 del film originale di Ghost In The Shell (risalente all’anno 1995), con largo uso di Computer Grafica. E’ diretto da Mamoru Oshii.

Gits - restauro a confronto

La protagonista, Motoko Kusanagi, deve risolvere un caso legato ad un hacker internazionale chiamato Il Burattinaio. Dopo diverse ricerche, inseguimenti e azione, Motoko riuscirà a trovare e a comunicare con questo misterioso essere, nato in realtà autonomamente dalla rete stessa. L’incontro con questo essere porterà Kusanagi ad una “metamorfosi” e alla fine la protagonista, ormai in un corpo diverso dall’originale, scomparirà senza lasciare tracce.

Ghost In The Shell – Innocence

Sequel diretto del sopracitato film, diretto dallo stesso regista (Mamoru Oshii) vede come protagonista principale della vicenda Batou, spalleggiato dagli altri membri già citati della Sezione 9, ovvero Togusa e Ishigawa.

Batou, indiscusso protagonista di questo episodio

Batou si ritrova a dover risolvere un complesso caso legato a delle bambole-cyborg che acquisiscono coscienza propria e uccidono i loro proprietari. Riuscirà a risolvere l’enigma anche grazie alla protezione, ai suggerimenti e ad un tempestivo intervento della sua collega, Motoko Kusanagi (in una forma totalmente diversa da quella che siamo abituati a vedere).

Ghost In The Shell – Arise, Border 1: Ghost Pain

Prima parte del prequel di GITS, è un OVA diretto da Kazuchika Kise. Oltre a fornire una visione di quello che succede prima del primo film, quest’opera ci propone un nuovo design (sia dei personaggi che della stessa ambientazione e tipologia di animazione) e in parte va anche a modificare alcuni fatti rispetto al GITS originale (questo l’ho letto in rete, non ho modi di sapere quanto effettivamente questo prequel si distacchi dall’altra versione non essendo una fanatica dell’opera, ma ve l’ho voluto dire qualora voleste farvi delle ricerche ).

Motoko Kusanagi è appena tornata in Giappone e deve indagare sulla morte di un ufficiale. Tuttavia, mettendo insieme i pezzi forniti da Batou, Togusa e un detective sotto copertura, Paz, la protagonista si accorge in primis di essere stata hackerata da un virus che ha alterato i suoi ricordi, poi che nella faccenda sono coinvolti diverse persone ai piani alti.

Ghost In The Shell – Arise, Border 2: Ghost Whispers

Secondo dei quattro OVA-prequel, ha lo stesso stile del precedente (di cui è il seguito a tutti gli effetti).

In questo “episodio” ritroviamo Motoko, che ora lavora per Daisuke Aramaki (in attesa di formare la sua personale squadra), alle prese con un ex-militare accusato ingiustamente che, hackerando il sistema delle informazioni con un particolare modello, vuole impadronirsi dei segreti di stato per renderli pubblici e portare allo scoperto atti e comportamenti illeciti insabbiati dopo la guerra da politici e militari. Durante quest’avventura si assiste al reclutemento dei componenti della Sezione 9 della Pubblica Sicurezza.

Considerazioni

Le storie

Non conoscendo affatto nè il manga nè la serie televisiva, il mio parere su quest’opera è puramente legato a ciò che ho avuto modo di vedere sul grande schermo.

Le trame, in tutti e quattro i film, sono piuttosto intrecciate ma interessanti, non sono banali ma possono talvolta sembrare pesanti e difficili da seguire (come dicevo sopra, se non si hanno un po’ le basi del linguaggio specifico della serie, i dialoghi possono sembrare piuttosto ripetitivi, inconcludenti, insensati). Io di fatto ho capito quello che succedeva, ma uscita dal cinema ho avuto difficoltà a fare un resoconto dettagliato di tutto quello che avevo visto (forse è dovuto anche al fatto che dopo 3 ore buone di film sei abbastanza KO).

A me, personalmente, sono piaciute tutte le storie. Un po’ meno, forse, quella di GITS – Innocence, non tanto per la trama in sè, ma per come è stata gestita: è un po’ caotica e i dialoghi in quell’episodio mi sembrano piuttosto forzati. E’ per lo più un insieme di citazioni di terzi messi insieme da Batou e intrecciati senza un apparente vero senso. Già la storia non è delle più banali e devi star sveglio, mettici pure frasi ad effetto che non fanno effetto e incasini solo il tutto. Comunque Batou è un personaggio molto interessante e questo riporta su il punteggio di questa parte dell’opera!

Disegni e Animazioni

C’è una differenzia sostanziale nello stile di tutte queste opere.

Il primo Ghost In The Shell, nella versione 2.0, offre dei disegni e delle animazioni molto studiati e molto realistici. L’unica nota negativa, se posso dire la mia, è che i personaggi a tratti sembrano avere dei profili un po’ troppo “duri”. La stessa Motoko, ad esempio, che è sempre disegnata come una bellissima donna, in certi pezzi sembra avere un viso piuttosto “innaturale” (se si può parlare di innaturale di un personaggio di un film di animazione!). Giusto se vogliamo trovare dei difetti, comunque, perchè per il resto mi è sembrato molto ben fatto.

Ghost In The Shell – Innocence (anno di produzione: 2004, ovvero quasi 10 anni dopo il precedente) ha una grafica veramente da paura: alcuni ambienti sembrano così reali da mettere i brividi. Se gli sfondi e gli ambienti sono spettacolari, trovo ancora una pecca a livello dei personaggi, che seppur dotati di un’animazione notevole, hanno un disegno piuttosto particolare che con l’eccessivo effetto di tridimensionalità sembrano a volte quasi “plastificati” (ma anche qui, forse, è solo una pecca nei miei gusti).

personaggi

Che vi devo dire, a me questi disegni fanno strano!

