…I'll also show you a sweet dream next night…

Grandi classici che ritornano

Da qualche anno a questa parte mi sono trovata a riscoprire alcune canzoni italiane. Non sono mai stata tipa da musica Made In Italy, ma, approfondendo i miei gusti, esplorando generi diversi e iniziando a soffermarmi su diversi aspetti nelle canzoni, ho rivalutato alcuni classici autori e pezzi nostrani.

Tra questi, nell’ultimo periodo, ho rispolverato un paio di canzoni di Lucio Battisti, grande cantautore capace ci colpire con i suoi testi anche a distanza di anni. E’ riuscito a colpire anche me, che ho apprezzato il pezzo che segue, già sentito milioni e milioni di volte prima ma mai veramente ascoltato, per la fantastica e profonda descrizione di una fase particolare della vita di una persona: il momento in cui si ricomincia, dopo una grande delusione amorosa, a sentire un sentimento per qualcun altro. La paura che segue, il non voler star male di nuovo, ma l’incapacità di fermare i propri sentimenti e la voglia di lanciarsi e amare.

Forse sono io che do’ un peso diverso alle parole, forse davvero non le avevo mai veramente capite, ma questo “antico” tipo di poesia mi ha affascinata in una maniera nuova che non mi aspettavo. Parole tanto chiare, tanto semplici ma capaci di creare un’immagine reale.

Evitando di perdermi ulteriormente in chiacchiere, vi lascio alla canzone e al testo.
Eccovi, quindi, Io vorrei… Non Vorrei… Ma se vuoi…

Dove vai quando poi resti sola
il ricordo come sai non consola
Quando lei se ne andò per esempio
Trasformai la mia casa in tempio
E da allora solo oggi non farnetico più
a guarirmi chi fu
ho paura a dirti che sei tu
Ora noi siamo già più vicini
Io vorrei non vorrei ma se vuoi
Come può uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno già a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre
Le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto
Dove vai quando poi resti sola
senza ali tu lo sai non si vola
Io quel dì mi trovai per esempio
quasi sperso in quel letto così ampio
Stalattiti sul soffitto i miei giorni con lei
io la morte abbracciai
ho paura a dirti che per te
mi svegliai
Oramai fra di noi solo un passo
Io vorrei non vorrei ma se vuoi
Come può uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno già a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre
le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto

Anche se non siete amanti del genere e della musica italiana, se avete la mente aperta per apprezzare qualcosa di bello anche se diverso dal vostro genere, ascoltatela… e fatemi sapere che ne pensate!

A presto,

– Iya&Ceres –

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2 Risposte

  1. Alcune vecchie canzoni sono stupende.. non hanno niente a che vedere con certe “cose” vuote e prive di senso che ci sono adesso.

    9 gennaio 2014 alle 08:47

    • Normalmente i generi nuovi mi interessano (quando diversi, particolari) ma non è un concetto che riguarda più di tanto l’Italia (soprattutto i cantanti più gettonati dalla massa). Alcune vecchie canzoni, se non altro, pur non avendo necessariamente basi elaborate, si reggevano su una maggiore attenzione per i testi (cosa non da poco).

      9 gennaio 2014 alle 13:32

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