Al contrario dei primi due film trattati, negli OVA-prequel, che hanno entrambi lo stesso stile, i disegni sono molto più semplici, molto “da cartone animato” e anche i colori sono più accesi, a rafforzare il concetto, appunto, di serie animata. Questo non danneggia particolarmente i personaggi, il cui aspetto è meno realistico ma nient’affatto fastidioso. La stessa Motoko, pur avendo un aspetto decisamente diverso dal solito, ha un profilo molto lineare a, a mio avviso, carino. L’unica enorme pecca è l’animazione. In certi momenti è così poco fluida che sembra di vedere muoversi dei burattini di legno. Le ambientazioni non sono mali e alcune scene hanno una grafica notevole.

Nel complesso, si può notare che nei primi due film (anche per la scelta dei colori e del disegno) l’ambientazione risulta molto più “dark”, futuristica, un po’ streampunk, ma comunque dai toni scuri e un po’ macabri, mentre negli OVA tutto assume una connotazione molto più “pop”, per via dei colori e di diversi fattori narrativi, come la presenza di un robottone puccioso rosso (esteticamente simile, in effetti, a quello di Guilty Crown o di Final Fantasy VIII) che smorza decisamente la tensione e rende tutto molto più “cartonoso” (si, lo so che è una parola che non esiste).

Vedete quel coso a 4 zampe robotiche dietro Motoko, rosso come la moto e la tuta? Bene, è un amichetto puccioso!

Comparto audio

Il doppiaggio in generale non è malissimo. Queste opere bisognerebbe vederle in lingua madre con i sottotitoli, ma per fortuna non abbiamo sempre dei risultati pessimi. I primi due film, tuttavia (2.0 e Innocence) a mio parere sono fatti un po’ meglio da questo punto di vista (anche se ricordo i no-sense dei discorsi di Batou su Innocence), perchè alcuni dialoghi di Arise sembrano come rallentati e in alcuni casi un po’ freddi, spenti. Questa caratteristica l’ho ritrovata molto nel personaggio di Motoko, cosa che sembra togliere mordente al personaggio.

Anche la musicaè abbastanza buona e rispecchia piuttosto bene la differenza di stile che ho già descritto sopra: nei primi due film, con ambientazione più dark, la musica è piùparticolare, graffiante, in certi punti monotona, e per lo più di background. La canzone Ghost City del primo film, ad esempio, a mio parere è notevole e contribuisce a creare un effetto piuttosto particolare, mescolando quello che sembra una melodia antica con un’atmosfera un po’ tetra. Peccato che poi anche la canzone usata per Innocence sia molto simile, ed entrambe vengano ripetute spesso (dando un po’ l’impressione che l’unico pezzo della OST sia quello).

Per quanto riguarda Arise, invece, le canzoni sono molto più pop, calde. La sigla è anche un po’ troppo soft, sembra quasi una musichetta da film a luci rosse. Comunque si nota molto di più la presenza della musica e degli effetti sonori, soprattutto durante gli scontri. Notevole lo scricchiolio dei vestiti di pelle di Motoko, un dettaglio a cui si fa caso. Unica pecca è che ad un certo punto c’è un fischio acuto di sottofondo che ho trovato piuttosto fastidioso.

Concludendo

Non ho ancora capito fin dove è arrivata la mia comprensione delle storie e di quest’opera, ne quanto mi sia effettivamente piaciuta. Mi è piaciuta, di questo sono sicura, ma mi ha impressionato meno, forse, di altre. Madoka Magica della stagione scorsa, ad esempio, pur essendo di una tipologia molto più comune e pur non avendo una trama particolarmente intricata, mi aveva sorpresa molto di più e riempito gli occhi con immagini che non pensavo possibili per quel genere!

Di sicuro, comunque, è un’opera che vale la pena conoscere e vederla sul grande schermo è stata una bella esperienza. I personaggi messi in campo sono interessanti, in particolare Motoko e Batou, e sicuramente è un prodotto studiato e curato. Sono curiosa di vedere i prossimi due capitoli di Arise (il terzo dovrebbe uscire questo giugno) e magari, un giorno, mi dedicherò anche alla visione dell’anime e/o alla lettura del manga.

E voi lo conoscete? Avete partecipato a queste particolari serate al cinema? Conoscevate la programmazione speciale della Nexo Anime?

A presto

– Iya&Ceres –

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4 Risposte

  1. Io non amo molto questo genere quindi non è propriamente nella mia lista.. ^^
    ..però devo vedere assolutamente Madoka Magica.. non so più dove ho messo la serie!

    4 aprile 2014 alle 15:34

    • Io anche dovrei ripescare la serie, perchè i film trattano solo la prima parte della storia e voglio assolutamente sapere come va a finire. Comunque mi è piaciuta moltissimo, non tanto per il personaggio quanto per le ambientazioni e, anche qui, lo stile un po’ cupo e inquietante in certi pezzi. Davvero non lo diresti possibile visto il genere, ma spacca di brutto!

      5 aprile 2014 alle 01:35

  2. Volevo vederlo al cinema ma, alla fine, ho mancato il giorno per una lunga serie di motivi. Che tristezza non aver tempo per queste cose ç__ç

    Pazienza, recupererò con una proiezione home video ;-P

    8 aprile 2014 alle 08:53

    • È un peccato, ma alla fine sono sicura che anche l’home video renderà bene! :p
      Magari hai anche modo di vedertelo in giapponese subbato, che sarebbe una gran cosa! :Q

      8 aprile 2014 alle 09:39

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